Bimbo di 3 anni e mezxo non vuole fare ne pipi ne cacca nel wc

Inviata da Lucas89 · 3 lug 2026 Psicologia infantile

Buonasera lo so che forse è ancora troppo presto ma ho para di fare errori. Ho tolto da 4 giorni totalmente il pannolino a mio figlio di 3 anni e mezzo a cui è stato diagnosticato l'autismo, non verbale in fase di esplosione del linguaggio. Il secondo giorno anche non dicendomelo mi ha fatto capire con i gesti che doveva fare pipi, l'ho portato sul wc con il riduttore e l'ha fatta. Il giorno dopo appena svegliato la stessa cosa, l'ha fatta nel wc. Tutte e due le volte e' stato gratificato con dei premi. Poi abbiamo passato una giornata al mare e al rientro a casa non ne ha voluto più sapere. Si siede stiamo un po' di tempo e poi puntualmente appena scende se la fa addosso. Idem per la cacca. Cosa posso fare?

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Miglior risposta 4 LUG 2026

Buongiorno,
È assolutamente comprensibile la sua preoccupazione; il percorso di apprendimento sfinterico, specialmente per un bambino nello spettro autistico, non è quasi mai una linea retta, ma un processo fatto di acquisizioni e riassestamenti, è un fenomeno molto comune. Il fatto che abbia usato il wc e che sia riuscito a comunicare il bisogno (anche tramite gesti) è un indicatore estremamente positivo: significa che la competenza neurologica e la consapevolezza del bisogno fisico ci sono. Il cambio di routine, potrebbe aver sovraccaricato il suo sistema sensoriale o creato un'aspettativa diversa. Quando si siede sul wc e resta in attesa, il bambino potrebbe percepire la sua attesa come una pressione.
È cruciale che, quando se la fa addosso, la reazione sia il più possibile neutra e priva di carica emotiva. Dica semplicemente "Ti sei bagnato, cambiamo". Il cambio deve essere rapido e poco gratificante, in modo che il bambino impari che l'esperienza del WC, è molto più piacevole rispetto alla sensazione di sporco e alla noia del cambio. Se ha notato che solitamente fa la pipì 20 minuti dopo aver bevuto, portatelo al bagno proprio in quel momento, senza chiedere, come se fosse una parte naturale della giornata. Se la fa, il premio arriverà come rinforzo naturale.
Tenga duro con il non rimettere il pannolino, a meno che non ci siano segnali di disagio estremo. Alternare crea confusione sensoriale e cognitiva, rendendo più difficile la generalizzazione del comportamento. Non viva questo momento come un fallimento o un passo indietro, il fatto che abbia risposto positivamente inizialmente ci dice che il suo sistema sta integrando questa nuova abilità. Spesso, dopo una fase di rifiuto, i bambini hanno un "salto" e ricominciano a usare il wc con maggiore costanza.

Un cordiale saluto.
Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia Psicologo a Ravenna

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7 LUG 2026

Gentilissimo Lucas, grazie per la condivisione. Comprendo i suoi timori, il percorso di spannolinamento può essere davvero faticoso e complesso da gestire, soprattutto per i genitori. Avete appena iniziato, e ci vuole una grande pazienza! aspetti ancora qualche tempo, insistendo ma senza mai obblighi.
Saluti
AV

Dott.ssa Antea Viganò Psicologo a Pessano con Bornago

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6 LUG 2026

Buongiorno Luca, quando ai bambini con o senza autismo, viene tolto il pannolino in maniera netta come lei riferisce, a volte succede che l'esperienza della pipì o della cacca nel wc non venga ripetuta in quanto vissuta con un certo disagio emotivo. Ovviamente solo un approfondimento della situazione permetterebbe di capire meglio il ruolo della giornata al mare, ma in linea generale quando ci sono questi incidenti è importante fermarsi con le richieste di pipì o popò nel water perché le pressioni amplificherebbero la difficoltà del bambino. E nel frattempo è importante capire come costruire le condizioni affinché il bambino si senta nuovamente sicuro di ripetere l'esperienza. Se vuole può approfondire sul mio blog Connettiti alla psicologia dei bambini dove ho dedicato una sezione specifica a questo tipo di difficoltà.
Un caro saluto
Serena Costa psicologa infantile, esperta in difficoltà con cacca e pipì

Dott.ssa Serena Costa Psicologo a Giovo

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5 LUG 2026

Gentile Lucas89,

Quello che descrive è un fenomeno frequente nel percorso di tolta del pannolino, reso più delicato in questo caso dal fatto che suo figlio sta affrontando più cambiamenti insieme.

Nei primi due giorni la richiesta è arrivata in modo chiaro, tramite gesto, seguita da successo e da gratificazione. Poi la giornata al mare ha introdotto una rottura, con cambio di ambiente, di bagno, di stimoli sensoriali, di orari. Il rifiuto che segue può derivare da più direzioni insieme, e non è necessario individuarne una sola. Può trattarsi di una difficoltà a generalizzare un apprendimento appena acquisito su un contesto diverso da quello in cui è nato; può trattarsi di un accumulo di stimolazione sensoriale nel corso della giornata, che ha reso più difficile percepire e comunicare lo stimolo corporeo; può trattarsi anche del fatto che, cambiando il contesto, sia cambiato per lui anche il significato del gesto stesso.

Un elemento su cui vale la pena riflettere riguarda il sistema di gratificazione. I premi hanno probabilmente funzionato da spinta utile nei primi tentativi, ma converrebbe osservare se il bambino li stia vivendo come parte necessaria del gesto, al punto che un contesto diverso da quello in cui sono stati dati renda il gesto meno riconoscibile o meno motivante.

Per la fase attuale converrebbe ripartire dalla stabilità della routine più che dall'insistenza sul risultato. Fissare orari e contesti il più possibile costanti, prima ancora di aspettarsi che il bambino generalizzi da solo l'apprendimento a situazioni nuove, aiuta a restituirgli un punto di riferimento riconoscibile.

Vista la fase di esplosione del linguaggio non verbale in cui si trova, i segnali che userà per comunicare il bisogno potrebbero non essere sempre gli stessi; portare pazienza nella lettura di gesti anche diversi da quello già osservato fa parte del percorso, più che essere un'eccezione da correggere.

Anche il momento del bagno andrebbe protetto da un carico emotivo eccessivo, sia in caso di successo che di insuccesso, per evitare che diventi esso stesso fonte di tensione, aggiungendosi alle difficoltà già presenti.

Se la regressione dovesse proseguire oltre le prossime settimane, sarebbe utile condividere l'osservazione con chi già segue suo figlio nel percorso terapeutico, per inserirla nel quadro più ampio del suo sviluppo.

Cordiali saluti

Dott.ssa Antonella D'Orlando Psicologo a Napoli

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4 LUG 2026

Buonasera Lucas, grazie per la condivisione.

L'autismo in molte persone porta ad aver bisogno di routine prevedibili e sicure. Questo le aiuta a non destabilizzarsi emotivamente difronte a cambiamenti che, per loro, sono faticosi e difficili da gestire. Nel suo caso, si uniscono due cose: l'età del figlio e la diagnosi di autismo. Tutti i bambini hanno bisogno di routine prestabilite, che danno loro sicurezza. Ancora di più un bimbo con autismo. Il fatto che siate andati al mare potrebbe aver cambiato la routine del vostro bambino, che ora deve riprenderla daccapo prima di arrivare al controllo sfinterico che aveva raggiunto all'inizio. Può essere che ci voglia un po' di tempo. Intanto, continuate ad aiutarlo a farla sul water, e cercate di capire cosa potrebbe disturbarlo in quel momento (luci, temperatura dell'asse del water, ecc). Non so se è il caso di vostro figlio, ma molte persone con autismo hanno infatti una sensorialità alterata (sentono troppo o troppo poco gli stimoli). Potete capire meglio così professionisti che hanno fatto la diagnosi eventualmente.

Un cordiale saluto
Dott.ssa Mara Lever

Mara Lever Psicologo a Trento

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4 LUG 2026

Cara Lucas 89,

tuo figlio ha un comportamento di apprendimento della educazione degli sfinteri del tutto normale anche se gli è stato diagnosticato l'autismo. Anzi penso che proprio tale comportamento debba tranquillizzare dal momento che tre anno di età sono ancora pochi per lamentarsi del suo apprendimento.
Ti ringrazio della tua domanda
Rimango a disposizione per approfondimenti
Dott.Gabriele Lenti Psicoterapeuta Genova

Dott. Gabriele Lenti Psicologo a Genova

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4 LUG 2026

Da quello che descrivi, la situazione mi sembra molto più incoraggiante di quanto tu possa percepire in questo momento. In soli quattro giorni tuo figlio ha già dimostrato due cose molto importanti: ha riconosciuto almeno in alcune occasioni lo stimolo della pipì e ha accettato di farla nel WC. Questo significa che la capacità c'è, anche se non è ancora stabile.

Con i bambini autistici, soprattutto quando sono non verbali o stanno iniziando a sviluppare il linguaggio, è molto frequente che ci siano dei passi avanti seguiti da apparenti passi indietro. La giornata al mare potrebbe aver interrotto la routine, averlo stancato, avergli dato tante stimolazioni sensoriali o semplicemente aver modificato l'associazione che stava iniziando a costruire. Questo non cancella ciò che aveva imparato.
Il fatto che ora si sieda sul WC, ma trattenga la pipì fino a quando si rialza mi fa pensare che probabilmente non si senta ancora abbastanza rilassato o che non abbia ancora imparato ad associare completamente quella posizione al lasciarsi andare. Non significa che stia rifiutando il percorso.
Io eviterei di insistere troppo facendolo restare seduto a lungo. Se passano alcuni minuti e non succede nulla, è meglio alzarsi con serenità e riprovare dopo un po'. Stare seduto troppo tempo può trasformare il WC in un momento poco piacevole.
Continua a premiarlo ogni volta che anche solo collabora: se si avvicina al bagno, se si siede spontaneamente, se resta tranquillo. Se invece la pipì o la cacca finiscono nelle mutandine, cerca di mantenere una reazione molto neutra, senza rimproveri e senza mostrare delusione. Lo cambi con calma e gli dici semplicemente qualcosa come: "la pipì si fa nel WC", accompagnandolo magari a sedersi un momento, anche se ormai è finita.
Può essere utile anche osservare i suoi tempi. Se noti che tende a fare la pipì, ad esempio, ogni ora e mezza o due ore, puoi accompagnarlo in bagno poco prima, senza aspettare che sia lui a comunicarlo. Molti bambini autistici iniziano così, con una routine prevedibile e solo in seguito imparano a chiedere autonomamente.
Per la cacca, spesso il percorso richiede ancora più tempo. Molti bambini prima imparano a fare la pipì nel WC e solo dopo acquisiscono sicurezza anche con la defecazione. Non è insolito.

La cosa che mi colpisce di più nel tuo racconto è che lui ti ha già comunicato il bisogno attraverso i gesti. Questo è un segnale prezioso. Non lo considererei un tentativo fallito, ma l'inizio di un apprendimento che, soprattutto nei bambini con autismo, raramente procede in linea retta.

Dott. Mirko Manzella Psicologo a Noventa Padovana

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4 LUG 2026

Buongiorno e grazie per aver condiviso questo momento con tanta attenzione e cura per i dettagli.
Quello che racconta nei primi giorni è già qualcosa di prezioso: suo figlio ha saputo comunicare un bisogno, anche senza parole, e questo dice molto sia di lui che del legame che avete costruito insieme.
La giornata al mare ha probabilmente introdotto una variazione nella routine che per un bambino con autismo può essere sufficiente a destabilizzare un pattern ancora molto fresco e fragile. Non è un passo indietro definitivo, è quasi fisiologico in questa fase: i bambini con autismo hanno spesso bisogno di più tempo e più ripetizioni per consolidare un nuovo comportamento, specialmente quando cambia l’ambiente intorno a loro.
Continuare con le gratificazioni nei momenti in cui riesce, senza caricare di tensione i momenti in cui non riesce, è già la strada giusta. La costanza e la pazienza, che lei sta già dimostrando, sono le risorse più preziose in questo percorso.
Se ha già un riferimento terapeutico che segue suo figlio, potrebbe essere utile condividere anche con loro questi progressi e queste difficoltà, per ricevere indicazioni calibrate sulla sua situazione specifica.

Per un ulteriore confronto e approfondimenti resto a disposizione, anche online.
Dott.ssa Sara Antoniolli

Dott.ssa Sara Antoniolli Psicologo a Treviso

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4 LUG 2026

Buongiorno.
Comprendo la sua preoccupazione, ma vorrei rassicurarla: quello che sta descrivendo è un andamento molto comune nell'apprendimento del controllo sfinterico, specialmente nei bambini con autismo, dove regressioni improvvise dopo un cambiamento di routine (come una giornata al mare, con stimoli sensoriali diversi, bagno, ambiente nuovo) sono frequenti e non indicano un fallimento del percorso, ma piuttosto la sensibilità di suo figlio ai cambiamenti di contesto.
Nei bambini nello spettro autistico, specialmente se non verbali, la comunicazione del bisogno fisiologico può essere resa più fragile da qualsiasi variazione routinaria, e il corpo può "dimenticare" temporaneamente un apprendimento recente finché la routine non viene ristabilita con costanza. Non si tratta quindi necessariamente di un rifiuto, ma può essere una difficoltà di rilettura del segnale corporeo in un contesto percepito come diverso.
Le consiglierei di riprendere con costanza la stessa routine che aveva portato ai primi risultati, mantenendo invariati gli stessi orari, lo stesso linguaggio dei gesti o del supporto visivo se lo utilizza, e la stessa gratificazione, evitando di introdurre variazioni nei giorni immediatamente successivi a un evento fuori dal comune. È utile anche accompagnarlo al bagno a intervalli regolari, anticipando il bisogno piuttosto che aspettare i segnali, così da ricreare l'abitudine motoria e sensoriale, e mantenere un atteggiamento calmo e neutro quando si verificano incidenti, senza mostrare delusione, poiché la percezione di un fallimento può aumentare l'ansia e rallentare il processo.
Se suo figlio è già seguito da dei professionisti, le suggerirei di condividere con loro questo episodio: potranno aiutarla a costruire una routine visiva personalizzata, ad esempio con immagini o pittogrammi, che renda ogni fase del percorso più prevedibile e comprensibile per suo figlio, riducendo così l'incertezza legata ai cambiamenti di contesto.

Un caro saluto,

dott.ssa Celeste Colasante
Psicologa clinica e di comunità
Psicologa dello sviluppo

Celeste Colasante Psicologo a Torino

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4 LUG 2026

Buongiorno,
Da quello che racconta, non sembra che stiate sbagliando qualcosa, né che il percorso stia andando male.
Anzi, il fatto che suo figlio, nei primi giorni, abbia comunicato con i gesti il bisogno di fare la pipì e sia riuscito a farla nel Wc, sembra un segnale molto positivo. Significa che sta iniziando a collegare la sensazione del bisogno al luogo corretto in cui soddisfarlo.

Nei bambini con autismo il passaggio da pannolino al wc non è spesso lineare. Possono esserci giorni in cui sembra aver compreso tutto e altri in cui pare aver dimenticato. In realtà non si tratta di un regresso: suo figlio sta ancora apprendendo e ha bisogno di molte ripetizioni prima che l’abitudine si consolidi.

La giornata al mare potrebbe semplicemente averlo affaticato o aver modificato la sua routine.

Il consiglio è di proseguire con calma, senza pressioni e senza tornare subito al pannolino. Continuate a portarlo al bagno, e valorizzate ogni piccolo successo. Quando invece gli scappa addosso, cercate di cambiarlo e pulirlo senza mostrare delusione.
Siete ai primi giorni, per molti bambini, in particolare quelli con autismo, possono servire settimane o anche mesi prima che il controllo diventi stabile.
Abbiate fiducia nel percorso: in questa fase la costanza conta molto di più della rapidità dei risultati.
Un caro saluto

Dott.ssa Cascarano Mikaela Psicologo a Genova

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4 LUG 2026

Gentile Lucas89,
Buonasera, comprendo la sua preoccupazione. Quello che descrive è una situazione che può verificarsi durante il percorso di acquisizione del controllo sfinterico, e nei bambini con disturbo dello spettro autistico i tempi e le modalità possono essere molto variabili.

Da ciò che racconta sembra che suo figlio abbia già mostrato di possedere alcune competenze importanti, perché in due occasioni è riuscito a comunicare il bisogno e a utilizzare il WC. Questo è un segnale incoraggiante. Allo stesso tempo, è frequente che ci siano fasi di apparente “regressione”, soprattutto dopo cambiamenti nella routine, come una giornata diversa dal solito.

In generale, può essere utile mantenere un atteggiamento sereno, evitare pressioni o rimproveri in caso di incidenti e continuare a proporre il WC con regolarità, valorizzando ogni piccolo successo. Anche l’uso di supporti visivi e di una routine prevedibile può facilitare il processo, soprattutto nei bambini con autismo.

Qualora suo figlio fosse seguito al momento, potrebbe essere utile confrontarsi anche con i professionisti che lo seguono così da condividere una strategia coerente e personalizzata rispetto alle sue caratteristiche e al suo livello di sviluppo.

Non interpreti necessariamente questi giorni come un fallimento: l’acquisizione del controllo sfinterico è spesso un percorso fatto di progressi e momenti di arresto. Con tempi adeguati e un intervento condiviso, molti bambini riescono a consolidare gradualmente questa competenza.

Resto a disposizione,
dott.saa Rossana Ferrara Milano & online

Rossana Ferrara Psicologo a Milano

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4 LUG 2026

Gentile Lucas,

innanzitutto vorrei rassicurarla su un aspetto: da quello che racconta non mi sembra che stiate commettendo errori. Anzi, il fatto che nei primi giorni suo figlio sia riuscito a farle capire, attraverso i gesti, di dover fare pipì e sia riuscito a utilizzare il WC è un segnale molto positivo, perché indica che questa competenza sta iniziando a svilupparsi.

Nei bambini con disturbo dello spettro autistico, soprattutto quando il linguaggio è ancora in evoluzione, lo spannolinamento è spesso un percorso fatto di progressi e momenti di apparente regressione. Non è raro che, dopo un buon inizio, un cambiamento nella routine – come una giornata al mare – possa rendere temporaneamente più difficile mantenere quanto appreso. Questo non significa che abbia perso la competenza, ma che probabilmente ha bisogno di più tempo per consolidarla.

Le suggerirei di continuare a proporre il WC con serenità e regolarità, preferibilmente nei momenti in cui è più probabile che debba fare pipì, senza prolungare troppo il tempo di attesa e senza trasformare quel momento in una fonte di pressione. I rinforzi positivi, come avete già fatto, possono essere molto utili, ma è altrettanto importante che gli episodi in cui si bagna vengano gestiti con calma e naturalezza, senza rimproveri o manifestazioni di delusione.

Può essere utile osservare con attenzione se ci sono segnali corporei o comportamentali che precedono la pipì o la cacca, perché nei bambini non verbali o con linguaggio emergente questi rappresentano una forma di comunicazione molto importante e possono aiutarvi ad anticipare il bisogno.

Soprattutto, cerchi di non vivere questi primi giorni come un esame da superare. Lo spannolinamento nei bambini con autismo richiede spesso tempi più lunghi e un percorso personalizzato, con fisiologici passi avanti e indietro. La pazienza, la prevedibilità e il rispetto dei suoi tempi saranno gli strumenti più efficaci.

Resto a disposizione, un caro saluto.

Dott.ssa Giulia Martinelli

Dottoressa Giulia Martinelli Psicologo a Mantova

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4 LUG 2026

Gentile,

comprenderà che la situazione di suo figlio non è tipica, rispetto ai bambini neurotipici. Lei ci informa che a suo figlio è stata diagnosticata una forma di autismo non verbale, quindi le domando: suo figlio, attualmente, è seguito da un/a specialista psicologo/a dello sviluppo con specializzazione in psicoterapia e con una formazione adeguata e approfondita sullo spettro autistico? Glielo chiedo perché questo tipo di situazioni, decisamente complesse, vanno seguite alacremente con un/a professionista.
A distanza, non possiamo fare nient'altro se non porle riflessioni come questa.

Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.



Un cordiale e affettuoso saluto,




Dr. Valerio Bruno

Valerio Bruno Psicologo a Cosenza

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