Cambiare lavoro?

Inviata da Oriana · 18 dic 2020

Salve,
mi chiamo Emma e sono una giovane insegnante alle prime armi. Vi scrivo perché, nonostante svolga questo mestiere da circa un anno, continuo ad avere grossi dubbi e perplessità. Durante la settimana lavorativa, infatti, passo dall'entusiasmo al rifiuto, chiedendomi chi accidenti me l'abbia fatto fare. Sebbene abbia delle soddisfazioni, spesso mi sento obbligata a fare un costante sforzo mnemonico per ricordare e avere chiari gli argomenti delle mie tre materie. È logorante, specie se, alla preparazione delle lezioni e alle ore di docenza, si sommano le ore di riunioni e burocrazia. Per farla breve, insomma, la mia vita in questo periodo ruota attorno al lavoro e mi chiedo se sia normale o se io abbia semplicemente sbagliato strada. Ammetto di essere una perfezionista -mio malgrado- perciò mi ammazzo pur di portare avanti il programma prestabilito, senza se e senza ma. I riconoscimenti fino ad ora non sono mancati, ma io continuo ad avere forti dubbi. Spesso non mi sento all'altezza ed è come se fossi costantemente sotto esame. Mi chiedo se sia la prassi all'inizio o se io debba cambiare mestiere per vivere.

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Miglior risposta 19 DIC 2020

Cara Emma, sembra, da ciò che riporta che sia molto centrata sul lavoro, a discapito degli altri aspetti fondamentali per il Suo equilibrio. Quindi é come se dovesse bilanciare e riequilibrare i diversi ambiti della Sua vita. Quanto alla frustrazione che prova nel lavoro e alla Sua insoddisfazione bisognerebbe soffermarsi nel comprendere come poter gestire al meglio lo stress che prova negli impegni che porta avanti, e su che cosa e come potrebbe renderLa, invece, soddisfatta e pienamente realizzata.
Valuti la possibilità di intraprendere un percorso di lavoro su se stessa per comprendere maggiormente ciò che desidera e le risorse interne che Le permettono di raggiungere un buon equilibrio personale, per il Suo benessere.
Le auguro buona fortuna e serenità.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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20 DIC 2020

Buongiorno Emma , probabilmente come lei ha già individuato il suo schema del perfezionismo le chiede di essere e di dare sempre di più in tutte le situazioni, ancora di più lavorative.. è importante comprendere che i nostri schemi maladattivi sono presenti nella nostra vita, nelle nostre giornate, spesso notiamo che c'è qualcosa che non va ma non riusciamo giustamente a cambiare, e qui è importante l'aiuto di un professionista, in quanto attraverso un percorso di crescita personale si può arrivare alla consapevolezza di quando questi schemi si attivano, di come la nostra mente ripresenta schemi cognitivi e di come poi ci comportiamo per fronteggiarli e modificarli seguendo una modalità più funzionale

Dott.ssa Nadia Pagliuca Psicologo a Torino

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19 DIC 2020

Cara Emma,
certo è all'inizio il lavoro di insegnante è molto duro. Bisogna preparare le lezioni, preparare le verifiche, correggerle....
Con gli anni poi, avrà tutto il materiale per le lezioni già pronto e farà meno fatica.
Se invece sente che quella non è la strada adatta a lei, provi un'altra esperienza lavorativa e poi, valuterà.
con affetto
Dott.ssa Stefania Scotto

Dott.ssa Stefania Scotto Psicologo a Laveno-Mombello

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19 DIC 2020

Cara Emma, sembra che le aspettative che aveva non collimino rispetto a quanto ha trovato. Inoltre, mantenendosi su uno standard di funzionalità e perfezione, l'impegno che ci mette è enorme e stancante - il che amplifica questo divario, così come rende conto di quanto esso debba essere ridotto ai Suoi occhi perchè la situazione venga vissuta serenamente. Per capire meglio cosa succede è necessario aprire alcuni contesti: quello della scelta del lavoro, quello dell'ambiente attuale, quello futuro (quale progetto di sè?). Diventa inoltre necessario, anche se a prima vista potrebbe non sembrarLe, aprire altri contesti di vita (ad es, affettività) per valutare in che modo questo essere nel mondo secondo standard si declina in altri aspetti e ambiti. Laddove sia interessata e disposta a fare questo, la psicoterapia è un buon mezzo per aiutarLa: valuti di contattare un terapeuta. Cordialmente, DP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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18 DIC 2020

Cara Oriana,
le scrivo non solo da psicologa, ma anche come insegnante per molti anni.
I problemi che lei vive sono quelli di tutti noi docenti nei primi periodi di docenza.
Bisogna però distinguere tra difficoltà iniziali (gestione della classe, incombenze scolastiche legate alla funzione docente ecc.), e difficoltà legate al tipo di professione. E’ proprio la tipologia di lavoro che può essere per alcune persone, estremamente faticosa e fortemente demotivante. Infatti nel rapporto docente –alunno si attivano delle complesse relazioni con forte impatto emotivo; è questo aspetto che lei deve considerare bene.
Si chieda: “Provo piacere a entrare in classe? Penso al mio lavoro con piacere, curiosità ecc. anche fuori dalla scuola?”
Se non è sicura delle sue risposte le consiglio una serie di colloqui con uno psicologo per chiarirsi i dubbi.
Un augurio sincero
Giordana Milani

Dott.ssa Milani Giordana Psicologo a Biella

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