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Bivio dopo una lunga crisi

Inviata da Martina il 17 feb 2019 Terapia di coppia

Buongiorno, avevo già scritto un lungo messaggio relativo o a questo problema un po' di tempo fa. Da mesi (luglio/agosto) sto vivendo una forte crisi personale e di coppia. Dico entrambi perché probabilmente le situazioni si sono influenzate a vicenda. Ho 22 anni e sono fidanzata da quando ne avevo 16, quindi si può dire che ho concluso la mia adolescenza e ho continuato la crescita assieme al mio ragazzo. La nostra relazione é andata avanti senza problemi fino, all'incirca, alla fine del secondo anno di università/inizio del terzo. Da lì in poi ho cominciato ad avvertire sempre di più un divario tra la mia nuova vita, fatta di aspirazioni, di amicizie nuove e di diverse prospettive di vita, e quella per così dire "vecchia": lui ovviamente fa parte di quest'ultima. Ci tengo a sottolineare che un ruolo non indifferente é stato giocato dalla mia cerchia di amici all'università, tutte persone estremamente ambiziose, che seppur indirettamente mi hanno sempre fatto percepire l'idea secondo cui essere fidanzati da così tanto a quest'etá non può che frenare la crescita individuale. Altra cosa importante é che questi mesi sono stati quasi interamente caratterizzati da un'attenta analisi da parte mia di tutto quello che il mio ragazzo non aveva e altre persone ipoteticamente si. Cerco di spiegarmi. Lui é una persona molto intelligente, profonda e acculturata, ma nonostante ciò dopo il diploma ha deciso di fermarsi e cercare subito lavoro. Se a questo inizialmente nemmeno facevo caso, nell'ambito di questa crisi é diventata quasi un'ossessione, quasi come se una persona con aspirazioni come le mie (concludere gli studi e proseguire con un dottorato) dovesse per forza trovare qualcuno con aspirazioni simili. Tutte queste considerazioni, legate al fatto che in questi anni i pochi mezzi a nostra disposizione (lui vive con suo papà, io chiaramente coi miei quando torno dalla settimana via) hanno anche reso la nostra relazione un po' monotona e priva di stimoli veri e propri, mi hanno spinta sempre di più a compulsare su queste problematiche senza mai trovare una via d'uscita (aggiungo che da oltre un anno anche la sfera sessuale non era il massimo). Ad un certo punto lui, fortemente colpito da tutta questa situazione, ha deciso di chiedermi un periodo di pausa. Abbiamo ricominciato a sentirci ieri dopo circa un mese e mezzo ma la situazione, almeno da parte mia, é quasi peggiorata, perché ora mi sento perfettamente divisa in due. In questo mese, infatti, ci sono stati momenti in cui ho cominciato seriamente a considerare la vita senza di lui, e ammetto che la voglia di tornare ad avere un'autonomia che non ho mai davvero vissuto pienamente (alla fine a 16 anni inizi a sperimentarla,e io a quell'età mi sono messa con lui) si sta facendo sentire in modo sempre più pressante. Si tratta di semplici cose che per me stanno diventando importanti in quanto mai vissute: potermi fare una vacanza da sola o con gli amici senza dover tenere conto di nessuno, vivermi l'Erasmus (l'anno prossimo) senza freni, sentendomi libera di fare esperienze di ogni tipo.. insomma, fare tutte quelle cose che ora potrei comunque fare ma sempre un po' a freno tirato. E dopo un po' questo pesa, e non poco. Quindi ho paura che tornare a reprimere queste esigenze, seppur minime, possa non essere salutare per un futuro insieme. D'altro canto però, allo stesso tempo, ho cominciato a sentire dentro di me quanto lui sia importante per me. So per certo che non troverò mai più nessuno come lui e tra noi c'è sempre stata un'alchimia assurda, complice anche il fatto che crescendo insieme si crea un legame che tiene perfettamente conto delle esigenze, delle paure, delle imperfezioni e delle richieste di ciascuno. L'idea che tutto questo con lui possa venir meno mi fa male come una coltellata allo stomaco, e non esagero. Non riesco nemmeno a pensare di fare con qualcun altro ciò che ho fatto con lui, o aprirmi come ho fatto con lui in questi anni con altri ragazzi. Con lui sento di avere un legame inestimabile e insostituibile. D'altro canto però non dimentico tutte le cose brutte che ho pensato di lui per tutti questi mesi, e non vorrei che questa idealizzazione fosse frutto della lontananza. Non so più veramente cosa fare, faccio fatica a mangiare, a dormire, a studiare..mi sembra siano passati anni luce dall'ultima volta in cui mi sono sentita serena.
Credo occorra fare le giuste scelte in questi casi, il problema é che qualunque scelta mi sembra fuori luogo e ci sono motivi altrettanto forti che sembrano farmi propendere sia per una cosa sia per l'altra.
Chiaramente non chiedo risposte, che nessuno può darmi se non me stessa, ma soltanto alcuni spunti. Grazie mille

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Gentile Martina,
a mio parere, nel definire il futuro della lunga relazione col tuo fidanzato, molto dipende anche da lui.
In effetti, preso atto della crisi in corso, sembra sia stato lui a chiedere la pausa di riflessione, ma chi dei due ha interrotto tale pausa e quale effetto ha avuto su di lui questo periodo di un mese e mezzo di lontananza? Lui è consapevole che i tuoi dubbi persistono, anzi si sono aggravati? E qual'è il suo atteggiamento in merito?
D'altra parte, tu per uscire dal tuo conflitto interiore devi necessariamente fare una scelta e contemporaneamente una rinuncia : tenerti il vecchio (che potrebbe anche parzialmente rinnovarsi) e rinunciare al nuovo o, viceversa, abbracciare il nuovo e abbandonare il vecchio.
Fatta la scelta, è saggio cancellare e ignorare l'opzione scartata per non ricadere nel conflitto interiore.
Forse, prima di prendere la inevitabile decisione finale, può essere utile approfondire il problema all'interno di un percorso terapeutico individuale o di coppia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Gentile Martina, il tuo racconto rivela notevole maturità e capacità di analisi, ma anche una certa confusione interiore. Sopratutto non mi è molto chiara l'ultima frase: faccio fatica a mangiare, a dormire....Ovvero qual è il tuo vissuto? Di ansia o piuttosto di depressione? In entrambi i casi mi sembra che tu sia a livelli piuttosto insostenibili. Come giustamente hai scritto non ci sono risposte semplici. Varrebbe però la pena che tu apprendessi delle strategie per fronteggiare i tuoi malesseri, come la mindfulness, che è una forma moderna e laica di meditazione. Ci sono ormai gruppi in tutte le città. Se questo non basta è ovviamente opportuno l'aiuto di una/uno di noi, in modo che tu riesca a trovare una maggior centratura in te stessa, e come usa dire oggi, una maggior resilienza.
Un cordiale saluto
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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