Blocco emozionale

Inviata da Lexa il 10 apr 2015 Depressione

Buongiorno, sono una ragazza giovane di 26 anni che nonostante questo si trova intrappolata per la seconda volta in un blocco emozionale. Almeno credo sia questa la definizione clinica.
La prima volta è accaduto circa 5 anni fa quando sono caduta in depressione a causa della chiusura della mia attività. Quello è stato ovviamente un periodo oscuro per me: ho perso 10kg in un mese, avevo perso ogni stimolo per ciò che mi circondava, mi sentivo una fallita e avevo anche pensieri suicidi che non ho mai realizzato perchè mi rendevo conto che avrebbero causato solo problemi alla mia famiglia. Ovviamente i motivi che hanno scatenato questa depressione sono molti e difficili da spiegare in poche righe, ma piano piano mi sono ripresa. Ciò che mi ha salvato in quella occasione, e nei piccoli momenti di "ricaduta" negli anni, è stato il mio diario. Ho infatti iniziato a tenere un diario dove scrivo a ruota libera, questo mi ha permesso di sfogarmi, di cambiare punto di vista e mi ha reso più forte.
Da circa tre mesi a questa parte, però il blocco emozionale è tornato, e questa volta molto più radicato della precedente.
La causa scatenante è stata mio marito: ha ottenuto una promozione lavorativa (di cui sono immensamente fiera, non c'è alcuna gelosia da parte mia anzi) che lo tiene lontano da casa dal lunedì al venerdì. Da quel momento è cambiato completamente: prima ero al centro del suo mondo, mi riempiva d'amore dalla mattina alla sera; sempre romantico, premuroso, dolce era l'uomo perfetto; ora è diventato un uomo d'affari che, per sua diretta ammissione, si ricorda di me solo 10 minuti prima di andare a letto quando ha finito di lavorare.
Lui stesso dice di darsi fastidio per come si comporta con me, ma quello che mi preoccupa realmente è la mia reazione.
Ho eretto immediatamente un muro tra me e il mondo che mi circonda: non provo più nulla, sono diventata di ghiaccio.
So' bene quali sono le ragioni e le motivazioni che hanno causato questa mia reazione il problema è che non riesco a capire come uscirne. Mi sento come chiusa in un barattolo sottovuoto e questa volta non ho la più pallida idea cosa devo fare.
Scrivere nel diario aiuta poco, sopratutto perchè raramente racimolo la voglia necessaria per farlo.
Così mi trascino nella quotidianità facendo meccanicamente sempre le stesse cose, senza però prestare realmente attenzione a nulla.
Mi rendo conto che questa cosa mi sta uccidendo dentro, anche il mio corpo sta fisicamente lanciando segnali di insofferenza e questa cosa non va bene.
Cosa posso fare? Come posso ritrovare le energie per ricominciare ancora una volta da zero?
Sembreranno delle paranoie assurde visto la mia giovane età, ma non sono mai stata una ragazza ordinaria.
Grazie

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Buongiorno gentile Lexa,
la sua situazione non è facile ma sembra che lei questo non lo considera, come se si comportasse con se stessa in modo più sbrigativo di quello che pensa e con dettami del tipo " non far vedere come soffri" "stringi i denti e vai" "supera a tutti i costi" mentre se lei si fidasse di un pò di più di se stessa sarebbe capace di esternare anche la sua tristezza e la sua sofferenza. Suo marito è consapevole di quanto sia dstabilizzante per voi questo cambio di prospettiva pratica e ne parla, lei riesce ad esprimere cosa prova?
Forse è giunto il momento di intraprendere un percorso psicologico che l'aiuti ad elaborare il dolore e il senso di frustrazione profonda che spesso la vita ci mette davanti, potrà cosi piano piano diventare anche più "morbida" verso se stessa e verso le persone che ama facendosi conoscere nella sua più intima natura, la natura che per ora sà solo il suo privatissimo diario.

Le faccio tanti cari auguri!

Dr.ssa Anna Mostacci psicologa Psicoterapeuta Roma

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Salve Lexa, dal suo racconto pieno di sofferenza, certamente, riesco però a intravedere dei punti di forza. lei appare come una donna che, nel suo disagio ha dimostrato di avere (e mettere in pratica) cose positive a 21 anni aveva già un'attività alle spalle e manda avanti un matrimonio che, benchè risenta della lontananza, a mio parere svolge una funzione positiva. Entrambi risentite della mancanza dell'altro, ognuno a modo proprio, e probabilmente quello che percepisce come distacco o poca attenzione è il risultato del mancato adattamento, da parte di entrambi ad una situazione "insolita" (le coppie, da che mondo e mondo, vivono insieme e questo benchè non sia un fattore indispensabile gioca comunque un ruolo importante)
La invito a continuare il diario, anche se fa un po' fatica e sembra servire a poco... e poi a interrogarsi su cosa, nel profondo, la porta a "bloccarsi".... magari parlandone con una professionista nella sua città.

Susanna Silei, Psicologa, Pisa

Dott.ssa Susanna Silei Psicologo a Cascina

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Cara Lexa, da quanto scrive parrebbe che in questo momento percepisce come uno stacco tra la vita di suo marito e la sua. Provi a chiedersi quale è il pensiero che si "accende" dentro di lei e le toglie le forze e l'energia vitale. Quando lo avrà compreso, sarà capace di mettere in moto una serie di strategie personali per agire e sentirsi non l'ombra di un uomo di affari, ma perfetta e adeguata complice del suo successo.
In bocca al lupo!

Dott.ssa Barbara Paolinelli Psicologo a Trento

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Ehi ehi Lexa...
vediamo di puntare su un cambio di tuo atteggiamento veloce, soprattutto dal momento che ti rendi perfettamente conto di cosa sta succedendo e del perché succede.
Mi sento molto vicina al tuo malessere procurato da questo cambiamento lavorativo di tuo marito e dal suo atteggiamento.
Credo che a lui occorra una " fase di adattamento" dal momento che il nuovo lavoro lo porterà ad avere insicurezze e cose nuove da imparare.
Abbisogna di concentrazione.
In questo momento tu devi essere fiduciosa e forte perché anche il tuo sostegno gli sarà necesssario.
Vedrei bene che tu, in questo momento, utilizzassi questa nuova situazione non per drammatizzare e sentirti esclusa ma per valorizzare te stessa, magari facendo tutto quello che non potevi fare e che ti piacerebbe fare e questo nel tempo che tu stessa "hai guadagnato" con l'assenza di lui.
Hai bisogno anche tu di sentirti nel vortice di cambiamento e di novità e devi rendere "frizzantina" la tua vita.
Via la depressione serpeggiante e avanti un nuovo inizio: inventati hobbies estrosi e gratificanti, valorizzati e cambia le vecchie abitudini di vita, sostituiscile con cose molto nuove e un poco "pazzerelle"
Non liquidare questo mio dire come cose di poco conto, ti dico per certo che sono suggerimenti seri che possono aiutarti molto.
Un augurio di pronta ripresa!
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Salve Lexa, la situazione che Lei descrive appare di appiattimento emotivo ma non sono presenti (nella sua descrizione) elementi di una certa gravità clinica, ma non per questo significativi. Le consiglio di cercare un aiuto professionale, al fine di non trascurare un disagio che potrebbe eventualmente aumentare, se non colto e affrontato con i mezzi adeguati. In particolare, in linea con quanto Lei riferisce riguardo l'uso del diario nel precedente momento di difficoltà, Le consiglio di rivolgersi ad un terapeuta cognitivo-comportamentale, che potrà offrirle consigli circa un uso più strategico dello strumento in questione.
La saluto
Dott.ssa Bracci

Dott.ssa Lorenza Maddalena Bracci Psicologo a Guagnano

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