Bloccata in situazione complicata da cui non riesco a riemergere

Inviata da Laura · 13 ago 2019

Buongiorno, sono una ragazza di 25 anni rimasta invischiata in una situazione da cui non riesce più a uscire.
Brevemente: io sono da sempre stata una ragazza con la testa sulle spalle, estremamente riflessiva (anche troppo, penso molto più di quanto io poi non agisca), da sempre brava a scuola e con un, mi rendo conto, estremo bisogno degli altri e della loro approvazione.
Sono fidanzata con un ragazzo da ormai 9 anni, anche lui come me, serio, con i miei interessi, di buon carattere che corrisponde a tutto con cui dovrei stare bene. Io in questa storia ho fin dal principio investito tanto, anche a livello di progettualità, cosa di cui ora mi sto un po’ pentendo, dato che solo ora mi rendo conto di non aver mai vissuto una vera storia adolescenziale, bensì da subito una relazione adulta. Tutto questo dovuto sia alla mia personalità, sia alle inclinazioni del mio ragazzo da sempre intenzionato ad avere una relazione stabile, sia alle paure che mi sono nate in base ai racconti di mia mamma che (non intenzionalmente) allo scopo di farmi stare attenta, mi hanno fatto vedere l’amore come una cosa bella, ma potenzialmente pericolosa perché capace di far prendere decisioni (o non decisioni) di cui un domani ci si potrebbe pentire. In sintesi non mi sono mai buttata “a sentimento” in nulla. Inutile dire però che, nonostante tutto questo pensare, non sono felice.
La mia storia per un po’ di anni è andata bene, ripeto, siamo persone che insieme si trovano molto bene insieme, senza aver praticamente mai avuto un litigio. Ad un certo punto però qualcosa è caduto di colpo. Quasi contemporaneamente ho subito un lutto e nello stesso periodo ho conosciuto un ragazzo. Era tempo che non mi capitava di conoscere gente nuova e la cosa mi ha rinvigorito parecchio. Sapevo che non avrei dovuto sentirlo, però complice il periodo difficile e la mia voglia di nuove compagnie, non me la sono sentita di rinunciarvi, pensando che comunque sarebbe al più rimasto tutto al sicuro nella mia testa. Le cose però non sono andate così, la frequentazione è andata avanti parecchio, con piacere di entrambi e a un certo punto lui mi si è dichiarato. Io però l’ho chiaramente respinto e lui si è accontentato di rimanermi al fianco come amico.
Da qui è stato un disastro sulla mia stabilità interiore: da una parte avrei voluto disperatamente buttarmi e provare questa cosa nuova, dall’altra l’idea di tradire mi dà la nausea. Quindi sono rimasta nel limbo. Contemporaneamente ho parlato col mio ragazzo senza menzionare però l’altro dicendo di non essere più sicura dei miei sentimenti nella speranza di smuovere qualcosa e invece gettandolo così in una sorta di depressione passiva (nel mentre lui, dal canto suo, è anche in uno stato particolarmente ansioso dato che non sa cosa fare del suo futuro professionale). Dopo quasi un anno lui ha deciso di andare all’estero e abbiamo preso una pausa. Pausa che è durata un mese e mezzo in cui io nonostante il dolore iniziale, mi sentivo però bene, perché ero riuscita finalmente a fare qualcosa! Poi è tornato perché senza di me stava male e, contro ogni logica probabilmente, abbiamo ripreso a frequentarci, tornando però praticamente al punto di partenza e questa volta non sento di avere le forze di fare nulla. Nel mentre all’altro non ho più detto nulla, io lo so che lui è ancora in attesa e ci sentiamo, ma il mio ragazzo non riesco più a nominarlo, facendomi nascere l’ennesima spirale di colpa. In tutto ciò io devo finire l’università, ho gli ultimi esami, ma più resto invischiata e più la concentrazione ne risente.
Ho davvero bisogno d’aiuto.

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Miglior risposta 13 AGO 2019

Gentile Laura,
quando si inizia una prima relazione in adolescenza e la si porta avanti per molti anni, può succedere che in età più adulta l'abitudine e la noia per il fatto che tutto sembra scontato creino una sensazione di insoddisfazione per l'essersi deprivati di altre esperienze sentimentali che possono essere inizialmente stimolanti per la novità ma rivelarsi poi deludenti.
D'altra parte nella vita tocca prendere delle decisioni assumendosene la responsabilità anche perchè il non prenderle rimanendo nello stallo è spesso comunque causa di malessere.
Probabilmente il periodo di pausa col tuo fidanzato all'estero è durato troppo poco e non hai avuto il tempo necessario per maturare una decisione finale in merito al tuo rapporto con lui e quindi i dubbi sono ritornati perchè mentre lui ha capito che senza di te stava male tu non hai potuto capire altrettanto.
Eppure è essenziale che anche tu capisca quali sono i tuoi sentimenti nei suoi confronti e forse per capirlo devi prendere le distanze per un tempo sufficiente senza essere condizionata dai sensi di colpa e accettando il rischio di poterlo perdere definitivamente.
E' difficile da qui consigliarti per il meglio ma personalmente sarei portato a non buttare al vento una relazione di nove anni e cercherei di valorizzarla e rinnovarla ma la decisione spetta solo a te per cui ti suggerisco di provare a chiarirti le idee in un percorso anche breve di psicoterapia in cui potrai essere aiutata nel prendere la decisione migliore.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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13 AGO 2019

Gentile Laura,
probabilmente il lutto che ha subito (non so di quale entità sia stato, ma lei lo mette in rilievo nella sua lettera) ha interrotto la continuità di una vita basata essenzialmente sul dovere e sulla razionalità ("il mio ragazzo ha tutto quello di cui DOVREI aver bisogno") e già impostata, come lei stessa dice, su un registro adulto.
Le consiglio di cercare un consulto psicologico per essere aiutata a comprendere meglio i suoi bisogni autentici (non quelli che "dovrebbe avere"), le sue risorse, le sue priorità e, in definitiva, il modo in cui vuole impostare la sua esistenza da ora in avanti. Può sembrare un lavoro molto difficile ma è adesso che lei si sta affacciando, anagraficamente, alla vita adulta e non le consiglio di farlo con questo retaggio di negatività e "colpa".
Molti auguri e ci riscriva se ha bisogno.

Dott.ssa Roberta Altieri Psicologo a Milano

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