Bocciatura a scuola media

Inviata da Giuseppina Ferrara · 15 giu 2026 Orientamento scolastico

Bocciatura a scuola media per assenze mio figlio ha 13 anni la sta vivendo molto male la vede come un ingistizia non reagisce rabbia dolore pianti

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Miglior risposta 16 GIU 2026

Cara Giuseppina,
mi dispiace molto per questa notizia e comprendo che suo figlio tenda a vederla come una "ingiustizia".
Lei è d'accordo con questa visione? E il padre cosa ne pensa?
Immagino che i professiori abbiano avvertito nel corso dell'anno anche voi gentiori di questa situazione la quale richiede supervisione e attenzione da parte dei genitori.

Nel senso che un ragazzo di 13 anni necessita di supporto organizzativo per poter essere presente a scuola ogni giorno, deve essere incoraggiato, stimolato, deve essere spronato a riflettere sul singificato che ha l'istruzione, la scuola, la sua importanza.

Da solo non può comprendere tutto ciò, perciò ha fatto molto bene a scrivere qui e a condividere con noi ciò che è accaduto.
E' un primo passo per aiutare suo figlio, in modo che da settembre le cose vadano meglio.

A tal fine, le consiglio di richiedere una consulenza psicologica che coinvolga anche il padre, al fine di trovare le giuste stragie per stimolare e supportare vostro figlio in modo che si possa costruire il futuro che si merita.

Vi auguro il meglio!

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Psicologo a Roma

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26 GIU 2026

Buongiorno Giuseppina, da quello che racconti emerge quanto tuo figlio stia vivendo questo momento con dolore intenso, rabbia e senso di ingiustizia. È comprensibile che a 13 anni una bocciatura venga percepita come un evento molto forte e possa attivare reazioni emotive così difficili da gestire.

Allo stesso tempo, il fatto che lui stia esprimendo emozioni così intense indica anche che non è chiuso o “spento”, ma coinvolto e ancora legato al bisogno di essere visto, compreso e aiutato a dare senso a ciò che è accaduto. Questo è un punto importante di partenza.

In questa fase può essere molto utile un supporto professionale, sia per lui che per voi come famiglia, per affrontare questo momento delicatissimo e trasformarlo in un’occasione di crescita. Non si tratta di un fallimento definitivo, ma di una crisi che può diventare un passaggio evolutivo se accompagnata nel modo giusto, lavorando sull’accettazione della realtà, sulla comprensione delle conseguenze e sulla costruzione di un nuovo impegno possibile.

Sarebbe importante aiutarlo a cambiare punto di vista, passando dall’idea di ingiustizia assoluta alla possibilità di comprendere cosa è accaduto e cosa può essere migliorato, sostenendo la sua resilienza e le sue capacità di coping, senza ridurre tutto alla sola rabbia o al dolore.

La mindfulness può aiutarlo a riconoscere e regolare le emozioni intense senza esserne travolto, imparando a stare con ciò che prova in modo più stabile e meno impulsivo. La bioenergetica può essere utile per scaricare la tensione corporea legata alla rabbia e alla frustrazione, favorendo maggiore equilibrio e contatto con le proprie risorse interne.

Continua a restargli accanto con presenza e ascolto: anche se ora non lo mostra, il tuo supporto è un fattore fondamentale per aiutarlo a ritrovare fiducia e direzione.

Confido nelle tue capacità di accompagnarlo in questo momento difficile e di prenderti cura anche del tuo benessere emotivo. Resto disponibile se vorrai approfondire.

Dott.ssa Chiara Girolamo
Psicologa Clinica e Facilitatrice Mindfulness
Ricevo anche online

Dott.ssa Chiara Girolamo Psicologo a Martina Franca

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24 GIU 2026

Gentile Giuseppina,
a 13 anni una bocciatura può essere vissuta come un evento doloroso, sopratutto se viene percepito come un'ingiustizia.a. Abbia, tristezza e pianto sono reazioni che meritano di essere accolto.
In questo momento il ruolo degli adulti di riferimento è particolarmente importante. Più che cercare subito soluzioni o spiegazioni potrebbe essere utile aiutare suo figlio a sentirsi compreso e sostenuto, trasmettendogli il messaggio che una bocciatura non definisce il suo valore ne le sue capacità.
Talvolta i ragazzi soffrono non tanto per l'evento in se, ma anche per il significato che attribuiscono ad esso e per come immaginano di essere visti dagli altri. Il sostegno emotivo familiare fa una grande differenza. Con il tempo sarà utile riflettere su quanto accaduto e su come ripartire, ma oggi credo sia importante che suo figlio senta che, al di la del risultato scolastico, continua ad essere accolto e valorizzato.
Un caro saluto
Dott. Lorenzo Vazzoler

Lorenzo Vazzoler Psicologo a Roma

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20 GIU 2026

Buongiorno Giuseppina,

A 13 anni una bocciatura può essere vissuta non solo come un fatto scolastico, ma come una vera e propria ferita sul piano dell’autostima e dell’identità, con emozioni intense come rabbia, tristezza e senso di ingiustizia.

In questa fase può essere importante aiutarlo a dare un nome a queste emozioni senza sminuirle, ma anche accompagnarlo gradualmente a distinguere tra ‘ingiustizia percepita’ e possibilità di comprendere cosa è successo e cosa si può modificare per il futuro.

Resto a disposizione
Dott.ssa Martina Vallocchia

Dott.ssa Martina Vallocchia Psicologo a Roma

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18 GIU 2026

Buongiorno Giuseppina,
capisco quanto possa essere difficile vedere tuo figlio così provato: a 13 anni un evento come la bocciatura può essere vissuto come profondamente ingiusto e mettere in crisi l’autostima, generando rabbia, tristezza e senso di fallimento.

In questo momento, più che cercare subito una “reazione”, può essere utile offrirgli uno spazio in cui sentirsi ascoltato e compreso, senza minimizzare ciò che prova. Accogliere le sue emozioni, anche quelle più intense, è il primo passo per aiutarlo a rielaborare l’accaduto.

Con il tempo, e con il giusto supporto, sarà possibile aiutarlo a dare un significato a questa esperienza e a ritrovare gradualmente fiducia in sé stesso e nelle proprie capacità. Se senti che la sofferenza è molto intensa o persistente, un percorso di sostegno psicologico può essere un’opportunità preziosa per lui e anche per voi come genitori.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

Ricevo anche on-line

Dott. Fabio Mallardo Psicologo a Mestre

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18 GIU 2026

Buongiorno, immagino che sia un momento difficile per suo figlio, in quanto la scuola rappresenta il luogo in cui si sviluppa la propria identità e si cresce relazionandosi agli altri. L'idea che i compagni vadano avanti nel percorso, mentre lui resta fermo, è fonte di rabbia e frustrazione. Sarebbe utile comprendere i motivi per i quali suo figlio ha fatto tante assenze, e aiutarlo a vedere questa brutta notizia in modo diverso, cogliendone i lati positivi di inserirsi in una nuova classe ed avere l'occasione di affrontare con più strumenti l'anno scolastico. Resto a disposizione
Un caro saluto
Dott.ssa Mariavittoria Chimirri

Dott.ssa Mariavittoria Chimirri Psicologo a Siracusa

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17 GIU 2026

È comprensibile che a 13 anni una bocciatura possa essere vissuta come un evento molto doloroso: non riguarda solo la scuola, ma può essere percepita come una ferita alla propria immagine e al proprio senso di capacità. Il fatto che reagisca con pianto e sofferenza fa pensare più a una forte delusione e a un senso di ingiustizia che a semplice opposizione. È importante accogliere il suo dolore (“capisco che per te sia difficile e che tu la viva come ingiusta”), ma allo stesso tempo aiutarlo a vedere anche l’altra parte: la scuola ha regole precise e la frequenza è un elemento fondamentale del percorso scolastico. Probabilmente, considerando le numerose assenze, era una possibilità che poteva aspettarsi. Questo non significa colpevolizzarlo, ma aiutarlo a collegare le scelte alle conseguenze. La bocciatura non definisce il suo valore né le sue capacità: può diventare un momento per riflettere, imparare e ripartire con maggiore consapevolezza e responsabilità. Saluti

Dott.ssa Ada Palma Psicologo a Giugliano in Campania

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17 GIU 2026

Capisco che sia un momento molto pauroso, soprattutto per suo figlio

Le troppe assenze, se non sono giustificate, portano alla bocciatura

È opportuno comprendere per quale motivo tale assenza sono state fatte:
Per motivi di salute può esserci la deroga alla quantità di assenza
Si assolute ad altre motivazioni, è necessario capire quali
Non le piace la scuola?
Povera voglia di studiare?
Metodo di studio sbagliato
Ansia?
Difficoltà relazionali?
Bullismo?

È necessario comprendere per quale motivo concretamente l’assenza sono state fatte e cercare di trovare una soluzione concreta per risolvere la situazione

È comprensibile che suo figlio sia molto giù di dell’umore

Un percorso psicologico può essere utile per comprendere meglio ed affrontare la situazione

Dott. Luca Ferretti Psicologo a Pontedera

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16 GIU 2026

Buonasera Giuseppina, mi dispiace per suo figlio. Prima di tutto sarebbe importante capire se davvero le assenze sono tante, ne eravate consapevoli? Se ne ha fatte, come mai cosi tante? È riuscito a recuperare le lezioni?
La situazione può avere vari risvolti…
Leggo che non sta “reagendo”, ma in realtà la rabbia e gli sfoghi di pianto che cita possono essere già di per sé reazioni importanti (e funzionali…)
Potrebbe essere utile, se non è già stato fatto, chiedere un colloquio ai professori così anche suo figlio potrebbe chiarire alcuni aspetti.
In bocca al lupo!

Giusy Ruoppo Psicologo a Castelfranco Emilia

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16 GIU 2026

Cara Giuseppina immagino , il dolore , lo stupore di suo figlio di essere bocciato alle scuole medie. Non so perché suo figlio abbia fatto tutte queste assenze , ma i ragazzini devono capire che la scuola è un ‘istituzione, ci sono delle regole da rispettare, tempi da seguire.. ci sono regole. Il problema che i fanciulli di oggi non sono abituati a rispettare nessuna regola, tutto è possibile, tutto è concesso , ed al primo ostacolo crollano. La frustrazione di suo figlio gli servirà a crescere. Lei lo aiuti a comprendere una visione del mondo che non fa parte ancora di lui, ma è quella con cui si confronterà per sempre. Lo sostenga emotivamente, ma gli faccia capire che nella vita ci sono delle regole da rispettare. Dott.ssa Beatrice Canino

Dott.ssa Beatrice Canino Psicologo a Napoli

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16 GIU 2026

Buongiorno,
quello che descrive è comprensibilmente un momento difficile per suo figlio. A 13 anni la scuola non rappresenta soltanto un luogo di apprendimento, ma anche una parte importante della propria identità, del gruppo dei pari e dell'immagine che si costruisce di sé. Una bocciatura può essere vissuta come una ferita profonda, soprattutto quando il ragazzo la percepisce come un'ingiustizia.
Prima ancora di aiutarlo ad accettare ciò che è successo, potrebbe essere importante aiutarlo a sentirsi compreso nel suo vissuto emotivo. Quando una persona soffre, spesso ha bisogno che qualcuno riconosca il suo dolore prima di invitarla a guardare avanti.
Allo stesso tempo, sarebbe utile comprendere meglio cosa rappresenta per lui questa bocciatura. È solo la perdita dell'anno scolastico? È la paura del giudizio degli altri? È il sentirsi diverso dai compagni che andranno avanti? Oppure è la sensazione di non essere stato ascoltato o compreso dagli adulti? Dietro la rabbia possono nascondersi emozioni molto diverse.
Inoltre, è importante osservare non solo l'evento in sé, ma il significato che suo figlio gli attribuisce. Se la bocciatura diventa nella sua mente la prova di essere incapace, fallito o senza possibilità di riscatto, il rischio è che la sofferenza si amplifichi notevolmente.
Proprio perché riferisce una reazione emotiva molto intensa, credo che potrebbe essere utile valutare un confronto con uno psicologo dell'età evolutiva che potrebbe aiutarlo a elaborare questa esperienza, a dare un significato a ciò che sta vivendo e a prevenire che questa bocciatura diventi un'etichetta negativa sulla propria persona.
Rimango a disposizione,
Dott.ssa Aurora Bacchetta

Dott.ssa Aurora Bacchetta Psicologo a Roma

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16 GIU 2026

Gent.ma,

non è semplice per noi darle supporto, se prima non ci indica meglio il contesto in cui ha avuto luogo la bocciatura. Come mai suo figlio si è assentato così tante volte da essere bocciato? Le bocciature sono state giustificate da motivi medici, altre ragioni oppure si è semplicemente assentato perché per qualche ragione non voleva andare a scuola? Una bocciatura può costituire di per sé un evento traumatico, soprattutto in un'età importante che è quella dei 13 anni. Una bocciatura implica essere di un anno più grande, rispetto al resto dei compagni della nuova classe in cui andrà e questo può comportare per suo figlio il rischio di sentirsi diverso, in qualche modo. Tuttavia, a volte una bocciatura può essere utile quando l'alunno bocciato non è effettivamente pronto a frequentare la classe successiva. Questo può aver luogo sia per motivazioni legate al profitto scolastico, sia per un mancato raggiungimento di un adeguato livello di maturità affettivo-emotiva a differenza del gruppo dei pari Vista l'età, quest'anno suo figlio avrebbe dovuto sostenere gli esami di licenza media? Se vuole, può aggiornarci meglio su tutto quanto.

Resto a disposizione.

Un cordiale e affettuoso saluto,





Dr. Valerio Bruno

Valerio Bruno Psicologo a Cosenza

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16 GIU 2026

Salve,
Capisco che per suo figlio sia molto difficile affrontare questa situazione e per questo la percepisce come un'ingiustizia . Proverai a capire quali sono i motivi per cui percepisce tutta questa rabbia e se sono dovuti solo alla bocciatura a scuola.

Stefania Riccobono Psicologo a Firenze

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16 GIU 2026

Signora,
è un'età delicata e oggi probabilmente si rende conto di alcune responsabilità personali.
Un percorso potrebbe aiutarlo e supportarlo.
La scuola stessa l'ha per caso indirizzata? E' una opportunità di crescita al fine di riscontrare le proprie responsabilità che, la rabbia, sta mettendo fuori. Non è del tutto un male... ma va canalizzata e usata a favore di una crescita...
buone cose

Dott.ssa Paola Bertolini Psicologo a Mercato San Severino

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16 GIU 2026

Da come lo descrivi, tuo figlio non sembra stare reagendo semplicemente a una bocciatura, ma a una ferita profonda nel senso di giustizia, nella sua immagine di sé e nel suo futuro. A 13 anni l'appartenenza al gruppo dei pari è fondamentale: vedere i compagni andare avanti mentre lui resta indietro può essere vissuto come una perdita, quasi un lutto. Se lui percepisce la bocciatura come ingiusta, il dolore può essere ancora più intenso perché non riesce a darle un significato accettabile.
In questi casi rabbia, pianto, tristezza, chiusura o continue proteste sono reazioni comprensibili. Spesso gli adulti cercano subito di spostare l'attenzione sulle soluzioni ("l'anno prossimo andrà meglio", "recupererai"), ma nella fase iniziale è più importante riconoscere il suo vissuto. Sentirsi dire che ciò che prova ha senso può ridurre la sensazione di essere solo contro tutti.

Potresti provare a dirgli qualcosa come: "capisco che tu la viva come una grande ingiustizia e che faccia molto male. Non devo convincerti che sia giusto per stare vicino a te. Voglio capire cosa stai provando". Questo gli permette di sentirsi accolto senza che debba difendersi.
È importante anche distinguere tra il giudizio sulla decisione della scuola e il valore personale di tuo figlio. Molti ragazzi finiscono per pensare: "sono stato bocciato, quindi valgo meno degli altri". In realtà una bocciatura, anche quando deriva dalle assenze, non definisce chi è una persona. Bisogna aiutarlo a separare l'evento dalla propria identità.
Se il dolore è molto intenso, osserva come evolve nelle prossime settimane. Se continua a piangere frequentemente, si isola, perde interesse per le attività che gli piacevano, manifesta pensieri molto negativi su di sé o rifiuta qualsiasi prospettiva futura, potrebbe essere utile un supporto psicologico per aiutarlo a elaborare l'accaduto.

Mi chiedo: le assenze erano dovute a problemi di salute, difficoltà scolastiche, disagio emotivo o altro? Capire il motivo delle assenze aiuterebbe anche a comprendere perché lui percepisce la bocciatura come così ingiusta.

Dott. Mirko Manzella Psicologo a Noventa Padovana

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16 GIU 2026

Buongiorno Giuseppina,

grazie per averci scritto e contattato su questo portale ed essersi confidata con noi professionisti.
Ci sta che suo figlio stia vivendo male la bocciatura.
Le consiglierei di stargli vicino rispettando i confini di suo figlio, gli chieda come può aiutarlo e se vuole e quando vuole confidarsi con lei per parlare e condividere la sua esperienza emotiva.
Resto disponibile sia per lei che per suo figlio se vorrete un supporto per gestire al meglio tale periodo.

Cordiali saluti

Dottoressa Margherita Romeo

Dott.ssa Margherita Romeo Psicologo a Roma

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16 GIU 2026

Buongiorno Giuseppina,
da ciò che scrive, Suo figlio sta vivendo questa bocciatura con molta sofferenza, esprimendo rabbia, dolore e pianto.
Si tratta di una situazione che può essere particolarmente difficile da affrontare per un ragazzo della sua età. Quando accade qualcosa che viene vissuto come negativo o ingiusto, possono emergere emozioni intense e può essere necessario del tempo per elaborarle.
Più che cercare di convincerlo subito ad accettare quanto accaduto, potrebbe essere utile offrirgli uno spazio in cui possa esprimere ciò che prova e sentirsi ascoltato. Accogliere le sue emozioni non significa necessariamente condividere il suo punto di vista, ma riconoscere la sua sofferenza.
Potrebbe anche essere utile cercare di capire meglio come sta vivendo questa esperienza e quali sono gli aspetti che lo fanno stare peggio in questo momento.
Se dovesse notare che il suo malessere persiste nel tempo o interferisce significativamente con la sua quotidianità, potrebbe essere opportuno confrontarsi con un/una professionista.

Un caro saluto,
Dott.ssa Ginevra Pardi

Ginevra Pardi Psicologo a Milano

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16 GIU 2026

Buongiorno Giuseppina, capisco che suo figlio possa avere una reazione negativa alla bocciatura ma credo che il modo migliore di aiutarlo è fargli capire quali sono le sue responsabilità per aver avuto un così triste risultato scolastico. Difronte alle sconfitte della vita il modo migliore per superarle è capire dove si è sbagliato e allenarsi per fare meglio la volta successiva. Potrà così dimostrare a se stesso che una sconfitta non è un fallimento.
Un caro saluto
Dott.ssa Noemi Sembranti

Noemi Sembranti Psicologo a Pescia

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16 GIU 2026

Buongiorno Giuseppina,

capisco la reazione di suo figlio. Non dev'essere bello subire una bocciatura. Voi a casa come la state gestendo? Cosa state dicendo a vostro figlio in merito? Lo state aiutando a prenderla come un'opportunità di crescita, facendogli capire che tutti possono sbagliare ma che si può ricominciare e imparare dagli errori?
Inoltre, la bocciatura era una cosa prevista?

Un cordiale saluto
Dott.ssa Mara Lever

Mara Lever Psicologo a Trento

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16 GIU 2026

Buongiorno signora Giuseppina,

è comprensibile che suo figlio stia vivendo questa bocciatura con rabbia, dolore e un forte senso di ingiustizia. A 13 anni una bocciatura può essere vissuta come una ferita profonda, soprattutto se viene percepita come qualcosa che lo definisce come persona e non come un evento scolastico.

In questo momento, più che convincerlo che “andrà tutto bene” o minimizzare ciò che prova, credo sia importante accogliere la sua sofferenza e lasciargli lo spazio per esprimere delusione e rabbia. Piangere e stare male non significa che non reagirà, ma che sta cercando di dare un senso a qualcosa che per lui è molto doloroso.

Con il tempo sarà importante aiutarlo a distinguere ciò che è successo dal suo valore personale: una bocciatura non dice chi è suo figlio e non determina il suo futuro.

Se nota che la sofferenza è molto intensa, che tende a chiudersi, a isolarsi o che la rabbia e la tristezza non si attenuano nelle prossime settimane, potrebbe essere utile iniziare un percorso psicologico. Avere uno spazio tutto suo, in cui sentirsi compreso e accompagnato, potrebbe aiutarlo a elaborare questa esperienza e a ritrovare fiducia in sé stesso.

E, se posso permettermi, non si colpevolizzi come madre. Da poche righe traspare quanto lei sia vicina a suo figlio e quanto stia soffrendo insieme a lui.

Resto a disposizione qualora volesse approfondire la situazione.

Un caro saluto

Dott.ssa Rosina Motta
Psicologa Clinica

Dott.ssa Rosina Motta Psicologo a Lamezia Terme

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16 GIU 2026

Buongiorno GIuseppina,
A 13 anni, nel pieno della terza media o dei primi anni delle superiori, la scuola non è solo un luogo dove si imparano le materie: è il teatro principale della propria identità sociale. Essere bocciati per le assenze (spesso dovute a motivi di salute, malesseri o momenti di forte fragilità che la scuola non sempre riesce a decodificare a livello burocratico) viene vissuto dal ragazzo come una vera e propria espulsione dal gruppo dei pari. Nella sua mente, la bocciatura si traduce con il timore di "perdere gli amici", di essere "etichettato come quello sbagliato" e di dover ricominciare da capo sotto lo sguardo giudicante degli altri. La sua rabbia e i suoi pianti non sono capricci: sono il sintomo sano di un'anima ferita che sta urlando contro un limite che non riesce ad accettare. Proviamo a capire come stargli accanto e fargli da sponda in questa tempesta emotiva.
In questo momento, l'errore più comune che noi adulti rischiamo di commettere (mossi dal desiderio di vederlo stare subito meglio) è quello di minimizzare l'accaduto con frasi del tipo: «Dai, non è successo nulla», «Un anno si recupera», oppure «L'anno prossimo andrà meglio». Per vostro figlio, in questo preciso istante, il mondo è crollato. Se cercate di consolarlo subito con la logica del futuro, lui si sentirà profondamente non capito e si chiuderà ancora di più nel suo dolore. A 13 anni la rabbia e il dolore si esprimono soprattutto attraverso il corpo: pianti a dirotto, urla, isolamento nella propria stanza o blocchi fisici. Non cercate di farlo ragionare mentre è nel picco della crisi emotiva. La mente in quel momento è sequestrata dall'ansia. Fategli sentire la vostra presenza fisica: un contatto fermo, il silenzio accogliente, la vicinanza nella stanza anche senza parlare. Lasciate che la tempesta di lacrime si sfoghi; il pianto è il meccanismo naturale che il sistema nervoso usa per scaricare il cortisolo e l'adrenalina accumulati dallo shock della notizia. Il vostro compito educativo più grande nei prossimi mesi sarà quello di smontare questa equazione ogni singolo giorno. Spiegategli che la bocciatura per assenze è un fatto puramente amministrativo, un conteggio di ore stabilito da una legge burocratica, che non tocca di un millimetro la sua intelligenza, il suo valore come ragazzo, la sua sensibilità o il suo futuro. Ha solo avuto un anno difficile in cui le assenze hanno superato il limite consentito. La scuola si ripete, la sua unicità di essere umano no.
Sospendete i discorsi sulla scuola per un po': Datevi e dategli una tregua di almeno due o tre settimane. Non parlate di libri, di cosa succederà a settembre o di strategie di studio. Lasciate che la ferita si stabilizzi e che il ragazzo riposi la mente. Spostate il baricentro sui suoi talenti: Trovate un contesto estivo (un centro ricreativo, un campo sportivo, un laboratorio manuale, di robotica, di musica, o di volontariato) totalmente estraneo al circuito della sua scuola precedente. Inserirlo in un ambiente "vergine" dove gli altri non sanno della bocciatura gli permetterà di sperimentare una versione di sé fluida, capace e apprezzata per quello che è, facendogli recuperare l'autostima perduta. Pianificate il rientro a settembre con alleanza: Quando la rabbia si sarà attenuata, verso metà estate, sedetevi a tavolino con lui non come giudici, ma come alleati strategici. Ditegli: «Quest'anno è andata così. A settembre si ricomincia da zero. Come possiamo organizzarci insieme affinché le assenze non diventino più un problema? Di cosa hai bisogno da parte nostra?». Coinvolgetelo attivamente nella scelta dei materiali, dello zaino e della gestione dei suoi spazi. Vostro figlio sta affrontando il suo primo grande "lutto" sociale ed esistenziale. È un passaggio, ma se attraversato con la vostra presenza ferma, amorevole e priva di giudizio, può trasformarsi in una straordinaria esperienza di crescita, insegnandogli che cadere è un dato di realtà, ma che la famiglia è quel porto sicuro che ti rimette in piedi, pronto a riprendere il mare.

Un cordiale saluto.
Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia Psicologo a Ravenna

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16 GIU 2026

Buongiorno Giuseppina,

mi sembra una risposta coerente, da quello che riporta, che una bocciatura possa essere vissuta come un'ingiustizia, con rabbia, con dolore, pianto, e immagino con molti altri vissuti che oggi risultano molto intensi.

Il tema che sembra apparentemente centrale è comprendere come si è arrivati a questo punto. Immagino che, per bocciare, abbiate avuto diversi colloqui con i professori, i quali vi avranno avvertito della possibilità di andare incontro a una non ammissione all'anno successivo. In questo senso sarebbe importante capire che cosa potrebbe essere successo in una situazione del genere: tutti i membri si sono resi conto delle difficoltà? Suo figlio è stato ascoltato rispetto a quello che i professori han riportato? Sono state adottate delle strategie per superare le difficoltà? E' stata fatta richiesta allo psicologo scolastico? Ma soprattutto, che cosa stava vivendo suo figlio in tutto questo anno?

Potremmo continuare ancora a domandarci di molti aspetti, ma purtroppo c'è da dire che anche con tutta le consapevolezza necessaria, non è possibile non soffrire. Non è possibile non avere rimpianti. Non sono possibili molte cose. Ma è anche possibile vivere risignificando questa esperienza cercando di interiorizzare alcuni aspetti che possano trasformare suo figlio.

La bocciatura, da senso di fallimento, può oggi essere anche intesa come un momento di riflessione in cui fermarsi e comprendere cosa non è funzionato, quali sono gli aspetti critici che suo figlio ha vissuto, ma anche rivedere le proprie aspettative su di sé e sul percorso scolastico, oltre che chiedersi se davvero sia stata un'ingiustizia, dettata da regole che non sono peraltro decise dai singoli professori, o se possa essere un momento per fermarsi e chiedersi quali possibili fragilità possono esserci dietro queste assenze... siccome la reattività alla bocciatura è stata così tanto intensa.

Le auguro e auguro a suo figlio di poter avere la possibilità di interrogarsi, o di aiutarsi nel farlo, al fine di trovare delle risposte che possano favorire una crescita positiva rispetto al suo percorso di vita.

Resto a disposizione e un grosso augurio!

Dott. Andrea Mandis Psicologo a Torino

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16 GIU 2026

Buongiorno Giuseppina,
è comprensibile che suo figlio stia vivendo questa bocciatura con molta sofferenza. A 13 anni un evento come questo può essere percepito non solo come un insuccesso scolastico, ma anche come una ferita alla propria immagine e al proprio senso di giustizia.
Forse, prima di aiutarlo a comprendere ciò che è accaduto, può essere importante accogliere ciò che sta provando: cosa significa per lui questa bocciatura? quali emozioni sono coinvolte?
Con il tempo, e sentendosi compreso, questa esperienza potrebbe diventare meno una definizione di sé e più un passaggio difficile della sua crescita.

Resto a disposizione

Dott.ssa Gaia Rotondo Psicologo a Taranto

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16 GIU 2026

Gentile Giuseppina, a quest'età è abbastanza fisiologico non avere ancora contezza delle conseguenze di ciò che si fa..come mai il ragazzo ha fatto tutte queste assenze?
È importante, per favorire una crescita sana, cercare attraverso le esperienze di stimolare il senso di responsabilità delle sue azioni, la invito a farsi aiutare, voi genitori per potersi interfacciare al meglio con vostro figlio che si trova in una fase critica dello sviluppo. Se apprendete voi a "gestirlo" meglio, di conseguenza apprende anche lui come farlo.
A disposizione
Dott.ssa Moglie Lucia
Psicologa psicoterapeuta
Ancona/online

Dott.ssa Lucia Moglie Psicologo a Ancona

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16 GIU 2026

Cara Giuseppina,
quello che sta vivendo tuo figlio non è un semplice dispiacere scolastico: per un ragazzo di tredici anni la bocciatura è un terremoto identitario. Non la vive come “una conseguenza”, ma come un marchio, un’ingiustizia, una ferita al valore personale. È normale che reagisca con rabbia, pianto, chiusura: a questa età il confine tra “ho sbagliato” e “sono sbagliato” è sottilissimo.

In questo momento lui non ha bisogno di spiegazioni, né di discorsi razionali. La sua mente è troppo piena di vergogna, paura del giudizio, senso di fallimento. Ha bisogno di qualcuno che gli stia accanto mentre attraversa l’onda emotiva, senza minimizzare e senza drammatizzare.
Puoi dirgli qualcosa come: “Capisco che ti sembra ingiusto e che fa malissimo. Non sei solo, ci sono io. Questa cosa non dice chi sei, dice solo che quest’anno è stato difficile”.

Quando si calmerà un po’, arriverà il tempo per capire cosa non ha funzionato davvero: non per punirlo, ma per aiutarlo a non rivivere la stessa fatica. A volte dietro le assenze ci sono motivi profondi: ansia, difficoltà relazionali, stanchezza emotiva, un senso di inadeguatezza che i ragazzi non sanno nominare. La bocciatura è solo la punta dell’iceberg.

Quello che conta ora è che lui senta che non è “finito”, che non ha deluso per sempre, che può ripartire. E che tu sei lì, ferma, presente, senza giudizio.
Da questo dolore può nascere una grande crescita, ma solo se si sente al sicuro.

Se vuoi, possiamo approfondire insieme come aiutarlo a elaborare la bocciatura senza sentirsi etichettato oppure come ricostruire motivazione e fiducia dopo un anno difficile.

Un caro saluto,
Dott.ssa Arianna Bagnini
Psicologa Clinica e del Lavoro
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Arianna Bagnini Psicologo a Città di Castello

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