Bimbo di 2,5 vuole stare sempre in braccio alla mamma,come fare?

Inviata da Anna Magdalena · 6 feb 2014 Psicologia infantile

Salve, il mio bimbo ha 2,5, è un bimbo molto sereno e amichevole. Quando sta con i nonni oppure solo con il papà gioca, ride, canta, gioca da solo. Ma quando ci sto io, nella presenza di quelle altre persone inizia a fare i capricci. Inizia a fare le lagne. Quando sta solo con me a casa non vuole giocare da solo, mi chiama sempre per giocare con lui. Anche se io rimango e gioco con lui per 30 min, per esempio, e dopo vorrei tornare alle faccende di casa. Si mette a piangere, o mi chiede con gentilezza di giocare con lui. Con questo attaccamento ci sta pure un comportamento un po dispregiativo, mi da gli ordini (non devi fare cosi, non devi andare la) Io cerco di chiarire, di spiegare che non deve dare gli ordini alla mamma, se vuole una cosa deve chiedere gentilmente. Ma non sempre funzione. In più il padre spesso mi da la colpa che non sono abbastanza severa con lui. Che ogni volta che vuole essere preso in braccio lo prendo, e giustifico ogni suo comportamento negativo (che per esempio ha fame, ha sonno, gli fa male qualcosa). La verità è che certe volte fa i capricci quando non ha dormito bene, è ora di mangiare ect. Ma ci sono le giornate che le lagne nei confronti miei le fa di continuo e vuole stare in braccio. La notte quando si sveglia 3-4 volte, vuole essere preso in braccio. Quando ha il mal di pancia non si vuole nemmeno rimettere nel lettino e mi tocca di dormire con lui in braccio, stesa sul sofà nella cameretta sua. Quando prende il sonno più profondo lo lascio nel lettino. Ma dopo risveglio disperatamente mi chiama. Questo attaccamento mi rendo conto che mi sono lavorata io, l'ho allattavo fino a 2 anni, si addormentava sempre vicino al seno, e anche adesso prima di andare a dormire si vuole accoccolare in braccio. Il padre non vuole sentire di metterlo a dormire contro la volontà del bimbo (che ovviamente sempre vuole la mamma, quando sa che sta a casa). Io non lavoro, allora sta sempre con me. 2 volte a settimana sta mezza giornata con i nonni. Con quali gioca ride, nessun capriccio (secondo loro). Ma quando torna con me fa pazzo, non mi ascolta, non vuole obbedirmi e vuole stare in braccio. Il fatto è che quando lo sgrido, subito vuole essere preso in braccio. Se non lo voglio farlo si mette a piangere e pregare di prenderlo, come per assicurarsi se gli voglio bene. Secondo mio marito, il figlio è cosi attaccato a me e cosi capriccioso perché gli faccio troppe coccole, lo abbraccio troppo spesso, gli do troppi baci e abbracci. Quando gli leggo i libri non dovrei, secondo lui abbracciarlo etc. Non lo so che cosa fare. Certe volte ho ansia quando torna mio marito dal lavoro, avendo paura che il figlio non vorrà giocare con lui, inizia a voler essere preso in braccio da me. Sabato e domenica, quando papà sta a casa vuole stare con il padre e giocare con lui. Ma se sta male subito corre da me in braccio. Non ho idea come reagire, come farlo staccare da me. Ho paura che se rifiuto di prenderlo in braccio sarà un trauma. Ho provato 2-3 volte di rifiutare, a fatto prima i pianti disperati, dopo si era arrabbiato e iniziava strillare piangendo e chiedendo. Vedendo lo in questo stato ho paura di creare in lui uno squilibrio emotivo. Ma mi rendo conto che anche il comportamento cosi può portare a un male emotivo per il futuro. Spero di non essere troppo complicata nella descrizione.
Ringrazio in anticipo per la risposta.

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Miglior risposta 7 FEB 2014

Buongiorno gentile Signora,
dalla sua accurata descrizione emerge che effettivamente lei e il suo bambino vivete troppo da soli e questo fà sì che il piccolo assorba in modo esagerato i suoi stati d'animo ansiosi. Le suggerisco di iniziare a frequentare altre mamme con il loro bambini affinchè suo figlio socializzi con i coetanei finalmente distraendosi dal rapporto morboso con lei. Se sente che da sola non riesce ad aprirsi verso gli altri e a fare amicizie che includano altri bambini, si rivolga ad uno psicologo psicoetrapeuta per un sostegno psicologico anche per vagliare il suo stato d'ansia.
Cordialmente

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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11 FEB 2014

Buongiorno,
dalla sua descrizione si capiscono le sue difficoltà e il suo sentirsi ambivalente: da una parte vorrebbe che suo figlio fosse più autonomo e non avesse questo attaccamento forte nei suoi confronti, dall'altra, però, sente che suo figlio ha bisogno di lei e desidererebbe che fosse suo marito a capire tali necessità...
Secondo me potrebbe essere utile una consulenza da parte di un terapeuta relazionale-familiare, così che possiate, insieme, voi famiglia da una parte e lo specialista dall'altra, cercare di dare un senso a questi comportamenti.
Le auguro una buona giornata e buona fortuna
Dott.ssa Federica Giusti

Dott.ssa Federica Giusti Psicologo a San Giovanni alla Vena

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10 FEB 2014

Carissima Anna Magdalena,
la comprendo molto bene e posso ben capire, avendo anche io due bambine, le paure, le angosce e le ansie che contornano il difficile mestiere dei genitore.
Innanzi tutto la posso rassicurare nel dirle che i dubbi che lei avanza sono molto comuni così come le difficoltà che sta incontrando.
Potrei proporle qui un trattato di psicopedagogia o di psicoterapia infantile ma credo non le sarebbe utile. Penso invece possa aiutarla riflettere sulle sue paure, che spesso non sono anche quelle di suo figlio, e su ciò che lei sa essere meglio per suo figlio. Mi piacerebbe anche poterla rassicurare dicendole che gli abbracci, le coccole ed i baci non sono mai troppi, ma che è necessario aiutare e guidare un bambino verso la sua autonomia per renderlo sicuro di sé e davvero sereno.
Le consiglio inoltre di rivolgersi ad uno psicoterapeuta esperto in infanzia per chiedere una consulenza al fine di sciogliere dei nodi che facilmente riuscirà a affrontare.
Resto a disposizione per qualsiasi altra informazione.
Cordiali saluti.

Monica Torsellini Psicologo a Firenze

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