Bassa autostima dovuta a diverse esperienze negative della vita

Inviata da Ivy · 30 ott 2020

Buonasera dottori,
Sono Ivy e ho 19 anni.
So di non essere molto sintetica, ma ho bisogno di un parere adeguato a quello che sto per raccontare.
Da quando ero una bambina, ho sempre sofferto di una bassa autostima, per i più svariati motivi, tra questi: bullismo, insicurezze e paure.
Sono stata una bambina difficile, spesso mi ammalavo ed ero costretta a chiudermi in casa, mia mamma che, nonostante da sempre fosse iperprotettiva, era costretta così come mio padre a lavorare per quasi tutta la giornata, trascurando, talvolta, lo stato emotivo delle proprie figlie.
Purtroppo il lavoro per i miei genitori era il fattore più importante per la loro sopravvivenza e per la nostra.
Il legame che ho con mia madre, tra l'altro, è molto forte. Con le mie sorelle un po' meno vista la differenza di età che ci separa una dall'altra, ma in particolare, il legame che ho con mio padre è sempre stato molto distaccato, quasi inesistente. Il punto è che avrei voluto vedere una "figura maschile" diversa rispetto a quella che mi è stata mostrata dalla più tenera età.
Voglio bene a mio padre, in fondo è un brav'uomo, ma molto poco colto, un ignorante, oserei dire quasi un "becero", per niente affettuoso e molto distaccato. Ha sempre rappresentato una figura paterna assente. A volte, mi sento una donna vile quando, addirittura, penso al fatto di preferire la presenza di mia madre e non la sua. Qualche volta mi sento infastidita dalla presenza di mio padre in casa perché è talmente grossolano e chiassoso che mi viene voglia di appartenere ad un'altra famiglia.
La scuola, invece, specialmente gli anni che vanno dalla prima alla quinta elementare, è stata più che una maestra di vita, un luogo in cui le mie differenze sociali e caratteriali erano molto marcate. I miei compagni mi prendevano costantemente in giro per il mio modo di essere "strana", sognatrice e per niente socievole. Spesso venivo esclusa, avevo solo un'amichetta che voleva stare vicino a me.
Quella situazione provocò in me un senso di inadeguatezza che mi spinse a dubitare della mia sanità mentale, soprattutto a casa, quando svolgevo i compiti e volevo raccontare in famiglia quello che mi succedeva e allo stesso tempo non ci riuscivo perché avevo il timore che i miei stessi famigliari pensassero che fossi pazza, e che dopo stessero dalla parte dei miei compagni di classe invece dalla mia.
Gli insegnanti, tra l'altro, degli incapaci che non dovrebbero assumere un tal ruolo nella società, non mi aiutavano, anzi riuscivano soltanto ad alimentare il mio malessere.
In base a queste esperienze, sono cresciuta con la consapevolezza di contare poco, di essere sempre la persona minoritaria del gruppo e lo si evinceva dalla mia introversione, dalla difficoltà di stringere amicizie.
Ad oggi, ho difficoltà a stringere amicizia e sono ancora una persona insicura, timida e con la sensazione di contare poco.
Mi sforzo di pensarla diversamente, c'è stato un periodo in cui mi sentivo bene con me stessa, ma in fondo, stavo vivendo la vita di un'altra persona. Ho cercato di uccidere la persona che sono molte volte, per sostituirla con una figura invincibile, ma quello che ho ottenuto è stata solo la caduta di una maschera, uguale a tante altre.
Nonostante i consigli, i solleciti da parte dei miei attuali insegnanti, dei miei familiari, alcuni compagni, non riesco a motivarmi.
Anche a scuola sono calata, e non riesco più ad essere brava, come se non avessi più la voglia di fare nulla.
L'unica cosa in grado di darmi soddisfazione, me ne vergogno, è trovare un partner ma non riesco a trovare la persona giusta e il mio atteggiamento freddo e distaccato, dopo due storie andate malissimo, allontana anche i ragazzi che sono interessati.
I ragazzi che escono con me, vengono attratti più dal mio aspetto fisico che mentale e da me vogliono solo intimità perché fondamentalmente, mostro soltanto la parte brillantina della mia personalità, ma dietro alla quale si nasconde una persona fragile e bisognosa di una brava persona, una persona che sappia soprattutto restare, ma ho perso la voglia.
Quindi sì, ho problemi con ogni aspetto delle mie relazioni, l'unica opzione è stata chiudermi in me stessa, rifugiarmi nella mia persona con in mano uno scudo protettivo che non permette avvicinare nessuna emozione, nessuna persona.
Ho pensato molte volte di affidarmi a uno psicologo, ma siccome la mia famiglia è prevenuta e composta da persone ignoranti principalmente, non mi appoggerebbbero, anzi sminuirebbero quello che sento.
Da un altro lato non ho la possibilità economica per sostenere una sessione privata, ed essendo sola non so a chi domandare nelle vicinanze.

Cosa posso fare? Cosa mi consigliate?

Vorrei essere come le mie coetanee, spensierata e con la capacità di godersi la vita, ma quello che ottengo è solo chiusura e pensieri che non mi lasciano agire.

Risposta inviata

A breve convalideremo la tua risposta e la pubblicheremo

C’è stato un errore

Per favore, provaci di nuovo più tardi.

Miglior risposta 31 OTT 2020

Cara Ivy,
grazie per esserti confidata con noi.
Leggendola mi è tornato alla mente il cosiddetto Dilemma del Porcospino: due porcospini (individui) che si avvicinassero troppo tra loro, finirebbero per ferirsi a causa degli aculei. Ma dal momento che ogni persona è un individuo relazionale ed è di fatto bisognoso di relazioni, stare da soli è impossibile. Dunque è importante per il porcospino, e per qualsiasi persona in senso allargato, riuscire a trovare la giusta distanza che permetta di stare e sentirsi vicino all’Altro, ma senza ferirsi. Allo stesso modo, mi è sembrato che lei si sia, da una parte, avvolta da aculei per difendersi e tenere lontano l’Altro, che può essere pericoloso. Dall’altra, però, sta anche sperimentando un forte bisogno di vicinanza, accettazione ed affetto da parte dell’Altro. All’interno di una relazione terapeutica potrebbe riuscire a sperimentare quale sia la giusta distanza per lei, con l’altro, e venire vista ed accettata per quello che è, senza il timore di venir giudicata per i suoi aculei o altro. Per poter accedere ad un aiuto di questo tipo tramite servizio gratuito potrebbe ad esempio informarsi sui Csm della sua zona. Ma sicuramente non sarebbe da scartare a priori il tentativo di esprimere questo suo bisogno ai suoi genitori, o almeno a sua madre nella quale mi pare di capire riponga più fiducia. Già questo potrebbe essere un primo tentativo di misurazione per la giusta distanza che sta cercando.

Le auguro il meglio,
Dott.ssa Caterina Berti

Dott.ssa Caterina Berti Psicologo a Torino

134 Risposte

121 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

1 NOV 2020

Buongiorno Ivy,
credo che tu abbia bisogno di essere aiutata a ritrovata sicurezza e fiducia in te stessa. Non troverai la salvezza in una persona esterna che ti ami e decida di restare, è un'illusione, semplicemente perchè la soluzione non è esterna a te. Il tuo grande bisogno di aiuto e di conferme inoltre impedirà che tu possa fare buoni incontri. Le tue difficoltà di relazione partono dal modo in cui tu vedi te stessa e proponi te stessa agli altri. Date le difficoltà economiche comprensibili e la tua giovane età, ti invito a provare a indagare su quello che la tua città può offrirti. Ci sono associazioni che offrono gruppi di sostegno o colloqui ai giovani in difficoltà, che possono esser gratuiti o poco costosi. Non puoi essere sintetica, forse perchè hai bisogno di raccontarti per poter comprendere meglio e per dare significato agli episodi della tua vita, che possono essere riletti in modo utile a rafforzare la tua stima di te.
Ti auguro il meglio
Dott.ssa Franca Vocaturi

Franca Vocaturi Psicologo a Torino

366 Risposte

169 voti positivi

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

30 OTT 2020

Cara Ivy, sarebbe importante andare a lavorare sull'immagine di te che, negli anni, e per le esperienze che hai vissuto, hai creato.
Sembra che i problemi ci siano maggiormente con la figura paterna, mentre pare abbia un legame forte con la mamma. Potresti provare a confrontarti con lei su ciò che provi- sicuramente la mamma vorrà aiutarti-; sul malessere che porti dentro, e sulla tua voglia di stare bene, affidandoti ad uno psicologo, che possa seguirti, accoglierti nella tua sofferenza e modificare tutte quelle parti di te che creano disagio.
Buona fortuna!
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

1615 Risposte

868 voti positivi

Fa terapia online

Contatta

Ti è stata utile?

Grazie per la tua valutazione!

Spiega il tuo caso ai nostri psicologi

Invia la tua richiesta in forma anonima e riceverai orientamento psicologico in 48h.

50 È necessario scrivere 29650 caratteri in più

La tua domanda e le relative risposte verranno pubblicate sul portale. Questo servizio è gratuito e non sostituisce una seduta psicologica.

Manderemo la tua domanda ai nostri esperti nel tema che si offriranno di occuparsi del tuo caso.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Il prezzo delle sedute non è gratuito e sarà soggetto alle tariffe dei professionisti.

Introduci un nickname per mantenere l'anonimato

La tua domanda è in fase di revisione

Ti avvisaremo per e-mail non appena verrà pubblicata

Questa domanda esiste già

Per favore, cerca tra le domande esistenti per conoscere la risposta

psicologi 18600

psicologi

domande 29650

domande

Risposte 100900

Risposte