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Inviata da Lucia il 11 lug 2012 Ansia

Sono una donna di 52 anni e il mio problema peggiora sempre di più. Soffro di una forte ansia quasi continua che mi fa un effetto di "mummificazione". Cioè, quando mi trovo in questo stato mi e' impossibile pensare, sentire emozioni, fare ragionamenti, prendere decisioni, relazionarmi agli altri ecc. E' come se un giudice interiore implacabile mi stillasse la mente ed il cuore: mi sento in colpa, inadeguata a tutto, paralizzata. Ho provato a prendere antidepressivi con pochi effetti positivi e molti effetti collaterali, ho fatto psicoterapia traendone un giovamento che andava poco oltre il tempo di una seduta. Poi tutto come prima. Mi accorgo della differenza tra lo stato alterato e quello normale perché in quei rari momenti in cui sono calma ( in genere la notte) sono in grado di sentirmi. Sentirmi allegra triste offesa felice arrabbiata, insomma di venire in contatto con me stessa e anche di sapere cosa veramente voglio fare, senza quel carceriere interno che mi inibisce. Aggiungo che ho avuto molti problemi nell'infanzia e nell'adolescenza che mi hanno certamente segnata. Ha un nome la mia sindrome? Come si cura?

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Cara Lucia, da ciò che racconti è evidente che sei a un passo dal comprendere il senso della tua ansia paralizzante che come tu stessa dici è intrisa di rabbia, tristezza , senso di colpa e mortificazione. Il giudice interiore implacabile e che ti offende ancora oggi sono i tuoi genitori che hanno evidentemente inibito l'espressione della tua rabbia nei loro confronti per quanto ti hanno costretta a subire. Cosa potrà aver mai fatto la piccola Lucia per meritare un tale trattamento da chi avrebbe dovuto crescerla ed amarla, accompagnandola verso l'autonomia e la realizzazione delle prorie attitudini? NULLA! La nostra mente funziona in modo tale da alleviare le nostre sofferenze legate al maltrattamento genitoriale ingannandoci e portandoci a provare pena per loro e colpa per noi! Ciò che devi fare è invertire questo processo che se da bambini è indispensabile per garantirci la vicinanza del genitore e quindi la sopravvivenza, da adulti può essere scardinato con l'aiuto di uno psicoterapeuta a patto che questo si schieri dalla tua parte nel riconoscere il maltrattamento subito. La tua "sindrome" credo si chiami mancanza di cure e di amore e il modo per curarla è mettere a tacere l'ingiusto giudice che per anni ti ha tiranneggiata. Se credi prova a leggere qualcosa di un'autrice a mio parere particolarmente stimolante e che credo possa esserti d'aiuto nella scelta di un altro terapeuta: si tratta di Alice Miller, puoi trovare su di lei in internet o in libreria. Ti cito due titoli, "Il dramma del bambino dotato" e "Riprendersi la vita". Uscirne si può e tu hai tutte le risorse per farlo!
Dr.ssa Annalisa Murolo

Centro Di Psicologia E Psicoterapia La Fenice Psicologo a Roma

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Salve Lucia, mi sembra di capire che quella che lei chiama "mummificazione" è un'anestesia di cui lei ha bisogno per proteggersi da emozioni e pensieri troppo forti e complessi. E' evidente cha ha saputo avvantaggiarsi comunque della psicoterapia che ha fatto, perchè è chiara la sua spiccata capacità di autoanalisi. Pare però che tale importante risorsa non l'aiuti in questo momento.Ha bisogno di essere ascoltata e accolta. Parlare del suo malessere con un esperto non può che aiutarla, anche se ci vorrà un pò di tempo. Mille auguri!
dott.ssa Marianna Bonanni

Anonimo-121116 Psicologo a Roma

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Cara Signora, concordo pienamente con i pareri dei colleghi su quanto sia difficile fare una diagnosi sui pochi elementi che ci ha fornito sulla sua vita.
Forse potrebbe tornare a farsi aiutare a fare chiarezza dalla psicoterapeuta, parlando di tutte le difficoltà che ha provato dentro di lei; altrimenti “rompa gli schemi” e si rivolga ad una altro psicoterapeuta per iniziare a vivere più serenamente!
Un caro saluto!
Dott.ssa Giovanna Ferro – psicologa psicoterapeuta - Savona

Dott.ssa Giovanna Ferro Psicologo a Savona

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Cara Lucia,
dal suo scritto emerge davvero tutto il suo dolore e malssere...e la voglia di stare mglio. Emerge anche una grande complessità sia del problema sia della sua persona, cosa che preclude la possibilità di fare una diagnosi n modo sbrigativo, con così pochi elementi e non conoscendola di persona. Scrive di aver già intrapreso un percorso terapeutico e di essere ricorsa anche alla farmacoterapia; forse ha avuto troppa fretta di vedere i risultati, forse non era pronta, forse non si è fidata del tutto, forse, forse...non si scoraggi! Le suggerisco di pensarci di nuovo alla posibilità di farsi seguire da uno psicoterapeuta della sua città, di darsi tempo, e di avere pazienza, di tenere duro!. Un caro saluto, Dott,ssa Francesca Zoppi

Dott.ssa Francesca Zoppi Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Verona

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Gent.le Lucia,
tra le righe una ipotetica piccola lettura del suo malessere c'è...paralizzata. Ci sarà certamente un qualche vissuto non espresso non elaborato, irrigidito o compresso.
E' utile che continui la terapia, non demorda! Altrimenti è un altro modo per paralizzare le relazioni, gli scambi, il sentire, il dire..
Gli "effetti" si vedono a lungo tempo, attraverso un lavoro approfondito, che in alcune fasi di terapia o per alcune sedute, sembra bloccarsi o non incidere.
Personalmente credo che gli effetti speciali a breve termine, immediati, i cambi positivi repentini siano veramente a "breve termine".
Gli alberi forti e grandi hanno radici profonde, che crescono lentamente, anche in terreni aspri.
Un grosso augurio

Dott.ssa Elisa Fagotto Psicologo a Portogruaro

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Cara Lucia,
le sue parole trasmettono la sua fatica e il suo disagio rispetto a questo momento. Mi verrebbe da chiederle tuttavia cosa potrebbe cambiare avere il "nome", avere cioè una diagnosi... il suo corpo le sta mandando dei messaggi (l'ansia, il sentirsi paralizzata... ) e innanzitutto vanno colti come "informazioni". Mi rendo conto che ha già provato varie modalità di intervento, ma probabilmente tali modalità non hanno avuto l'efficacia che si aspettava. Le consiglio comunque di non demordere e di tentare un nuovo percorso psicoterapico per dare significato alle "infomazioni" e per ritrovare un nuovo equilibrio e un nuovo benessere.
I migliori auguri!

Dott.ssa Fabrizia Adami Psicologo a Rovereto

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Carissima Lucia, se è vero il suo stato di sofferenza le ottunde la mente, la percezione e le sensazioni è pur vero che mostra molta lucidità e capacità di analisi. E' possibile che il percorso di psicoterapia da lei affrontato non fosse particolarmente adatto alla sua persona (può accadere) così come anche la cura farmacologica da lei intrapresa. Non è dunque il caso di arrendersi (d'altronde ce lo dimostra con la sua richiesta di aiuto). Abbia fiducia nella capacità di cambiamento e nelle sue risorse. Non si fermi alle prime sconfitte. Sono sicura che troverà i "percorsi che fanno al caso suo". sono disponibile per ulteriori chiarimenti. Un saluto affettuoso. Dott.ssa sabina Orlandini, Torino

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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Cara lucia
certo lei deve avere avuto una vita difficile e costellata di traumi.
Lei dice di aver avuto molti problemi nell'infanzia e immagino che questi problemi poi abbiano creato altri problemi nell'adolescenza e nella vita adulta.
Le cose sono collegate e ,spesso c'è questo effetto cumulativo.
Mi sembra molto adatto il termine che lei usa "mummificazione" per rappresentare il suo stato emotivo bloccato, dove le è impossibile sia pensare sia provare emozioni e sentimenti.
Chiaramente questo è uno stato di "difesa" contro la troppa sofferenza che ora non è più accettata.
Poi anche la tensione fisica aggrava la cosa e pure il corpo si blocca.
Però quando lei riesce a rilassarsi ..allora qualcosa ricomincia a fluire...pensieri, ricordi..emozioni tornano ad essere percepiti...
Questo è il punto positivo da cui si potrebbe partire per un lavoro terapeutico, molto dolce, molto tranquillo, anche usando tecniche di rilassamento... e aiutandola a ridare senso e significato nuovo alla sua vita.. una visione diversa dell'"accaduto" e trovare la via verso una nuova e forte fiducia in se stessa.
Per fare ciò il Terapeuta è indispensabile.
Ma dovrebbe sceglierlo accuratamente, sopratutto "sentendo" come prima cosa di potersi Fidare di quel Terapeuta che sceglierà.
Sarebbe il suo primo atto di guarigione!
Io le auguro di trovare questa persona e di intraprendere questo nuovo viaggio verso se stessa.
52 anni sono un'età giusta per ricominciare a vivere!!!
Cordialissimi saluti!
Psicoterapeuta Silvana Ceccucci

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Buonasera Lucia,
da quanto scrive si direbbe che le ha provate davvero tutte! Per quanto riguarda la psicoterapia (non so quale percorso lei abbia affrontato), questa richiede una precisa costanza, almeno una seduta la settimana, per un tempo medio/lungo. Gli effetti non sono immediatamente "visibili" e, inizialmente, si può avere anche l'impressione di stare peggio tanto che, se la situazione è tale da impedirle di affrontare la sua quotidianità, è bene affiancarvi una terapia farmacologica da concordare con uno psichiatra.
E' solo, però, attraverso la comprensione del proprio dolore che si può arrivare a conquistare quella serenità d'animo a cui ambisce.
Il mio consiglio è quello di continuare o intraprendere una psicoterapia, lei è troppo giovane per lasciarsi condizionare in questo modo.
Un caro saluto
dr.ssa Alessia Serra

Dott.ssa Alessia Serra Psicologo a Santa Maria delle Mole

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Cara Lucia,
è difficile fare diagnosi così,
anche se lei porta molti sintomi. Ciò che fa la differenza è sempre la qualità emotiva e relazionale e questa la si vede bene in relazione diretta.
Non di meno, penso che sicuramente in lei ci sia depressione, tristezza, deprivazione e rabbia.
Tanta tanta RABBIA.
Contro chi? Non lo so, forse il mondo intero, forse il passato, la famiglia, gli amici, se stessa!
Di sicuro è una rabbia rivolta contro sè stessa, che la immobilizza e la fa sentire incapace e in colpa per qualunque cosa. Lei non ha il diritto a nulla, non ha diritto a vivere!
Diceva che nulla ha funzionato nè farmaci nè psicoterapia.
Certo, ha ragione. Finchè lei non ci crede, finchè non vuole guarire, stare bene, niente servirà.
Forse servirà solo a dimostrare che niente funziona e quindi a gettare altro fango sul mondo incompetente.
Deve sentirsi molto impotente! Ma non ora, da sempre.
Penso che nel suo copione vi sia impotenza, svalutazione e umiliazione. Il suo annullarsi mi parlano di questo e mi dicono che annullarsi è l'unico modo che conosce per gettare la sua rabbia sul mondo, facendolo sentire incapace e impotente, esattamente come hanno fatto con lei tanti anni fa.
Ma sa una cosa? La rabbia la getta solo su sè! Lei si sta annullando!
E' questo che vuole?
Rifletta!
Ne vale la pena?
Metà della sua vita è già trascorsa, come vuole trascorrere l'altra metà?
Nessuno dice che è facile, nessuno è bravo, nessuno privo di errori, per cui se lei desidera veramente darsi la vita,
si prenda questa responsabilità e inizi a sbagliare!

Sabrina Costantini Psicologo a Pisa

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Cara Lucia, non credo sia possibile ne corretto fare una diagnosi on line, senza conoscerla di persona. Ha già fatto un percorso terapeutico, ha preso farmaci, ma non ha trovato quello che cerca. Un inquietudine la pervade, forse non si e' data molto tempo per proseguire i percorsi fatti, forse le serve più tempo e fiducia nella persona che l ha segue. Si affidi a qualcuno ,non a internet e si faccia aiutare. Un grande in bocca al lupo.dott.ssa Cecilia Cimetti, Verona

Dott.ssa Cecilia Cimetti Psicologo a Verona

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Buongiorno Lucia..
Le sue parole mi hanno molto colpita...Mi spiace che stia vivendo, oramai da tempo, una situazione così complessa e dolorosa. Non so se abbia qualcuno con cui poter condividere il malessere ed il dolore che sperimenta giorno per giorno, ma sono fermamente convinta che lei abbia necessità di rincominciare un percorso psicoterapeutico. Qualsiasi percorso di accoglimento psicologico può inizialmente far pensare di non riceverne alcun giovamento. Occorre però proseguire, fidarsi ed affidarsi al professionista verso il quale ci si rivolge e percorrere con lui tutta la lunga strada che porta, alla fine, verso uno stato di maggiore serenità e benessere. Faccia un altro tentativo, non rinunci a se stessa e continui ad ascoltarsi. Le sue emozioni, le sue sofferenze e il suo "immobilizzarsi" hanno un senso ed un significato che con l'aiuto di un esperto esterno riuscirà a trovare e a comprendere.
La saluto affettuosamente.
Dott.ssa Stefania Corda

Dott.ssa Stefania Corda Psicologo a Cagliari

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