Blocco università

Inviata da Ilaria. 17 nov 2016 3 Risposte

Buonasera
Sto per compiere 20 anni e sono al secondo anno di Mediazione Linguistica, che non frequento in un ateneo di stampo tradizionale, bensì in una scuola per interpreti e traduttori che punta sull'insegnamento pratico e su uno stretto rapporto docente-alunno. Un grosso impegno, quindi, che promette buoni risultati; tuttora però credo di aver preso questo impegno senza pensarci e senza vagliare attentamente tutte le offerte universitarie perché "non promettevano lavoro".
Fin dall'inizio del primo anno ho avuto crisi di pianto continue e paura di aver sbagliato tutto: vedevo i miei coetanei studiare discipline così interessanti e in modo molto approfondito, stringere amicizie e vivere quello che sembrava un ambiente accademico stimolante e autorevole. Incoraggiata dalla famiglia, ho deciso comunque di andare fino in fondo al primo anno e solo in seguito decidere se cambiare facoltà.
Ebbene, il secondo semestre è andato molto meglio del primo: ho dato tutti gli esami entro luglio e con ottimi voti; i miei dubbi non si sono più presentati per il resto dell'estate. Tra agosto e settembre, periodo in cui bisogna pensare alle immatricolazioni, sono stata all'estero a lavorare alla pari. Nemmeno in questa occasione l'idea di cambiare facoltà mi ha sfiorato, avevo la mente occupata da altro. Ora però mi ritrovo nella stessa situazione di partenza: mi capita di piangere senza motivo e un tarlo nella testa continua a dirmi che ho sbagliato tutto, avrei dovuto ricominciare da capo quando il salvabile era ancora salvabile e che se avessi studiato Lettere mi sentirei ben più felice, avrei stretto amicizie più solide e mi sentirei più integrata tra i miei coetanei. Ora sono al secondo anno, ricominciare sarebbe ancora più difficile e la mia parte razionale dice che non avrebbe senso mollare a metà percorso. Eppure non posso non chiedermi come sarebbe diversa, magari più felice e umanamente migliore la Me che a quest'ora starebbe studiando Lettere.
A questi momenti si alternano momenti in cui sono estremamente soddisfatta degli sforzi che ho fatto e che sto tuttora facendo; in cui sento che questo percorso, con i ritimi massacranti della frequenza obbligatoria e con tutti i sacrifici che comporta mi stia veramente conducendo da qualche parte. Da un certo punto di vista, addirittura, mi sento una persona migliore: più attenta all'attualità e più critica.
Insomma, mi sento molto confusa e questa alternanza di stati d'animo, sicuramente alimentata dallo stress, mi esaurisce e mi fa sentire estremamente infelice.
Ho veramente sbagliato tutto, o i miei dubbi sono solo il riflesso della mia curiosità su tutti i fronti e della voglia di non voler mai smettere di studiare?
Spero in un consiglio che possa essermi d'aiuto.
Grazie in anticipo per l'ascolto.

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3 Risposte

  • Miglior risposta

    Cara Ilaria,
    Per la sua età credo che abbia buonissime risorse cognitive e pratiche, ha già fatto esperienze all'estero come ragazza alla pari e può permettersi di scegliere fra più facoltà, cosa che non è da tutti, infatti, in genere le persone sono principalmente portate per alcune discipline e non per altre.
    Lei ha avuto addirittura due opportunità, nell'ambito letterario dove, da come lo descrive, sembra che abbia sviluppato delle immagini di lei in quel contesto, nel quale sembra ipoteticamente sviluppato il suo ideale di se stessa: rilassata con i coetanei, felice, appassionata.
    Nell'ambito delle lingue e dell'interpretariato, scelta presa più razionalmente, in quanto tale facoltà poteva garantirle, forse, una maggiore possibilità lavorativa. Dico forse poichè in realtà le possibilità principalmente ce le creiamo noi in tutti i settori.
    Tuttavia, lei riesce bene anche in questa dimensione e non sembra volerla cambiare, poichè anche se ne possiede la capacità, qualcosa la ferma, che siano coloro che ha intorno (non ha infatti citato se la scelta presa le sia stata caldeggiata da qualcuno che lei ha deciso di ascoltare, mentre solo in un secondo momento è stata pronta ad accettare i consigli della sua famiglia per riprendersi dall'indecisione); che sia lei stessa poichè ormai sa cosa lascia se molla lingue, ma non sa cosa trova a letteratura; che sia il fatto di cambiare in se stesso, poichè cambiare ora potrebbe portarla a rimanere indietro di un anno con gli studi; ecc

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    Pubblicato il 21 Novembre 2016

    Logo Dott.ssa Moruzzi Sara

    21 Risposte

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    • Gentile Ilaria, nella sua Università non esiste un servizio di orientamento e riorientamento per gli studenti? Io mi occupo di orientamento sia a livello individuale che scolastico, che consiste in colloqui e tests psicoattitudinali , per capire quale sia il percorso migliore.
      Si informi e non abbia timore di conoscere la sua "verità", cioè quella che lei è e ciò che desidera conseguire nella vita per sentirsi realizzata. E' ovvio che se ha dei dubbi, nonostante i buoni risultati, rischia di non sentire come propria una professione cosi particolare, che se non ci si è tagliati anche come personalità, sarà poi difficile lavorare nel settore. O se lo farà, si potrebbe sentire sempre insoddisfatta. Un anno di studi non è mai perso e non è la fine del mondo, lei non è "a metà del percorso", come ha scritto, ha fatto solo un anno! le consiglio di informarsi se gli esami che ha dato, o almeno, una parte, possano essere riconosciuti in qualche altra facoltà, per esempio a Lettere, che sembrerebbe il suo obiettivo.
      In secondo luogo, provi pero a chiedersi da cosa sia spinta, se potesse, a studiare lettere,: cosa vorrebbe poi fare nella vita? l'insegnante? la scrittrice, la giornalista? cosa la spinge a studiare lettere? o se vi siano altre facoltà che non ha bene approfondito. Perchè il dubbio le viene solo ora e non due anni fa? cosa l'ha fatta desistere dall'iscriversi a Lettere?
      Un anno di studi non è mai buttato via, è un anno che le ha insegnato molto, contatti nuovi, anche

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      Pubblicato il 20 Novembre 2016

      Logo Centro Psicologico di Binasco - Dott.ssa Paola Federici

      87 Risposte

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    • Gentile Ilaria,
      Grazie per averci scritto.
      Oscillare tra diverse idee e "ipotesi di vita" è normale quando si affrontano scelte che ci indirizzano e ci fanno rinunciare inevitabilmente ad altre strade. Alla tua età è frequente e molto sano.

      Noto nella tua descrizione che la parte più critica della tua scelta attuale non sia solo legata ai contenuti che studi, ma soprattutto alle relazioni e all'idea che seguendo un percorso più tradizionale ti saresti sentita "più felice, avresti stretto amicizie più solide e ti sentiresti più integrata tra i miei coetanei". Cosa ti induce a pensarlo? Ti è capitato in qualche occasione di sentirti diversa dagli altri per questo aspetto?
      Sarebbe utile ragionare un po' di questo magari, ma è solo un'idea iniziale che potrebbe essere interessante approfondire.

      Potrebbe essere utile per te qualche colloquio di consulenza che ti aiuti a mettere più a fuoco quali siano gli aspetti per te più critici di questa scelta, per poi pensare alla soluzione migliore in questo momento.

      In bocca al lupo,
      Camilla Marzocchi
      Bologna

      Pubblicato il 20 Novembre 2016

      Logo Dott.ssa Camilla Marzocchi

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