bimbo 4 anni con encopresi

Inviata da ROSSELLA · 18 gen 2018 Psicologia sociale e legale

mio figlio di 4 anni è passato da uno stato di stitichezza cronica a uno stato di Encopresi come devo comportarmi??? lui lo stimolo di fare la cacca l'ho avverte infatti si nasconde quando la deve fare pero non riesce a trattenerla e poi se la fa addosso

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Miglior risposta 19 GEN 2018

Gentile Rossella,
occorre innanzitutto escludere cause organiche tramite visita pediatrica.
Dopo di ciò, se il bambino avverte e riconosce lo stimolo della defecazione e invece di riferirglielo per essere avviato al w.c. e assistito si va a nascondere e finisce per sporcarsi può voler dire che esistono dinamiche conflittuali intra- o interpsichiche (quindi con lei).
E' consigliabile perciò che lei si rivolga ad un terapeuta dell'età evolutiva per slatentizzare questi conflitti e fornirle gli strumenti per risolverli.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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21 GEN 2018

Gent.ma,
concordo con i colleghi sull'idea che se oggi si rivolge a noi ha chiara la natura psicologica del problema.
Il bambino si nasconde per dare sfogo al suo bisogno fisiologico che prima tratteneva, ora si nasconde, evita di mostrarsi e tenta di trattenere ancora (mantiene lo stesso comportamento con modalità diverse).
Non chiedere aiuto nel momento del bisogno, poiché, probabilmente, è insicuro e non ha chiara la risposta dell’altro quindi, potrebbe pensare che è meglio evitare di concedere fiducia.
Evita eventuali esperienze frustanti presumibilmente perché ha una previsione dell’altro rifiutante.
Non esprime i bisogni emotivi di paura, frustrazione e indubbiamente tristezza. Si mostra quindi apparentemente “autosufficiente” Preferisce evitare i conflitti o altre manifestazioni emozionali, ma è evidente che si senta intrappolato.
Si corre il rischio che il bambino possa strutturare un Sé esclusivamente affidabile e sfiducia nel mondo esterno poiché non si sente a suo agio, le relazioni future potrebbero essere prive di coinvolgimento emotivo.
Un corretto equilibrio emotivo, il bilanciamento della fiducia in sé e negli altri consente di strutturare la sicurezza di sé e degli altri, di amare e sentirsi amabile e amato.
A mio parere è opportuno che si rivolga ad uno/a psicoterapeuta della sua zona, meglio se cognitivo comportamele, per rivedere lo stile di Attaccamento tra lei e il bambino.
Saluti
Dott.ssa Silvana Zito (Milano)

Dott.ssa Silvana Zito Psicologo a Milano

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concordo con i colleghi sull'idea che se oggi si rivolge a noi ha chiara la natura psicologica del problema.
Il bambino si nasconde per dare sfogo al suo bisogno fisiologico che prima tratteneva, ora si nasconde, evita di mostrarsi e tenta di trattenere ancora (mantiene lo stesso comportamento con modalità diverse).
Non chiedere aiuto nel momento del bisogno, poiché, probabilmente, è insicuro e non ha chiara la risposta dell’altro quindi, potrebbe pensare che è meglio evitare di concedere fiducia.
Evita eventuali esperienze frustanti presumibilmente perché ha una previsione dell’altro rifiutante.
Non esprime i bisogni emotivi di paura, frustrazione e indubbiamente tristezza. Si mostra quindi apparentemente “autosufficiente” Preferisce evitare i conflitti o altre manifestazioni emozionali, ma è evidente che si senta intrappolato.
Si corre il rischio che il bambino possa strutturare un Sé esclusivamente affidabile e sfiducia nel mondo esterno poiché non si sente a suo agio, le relazioni future potrebbero essere prive di coinvolgimento emotivo.
Un corretto equilibrio emotivo, il bilanciamento della fiducia in sé e negli altri consente di strutturare la sicurezza di sé e degli altri, di amare e sentirsi amabile e amato.
A mio parere è opportuno che si rivolga ad uno/a psicoterapeuta della sua zona, meglio se cognitivo comportamele, per rivedere lo stile di Attaccamento tra lei e il bambino.
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Il bambino si nasconde per dare sfogo al suo bisogno fisiologico che prima tratteneva, ora si nasconde, evita di mostrarsi e tenta di trattenere ancora (mantiene lo stesso comportamento con modalità diverse).
Non chiedere aiuto nel momento del bisogno, poiché, probabilmente, è insicuro e non ha chiara la risposta dell’altro quindi, potrebbe pensare che è meglio evitare di concedere fiducia.
Evita eventuali esperienze frustanti presumibilmente perché ha una previsione dell’altro rifiutante.
Non esprime i bisogni emotivi di paura, frustrazione e indubbiamente tristezza. Si mostra quindi apparentemente “autosufficiente” Preferisce evitare i conflitti o altre manifestazioni emozionali, ma è evidente che si senta intrappolato.
Si corre il rischio che il bambino possa strutturare un Sé esclusivamente affidabile e sfiducia nel mondo esterno poiché non si sente a suo agio, le relazioni future potrebbero essere prive di coinvolgimento emotivo.
Un corretto equilibrio emotivo, il bilanciamento della fiducia in sé e negli altri consente di strutturare la sicurezza di sé e degli altri, di amare e sentirsi amabile e amato.
A mio parere è opportuno che si rivolga ad uno/a psicoterapeuta della sua zona, meglio se cognitivo comportamele, per rivedere lo stile di Attaccamento tra lei e il bambino.
Saluti
Dott.ssa Silvana Zito (Milano)

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Gent.ma,
concordo con i colleghi sull'idea che se oggi si rivolge a noi ha chiara la natura psicologica del problema.
Il bambino si apparta per dare sfogo al suo bisogno fisiologico che prima tratteneva, ora si nasconde, evita di mostrarsi e tenta di trattenere ancora (mantiene lo stesso comportamento con modalità diverse).
Non chiedere aiuto nel momento del bisogno, poiché, probabilmente, è insicuro e non ha chiara la risposta dell’altro quindi, potrebbe pensare che è meglio evitare di concedere fiducia.
Evita eventuali esperienze frustanti presumibilmente perché ha una previsione dell’altro rifiutante.
Non esprime i bisogni emotivi di paura, frustrazione e indubbiamente tristezza. Si mostra quindi apparentemente “autosufficiente” Preferisce evitare i conflitti o altre manifestazioni emozionali, ma è evidente che si senta intrappolato.
Si corre il rischio che il bambino possa strutturare un Sé esclusivamente affidabile e sfiducia nel mondo esterno poiché non si sente a suo agio, le relazioni future potrebbero essere prive di coinvolgimento emotivo.
Un corretto equilibrio emotivo, il bilanciamento della fiducia in sé e negli altri consente di strutturare la sicurezza di sé e degli altri, di amare e sentirsi amabile e amato.
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Dott.ssa Silvana Zito

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19 GEN 2018

Buongiorno Rossella,
oltre al consigli già dati dalle colleghe, vorrei solo aggiungere l'importanza di riuscire ad attribuire un significato al comportamento del bambino, che se legato ad una qualche forma di disagio potrebbe essere un modo per esprimerlo. Utilizzi il gioco, la parola, la fantasia quello che meglio le riesce e che permette al suo piccolo di potersi in qualche modo raccontare.
Una buona giornata
Francesco T.

Dott. Francesco Tesser Psicologo a Roncade

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18 GEN 2018

Buongiorno.
Ha parlato di questo problema con il pediatra? Se si sono escluse cause organiche, si tratta di un problema psicologico. I bambini spesso hanno paura della propria cacca, perché la considerano una cosa sporca e brutta. In più a volte faticano a vedere che una cosa che prima era nel proprio corpo, poi va via senza che si possa fare nulla per controllarlo.
E' importante non sgridare il bambino, ma cercare di aiutarlo, anche attraverso giochi e libri sull'argomento. Inoltre provare ad andare a sedersi sul water tutti i giorni sempre alla stessa ora potrebbe essere utile, anche se non fa nulla all'inizio. in più, se Lei riesce a vedere il momento in cui si nasconde, lo porti sul water e cerchi di capire la sua reazione, tranquillizzandolo.
Per qualunque dubbio, non esiti a contattare uno psicologo per una consulenza.
Cordiali saluti
Sara Bondioli

Dott.ssa Sara Bondioli Psicologo a Torino

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18 GEN 2018

Gentile Rossella,
sicuramente lei avrà effettuato una consultazione pediatrica ed escluso cause organiche.
La problematica di conseguenza ha connotazioni psicologiche e richiede una certa attenzione. Il bimbo sembra rispondere alla sua sollecitazione ma non riesce a mantenere il controllo.
Potrebbe essere una fase momentanea prima di arrivare al contenimento definitivo. Utilizzi il gioco e le fiabe per educare il bimbo ad un progressivo contenimento senza essere troppo rigida. Un atteggiamento empatico ed accogliente permette di superare l'eventuale disagio del bimbo.
Inoltre provi a riflettere: riesce ad associare eventi, situazioni particolari nell'ambiente intorno al minore? Da quanto tempo il bimbo presenta il disturbo? Come ha tentato di risolvere la difficoltà?
Se lo ritiene opportuna potrebbe consultare una psicologa per avere un sostegno ed aiutare maggiormente il bimbo.
Resto a disposizione
Dott.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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