Buonasera, ho 40 anni e due nambini di

Inviata da Samantha il 9 nov 2017 7 Risposte  · Psicologia sociale e legale

Buonasera, ho 40 anni e due figli: un maschio di 9 anni e una femmina di 5. Scrivo per il più grande poochè nell'ultimo periodo mi sta dando molte preoccupazione a causa dei suoi cambi di umore. È sempre stato un bambino buono ed ubbidiente, Ultimamente invece è in piena ribellione Nonostante sia uno dei primi della classe non vuole più fare i compiti, piange continuamente, sembra essere frustrato per ogni cosa e inoltre ha sempre paura di prendere brutti voti nonostante io e mio marito lo rassicuriamo e cerchiamo di dargli un po' più di leggerezza! Inoltre la sera dice sempre che gli manca il respiro ed inizia a piangere, inizialmente l'ho associato al fatto che ha problemi di reflusso gastroesofageo ma ora temo che possa trattarsi di ansia. Come faccio ad escludere chei sia così? Oltre alla completa dedizione e sostegno che io e mio marito gli diamo continuamente come possiamo aiutarlo? Pptrebbe aver bisogno di uno psicologo? È un bambino troppo buono e sensibile attento sempre a non deludere nessuno ma a noi importa soltanto che stia bene! Lo vedo stanco e giù di tono e sono molto in pensiero! Grazie

paura , marito , figli

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Gentile Samantha, per capire se si tratti realmente di ansia le consiglio di contattare uno psicologo dell'età evolutiva. Attraverso una semplice chiacchierata (questo è quello che appare al bambino, in realtà è un colloquio clinico che individua eventuali problemi), disegni, piccoli test (che appaiono come giochi ai bambini) può togliersi questo dubbio. E prima lo fa e meglio è, perché si avvicina il periodo dell'adolescenza, un periodo già di per sé complicato. Spesso sono proprio i bambini più perfettini a cadere in difficoltà perché hanno creato negli altri, ma prima di tutto su sé stessi, aspettative molto alte. Anche un piccolo cambiamento, la loro stessa crescita, una piccola delusione può essere visto come un grave problema. Probabilmente suo figlio ha bisogno di rivedere i suoi schemi, abbassare un po' le aspettative per poter vivere con più spensieratezza. Il mio consiglio è in casa di parlare con lui di eventuali problemi, fargli sentire la vostra presenza e disponibilità, farlo sentire amato e accettato nonostante gli insuccessi che nella vita possono capitare. Raccontate di qualche vostra esperienza negativa avuta da ragazzi. Sdrammatizzate e usate tanta ironia quando parlate con lui dei suoi o degli altri difetti. Ma non abbia paura di chiedere aiuto a un professionista. Ne parli anche con l'insegnante e il pediatra. Da soli non è mai semplice e un aiuto esterno può fare la differenza.
Un cordiale saluto, Dott.ssa Vangelio.

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Gentile Samantha,
i cambiamenti nello stato emotivo e umorale di un bambino possono essere legati a diversi fattori. I comportamenti del bambino che descrive possono essere sintomo di uno stato di disagio che il bambino sta affrontando in questo momento. Se l’ambiente familiare è sereno e non ci sono grandi cambiamenti nella vita del bambino, il disagio potrebbe riguardare la dimensione scolastica: il rapporto con le maestre, con i compagni di scuola, con le materie scolastiche o comunque con le valutazioni e il confronto con i pari. Potrebbe anche essere una fase di crescita, cambiamento e sperimentazione del proprio mondo emotivo. In ogni caso il mio primo consiglio è quello di un colloquio con un terapeuta, il quale vorrà parlare per prima cosa con voi genitori senza il bambino, così da comprendere meglio la situazione, individuare il disagio, la sua intensità reale e la conseguente strategia per risolvere questo stallo emotivo che il bambino sta vivendo.
Restiamo a sua disposizione,
Cordialmente
Dott.ssa De Luca Alice e Dott.ssa Brambilla Veronica esperta Centro Synesis Psicologia

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17 NOV 2017

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56 Risposte

8 voti positivi

Gentile Samantha,
può darsi che il comportamento di suo figlio sia strettamente legato ad un anticipazione della preadolescenza, da cui la necessità di ribellarsi alle autorità genitoriali, non essere più il bambino solo obbediente, ma al contempo l'incapacità di gestire l'ansia derivante da quella sorta di autonomia che rivendica.
Come genitori continuate a mantenere l'atteggiamento accogliente e disponibile e se il disagio persiste è consigliabile un consulto con uno psicologo dell'età evolutiva, che possa supportarlo individuando le motivazioni alla base del sua sofferenza.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Vanda Braga

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13 NOV 2017

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1277 Risposte

1085 voti positivi

Gentile Samantha,
Probabilmente suo figlio ha aspettative molto elevate rispetto alle performance scolastiche, potrebbe essere un momento di stress e ansia evolutiva legata alla fase di crescita.
In ogni caso è necessario approfondire con una psicologa l'entità di questa ansia e e entualmente individuare le strategie più opportune per supportarlo. Lei continui con suo marito ad accoglierle il bambino e farlo sentire amato, si ritagli alcuni spazi per stare emotivamente con lui come leggere un racconto, coccolarsi, divertirsi, condividere insieme....in sostanza alleggerisca il clima relazionale.
Nel frattempo potrebbe iniziare a raccogliere alcune impressioni con le insegnanti, e iniziare a pensare ad un contatto con una psicologa dell'età evolutiva. L'approccio con i bambini è molto delicato e ludico, ne trae beneficio anche la genitorialita'.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Donatella Costa

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10 NOV 2017

Logo Dr.ssa Donatella Costa Dr.ssa Donatella Costa

2395 Risposte

2031 voti positivi

Cara Samantha, dalle cose che descrive sicuramente suo figlio sta provando delle emozioni negative e probabilmente sta anche cercando di gestire in qualche modo.
Bisogna però effettuare una buona valutazione e capire cosa c è che non va e che oscillazioni ha il suo umore.
Considerare l'eventualità di farlo seguire da un terapeuta perché ora è piccolo e potrebbe portarsi nel tempo qualche segno di questo momento
Saluti
Virginia Valentino

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10 NOV 2017

Logo Dott.ssa Virginia Valentino Dott.ssa Virginia Valentino

70 Risposte

21 voti positivi

Gentile signora, le consiglio di prpvare ad osservare il suo bambino e i suoi comportamenti, per capire se possa essere successp qualcosa (anche un fatto non grave) che possa aver provocato questo cambiamento. Il consiglio che posso darle è quello di far fare al bambino un colloquio psicologico per far emergere ciò che il bambino ha dentro.

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10 NOV 2017

Logo Dott.ssa Annalisa Sciaboni Dott.ssa Annalisa Sciaboni

3 Risposte

1 voto positivo

Gentile Samantha,
i cambiamenti repentini nel comportamento di un bambino possono dipendere da svariati motivi, fortunatamente non sempre gravi. Anche quando i genitori siano attenti e disponibili non è detto che si riescano ad evitare incomprensioni ed interpretazioni erronee nel rapporto col bambino, e l'attenzione a non deludere nessuno cui lei fa riferimento può essere uno dei motivi alla base di un momento di difficoltà. Lei esprime paura che si possa trattare di ansia, e in effetti sarebbe utile valutare quest'area, anche in virtù della presenza di un reflusso gastroesofageo (i disturbi gastrici sono tra i sintomi più frequenti di problemi legati all'ansia). L'ideale sarebbe parlare con uno psicologo specializzato nell'area evolutiva, il quale potrà sicuramente fornirle indicazioni utili sulle strategie da utilizzare nel rapporto con suo figlio. Potrebbe essere utile fargli incontrare il professionista, ma non è detto che sia necessario: è anche possibile che sia sufficiente incontrare i genitori del bambino. Solo a seguito di un incontro approfondito con voi sarà possibile stabilire se sia necessario incontrare anche lui.
Nel frattempo rimangono valide le accortezze che sembra già utilizziate riguardo la disponibilità all'ascolto e il sostegno che gli fornite. Aggiungo che potete provare ad osservare i momenti di gioco libero o i disegni che produce spontaneamente: questi strumenti potrebbero fornire allo psicologo dati aggiuntivi molto importanti nella costruzione di una strategia d'azione.
Cordiali saluti,
dott. Gianclaudio Plebani

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9 NOV 2017

Logo Dott. Gianclaudio Plebani Dott. Gianclaudio Plebani

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