Blocco universitario, a chi posso rivolgermi?

Inviata da volturo · 7 set 2020

Salve a tutti, premetto che ho letto negli anni diverse storie di ragazzi che hanno vissuto una situazione analoga alla mia.
Oggi ho deciso di scrivere per raccontarmi e per chiedervi di indirizzarmi verso la forma di sostegno psicologico più adatta alla mia situazione.

Ho iniziato il mio percorso universitario nel 2016, nella facoltà di giurisprudenza.
Già l'inizio non è stato dei più piacevoli dato che in quel periodo stavo vivendo una situazione sentimentale confusa dalla quale mi facevo trasportare inerte. Da questa però sono riuscito a prendere qualcosa di buono: utilizzavo lo studio come piacevole distrazione. La fase di preparazione dell'esame è stata abbastanza tranquilla, l'ansia è sopraggiunta solo i giorni prima dell'esame, e nonostante sia arrivato a non ricordare nulla il giorno stesso dell'esame, presi la situazione a ridere: mi buttai e sostenni l'esame di diritto privato, ero curioso di sapere cosa avrei combinato. Il risultato è stato positivo, 24. Ma mi alzai sconfitto: non ero contento della mia prestazione, sapevo di poter fare di meglio. Infatti già allora questo causò un rallentamento: rimandai di una sessione la seconda parte della materia perché non mi sentivo sicuro. Da li in poi il pattern era sempre lo stesso, per quello e gli altri 3 esami che ho sostenuto: mi siedo, entro nel pallone, espongo male, mi alzo non soddisfatto. Allora mi metto alla ricerca di soluzioni, di metodo e per migliorare la concentrazione all'esame. E da li la preoccupazione si spostò alla fase di preparazione dell'esame. Divento più meticoloso e arrivo a bloccarmi per più di un'anno su una materia, perché all'incirca un mese prima dell'esame ogni volta, mi faccio prendere dal panico, non riesco più a concentrarmi e sconfitto decido di rimandare, iniziando una nuova materia nella speranza di non rimanere indietro, ma la situazione non cambia.
Allora in una notte insonne alla ricerca di una soluzione mi rendo conto di aver bisogno di un sostegno psicologico, dopo alcune ricerche superficiali su internet, mi rivolgo ad un professionista, dico ai miei che voglio intraprendere un percorso terapeutico e inizio. Per 7 mesi, una volta a settimana, vado da questo terapista cognitivo-comportamentale. Dalla terapia inizio a prendere consapevolezza su come funziona la mia mente, iniziai a capire cosa sono i pensieri e il rimuginio e talvoltacierco a riconoscerlo. Però è anche vero che da un punto di vista pratico non riesco a trovare un giusto modo per affrontare il mio problema. Tant'è che dopo un po di tempo mi inizio a rendere conto che le sedute si svolgono sempre nella stessa maniere e che non riesco a trarre un beneficio concreto. Inizio a sentirmi preso in giro e affiora la convinzione, che però tengo sempre in secondo piano, che dalle sedute è il terapista l'unico a trarne un beneficio (economico). Quindi ne approfitto per la pausa estiva per smettere di andare.
Nonostante questo però non sono totalmente insoddisfatto perché comunque sono riuscito, più per conto mio, a trovare un modo per mantenermi rilassato, tant'è che nella sessione di settembre dell'anno scorso ho sostenuto l'esame che ho rimandato per un anno e un altro.
Credevo di essermi rimesso in pista, ma a gennaio il problema si è ripresentato allo stesso modo, cosi come nella seconda sessione e in quest'ultima di settembre.

Nonostante la mia prima esperienza terapeutica non sia stata poi così positiva, non ho perso la fiducia e quindi oggi sono qui, per chiedervi un consiglio.
Quello che vorrei sapere è intanto il tipo di terapia più indicata per il mio problema.
E se possibile anche il modo in cui trovare il professionista che più mi si addica.

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Miglior risposta 10 SET 2020

Buongiorno, è comprensibile la frustrazione legata a un percorso che sembra non averLe dato gli strumenti per riposizionarsi, a livello pratico, rispetto alla difficoltà. Premesso che non esistono percorsi più giusti di altri, data la natura della difficoltà che riporta, è possibile pensare che un orientamento di tipo cognitivo comportamentale sia adatto al Suo caso; ha bisogno di qualcosa di orientato al presente e al futuro, che prenda in carico cosa accade nei momenti prima dell'esame e quali significati questo celi ricercandoli nella situazione e nel contesto esistenziale. Valuterei anche, tuttavia, data l'insoddisfazione legata ai pochi risvolti esperienziali, a un approccio che si basi molto su questo aspetto e che unica alla praticità degli approcci cognitivi una ricaduta esperienziale e pre-riflessiva. Ad esempio, un approccio post-razionalista come quello cognitivo Neuropsicologico. In ogni caso, un buon professionista saprà accompagnarLa al di là e oltre i confini della teoria di riferimento. Guardi sul sito dell'ordine della Sua regione, e su questo sito per recensioni e consigli. Può utilizzare un criterio economico (ha la possibilità di scegliere un professionista in ambito privato? Ha particolari restrizioni economiche?), logistico (ad esempio: quali professionisti operano nei dintorni della Sua casa/lavoro?), "a pelle", legato all'approccio teorico (ad es, digitando su google "terapeuta cognitivo città"), ecc. a seconda di cosa gradisce. Molti professionisti hanno pagine facebook o siti internet che può visitare per vedere se fanno al caso Suo. Il passaparola è un altro metodo utilizzato: se conosce persone che hanno fatto un percorso con successo, ad es, può confrontarsi con loro. Valuti quale criterio è per Lei più importante e cominci da lì la Sua ricerca. In bocca al lupo! DP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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7 SET 2020

Buongiorno Volturo,
la terapia cognitivo-comportamentale è sicuramente adatta per il Suo problema, così come possono andare bene anche altri tipi di terapia. Le consiglierei di proseguire il percorso iniziato, visto che ci sono comunque stati dei miglioramenti, ma esprimendo apertamente al terapeuta i Suoi dubbi e la difficoltà ad applicare in pratica quel che apprende in terapia.
In generale, i modi per trovare il professionista più adatto sono vari e bisogna comunque provare. Si può cercare sui siti come questo o sulle pagine dell'Ordine degli psicologi nazionale o della propria regione, chiedendo ai familiari o agli amici, al proprio medico. È possibile contattare anche più di un professionista, chiedere informazioni e prendere l'appuntamento da chi Le ispira fiducia.
Cordialmente
Dott.ssa Katarina Faggionato

Dr.ssa Katarina Faggionato Psicologo a Vicenza

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