Brutto periodo della mi vita non ho la forza di reagire

Inviata da calimero · 19 ago 2016 Depressione

Ho 53 sono una persona sola non ho una donna mai avuta mi sono buttatato sul lavoro visto il momento difficile e diminuito come a tutti, in questo ultimo periodo ho conosciuto una donna meravigliosa io onestamente le ho espresso cosa provavo per lei anche se sapevo che lei non voleva nessun uomo e quindi mi ha detto no e io l'ho accettato il suo no però dopo un paio di mesi mi ha allontanato come un appestato dicendomi solo che la mettevo a disagio, io mi sono sempre comportato correttamente con lei sia in pubblico che in privato, fra noi non c'è stato nulla né un bacio né una carezza insomma nulla e questa cosa mi ha fatto male perché non riesco a capire cosa le ho fatto
visto il gran bene che le volevo e gli voglio ancora adesso mi ha fatto sentire colpevole di qualcosa che non so e questo mi ha fatto male veramente e non riesco a reagire da ciò
Io non l'ho mai vista come una da portarsi a letto ma io sono innamorato soprattutto del suo cervello quello di una persona molto intelligente però che mi ha trattato così.
Una volta quando ero più giovane riuscivo a reagire da ciò adesso non ne ho più la forza vedo tutto nero e sono due mesi che non parlo più con nessuno delle persone vicine a me
non so come uscire da questa situazione
grazie

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Miglior risposta 19 AGO 2016

Gentile utente,
devo dirle che innanzitutto ha fatto male a dichiararsi con quella donna se era già certo che sarebbe stato respinto : mi sembra una cosa senza senso.
La signora si è comportata così perchè ha avuto paura che la corazza in cui si è rinchiusa potesse essere scalfita mettendo in discussione tutti i suoi postulati, cosa che l'avrebbe destabilizzata.
Per lei che già aveva bassa autostima (almeno riguardo alla sfera relazionale e al rapporto con le donne) è stato un crollo.
Comunque, proprio perchè in fondo questa relazione non è mai nata, non è il caso di farne una tragedia .
Torni a parlare con le persone a lei vicine e se vuole fare una cosa migliore inizi una psicoterapia che la potrà aiutare a relazionarsi meglio con gli altri e specialmente col gentil sesso.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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22 AGO 2016

Buongiorno calimero, credo che già il suo nickname dica qualcosa...mi sembra che si trovi nella classica situazione della "profezia che si autoavvera" per cui, partendo da una bassa autostima, si pone nel mondo in modo tale da essere rifiutato (più o meno direttamente). Tanto che ha dovuto "buttarsi sul lavoro" visto che non riusciva a stabilizzare delle relazioni. Non si capisce bene cosa sia successo con questa persona, tuttavia può anche essere (sempre ipotesi) che lei, involontariamente (ma, volontariamente in senso emotivo...) abbia fatto o detto qualcosa che elicitasse un allontanamento ancora maggiore rispetto al no iniziale. In psicoterapia cognitiva esiste un concetto chiamato "ciclo interpersonale" per cui il terapista deve fare caso a ciò che il paziente gli elicita (non sto parlando della parte emotiva del controtransfert, ma c'è anche una parte cognitiva da considerare), e gli risponde in una modalità, il paziente risponde a sua volta a quella modalità, e così via. Se posso essere sincero, ciò che mi suscita il suo post (in un ipotetico ciclo interpersonale fra noi due) è proprio una sensazione che ci sia dell'altro, del non detto che, tuttavia, è tanto importante da condizionare la relazione. Questo per dire che, anche nel come si è posto in questo contesto, ha delle somiglianze (e non potrebbe essere altrimenti, in quanto lei, come tutti, quando interagisce con l'Altro, ripropone gli stessi nuclei emotivi, chiunque abbia di fronte, anche solo telematicamente) con ciò che è successo con quella persona. Per questo, credo, le potrebbe essere utile una psicoterapia incentrata proprio sulle sue risorse relazionali (esplicite e procedurali) che non le permettono di avvicinarsi, troppo, ad un altro sistema. Questo (ancora ipotesi) le da il "vantaggio" evolutivo di non esporsi emotivamente all'Altro, evitando così temuti giudizi negativi, abbandoni, controlli esterni, etc. etc., controllando, così un contesto percepito dal suo sistema come potenzialmente nocivo alla propria sopravvivenza emotiva.
Se fosse verificata, questa modalità di gestire i rapporti, comunque, non sarebbe da "buttare" (comunque sarebbe possibile solo smussarla, non cassarla totalmente), in quanto anche essa ha la sua utilità, di quando in quando. Ma sarebbe utile aggiungere qualche altra risorsa relazionale, così che lei abbia maggiori possibilità di scelta su quale utilizzare in un contesto e quale altra utilizzare in altro contesto.
Buona fortuna
dott. Massimo Bedetti
Psicologo/Psicoterapeuta
Costruttivista-Postrazionalista Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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22 AGO 2016

Gentile signore,
dal suo racconto sembra che lei abbia una lunga storia di fragilità e di difficoltà a relazionarsi con le persone dell’altro sesso, e forse non solo: l’episodio di cui parla rientra fra queste difficoltà avute anche in passato e che, magari, sono state “coperte” da un intenso impegno lavorativo?
Come sono andate le sue relazioni in passato? Qualcuna è proseguita, ha avuto una certa durata o si è fermata presto, come sembra accadere per questa di cui ci parla?
Che cosa vorrebbe da una relazione con una donna: compagnia, sostegno, progettare un futuro, magari formando una famiglia, o solo un sollievo momentaneo alla sua solitudine?
Ha persone con cui parlare di queste cose, anche a livello di amicizie del suo stesso sesso ma anche dell’altro per sentire le loro esperienze e i loro punti di vista? Magari anche preti, baristi, compagni di una serata in pizzeria?
È vitale che lei non resti chiuso in questi pensieri che si avvolgono in se stessi, ma che si apra a nuovi punti di vista, a nuove possibilità e a nuove esperienze che aspettano solo di essere colte.
Perché da solo fa fatica a districarsi dalle emozioni, dai dinamismi e dai pensieri suscitati da una spinta potente come quella che proviene dal conoscere una persona dell’altro sesso così attraente come quella di cui ci parla.
Se le è difficile parlare con le altre persone che ci sono nella sua vita, o se questo non le basta, ci sono anche gli psicologi, che molto spesso sono in grado di aiutare a fare il punto della situazione e a trovare nuovi spunti e nuove direzioni verso cui dirigere la propria vita.
Un cordiale saluto

Dottor Gabriele Andreoli psicologo psicoterapeuta

Dott. Gabriele Andreoli Psicologo a Isola della Scala

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20 AGO 2016

Gentile signore, mi permetto di consigliarle innanzi tutto di provare a riallacciare i rapporti e le relazioni con amici e parenti poiché è proprio nei momenti difficili che possono dare una mano anche solo con la loro presenza e il loro affetto incondizionato.
Sembra quasi che lei abbia vissuto un innamoramento platonico con questa donna,dal momento che non c'è mai stato un effettivo avvicinamento tra voi due. Lei ha detto di non aver mai avuto una relazione con una donna perché si è dedicato esclusivamente al lavoro e adesso forse sente il bisogno di avere qualcuno al suo fianco. Certo è che i rapporti vanno coltivati, nella vita si impara piano piano a relazionarsi con l'altro sesso, a comprenderlo e anche a capire di quale persona abbiamo bisogno al nostro fianco. Le consiglio di consultare un professionista che possa aiutarlo a capire meglio qualcosa di se stesso che spieghi anche come mai fino ad oggi non ha avuto una relazione e provare a rimettersi in gioco. Non è mai troppo tardi!
Buona fortuna
Dott.ssa Denaro

Dott.ssa Francesca Denaro Psicologo a Prato

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19 AGO 2016

Gentile signore,
si esce piuttosto facilmente dagli stati depressivi con la terapia strategica breve, a volte basta addirittura un solo colloquio. Potrebbe perciò consultare un professionista che la utilizza.
Inoltre sarebbe il caso di capire come mai non è finora riuscito ad avere una donna.
E' possibile che ci sia un qualche fattore psicologico che glielo ha reso molto difficile e anche in questo caso uno psicoterapeuta dovrebbe saperla aiutare, identificandolo e contrastandolo.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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