Bassa autostima: come capire se è il caso di rivolgersi a uno psicologo?

Inviata da Giulia Galdiolo. 25 nov 2014 10 Risposte  · Autostima

Salve, ho 25 anni e ho sempre sofferto di problemi di autostima, fin da quando ero ragazzina. Il senso di vergogna e di inadeguatezza in situazioni a me non familiari mi ha sempre accompagnato, rendendomi una persona timida e insicura. Col tempo ho imparato a convivere con questo mio lato caratteriale, nel senso che fino a un paio d'anni fa soffrivo per come ero, non mi accettavo e cercavo di cambiarmi, avvicinarmi all'immagine ideale che avevo di me stessa. Poi ho cominciato a imparare a vedermi per quella che sono. E sì, ho visto nuovamente una persona timida, insicura, molto critica nei suoi confronti, che si sente spesso inadeguata e inferiore agli altri, che non riesce a dire di no e si svalorizza, perdendo tutte le opportunità che potrebbe invece cogliere. Ma è come se mi fossi guardata per la prima volta. Da qui ho pian piano imparato a non ripetermi in continuazione di non essere capace a fare niente (cosa che facevo prima, era una sorta di autoconvincimento, al punto di meravigliarmi se riuscivo in qualcosa).
Non so il motivo per il quale sono cresciuta così, ho sempre avuto una famiglia presente che mi ha voluto bene e valorizzato, a volte anche troppo. Non sono sicura, in realtà, che i miei genitori capiscano fino in fondo il mio disagio, perchè mi hanno tranquillizzato dicendomi che questo mio lato caratteriale ha sempre accompagnato anche loro, che col tempo passerà e troverò il modo di superare le mie difficoltà. Può essere vero, ma non so se sia giusto aspettare passivamente che una situazione cambi, come ho sempre fatto, soprattutto perchè mi ritrovo in un momento difficile della mia vita e la bassa autostima che ho di me stessa comincia ad essere un vero problema. Mi sembra di non aver concluso niente in 25 anni, mi sento inutile e provo un senso di vergogna per come sono. Ho concluso l'università l'anno scorso e tutto il percorso che ho fatto è stato segnato dalla paura che avevo di fallire.
Ora mi trovo a dover cercare lavoro e sono bloccata, perchè non mi sento capace in niente, ho paura di non farcela e l'idea di entrare in una realtà lavorativa (dove mi sentirei inferiore) mi terrorizza.
Forse, se avessi avuto un aiuto psicologico quando ero più piccola, questo non sarebbe successo. A volte mi sembra di ritornare sempre al punto di partenza, ho la sensazione di non riuscire ad uscirne.
E' il caso mi rivolga a uno specialista? Non so se sia giusto, nemmeno corretto, cercare di farcela da sola.
In più, il fatto di aver sempre preso scelte basate su quelle che pensavo essere le mie capacità e sull'ideale di me che mi ero costruita, mi porta ora a non sapere quale sia la mia strada. Mi sento confusa perchè è come se non sapessi ancora chi sono.

famiglia , genitori , difficoltà , disagio , capire

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Buongiorno Giulia,
ha saputo descrivere molto bene alcuni aspetti della sua personalità e ciò, di norma, è qualcosa di molto positivo. Tutti noi abbiamo punti "deboli" e aspetti di noi che vorremmo cambiare e quando c'è chiarezza e motivazione ciò è possibile. Il suo lato timido ed insicuro dovrà diventare un suo punto di forza e caratteristica positiva se vorrà superare l'imbarazzo e la timidezza che la costringe a rifiutare le opportunità che la vita le offre. Per fare questo passaggio sarà necessario un lavoro su di sé che è opportuno fare assieme ad uno psicoterapeuta.
In bocca al lupo!

Dr. Alessandro Montenero - Rimini

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Gentile Giulia, la sensazione di insicurezza e bassa autostima che lei descrive, è un'esperienza condivisa da molte persone e per questo spesso svalutata o sottostimata. E' vero che a volte si tratta solo di un momento di vita che ci sembra particolarmente difficile e in questi casi, con un pò di pazienza e di coraggio, può essere superato anche senza l'aiuto di uno specialista. Tuttavia, quando queste emozioni e sensazioni entrano a far parte del nostro sistema di vita quotidiana, caratterizzandoci a tal punto da non riconoscerci più in quei rari momenti in cui ci percepiamo "diversi", credo che l'aiuto di un buon terapeuta possa fare la differenza. La consulenza con uno specialista può aiutarla a mettere in luce quali siano le cose sulle quali basa il valore di se stessa ed anche, perchè no, quali siano i vantaggi nascosti nell'insicurezza che la "convincono" a continuare a percepirsi tale. Il mio consiglio è dunque quello di rivolgersi ad uno psicologo per una prima consulenza e, se si troverà a suo agio, potrà poi decidere autonomamente e liberamente se questo potrebbe esserle d'aiuto.

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15 DIC 2014

Logo Dott.ssa Marta Cogo Dott.ssa Marta Cogo

16 Risposte

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cara giulia forse avresti bisogno di una figura professionale alla quale raccontare ciò che senti e vivi in modo da sentirti supportata e provare a capire le tue scelte ed anche le tue paure. hai bisogno di conoscerti meglio ed anche di capire il tuo contesto familiare! sono a disposizione. dott.ssa Riefoli

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1 DIC 2014

Logo Studio privato Dott.ssa Riefoli Studio privato Dott.ssa Riefoli

10 Risposte

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Cara Giulia, la timidezza può nascere dalla "paura di mostrarsi" e condurre ad un eviramento e/o riduzione delle situazioni sociali. Perché mai dovresti convivere con questo limite? Sei giovane ed hai una splendida vita davanti a te, fatta di occasioni da cogliere al volo ed emozioni da respirare a pieni polmoni! Puoi "ricostruire" il senso di fiducia in te stessa attraverso un percorso di terapia. Sarà un interessante viaggio verso il potenziamento delle tue capacità! In bocca al lupo, Dott.ssa Raffaella Orlando

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27 NOV 2014

Logo Dott.ssa  Raffaella Orlando Dott.ssa Raffaella Orlando

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Cara Giulia
alla tua età tu dovresti vivere con un "possesso" forte di te stessa ed invece hai queste paure, queste insicurezze e bassa autostima che ti bloccano e frenano i tuoi percorsi di vita.
E' importante che tu trovi una via sicura per liberarti al più presto di questi pesi che ti accompagnano da una vita e che caratterizzano il tuo ambiente familiare.
Prendi il telefono e prenota una consulenza con uno Psicoterapeuta col quale poi, dopo una prima consulenza (e se ti sarai trovata a tuo agio) potrai iniziare ad intraprendere un percorso importante per te.
Ti aspetta la tua personale evoluzione che sarà anche una scoperta di te stessa.
A mio parere questo devi fare.
Tuttavia non rinunciare ad esperienze di lavoro che ti si presentano sul momento in quanto, pur non sentendoti pronta e sicura, tu devi comunque fare esperienze e "buttarti" nel mondo così come sei e verificare "dal vero" queste tue paure, chiuderti in casa o in te stessa e rifuggire le esperienze e i contatti non ti servirà a nulla, solo a ritardare i tempi in cui crescere e assumersi responsabilità.
Inoltre è proprio la paura ad ingigantire fantasie distruttive e se ti "ritiri" dal mondo e dalle esperienze, questa paura aumenterà sempre.
Quindi riassumo:1- contatta uno Psicoterapeuta, 2- accetta i lavori che ti vengono offerti, 3- coltiva contatti e relazioni.
Di queste tre cose la prima è fondamentale.
Auguri
Dott.ssa Silvana ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

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26 NOV 2014

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3084 Risposte

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Cara Giulia,
prima di tutto non è mai troppo tardi per rivolgersi ad uno specialista!
Quello che più mi ha toccato nella tua mail è stata proprio questa frase : "...ma non so se sia giusto aspettare passivamente che una situazione cambi, come ho sempre fatto": non devi aspettare Giulia, hai pienamente ragione!
E' l'ora di agire, di pensare a te stessa, di riscoprirti e rivalorizzarti e con l'aiuto di uno specialista potrai sicuramente farlo.
Il passo dall'università al mondo del lavoro rappresenta un momento critico che attiva e riattiva ansia ed incertezze, preoccupazioni e aspettative per il futuro: a mio modesto parere credo che sia un periodo ricco di cambiamenti e di spinte di cambiamento, ideale per mettersi in gioco.
Un caro saluto,

Dott.ssa Valentina Mossa in Torino

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26 NOV 2014

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Gentile Giulia,
è proprio il caso che si rivolga allo specialista. Prima possibile per ... vivere decisamente meglio
paolo zucconi sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale in friuli venezia giulia

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26 NOV 2014

Logo Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia)

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Cara Giulia,
compare una tua positiva consapevolezza di essere cresciuta in una famiglia che ti ha investito fin da piccola di una stima eccessiva, il cui effetto è stato quello di farti rimanere in una sorta di bolla nella quale hai sviluppato un grande ideale dell'io.
In questi casi meno gravi e pertanto risolvibili attraverso un percorso psicoterapico, ne risente proprio la stima di sé in quanto l'Io illusorio, a contatto con la realtà esterna
si trova a sperimentare il gap che si dilata a dismisura se al di là della tua insufficiente consapevolezza di aver effettivamente realizzato quanto potrebbe rendere soddisfatto chiunque al posto tuo, non ne prendi totale coscienza.
Quindi la tua brillante idea di farti aiutare da un esperto/a del mio settore e d persona in sinergia con la tua ottima volontà, è il percorso giusto da intraprendere. Sento che ce la farai !!!
Dottssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

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26 NOV 2014

Logo Dott.ssa Carla Panno Dott.ssa Carla Panno

1057 Risposte

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Cara Giulia,
Mi sembra che sia decisamente venuto il momento di farsi aiutare. Sembra che non le manchi nulla in termini di capacità,intelligenza,profondità. Se proprio in questo momento ha sentito il bisogno di capire un po'di più che cosa la fa sentire inadeguata,non perda tempo. Forse ora è in grado di affrontare questo problema.
Cordialmente
Dott.ssa Serena Vallana

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26 NOV 2014

Logo Dott.ssa Serena Vallana Dott.ssa Serena Vallana

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Cara Giulia,
dalle sue parole traspare tutto il disagio che questo modo di vedere se stessa le provoca, e anche tutta la voglia di mettersi in gioco e provare a dare una “svolta” alla sua vita. Direi che queste due cose, messe assieme, possono essere di per sé sufficienti ad intraprendere un percorso psicologico. E’ vero che il tempo e le esperienze (magari positive e a disconferma delle nostre credenze su noi stessi) possono portare ad un mutamento spontaneo, d’altra parte è anche appurato che restare impigliati in una rete di insicurezza non facilita il verificarsi di tali eventi “disconfermanti”. Anche in terapia sarà comunque lei stessa a fare passi verso la scoperta di sé stessa e quando si sentirà pronta anche cambiamenti “pratici” e attivi nella vita quotidiana. Avrà però qualcuno che la guiderà in questa avventura e che saprà indirizzarla sulla strada più idonea per “conoscersi”.
Al momento si trova in una fase importante della sua vita da giovane adulta, il primo vero incontro/scontro con il mondo esterno, quello del lavoro e delle responsabilità, e ed fondamentale acquisire una dose di sicurezza nelle proprie capacità, così come un sano riconoscimento dei propri limiti (quelli che tutti abbiamo!). Si conceda questa opportunità e contatti un terapeuta della sua zona.
Resto a disposizione per ulteriori informazioni,
un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Francesconi

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26 NOV 2014

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