Calo desiderio ed insonnia

Inviata da MASSIMILIANO · 8 gen 2013 Insonnia

Sono un uomo di 37 anni tecnico elettronico sposato con un figlio. Ho problemi di disturbo nel sonno. Noto che dormo poco e male. La mia mente pensa sempre e che . Cercassi la risposta a cio che potrebbero dirmi gli altri. Fantastico con la mente,sembra che ogni cosa che vedo cerco di capire come farla. Sbadiglio spesso e mi capita spesso che mi disconnetto con la mente da ciò che sto facendo e come se andassi in ipnosi esempio vedo la tv anche vedendola la mia vista sfocalizza l'immagine e penso ad altro. Ho problema di memoria dimentico tutto. Non ho desiderio di niente. Noto gia' da tempo che ho problemi di erezione come se il cervello non inviasse l'impulso e ciò mi fa stare male. Mi sento stonato. Anche se parlo vado in tensione e si contraggono i muscoli della cervicale. Sono stato da più psichiatri i quali mi hanno prescritto dei medicinali come Alprazig e Citalopram che non uso gia da qualche anno. Motivo o coincidenza che mi portavano beneficio per pochi giorni e successivamente insonnia completa per giornate intere. Credo che i medicinali possono avere un loro contributo ma se il modo mio di pensare non viene modificato non servono ha nulla. Sinceramente navigando in web mi indicavano una psicoterapia cognitiva comportamentale ma o non so cosa significa sono disperato potreste darmi un consiglio, grazie.

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Miglior risposta 10 GEN 2013

Buongiorno gentile Massimiliano,
in prima istanza le suggerisco di valutare di intraprendere una moderata attività fisica tra il lavoro e il rientro a casa, sopratutto camminare a buon passo in spazi verdi e se possibile quasi tutti i giorni. Questo l'aiuterebbe a far defluire il surplus di informazioni in eccesso dai suoi pensieri ripristinando le priorità. Non sento di potermi esprimere riguardo l'assunzione di farmaci in quanto se una cura farmacologca mirata, corretta, modificata se serve, viene eseguita con rigore e sotto stretto controllo medico dà senz'altro i suoi frutti sopratutto se dopo la fase acuta viene supportata da una appropiata psicoterapia. Valuti la psicoterapia ad indirizzo psicodinamico.
Cordialmente

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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14 GEN 2013

Gentile Massimiliano,
la situazione che descrive potrebbe essere sintomo di varie possibili situazioni. E' necessario che si rivolga ad un collega per una valutazione diagnostica, senza escludere valutazioni di tipo medico. Bisogna approfondire l'origine di ciò che sta vivendo per capirne il significato e intervenire conseguentemente. Auguri

Alessandro Degasperi Psicologo a Trento

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10 GEN 2013

Gentile Massimiliano,

i farmaci l'aiuterebbero a placare il sintomo; abbinare una psicoterapia, anche di orientamento cognitivo-comportamentale sarebbe opportuno. Ciò le servirebbe a modificare, sentendosi meglio sintomatologicamente, a focalizzarsi sulle convinzioni che spesso e volentieri si sottendono dietro le paure, le ansie, le depressioni, le insonnie e via dicendo.

Dott.ssa Roberta De Bellis Psicologo a Gallarate

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9 GEN 2013

Caro Massimiliano, sono perfettamente daccordo con lei, purtroppo o per fortuna la terapia farmacologica non sempre riesce a risolvere i problemi come il suo in cui l'insonnia sembra reggersi principalmente su uno stato d'ansia con la tendenza a rimuginare che le impedisce di rilassarsi e recuperare energie soprattutto nelle ore notturne. Tutti quelli che lei descrive: la sensazione di stonamento,il non sentirsi pronti ad affrontare una conversazione e la mancanza di erezione, sono tutti sintomi definiti "diurni" dell'insonnia, che la portano, a concentrarsi e preoccuparsi ulteriormente sul suo stato aumentando il suo livello di preoccupazione ed ansia.
La terapia cognitivo- comportamentale dell'insonnia mira proprio a rompere questo circolo agendo in parallelo su aspetti: cognitivi (i suoi pensieri, credenze, aspettative), comportamentali (restituendo delle regole di igiene del sonno) ed emotivi (ansia, demotivazione e relazioni).
Spero di essere stata esaustiva rispetto alla sua richiesta
cordiali saluti e in bocca al lupo!

Dott.ssa Guglielmucci Simona Psicologo a Roma

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9 GEN 2013

Gentile Massimiliano,
la sua sofferenza e il disagio che questi disturbi le provocano appaiono davvero significativi e come lei stesso conclude necessitano di essere compresi e superati con un aiuto professionale. Una terapia individuale è sicuramente la migliore soluzione; per quanto riguarda la scelta dell'orientamento terapeutico, può provare a chiedersi cosa si aspetta da un percorso di questo tipo, se sente più affine a sé un metodo che si basi maggiormente sul concreto e sui pensieri consapevoli del presente (quello cognitivo comportamentale) oppure un approccio che vada ad approfondire i vissuti emotivi e la sua storia personale per capire da dove hanno origine le dinamiche attuali (quello psicoanalitico). E' pur vero che, al di là dell'orientamento del terapeuta, la psicoterapia è un fatto di relazione tra terapeuta e paziente ed è solo nell'incontro diretto che potrà capire se è il terapeuta giusto per lei. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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9 GEN 2013

Caro Massimiliano comprendo la sua sofferenza ed apprezzo il suo essersi dato da fare per cercare soluzioni adeguate (in questo caso ha dimostrato intraprendenza e lucidità). Forse il suo "iper-pensiero" rappresenta un tentativo fallimentare, ma comunque un tentativo, di comprendere ciò che accade attorno a sè e dentro di sè , mentre il suo "assopirsi" può rappresentare un meccanismo automatico del suo cervello per cercare una sorta di tregua. TREGUA. Una parola che rimanda a molti significati. Sono d'accordo con lei sulla necessità di intraprendere un percorso terapeutico, indipendentemente dall'orientamento del professionista. E' vero che i cognitivisti lavorano principalmente sui processi mentali, ma le sue emozioni....? Dove sono finite? Si trovi un terapeuta nella sua zona, magari visionandone due o tre per "sentire" quello che più le sembra adatto alla sua persona. Può consultare questo stesso portale. In ultimo farei un breve accenno al tipo di lavoro che svolge. Quante ore giornaliere trascorre davanti ad un computer? I suoi sintomi potrebbero avere a che fare anche con la quantità di onde elettromagnetiche alle quali si espone, ma faccio solo arbitrarie congetture poichè non conosco niente della sua vita. Il citalopram è un buon farmaco, leggero e generalmente ben tollerato. A disposizione per eventuali chiarimenti. Saluti. Dott.ssa Sabina Orlandini, Torino

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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9 GEN 2013

Buongiorno Sig. Massimiliano la situazione che descrive e' molto faticosa da sopportare ancora e certamente è' invalidante sia per gli impegni lavorativi che nella vita privata, le consiglio anch'io una psicoterapia individuale che possa andare alla radice dei suoi problemi e così aiutarla.
Cerchi un/a bravo/a professionista nella sua città senza concentrarsi tanto su quale "modello" applica ( come ha già visto ne esistono tanti e differenti) quanto sulla persona del terapeuta : magari qualche suo amico o conoscente sa già indicare qualcuno, in questi caso il passa parola di persone che già hanno usufruito di un servizio e si sono trovate bene e' molto utile...
È' importante, al di la' degli aspetti "tecnici" , che lei senta un feeling positivo nei confronti di questa persona, e' importante che lei possa sentire una alleanza positiva con la persona che si offre di aiutarla.
Cordiali saluti, Dott.ssa R.M. Scuto

Dott.ssa Rosa Michela Scuto Psicologo a Pontedera

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9 GEN 2013

Gentile Massimiliano, non credo lei debba cercare una psicologa piuttosto che un'altra, cioè ciò che a lei occorre è di trovare una psicologa/o che riesca a capire a cosa è dovuta questo sua situazione ansiosa.

Dott.ssa Angela Virone Psicologo a Agrigento

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8 GEN 2013

Buongiorno Massimiliano, la situazione che descrive deve essere molto difficile da sopportare. Sono d'accordo con lei: c'è l'indicazione di una psicoterapia individuale; esistono diversi modelli di psicoterapia efficaci in problematiche come le sue. Non ci ha detto nulla delle sue relazioni, cioè quanto il suo malessere incida nella sua vita sociale, familiare, lavorativa. Da quanto tempo ha questi problemi e quale sente essere l'obiettivo principale per una terapia, quali sono le sue aspettative nei confronti di una terapia.
Queste sono tutte domande alle quali potrebbe trovare delle risponde all'interno di una terapia individuale.
A presto. Dott.ssa Claudia Giangregorio

Dott.ssa Claudia Giangregorio Psicologo a Milano

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8 GEN 2013

caro massimiliano, come forse avrà notato navigando nel web ci sono diversi tipi di metodi psicoterapeutici, non solo quello cognitivo comportamentale, anche se questo è incentrato sullo stile cognitivo ovvero sui pensieri propriamente detti e sul comportamento ad essi associato. ci sono anche metodologie che permettono di approfondire le cause e le modalità che hanno portato alla situazione atttuale, con indagini più complesse, come le terapie dinamiche e/o psicoanalitiche. è importante che comprenda i motivi e i bisogni che la sua situazione attuale sottende, questo è un passo fondamentale, ancora prima che lavorare per cambiare le cose.
in bocca al lupo per tutto
saluti

Anonimo-126894 Psicologo a Roma

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