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Blocco psicologico

Inviata da C. il 16 gen 2016 Depressione

Buongiorno, sono una ragazza di 23 anni, studentessa e da circa un anno ho un blocco psicologico nello studio. Tutto è cominciato dopo che scoprii mia madre tradire mio padre qualche anno fa, cosa che mi sono portata dentro per un bel periodo finchè anche mio padre non l'ha scoperto. Da qui l'unità familiare si è compromessa del tutto, mia madre mi ha incolpata di non averla difesa, mio padre mi ha incolpata di non avergli detto nulla prima. Agli esami venivo bocciata con grande sofferenza da parte mia, mi sentivo impotente e senza un sostegno, senza contare che non avevo mai avuto problemi nello studio e avevo sempre portato a casa grandi risultati quindi vedevo rovinarsi la mia carriera universitaria. Un anno fa me ne sono andata di casa (ospitata da mia nonna prima e poi da mia sorella maggiore) perchè mia madre mi manipolava continuamente, mentendo e mettendomi contro mio padre. Da allora ho perso completamente la stabilità e la tranquillità necessarie allo studio e ho cominciato ad accusare dei sintomi di depressione. Ora vivo in un'altra città per la magistrale e non sto più subendo le cattiverie dei miei genitori ma sono arrivata al punto di non riuscire nemmeno a mettermi davanti al libro. Qualsiasi concetto anche molto semplice non riesco ad immagazzinarlo, così mi demoralizzo e non concludo nulla. Ovviamente sento le pressioni degli esami, ho i sensi di colpa a fine giornata quando capisco di non aver memorizzato nulla e vedo gli altri compagni che studiano senza particolari problemi, il tutto non fa che colpire la mia autostima e la mia motivazione. Dopo la laurea mi sembrava di stare meglio, forse un pò alleggerita e soddisfatta di avercela fatta nonostante tutto, ma ora le cose sono tornate peggio di prima. Ho seguito una terapia durante la permanenza nella mia città ma ora mi sono trasferita per studio e l'ho interrotta. La psicoterapeuta mi ha consigliato un antidepressivo omeopatico che sto assumendo e mi sta aiutando se non altro a diminuire qualche atteggiamento depressivo che avevo come crisi di pianto e stanchezza perenne.
Secondo voi un blocco di questo tipo può dipendere dalle vicessitudini familiari? Come si può superare?

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Allora carissima
nel momento della separazione dei tuoi è come che tu abbia fatto tuoi i loro problemi e le loro sconfitte e come che tu abbia deciso di esere una perdente.
In realtà altre parti di te, interiormente, hanno combattuto questa identificazione e, con molta fatica, hanno comunque portato avanti degli obiettivi, alcuni dei quali, sono riusciti.
Poi il processo è ripartito di nuovo e il tuo malessere è ripreso per poterti far rimanere in questo stato di depressione identificativa da cui ti viene difficile prendere le distanze.
Io interpreto così questo che ti è successo e che ti succede.
A mio parere quello di cui hai bisogno è di disidentificarti emotivamente dai tuoi.
Devi comprendere che tu sei una persona con la tua storia, che peraltro dipende da te, e loro sono altre persone (pur essendo tuoi genitori) che hanno la loro storia.
Persone diverse, storie diverse.
Secondo me devi portare avanti la psicoterapia e lavorare su questo tema.
Ci sono anche tecniche apposite per farlo.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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buongiorno,
credo che abbia bisogno di continuare il suo percorso di psicoterapia per lavorare ancora su senso di colpa e tradimento. Lei è testimone di tradimento tra i suoi genitori e poi accusata di tradimento per non averlo denunciato. Lascia casa sua e la sua città in un moto di emancipazione ma forse continua a portare con se fantasie di "tradimento" nei confronti di ciò che ha lasciato e rispetto alle aspettative che altri avevano su di lei.
un abbraccio
dott.Luca Pinciaroli
Studio Psicoterapia Mana - Torino

Studio di psicoterapia Mana Psicologo a Torino

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Carissima C.
è probabile che le vicissitudini abbiano scatenato il problema ma presumibilmente hanno radici più profonde.
É interessante che le difficoltà tra i tuoi genitori abbiano determinato un forte senso di colpa...in fin dei conti però si tratta della loro relazione.
Ti consiglio di rivolgerti ad un terapeuta per sbloccare la tua situazione nello studio, il consiglio é di rivolgerti ad un analista lacaniano.
A disposizione.

Dott.ssa Fornari Daniela

Dott.ssa Daniela Fornari Psicologo a Iseo

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Gentile C., è molto probabile che le vicende familiari che hai descritto abbiano avuto un ruolo molto importante nell'influenzare il tuo umore, la tua voglia di fare e tutto il resto. Se nonostante il tuo allontanamento da casa fatichi ancora a trovare stimoli, potrebbe esserci qualcos'altro che ti rende faticoso e difficile rialzarti e, concretamente, darti la forza di studiare. Non credo che un antidepressivo omeopatico possa costituire la soluzione dei tuoi problemi, ma darti un sollievo temporaneo. Se da sola fatichi a trovare la forza e la motivazione che ti servono per completare il tuo percorso di studi, ti consiglio di affrontare un percorso di sostegno psicologico o una psicoterapia. Se lasciassi in sospeso il tuo percorso, potresti pentirtene più avanti.
In bocca al lupo!
Saluti
Dott.ssa Angela Beatrice Marino

Dott.ssa Angela Beatrice Marino Psicologo a Arese

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Gentile ragazza,
e' fuori di dubbio che le vicissitudini familiari abbiano influito negativamente sul tuo rendimento nello studio, tuttavia devi farti coraggio e andare avanti agganciandoti al tuo senso di responsabilità senza però sprofondare nei sensi di colpa se i risultati non sono quelli che vorresti.
È stato un bene che hai potuto fruire della ospitalità di tua nonna e di tua sorella ed anche che ti sei fatta aiutare da una psicoterapeuta.
Non capisco però perché dopo il tuo trasferimento ti sia stato consigliato un rimedio omeopatico e non anche di riprendere la psicoterapia presso altro professionista.
È questo che ti invito a fare nella certezza che questo tipo di supporto sia il più adatto ad accompagnarti in questo periodo difficile da cui ti riprenderai.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
Medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna ( Salerno ).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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