Buongiorno. Vorrei vincere la paura di vivere

Inviata da Antares · 18 ago 2020

Sono una donna di 65 anni. Ho sempre lavorato ma dal primo fermo che ha fatto lo stato mi sono dovuta fermare. Ho paura di vivere. Forse perché leggo troppo ma queste restrizioni mi fanno pensare a come sono iniziate le guerre. Io non ce la faccio a vivere senza almeno una parvenza di libertà. È già troppo chiusa la mia vita. Se potete aiutarmi ve ne sono grata. Grazie l

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Miglior risposta 27 AGO 2020

Gentile Antares,
il periodo del lockdown conseguente alla pandemia le ha imposto temporaneamente
di fermarsi col lavoro ma per molti lavoratori autonomi e piccoli imprenditori il danno è stato molto più grande.
Non si comprende poi bene il nesso di questa emergenza con le guerre del passato che tra l'altro lei non ha vissuto personalmente.
E' ipotizzabile che lei già prima della pandemia aveva poche relazioni sociali ed il lavoro era l'attività che maggiormente la teneva impegnata ma che credo avrà ora potuto riprendere.
Probabilmente, come lei stessa dice, la sua più che paura di vivere è paura di perdere o subire limitazioni nella sua libertà individuale che però in questo caso è stata una misura di cautela necessaria a ridurre i contagi.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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2 SET 2020

Gentile Antares, il periodo che abbiamo passato è difficile, ma è sempre l'attitudine a fare di noi persone libere, al di là delle circostanze. A volte bisogna attivare risorse che abbiamo dovuto assopire e che vanno risvegliate. Quel che lei dice della libertà è giusto, come la sua sensazione di paura è reale... ma è proprio sicura che la libertà non possa essere anche qualcosa che percepiamo e valorizziamo nei limiti che di volta in volta ci sono dati?
Forse bisogna cominciare a vivere, magari accompagnati dalla propria paura al'inizio, notando in quanti gesti, pensieri e emozioni siamo completamente liberi, al di là delle circostanze. Piccole cose, all'inizio come la libertà di gustare la colazione che ci piace od indossare l'abito preferito e conservare la sensazione della libertà nelle piccole cose che ci sono concesse, per tutto il giorno. Le auguro ogni bene, Carla Susini

Dott.ssa Carla Luisa Susini Psicologo a Massa

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26 AGO 2020

Gentile Antares, le paure di cui parla sono diretta conseguenza del periodo storico straordinario che abbiamo vissuto e del quale viviamo ancora qualche retaggio. La quarantena ha imposto di fermarsi, restare a casa e avere molto tempo per pensare, confrontarsi col “vuoto”, l’assenza di tempo e di certezze. Tutte cose che spesso tendiamo ad voler eliminare. Questo in alcuni casi ha generato ansia, paura, insonnia e altre conseguenze poco piacevoli. Queste sensazioni, prolungate nel tempo, sottopongono non solo la mente ma anche il corpo ad uno stato di disagio marcato...che a distanza di 3 mesi, si fa ancora sentire. Un piccolo consiglio...Ri-parta dai piccoli piaceri, si coccoli facendo quel che le piace, potrà sembrare banale ma è molto importante, cerchi di utilizzare parole piu circoscritte (“paura di vivere” è un concetto molto vasto, oserei dire spiazzante, che magari rende l’idea ma che da solo basta a corroborare ansia e impotenza, restringa il campo, Scelga con cura le parole che compongono i suoi pensieri, perche da queste dipendono parte delle sue emozioni...). Infine, quando arrivano pensieri e paure li accolga, come retaggi di un periodo che ha messo tutti a dura prova. In questa sede questo è quel che reputo di poter fare per lei. Spero le sia di aiuto. Rossella Maiolino

Dott.ssa Rossella Maiolino Psicologo a Torino

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19 AGO 2020

Buongiorno Sig.ra Antares,
è possibile che gli attuali eventi abbiano risvegliato antiche paure riguardanti la libertà. Le consiglio di chiedere un aiuto psicoterapeutico al fine di considerare i suoi vissuti (paure, chiusura).
Un cordiale saluto
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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19 AGO 2020

Gentile Antares,
contro il bombardamento di informazioni potrebbe essere utile diminuire e limitare la lettura delle notizie ad uno o due momenti della giornata. Se legge per una-due ore al giorno, provi a ridurre alla lettura sommaria delle notizie principali per 15-20' alla mattina e alla sera per esempio, o magari guardi sono un tg della sera.
Per la percezione della restrizione della libertà se vuole provi a focalizzarsi non su quello che non può fare, ma pianifichi le piccole cose che può fare, esercitando la propria libertà di decidere, scegliere, porsi obiettivi.
Se le componenti di ansia o sentimenti ed emozioni sgradevoli sono di una certa entità può essere utile rivolgersi a un professionista per lavorare sulla loro gestione.
Le faccio tanti auguri
dott. Giovanni Iacoviello

Dott. Giovanni Iacoviello Psicologo a Bergamo

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19 AGO 2020

Buongiorno,
le restrizioni attuali sono pesantissime. Sono pesantissime non perché ci costringono a stare nelle nostre case, che in fin dei conti sono dotate di tutti i comfort, ma sono pesantissime perché ci costringono a pensare alla morte e alla possibilità di morire noi stessi. Questo è forse il pensiero più intollerabile per la nostra mente.
È questa la nostra guerra: quella Con noi stessi, contro i nostri pensieri più tetri. Il nostro obiettivo è quello di non perdere, invece, la speranza, le amicizie, la capacità di pensare che questa pandemia finirà. La capacità, quindi, di salvaguardare la salute nostra e altrui Fino a quando sarà necessario.
Vedo che usa i mezzi elettronici, dunque....
Una buona giornata
Dott. Ssa Giuliana Gibellini, Psicologa psicoterapeuta, specialista in psicologia clinica

Dott.ssa Giuliana Gibellini Psicologa - Psicoterapeuta Psicologo a Carpi

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19 AGO 2020

La paura è un'emozione potente necessaria per la nostra sopravvivenza, ascoltarla è il primo passo, come ogni emozione ha tanto da raccontare... molte volte il rischio è che il nostro corpo entri in un corto circuito, le memorie del passato si agganciano a quelle del presente creando confusione e bloccando il nostro agire
L'ascolto attento di un professionista può aiutare a sciogliere la matasse delle memorie e delle esperienze restituendo una vita finalmente vissuta liberamente
Buona giornata!

Dott.ssa Dalila Avitto Psicologo a Milano

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19 AGO 2020

Buongiorno Antares,
può darsi che lei legga troppo e allora tutte le informazioni che da più parti la sommergono, le impediscono di vivere. Stiamo continuando a fare i conti con la pandemia e i dati sono altalenanti, non sempre tranquillizzano. Ma anche questo è vivere: cercare l'equilibrio tra la prudenza e la negazione irresponsabile. Rimanere informati ma non eccedere e soprattutto seguire solo fonti accreditate. Impiegare bene il proprio il tempo, non rinunciare a vedere le persone e a fare le cose che ci fanno stare bene. E forse la cosa più importante: vivere il presente, concentrarsi sull'oggi, su quello che ogni singolo giorno ci può portare, grati per ogni dono.
Non è sbagliato avere paura, non lo è mai. Ma la paura, se riconosciuta, come lei sta facendo, può essere slancio per vivere la vita che ci tocca, così com'è, quando non possiamo cambiarla.
Le auguro di trovare il suo coraggio.
Dott.ssa Franca Vocaturi

Franca Vocaturi Psicologo a Torino

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19 AGO 2020

Gentile signora,
il periodo del lockdown ma anche l'attuale situazione ha costretto molte persone a cambiare la loro routine quotidiana. Lei ha smesso di lavorare, fatto che già di per sé costituisce un cambiamento importante della vita. La routine qualche volta può essere vissuta come noiosa ma allo stesso tempo ci dà un senso di prevedibilità e quindi di sicurezza. La Sua paura di vivere potrebbe essere collegata anche a questo. Se quello che vive La fa pensare all'inizio delle guerre è comprensibile che si senta spaventata. Purtroppo anche i media non aiutano quando usano questo linguaggio. Dice che forse legge troppo. La lettura è un ottimo passatempo, dipende da cosa legge. Se si aggiorna continuamente sul virus, sui contagiati, sui morti, legge le previsioni di ogni tipo tra cui quelle catastrofiche, allora potrebbe essere sovraccaricata di informazioni, la Sua attenzione viene così focalizzata sulle notizie negative, senza permetterle di rendersi conto delle cose positive che ci sono. In questo caso Le consiglierei di scegliere, almeno in questo periodo, letture più rilassanti o diverse, che non abbiano a che fare con il virus, le pandemie e le guerre.
Dice anche che la Sua vita è troppo chiusa. Non so niente di Lei, come vive, che relazioni e che interessi ha. Ma come può scegliere il tipo di lettura, può scegliere anche come passare le giornate. Qualche volta è difficile costringersi a fare le cose che magari Le piacevano nel passato, uscire, fare una passeggiata o chiamare qualcuno ma sono tutte attività opposte a una vita chiusa. Se non Le viene in mente niente, provi a prendere un foglio di carta e senza pensare troppo scrivere tutte le cose che faceva volentieri, senza censurare, senza giudicare, scriva così come Le vengono in mente, anche delle cose piccole. E poi scelga qualcosa da quella lista e lo faccia, anche se non ne ha tanta voglia. Ci vuole un inizio per ottenere un cambiamento. Anche l'aver condiviso quello che prova è un inizio.
Buona giornata.
Dott.ssa Katarina Faggionato

Dr.ssa Katarina Faggionato Psicologo a Vicenza

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19 AGO 2020

Buongiorno,
comprendo la sensazione di "gabbia, restrizione". Io non ho vissuto la guerra, ho solo i racconti dei miei cari. Immagino sia molto difficile per lei, considerando che le attuali emozioni e sensazioni di paura, incertezza, limitazioni e costrizioni probabilmente richiamano alla mente ricordi dolorosi del passato. Penso che un modo per aiutarla potrebbe essere cercare di lavorare su due fronti, cercando di gestire la situazione attuale ma anche distinguendola da quelle passate, che forse non sono state sufficientemente elaborare. Le consiglio un persorso psicologico per approfondire e identificare i nodi di questa "paura di vivere" proprio per non privarsi lei stassa della parte di libertà di cui dispone.
Dr.ssa Barbara Bertolina Civera.

Dr.ssa Barbara Bertolina Civera Psicologo a Torino

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