Bimba di 2 anni

Inviata da Federica Villa · 28 set 2025 Psicologia infantile

Buongiorno,
Ho una bimba di quasi 2 anni che ha iniziato da 15gg l'asilo nido. In questi 2 anni è sempre stata o con me, mamma, o con il suo papà, non avendo i nonni.
Con l'ingresso all'asilo, piange quando la lasciamo e quando andiamo a prenderla e ci vede. A casa continua a piangere e "fare i capricci".. come dobbiamo comportarci?

Risposta inviata

A breve convalideremo la tua risposta e la pubblicheremo

C’è stato un errore

Per favore, provaci di nuovo più tardi.

Miglior risposta 29 SET 2025

Gentile mamma, è comprensibile che la tua bambina pianga quando va all’asilo, soprattutto se è stata abituata a stare solo con voi genitori. Il pianto in queste situazioni è una reazione normale e frequente nei bambini piccoli, specialmente nei primi giorni o settimane di inserimento.
Per i bambini, l’asilo rappresenta un grande cambiamento! Ambiente nuovo, persone nuove e la separazione dalle figure di riferimento principali. Il pianto è il suo modo per comunicare disagio e per esprimere che ha bisogno di tempo per adattarsi.
Se la bambina continua a essere più emotiva anche a casa, è probabile che stia semplicemente “smaltendo” le emozioni che ha vissuto. Questo non significa che qualcosa non vada, ma che ha bisogno di essere accompagnata emotivamente in questo passaggio.
Un saluto,
Tiziana aRusso

Dott.ssa Tiziana Russo Psicologo a Catania

10 Risposte

47 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

17 OTT 2025

Buongiorno,
quello che descrive è un comportamento molto comune nei bambini piccoli alle prese con l’inserimento al nido. Dopo due anni trascorsi sempre con voi, la separazione rappresenta un grande cambiamento: il pianto e i “capricci” non sono segni di cattiva volontà, ma un modo per esprimere la fatica e la paura di distaccarsi dalle figure di riferimento.

In questa fase è importante mantenere routine prevedibili e rassicuranti, salutare sempre con un gesto chiaro e breve (mai “sparire di nascosto”), e mostrarsi sereni al momento del distacco. A casa, accogliete la sua tristezza con calma e coccole, aiutandola a mettere in parole ciò che prova (“so che ti manca la mamma quando sei al nido”).

Con il tempo e la costanza, la bambina imparerà che mamma e papà tornano sempre, e la frequenza del pianto si ridurrà. Se dopo alcune settimane la difficoltà dovesse persistere in modo marcato, può essere utile confrontarsi con le educatrici o con uno psicologo dell’età evolutiva per accompagnare meglio la transizione.

Un caro saluto,
Dott.ssa Sara Petroni – Psicologa

Dott.ssa Sara Petroni Psicologo a Tarquinia

289 Risposte

1180 voti positivi

Fa terapia online

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

7 OTT 2025

Salve Federica,
l'inserimento al nido è un processo lento e molto importante, sia per i bimbi che per i loro genitori.
Nel primissimo periodo di vita le necessità e i bisogni del figlio/a richiedono una presenza maggiore e costante da parte delle figure di riferimento. A poco a poco però si introducono maggiormente nuovi spazi, spesso nuove figure educative. L'inserimento al nido è quindi un cambiamento importante: i bimbi iniziano a trascorrere del tempo in assenza dei genitori. A quell'età e soprattuto nelle primissime esperienze di 'separazione', la bimba non ha ancora la consapevolezza che la mamma o il papà torneranno a prenderla. Con il tempo e facendo esperienza, interiorizzerà maggiormente la sicurezza del ricongiungimento e la presenza del genitore.
I pianti e i capricci sono quindi la modalità con la quale la bimba esprime le sue emozioni e ricerca la vicinanza, in un momento in cui questa serenità e certezza non è stata (momentaneamente) acquisita.
Può essere utile rassicurare la bimba verbalizzando che Mamma e Papà torneranno a prenderla e che nel frattempo può fare tanti bei giochi con la maestra e/i compagni; allo stesso tempo cercare di rendere il momento del saluto il più sereno possibile, evitando quindi di andar via senza salutare ad esempio in un momento in cui la bimba è distratta; accogliere questi momenti di pianto o di apparente "regressione" considerandoli come una comunicazione e richiesta di vicinanza. Di li, pian piano, costruire un porto sicuro, in cui la bimba possa esplorare il mondo, ad oggi nel suo "piccolo".

Dott.ssa Martina Porchedda Psicologo a Roma

1 Risposta

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

6 OTT 2025

Buongiorno,

Comprendo perfettamente la sua preoccupazione.
Quello che descrive è un quadro molto comune e del tutto fisiologico in questa fase. L'inserimento al nido, specialmente dopo due anni trascorsi prevalentemente con voi, è un cambiamento enorme per la sua bambina e per la vostra famiglia. Il pianto e i "capricci" che vedete sono il modo incui la bimba può comunicare fatica e stanchezza legati sia al distacco che  all'adattamento al nuovo ambiente. L’asilo è un luogo ricco di stimoli con tempi diversi da quelli familiari,  ed è normale che i primi tempi siano faticosi per la bambina e anche per voi familiari. Capisco, la preoccupazione nel vedere la propria figlia che si dispera al momento dell'allontanamento dalle sue figure di riferimento, ma fa parte di un momento di crescita che, affrontato con le opportune modalità, rappresenta un'importante occasione di crescita. La prima riflessione che mi sento di condividere è sul livello di motivazione della scelta di voi genitori. Infatti, se la scelta di rivolgersi a un asilo è dettata solo da necessità organizzative sarà più difficile, anche per voi genitori; diverso è se anche voi siete consapevoli delle opportunità educative ed esperienziali che lei potrà sperimentare.Infatti, per lei è un’esperienza di crescita, un’occasione diconoscere altri bambini e giocare con loro, un modo di attivare nuove risorse relazionali diverse da quelle del protettivo mondo familiare.Questi aspetti sono importanti perché se i genitori sono convinti, del luogo e dell'esperienza che permettono di fare alla figlia, avranno una maggiore capacità di contenere dentro di loro lo stress, che inevitabilmente suscita anche negli adulti questa nuova situazione. La tranquillità della scelta e la serenità che i genitori vivono, si trasmettono alla figlia rassicurandola o preoccupandola.  Inoltre, per quanto riguarda i "capricci",  i due anni rappresentano una “mini adolescenza” il bambino sperimenta una maggiore autonomia e rivendica una maggiore determinazione nelle scelte quotidiane. È un periodo di nuova ridefinizione di equilibri tra piccole indipendenze e inevitabili contenimenti dei genitori .Dedicate dei momenti appena usciti dall'asilo, create una nuova routine che la bimba possa aspettarsi e che le piaccia: una merenda al bar, il giardino, insomma, uno spazio condivisocon voi, dove rincontrarvi e raccontarvi le nuove avventur. Un'altra suggerimento che potrebbe aiutare è invitare alcuni "nuovi amici" a casa per un pomeriggio insieme, o ancora, leggere un libro insieme ai genitori che racconti le avventure di un bambino all’asilo per trovare un’occasione di confronto ed elaborazione di questa nuova esperienza.
Affrontando con ottimismo e curiosità,  sarà un momento per iniziare nuove amicizie e per crescere,  sia per la bambina, che per voi genitori.

Un caro saluto

Dott.ssa Socci Giada
Psicologa e Pedagogista

Dott.ssa Giada Socci Psicologo a Scandicci

18 Risposte

3 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

2 OTT 2025

Cara mamma,
quello che descrivi è una reazione molto frequente nei bambini piccoli quando iniziano l’asilo nido. Per quasi due anni la tua bimba ha avuto come punto di riferimento costante te e il papà: ora si trova a vivere un cambiamento grande, con nuovi adulti, spazi, regole e senza la vostra presenza rassicurante. È normale che pianga sia al momento del distacco che al ricongiungimento: in realtà quel pianto è il suo modo di comunicare il bisogno di sentirsi ancora sicura e contenuta.
Non c’è nulla di “sbagliato” nel suo comportamento, e non c’è da avere paura: le lacrime e i “capricci” non sono segni che non stia bene, ma segnali che sta attraversando un passaggio delicato e ha bisogno di tempo e del vostro sostegno emotivo. Ricorda che per i bambini la capacità di adattarsi si costruisce poco a poco, e ognuno ha i suoi tempi.
Cosa potete fare per aiutarla:
- Mantenete i rituali: salutatela sempre in modo breve e affettuoso, con un gesto o una frase che diventi prevedibile e rassicurante.
- Confermate le emozioni: ditele che capite che si sente triste o arrabbiata, ma che mamma e papà tornano sempre a prenderla.
- Coerenza e fiducia: mostratevi sereni al momento del distacco, perché i bambini percepiscono molto le emozioni dei genitori. Se vi vedono sicuri, loro stessi si rassicurano.
- Tempo di qualità a casa: dedicate momenti esclusivi con lei, in cui sente che nonostante la novità dell’asilo, il vostro legame rimane intatto e forte.
Con il tempo, con la vostra presenza sicura e con la routine che si consolida, la tua bimba imparerà a vivere l’asilo come un luogo in cui può stare bene e crescere. Ogni piccolo passo che farà sarà una conquista.
Abbi fiducia in lei e anche in te stessa come mamma: stai accompagnando la tua bimba in una tappa importante della sua crescita.
Un abbraccio di incoraggiamento a entrambe.
Dott.ssa Chiara Ilardi

Chiara Ilardi Psicologo a Roma

113 Risposte

38 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

1 OTT 2025

Gentile Federica,

questa è una delle prime esperienze di separazione sperimentate dalla vostra bimba, ma anche voi vi "separate" da lei. Il tempo che descrive di inserimento è relativamente breve, ancora deve interiorizzare questa nuova routine. Trovo molto significativo il fatto che abbia messo tra le virgolette il fare i capricci, questo denota da parte sua la consapevolezza di non leggere in maniera letterale e superficiale quello che avviene, ma sa che dietro c'è un bisogno della sua bimba. Vorrei proporvi degli spunti per voi coppia genitoriale: come state vivendo voi genitori questa separazione? Cosa significa averla avuta sempre con voi per 2 anni? Come è fare affidamento solo in voi due? State validando le emozioni della vostra bambina? Lascio anche degli spunti pratici come leggere delle storie con tema inserimento nido per trasmettere tramite il racconto esperienze diverse e possibili, oppure creare una routine stabile. La vostra bambina sta imparando che mamma e papà "ci sono anche quando non sono nella stessa stanza", è la costanza dell'oggetto

Dott.ssa Sara Camilla Spinosi Psicologo a Torino

8 Risposte

2 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

1 OTT 2025

Buongiorno, grazie per la sua condivisione.

La situazione che descrive è molto comune nei bambini dell’età di sua figlia al momento dell’inserimento al nido. Si tratta infatti di un passaggio delicato: la routine abituale cambia e il distacco dai genitori può inizialmente essere faticoso, soprattutto per chi era abituato a trascorrere il tempo quasi esclusivamente con mamma e papà. È quindi normale che l’adattamento richieda diverse settimane, a volte anche qualche mese.
Nel frattempo può essere utile:
- Validare le emozioni di sua figlia, riconoscendo il suo dispiacere (“Capisco che sei triste perché non stai con noi, ma ora noi dobbiamo andare a lavorare e torneremo a prenderti dopo”).
- Utilizzare un oggetto transizionale (un pupazzetto, un piccolo oggetto di casa) che la accompagni al nido e le dia sicurezza.
- Ritrovare la connessione a casa, dedicando del tempo di qualità al rientro (giochi, abbracci, letture), così che senta che il legame con voi rimane solido.
Nella maggior parte dei casi i bambini trovano gradualmente un nuovo equilibrio; se però il disagio dovesse protrarsi per più di 2-3 mesi, un confronto con uno psicologo dell’età evolutiva può offrire un sostegno mirato.

Cordiali saluti,

Dott.ssa Bianca Maria Monti

Anonimo-202063 Psicologo a Forlì

6 Risposte

13 voti positivi

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

1 OTT 2025

Cara Federica
I bambini guardano i grandi per capire come reagire: se vedono che mamma e papà sono sereni e sicuri, imparano pian piano che la situazione è sicura... , il vostro modo di salutarla e accompagnarla con gioia è una ‘marcia in più’ per aiutarla

un caro saluto

Varelli Barbara Psicologo a Torino

24 Risposte

17 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

30 SET 2025

Gentile Federica,
la ringrazio di cuore per aver condiviso con tanta sincerità una situazione così delicata e importante. Ciò che sta vivendo la sua bambina – e ciò che state vivendo voi come genitori – è profondamente umano e merita tutta la comprensione possibile.
L’ingresso al nido rappresenta una delle prime grandi separazioni nella vita di un bambino. È un momento di crescita, certo, ma anche di grande cambiamento. Per una bimba che finora è sempre stata accudita da mamma e papà, l’arrivo in un ambiente nuovo, con volti sconosciuti, ritmi diversi, è un evento carico di emozioni: curiosità, ma anche smarrimento, timore, bisogno di rassicurazioni.
Quando lei scrive che piange al momento della separazione, ma anche quando vi rivede, ci sta dicendo che ha bisogno di tempo per elaborare questo nuovo modo di stare al mondo. La sua piccola non ha ancora le parole per raccontarlo, ma il pianto è il suo linguaggio: sta esprimendo un disagio, un bisogno, forse una fatica a sentirsi sicura in un contesto che ancora non conosce abbastanza.
Anche a casa, quei comportamenti che chiamiamo “capricci” – e che spesso ci mettono a dura prova – possono essere letti come espressioni emotive. Il pianto, l’opposizione, l’irritabilità… sono tutte forme di comunicazione. È come se stesse dicendo: “Aiutatemi a capire cosa sta succedendo. Datemi un modo per sentirmi ancora al sicuro”.
La domanda che mi pone è preziosa: “Come dobbiamo comportarci?”.
Ecco alcune riflessioni che possono esserle utili:
- Normalizzate il pianto, senza spaventarvi: non è un fallimento, né un segnale che qualcosa non va all’asilo o in lei come mamma. È una fase.
- Ritualizzate la separazione: un saluto speciale, una frase che rassicura (“La mamma torna dopo il pranzo”), un oggetto transizionale (un peluche, un fazzoletto con il vostro profumo…). Piccoli gesti che costruiscono sicurezza.
- Contenete le sue emozioni, senza giudicarle: “Vedo che sei triste quando ci salutiamo. È difficile separarsi. Ma io so che sei forte e che ce la farai.”
- A casa, date spazio alle coccole, ai momenti tranquilli, ai rituali sereni. È il suo modo per ricaricare le batterie emotive.
Molto spesso, dietro questi momenti di fatica, si nascondono dubbi profondi nei genitori: Starò facendo bene? È troppo presto per il nido? Perché mi sento così in colpa?
Queste domande non vanno ignorate. Hanno bisogno di uno spazio per essere accolte, elaborate, comprese. Spesso, quando una bimba piange, piange anche una parte di noi, quella che si sente inadeguata, insicura, spaventata. E forse questo è proprio il momento giusto per fermarsi, ascoltarsi, e farsi accompagnare da qualcuno che possa aiutare a dare un senso a tutto questo.
Se sente che questa situazione la sta mettendo in difficoltà, se desidera comprendere meglio come sostenere la sua bambina – ma anche se stessa – io sono qui per ascoltarla. Insieme possiamo creare uno spazio sicuro in cui capire cosa sta comunicando la sua piccola, e come voi come genitori potete accompagnarla in questo passaggio di crescita, con dolcezza ma anche con strumenti concreti.
Non c’è nulla di più importante, per un bambino, di un adulto che sceglie di farsi aiutare per essere una base sicura su cui poter contare.
Spero di esserle stata utile e resto a sua completa disposizione per un'eventuale consulenza psicologica, anche online.
Un saluto.
Dott.ssa Deborah De Luca

Dott.ssa Deborah De Luca Psicologo a Monterotondo

908 Risposte

542 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

30 SET 2025

Gentile ,
è molto comprensibile quello che sta succedendo: l’ingresso all’asilo nido rappresenta un grande cambiamento per una bambina di quasi 2 anni, soprattutto se fino ad ora è stata sempre con mamma o papà e non ha avuto l’esperienza di stare con altri adulti o coetanei. Le reazioni che descrivete — pianti al distacco, capricci a casa — sono comuni e fanno parte di un normale processo di adattamento.

In questo periodo è importante mantenere coerenza, calma e rassicurazione: salutate la bambina in modo chiaro e affettuoso, senza prolungare l’addio, e accogliete le sue emozioni senza giudicarle. Mostrare fiducia nell’ambiente dell’asilo e nei caregiver può aiutare a ridurre la sua ansia.

Spesso i bambini hanno bisogno di qualche settimana per abituarsi, e la continuità e la routine sono fondamentali.
Se avete bisogno resto a disposizione.
Cordiali saluti
Dott. Ssa Giorgia Marino

Dott.ssa Giorgia Marino Psicologo a Torino

23 Risposte

6 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

29 SET 2025

Buongiorno, grazie per aver condiviso la situazione.
Quello che descrivi è molto comune nei bimbi piccoli quando iniziano il nido: per lei è la prima separazione prolungata da voi e ha bisogno di tempo per elaborarla. A 2 anni i bambini non hanno ancora strumenti cognitivi ed emotivi per capire che “la mamma e il papà tornano sempre”, quindi l’ingresso all’asilo può essere vissuto come una piccola rottura della sicurezza che ha conosciuto finora.
Ecco alcuni punti che possono aiutarvi:

1) Normalizzare il pianto
Il pianto è un modo sano e naturale con cui esprime disagio e cerca rassicurazione. Non è “capriccio” in senso negativo, ma un bisogno.
Spesso i bambini si trattengono durante il giorno e liberano le emozioni al momento del ricongiungimento o a casa, dove si sentono al sicuro.

2) Rassicurazione costante
Create un rituale breve e sempre uguale al momento del distacco (un bacino, una frase tipo: “la mamma torna dopo la nanna” o “il papà viene a prenderti dopo la merenda”). La ripetitività la aiuta a orientarsi.
Evitate di prolungare troppo il saluto: allunga solo l’ansia.

3) Validare le emozioni
Quando piange, potete dirle: “Capisco che sei triste, è difficile salutare la mamma, ma ci rivediamo presto”.
Questo le fa sentire che le sue emozioni sono comprese e accettate.

4) Piccoli ponti affettivi
Un oggetto transizionale (peluche, copertina, fazzoletto con il vostro profumo) può darle continuità affettiva.
Alcuni genitori preparano un mini album con foto di mamma e papà che il bimbo può guardare a scuola.

5) Tempo e gradualità
L’ambientamento può richiedere settimane (a volte anche un paio di mesi).
A casa cercate di offrirle momenti di gioco esclusivo con voi, in cui recuperare la sicurezza, senza interpretare i pianti come “capricci” ma come richieste di presenza.

Se dopo 2-3 mesi i pianti dovessero rimanere intensi e senza miglioramenti o se a casa comparissero regressioni forti (sonno, alimentazione, paura di separarsi anche in altri contesti), potrebbe essere utile parlarne con uno psicologo dell’età evolutiva per un supporto mirato.

Dott. Mirko Manzella Psicologo a Noventa Padovana

1730 Risposte

3517 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

29 SET 2025

Buongiorno Federica,
Dobbiamo ricordare che la separazione dalla madre o da chi se ne prende cura, è sempre stato un momento delicato così come costituire una dimensione di attaccamento è particolarmente importante perché esso si crei sicuro e non fragile.
Se poi consideriamo che la relazione di attaccamento raggiunge il suo acme verso i 2 anni e mezzo, si capisce come si stia parlando di un’area dello sviluppo psicologico in cui osservare una certa attenzione.
Potrebbe essere che effettivamente sua figlia abbia bisogno di fare un passaggio psicologico che non coincide con i tempi degli adulti, comprese le figure istituzionali dell’asilo che hanno stabilito le modalità di consegna del bambino da parte del genitore. Pertanto bisogna osservare il processo di inserimento del bambino e regolare l’accesso del genitore dentro l’asilo. Può darsi che osservando e stando in relazione quando la si porta all’asilo, si comprenda la paura della bambina e si operi dei piccoli correttivi.
C’è bisogno di tempo e comprensione.
Dott. Pietro Salemme

Dott. Pietro Salemme Psicologo a Roma

940 Risposte

1124 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

29 SET 2025

Buongiorno, La tua bimba sta affrontando una fase tipica dello sviluppo: intorno ai 2 anni il legame di attaccamento con le figure primarie è ancora molto forte e il distacco può generare una sensazione di perdita. Il pianto che osservi è l’espressione autentica di un bisogno di sicurezza, non un “capriccio” in senso stretto. A questa età i bambini non hanno ancora strumenti cognitivi per capire che “mamma e papà torneranno sempre”, quindi reagiscono con intensità. È importante che tu e il papà possiate riconoscere e nominare le sue emozioni: dirle con calma che capite che è triste, che vi mancate, ma che tornerete sempre a prenderla. In questo modo le date un contenimento emotivo e le insegnate pian piano a dare senso a ciò che prova. Dopo la giornata al nido, il pianto o i comportamenti oppositivi sono segnali di “scarico emotivo”: i bambini rilasciano con i genitori la tensione accumulata, perché con voi si sentono al sicuro. Questo non va interpretato come regressione, ma come un segnale positivo del fatto che si fida di voi e si permette di mostrare la sua vulnerabilità. La coerenza è fondamentale: saluti brevi e rassicuranti al mattino, rituali prevedibili, tono di voce calmo. Accogliere il suo bisogno senza sostituirvi a lei nel gestirlo significa offrirle la base sicura di cui ha bisogno per costruire autonomia. Col tempo, la ripetizione di questa esperienza di distacco e ricongiungimento rafforzerà la sua fiducia, e il pianto tenderà a diminuire. Saluti

Dott.ssa Ada Palma Psicologo a Giugliano in Campania

622 Risposte

776 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

29 SET 2025

Gentile Federica,
Grazie per aver condiviso questa esperienza, comprendo quanto possa essere delicato questo momento sia per voi che per la vostra bambina.
L’ingresso al nido rappresenta un cambiamento importante, soprattutto per una bimba che fino ad ora ha avuto una relazione molto stretta e continuativa con i genitori. È del tutto normale che nei primi giorni — o anche settimane — emergano reazioni come il pianto al distacco, la fatica nel ritrovare la calma a casa o comportamenti che possono sembrare "capricciosi", ma che in realtà sono modi attraverso cui esprime il suo disagio, la fatica dell’adattamento e il bisogno di contenimento emotivo.
È importante in questo periodo offrire alla bambina continuità, prevedibilità e tanta presenza affettiva. A casa, può essere utile creare momenti di gioco condiviso tranquilli, mantenere routine rassicuranti, e accogliere le sue emozioni senza giudicarle o cercare di “correggerle”. Le sue reazioni non sono sbagliate: sono un linguaggio.
Al nido, può essere utile concordare con le educatrici rituali di separazione brevi ma coerenti e rassicuranti, che si ripetano ogni giorno nello stesso modo. Col tempo, la bambina inizierà a interiorizzare che la separazione non è un abbandono e che i genitori tornano sempre.
Vi invito a portare pazienza: ogni bambino ha tempi diversi di adattamento, e spesso questo processo può riattivare emozioni forti anche nei genitori. Se sentite che questa fase si prolunga o vi mette in difficoltà nel gestire il quotidiano, potete consultare uno psicologo infantile.
Cordialità.

Dott.ssa Letizia Lo Cascio Psicologo a Palermo

49 Risposte

15 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

29 SET 2025

Gentile Federica,
la situazione che descrive è molto comune e del tutto comprensibile: l’ingresso al nido rappresenta una tappa importante, spesso accompagnata da forti emozioni sia per i bambini che per i genitori.
La sua bimba, dopo aver trascorso due anni in un ambiente familiare e protetto, si trova ora a vivere una nuova esperienza ricca di stimoli ma anche di separazioni, e sta probabilmente esprimendo attraverso il pianto e i comportamenti che nota il suo bisogno di rassicurazione e contenimento.
È importante accogliere queste manifestazioni senza colpevolizzarsi o spaventarsi: fanno parte del processo di adattamento.
Tuttavia, se sente il bisogno di uno spazio di confronto per capire meglio come accompagnare sua figlia in questo passaggio e come gestire questi momenti in famiglia, sarò felice di offrirle un colloquio conoscitivo.
Resto a disposizione se desidera fissare un appuntamento.
Un caro saluto,
Dott.ssa Rosadi Camilla

Camilla Rosadi Psicologo a Arezzo

18 Risposte

3 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

29 SET 2025

Buongiorno, quello che descrivi è una reazione molto comune nei bambini piccoli che iniziano il nido. Fino ad ora la tua bimba ha vissuto in un contesto molto protetto, sempre con mamma o papà, quindi il distacco rappresenta per lei una grande novità.
Il pianto all’ingresso e all’uscita è un modo sano e naturale per esprimere le sue emozioni: significa che si sta accorgendo della separazione e cerca rassicurazione da voi. A casa, i momenti di pianto o i “capricci” sono spesso un modo per scaricare la tensione accumulata durante la giornata e per verificare che, nonostante la separazione, il legame con voi sia rimasto intatto.

Alcuni suggerimenti pratici:
• Mantenete rituali chiari e brevi al distacco (un saluto affettuoso, sempre uguale). I bambini si rassicurano con la prevedibilità.
• Accogliete le sue emozioni senza giudicarle: dirle che capite la sua tristezza o rabbia le farà sentire che va bene provare quelle sensazioni.
• Mostrate fiducia nel nido e nelle educatrici: i bambini percepiscono la sicurezza (o l’ansia) dei genitori.
• A casa offrite momenti di gioco e contatto: la vicinanza affettiva la aiuterà a ritrovare equilibrio.

Con il tempo, grazie alla costanza e alla sicurezza che le trasmettete, la tua bambina imparerà a fidarsi anche dell’ambiente del nido e a viverlo con più serenità.
Se la difficoltà dovesse protrarsi a lungo o diventare molto intensa, può essere utile confrontarsi con le educatrici o con uno psicologo dell’età evolutiva per un supporto mirato.

Dott.ssa Laura Giovanna Borgione Psicologo a Catania

11 Risposte

1 voto positivo

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

29 SET 2025

Ciao Federica,
quello che descrivi è una reazione molto comune nei bambini piccoli quando iniziano il nido. Tua figlia è sempre stata abituata ad avere vicino solo figure molto familiari (mamma e papà), quindi il distacco e l’inserimento in un ambiente nuovo possono generare pianto e proteste.
Il fatto che pianga anche al momento del ricongiungimento non significa che non stia bene al nido, ma è un modo per scaricare la tensione accumulata e per mostrarti quanto ha sentito la tua mancanza. A casa i cosiddetti “capricci” sono in realtà segnali di bisogno: sta cercando conferme e rassicurazioni.
In queste fasi è importante accogliere le sue emozioni, mantenere rituali rassicuranti (saluti brevi, una frase sempre uguale quando la lasciate) e darle il tempo necessario per adattarsi: spesso i bambini hanno bisogno di alcune settimane prima di sentirsi più sicuri.
Se la difficoltà dovesse protrarsi troppo a lungo o diventare ingestibile, un supporto psicologico per voi genitori può aiutarvi a trovare strategie personalizzate.
Un caro saluto,
disponibile anche online,
Dott. Gabriele Allegra.

Dott. Gabriele Allegra Psicologo a Messina

193 Risposte

107 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

29 SET 2025

Buongiorno,
per l'età della piccola è del tutto normale una reazione importante al momento del distacco, tuttavia è doveroso valutare caso per caso quali sono le strategie più opportune da mettere in atto al fine di rendere la transizione quanto meno impattante possibile per la bambina e per voi genitori che immagino stiate vivendo con grande preoccupazione questo delicato momento.
Pur ribadendo la necessità di effettuare una valutazione della specifica situazione, posso consigliare di
- anticipare alla bambina, con storie e racconti per immagini, la sua routine giornaliera.
- rendere routinario il momento dell'accompagnamento: es. una musica preferita prima dell'ingresso, un saluto speciale con l'accompagnatore, etc;
- anticipare chi sarà l'accompagnatore;
- utilizzare un "totem" o oggetto che sancisca il permanere del legame con mamma e papà anche se distanti (es. un pupazzo o un gioco preferito).

Rimango a disposizione per una consulenza più approfondita.

Dott.ssa Olimpia Avagliano
Psicologa

Olimpia Avagliano Psicologo a Torino

1 Risposta

1 voto positivo

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

29 SET 2025

Cara mamma,

quello che sta vivendo la tua bimba è un passaggio assolutamente comune e – anche se faticoso per tutti – fa parte del processo di crescita. Per quasi due anni la sua base sicura siete stati tu e il papà: figure costanti, prevedibili, sempre accessibili. L’ingresso al nido rappresenta il primo vero distacco da questo equilibrio e, allo stesso tempo, l’inizio di una nuova esperienza di socializzazione che all’inizio porta con sé turbamento .

Il pianto al momento della separazione (quando la lasciate) e del ricongiungimento (quando tornate) è un segnale chiaro del legame di attaccamento: lei vi riconosce come porto sicuro e vi manifesta con forza quanto siete importanti. Non è un “problema” da correggere, ma un passaggio da accompagnare.

Alcuni accorgimenti possono aiutarla (e aiutarvi):
• Routine prevedibili: la ripetizione degli stessi gesti e parole al momento del saluto la aiuta a prevedere cosa accadrà.
• Oggetti transizionali: un peluche, una copertina o un piccolo oggetto da casa possono funzionare come “ponte” tra voi e il nuovo contesto.
• Accoglienza delle emozioni: a casa, non provate a distrarla a tutti i costi. Restate accanto, nominate quello che prova (“so che è dura salutare la mamma, ti manco tanto”) e date un contenitore emotivo. Questo sostiene il suo sistema nervoso e amplia la sua finestra di tolleranza .
• Coinvolgimento del papà: il suo ruolo di presenza, gioco e rassicurazione è prezioso e complementare al tuo .

Il pianto non è solo dolore: è anche segno che la bambina sta imparando a regolare emozioni nuove e intense, con il vostro supporto come “co-regolatori” . Col tempo imparerà a fidarsi anche degli adulti del nido e a integrare questa nuova esperienza nelle sue competenze sociali.

Può essere utile, per voi genitori, avere uno spazio in cui rileggere insieme il vostro stile di accudimento e chiarire i significati profondi di quelli che ora sembrano “capricci”, ma che in realtà sono linguaggi emotivi da decifrare. In questo senso il percorso Circle of Security Parenting (Circolo della Sicurezza) può offrirvi strumenti pratici e rassicuranti per sostenere la vostra bimba e rafforzare la vostra funzione di base sicura.

Se desiderate, potete contattarmi: sarà un piacere conoscervi e valutare insieme come accompagnare questo momento delicato.

Dott.ssa Barbara Durand

Dott.ssa Barbara Durand Psicologo a Torino

324 Risposte

374 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

29 SET 2025

Cara mamma,

quello che sta vivendo la tua bimba è un passaggio assolutamente comune e – anche se faticoso per tutti – fa parte del processo di crescita. Per quasi due anni la sua base sicura siete stati tu e il papà: figure costanti, prevedibili, sempre accessibili. L’ingresso al nido rappresenta il primo vero distacco da questo equilibrio e, allo stesso tempo, l’inizio di una nuova esperienza di socializzazione che all’inizio porta con sé turbamento .

Il pianto al momento della separazione (quando la lasciate) e del ricongiungimento (quando tornate) è un segnale chiaro del legame di attaccamento: lei vi riconosce come porto sicuro e vi manifesta con forza quanto siete importanti. Non è un “problema” da correggere, ma un passaggio da accompagnare.

Alcuni accorgimenti possono aiutarla (e aiutarvi):
• Routine prevedibili: la ripetizione degli stessi gesti e parole al momento del saluto la aiuta a prevedere cosa accadrà.
• Oggetti transizionali: un peluche, una copertina o un piccolo oggetto da casa possono funzionare come “ponte” tra voi e il nuovo contesto.
• Accoglienza delle emozioni: a casa, non provate a distrarla a tutti i costi. Restate accanto, nominate quello che prova (“so che è dura salutare la mamma, ti manco tanto”) e date un contenitore emotivo. Questo sostiene il suo sistema nervoso e amplia la sua finestra di tolleranza .
• Coinvolgimento del papà: il suo ruolo di presenza, gioco e rassicurazione è prezioso e complementare al tuo .

Il pianto non è solo dolore: è anche segno che la bambina sta imparando a regolare emozioni nuove e intense, con il vostro supporto come “co-regolatori” . Col tempo imparerà a fidarsi anche degli adulti del nido e a integrare questa nuova esperienza nelle sue competenze sociali.

Può essere utile, per voi genitori, avere uno spazio in cui rileggere insieme il vostro stile di accudimento e chiarire i significati profondi di quelli che ora sembrano “capricci”, ma che in realtà sono linguaggi emotivi da decifrare. In questo senso il percorso Circle of Security Parenting (Circolo della Sicurezza) può offrirvi strumenti pratici e rassicuranti per sostenere la vostra bimba e rafforzare la vostra funzione di base sicura.

Se desiderate, potete contattarmi: sarà un piacere conoscervi e valutare insieme come accompagnare questo momento delicato, ricevo online ed in studio a Torino.

Dott.ssa Barbara Durand

Dott.ssa Barbara Durand Psicologo a Torino

324 Risposte

374 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

29 SET 2025

Buongiorno Federica è un po' difficile rispondere alla sua domanda non conoscendo più info in merito. Se da una parte è normalissimo che la bimba protesti per questa nuova esperienza, dall'altra è anche importante capire come aiutarla nell'adattamento e nel ritrovare serenità.
Secondo me può esserle molto d'aiuto in confronto con n una psicologa infantile.
Se vuole può comunque approfondire sul mio blog dove ho scritto qualche articolo sull'inserimento e contattarmi in privato.
Un caro saluto
Serena Costa psicologa infantile e blogger di Connettiti alla psicologia dei bambini

Dott.ssa Serena Costa Psicologo a Giovo

231 Risposte

119 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

29 SET 2025

Buonasera Signora, mi rendo conto della sua preoccupazione per il comportamento della sua bambina ma deve tenere conto che la sua bambina è ancora piccola, la scuola significa la separazione da voi , che finora siete stati il suo unico mondo relazionale. Quando siete con lei dovete cercare di rassicurala, giocare con lei , farle capire che voi ci sarete sempre. Abbracciatela, condividete il vostro tempo con lei. Se la bambina si dispera qualche giorno potrebbe anche tenerla a casa. La paura della bambina è il distacco da voi, abbracciatela spesso, compratele un regalino, raccontatela una storia.. così da rassicurarla.. lei vuole la sicurezza che voi ci sarete sempre . Loro non riescono cognitivamente a comprendere che la separazione è momentanea, per cui si disperano. Se una persona non c’è per loro è sparita e non realizzano che tornerà. Un po’ di pazienza e di maggiori attenzioni . Dott.ssa Beatrice Canino

Dott.ssa Beatrice Canino Psicologo a Napoli

212 Risposte

75 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

29 SET 2025

Buongiorno,
Mi viene spontaneo di dirle che il comportamento della bimba sia normale. L'importante dopo un periodo di distanza dalla bimba è che voi siate per lei un conforto, un incontro piacevole ma non totalizzante. La bimba piano piano dovrà trovare la sua indipendenza, è importante per lei, ma in questo distacco dovrebbe sentire la rassicurazione che in voi troverà sempre un abbraccio se e quando lo cercherà. Cercare, quando andate a prenderla di capire in quale momento preciso lei senta il dolore del distacco e preparala per la volta successiva, spiegandole con tranquillità quello che accadrà, anche se la bimba è piccola capirà che le siete vicini, che la state supportando, e imparerà che questa è una di quelle attività che si devono fare per diventare grandi, ma ciò non toglierà che voi ci sarete quando avrà bisogno di conforto, di un abbraccio, spesso un vostro abbraccio un vostro contatto può riportarla a casa nel suo luogo sicuro e può essere un'ottima ricompensa per la giornata di scuola passata lontana da voi. Questo è quello che mi sento di consigliarvi per il momento. Buona giornata.

Alice La Mantia Psicologo a Rieti

6 Risposte

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

29 SET 2025

Buongiorno, sua figlia sta' esprimendo un disagio sacrosanto visto il distacco da lei, il pianto è naturale in questo momento e ci deve essere la bambina deve stare nella frustrazione e piano piano capire che voi ci siete sempre per lei,ci vorrà il tempo che sarà necessario per adattarsi a questa nuova situazione.
Voi genitori siate presenti e disponibili accompagnatela con amorevole sostegno verso una nuova fase della sua vita.
Dott.ssa
Lucia Rubinetti

Lucia Rubinetti Psicologo a Roma

44 Risposte

25 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

29 SET 2025

Gentilissima Federica, grazie per la condivisione innanzitutto. Comprendo la situazione che ci riporta, e capisco soprattutto le sue preoccupazioni da mamma. L'atteggiamento della sua bambina credo che sia comprensibile, soprattutto per il grande cambiamento che si sta trovando ad affrontare! Un ambiente nuovo, con soprattutto adulti di riferimento da conoscere, essendo lei sempre stata solo con.voi. Sono inoltre passati solo 15 giorni dal suo inserimento, credo che la vostra vicinanza ed il.vostro sostegno quotidiano possano aiutarla piano piano ad abituarsi a questo enorme cambiamento, senza forzarlo eccessivamente. Se il problema dovesse persistere nel tempo invece, intraprendere dei colloqui di sostegno genitoriale potrebbero aiutare voi genitori ad individuare insieme allo specialista delle strategie funzionali per affrontare questa fatica.
Resto a disposizione!
Cordiali saluti
AV

Dott.ssa Antea Viganò Psicologo a Pessano con Bornago

1181 Risposte

182 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Psicologi specializzati in Psicologia infantile

Vedere più psicologi specializzati in Psicologia infantile

Altre domande su Psicologia infantile

Spiega il tuo caso ai nostri psicologi

Invia la tua richiesta in forma anonima e riceverai orientamento psicologico in 48h.

50 È necessario scrivere 29900 caratteri in più

La tua domanda e le relative risposte verranno pubblicate sul portale. Questo servizio è gratuito e non sostituisce una seduta psicologica.

Manderemo la tua domanda ai nostri esperti nel tema che si offriranno di occuparsi del tuo caso.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Introduci un nickname per mantenere l'anonimato

La tua domanda è in fase di revisione

Ti avvisaremo per e-mail non appena verrà pubblicata

Se hai bisogno di cure psicologiche immediate, puoi prenotare una terapia online adatta alle proprie esigenze.

Questa domanda esiste già

Per favore, cerca tra le domande esistenti per conoscere la risposta

psicologi 35350

psicologi

domande 29900

domande

Risposte 177100

Risposte