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Blocco universitario... non so più cosa fare

Inviata da claudia il 27 gen 2016 Orientamento professionale

salve, ho 20 anni ed è da 3 anni che non ho la più pallida idea di quello che sto facendo con la mia vita. A scuola ho sempre avuto risultati molto alti e aspettative molto alte nei confronti di me stessa e anche da parte dei miei genitori sebbene non me lo facessero pesare molto. Già a partire dall'ultimo anno però, ho avuto un calo di interesse, diciamo che andavo avanti perchè dovevo ma senza più la voglia di prima. Mi ero stancata infatti, di spendere tempo sopra i libri e volevo fare qualcosa per me stessa, per imparare a conoscermi e dimostrare ai miei genitori che ero in grado di cavarmela anche senza di loro. Insomma, avevo bisogno di vivere la vita vera, di conoscere persone di fare quello che mi era sempre mancato di fare fino ad allora. Per questo sono partita, mi sono presa il famoso anno sabatico, e ho viaggiato per un anno e mezzo lavorando e conoscendo persone da tutto il mondo. In quel periodo mi sentivo veramente felice e soddisfatta della mia vita perchè avevo raggiunto gli obbiettivi preposti e non potevo chiedere di meglio. La mia autostima era migliorata molto ed ero molto sicura di me, anche se i miei genitori non hanno mai condiviso questa scelta, per loro era una perdita di tempo inutile e stavo buttando via la mia vita. A settembre, dopo un anno e mezzo in giro per l' Europa mi sono ritrovata a dover prendere per forza una decisione, in seguito anche alle pressioni della mia famiglia, se continuare questa vita che tutto sommato mi piaceva, o costruirmi un futuro. Perciò, sono tornata in Italia a malincuore piangendo e mi sono iscritta all'università di lingue facendo finalmente felici i miei genitori. Il punto è che a distanza di sei mesi io non sono riuscita ad ambientarmi, non ho vita sociale, la mia vita è fatta solo di studio e non faccio altro che pensare alla vita che facevo prima, piango ogni giorno. I miei, al contrario, sono felicissimi e non appena viene fuori il mio malcontento mi attaccano e mi fanno sentire in colpa dandomi dell'egoista perchè non penso ai sacrifici che stanno facendo. Mi è passata la voglia di fare tutto, mi sento più confusa di prima e ho paura a lasciare l'università perchè non fanno che ripetermi che poi non potrò mai fare niente e me ne pentirò in futuro. Ho buoni risultati ma stare sui libri a studiare mi pesa, penso che potrei fare altre mille esperienze che mi farebbero sentire viva e invece devo perdere tempo così. Sono una persona molto concreta e penso che quello che ti può insegnare l'esperienza diretta non te lo potrà mai insegnare nessun libro. Non so davvero cosa fare, mi sento in colpa per quello che penso ma non ci posso fare niente, la vita che sto facendo ora non mi piace. Vi ringrazio per le risposte che mi vorrete dare.

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Gentile Claudia,
confesso che sono un pò perplesso e meravigliato di come lei, a meno di 20 anni di età, se ne è andata da sola (?) in giro per l'Europa lavorando (?) e conoscendo persone di tutto il mondo finché, dopo un anno e mezzo, per le pressioni dei suoi genitori, è tornata in Italia iscrivendosi all'Università (facoltà di lingue) ma sentendosi estranea e senza vita sociale nel suo luogo di origine dove ha le radici!
Scusi, ma se lei a 20 anni era autonoma e indipendente grazie al suo lavoro (ma che lavoro era?) e poteva girare l'Europa essendo felice, perchè si è sacrificata a tornare in Patria iscrivendosi all'Università solo per accontentare i suoi, finendo per sentirsi in colpa e rimpiangere la vita di prima? Ne è valsa la pena?
Quanto al fatto che l'esperienza diretta insegna più dei libri bisogna andarci piano!
L'ho sentito dire troppe volte da tante persone che per un motivo o per l'altro non sono riuscite a completare gli studi e talvolta nemmeno ad iniziarli!
In realtà è molto meglio sia acquisire il titolo di studio che fare le esperienze dirette!
Se la vita che sta facendo ora non le piace, le consiglio di tornare a fare quella di prima con buona pace dei suoi genitori...
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Cara Claudia,
molte delle difficoltà derivano dal volere "risultati molto alti" e dall'avere "aspettative molto alte" nei confronti di se stessa.
Questo porta anche a non voler deludere gli altri e, se poi, aggiungiamo il desiderio di "far felici i genitori" avremmo fatto "bingo" per non seguire i nostri desideri e per non vivere le nostre passioni.
Anche la posta in gioco è alta e si tratta della nostra voglia di vivere e della nostra felicità.
Certo, darsi degli obiettivi elevati concordo, ma per se stessi; far felici i genitori: è bello, ma non a prezzo della propria felicità.
Io penso che ci voglia coraggio a portare avanti le proprie necessità interiori in un mondo di relazioni che vincola ed ostacola, però penso anche che sia la cosa giusta da fare.
Guarda dentro di te e cerca di trovare cosa è giusto per te!
È importante che tu lo comprenda perfettamente.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Gentile Claudia,
ci sta che lei si trovi in questa situazione di stallo.
Dalla sua email pare proprio che potrebbe trovare giovamento da un percorso psicoterapeutico che la aiuti a conoscere quali sono i suoi scopi e quali quelli degli altri e a comprendere che non esiste necessariamente una dicotomia tra dovere e piacere. Non necessariamente la scelta è tra fare il proprio dovere e sentirsi appagati e soddisfatti in quello che si fa (anche per dovere di studio o lavorativo). Il percorso potrebbe aiutarla a mettere a fuoco altre possibili alternative che magari contemperino al contempo sia un aspetto che l'altro. In bocca al lupo. Dott.ssa Bellardi

Dott.ssa Chiara Bellardi Psicologo a Mirandola

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Buongiorno Claudia, immagino che "accontentare" i tuoi genitori e mettere da parte i tuo sogni sia stato molto difficile e doloroso.Nel leggere la tua domanda ho avvertito tanta tristezza e rabbia dovuti forse ad un conflitto tra ciò che si deve e ciò che ci piace.
Questo tipo di conflitto è quello che più facilmente ci ritroveremo nel corso della nostra vita, a questo punto potrebbe aiutarti o compensare il "dover studiare" con un'attività di piacere che possa gratificare la tua parte dinamica o trasformare il tuo percorso accademico in un trampolino di lancio per quello che realmente ti piacerebbe fare nella vita. In questo tipo di valutazione potrebbe essere prezioso l'aiuto di uno psicologo che attraverso un sostegno potrebbe far emergere i tuoi reali bisogni e le risorse utili per poterli gratificare.
Un caro saluto.
Dott.ssa Stefania De Blasio
Roma

Dott.ssa Stefania De Blasio Psicologo a Roma

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Cara Claudia,
mi sembra possibile che dietro questo tuo desiderio di una vita più fuori dai canoni ci possano essere bisogni legittimi che vengono da lontano, che reclamano di essere soddisfatti e che tuttavia potrebbero forse in qualche modo danneggiarti, dal momento che parli di "costruirti un futuro".

Se questa ipotesi fosse vera, mi sembrerebbe più che opportuno per te che uno psicologo psicoterapeuta si prendesse cura, assieme a te, di tali bisogni, in modo da renderli produttivi ed eliminarne l'eventuale componente distruttiva.
Lo stesso professionista può aiutarti anche nel relazionarti con i tuoi genitori, per cui ti consiglio di non indugiare nel consultarlo.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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Cara Claudia,
descrivi con molta cura e dettaglio quella bellissima esperienza a conoscere il mondo e te stessa e l'attuale condizione di vita che senti limitante e statica. Probabilmente accontentare i tuoi genitori e seguire le loro direttive rispetto alla visione che hanno del futuro, ha generato un forte conflitto in te che ora non riesci più a sopportare. Ti consiglio di trovare un'attività parallela allo studio che possa gratificare quella parte di te più allegra e avventurosa e parlare con i tuoi genitori circa quanto stai male. Se può esserti d'aiuto contatta uno psicologo della tua zona. In bocca al lupo per tutto.

Dr.ssa Sonia Rossetti
Lizzano, Taranto.

Dr.ssa Sonia Rossetti Psicologo a Lizzano

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