Bambino che morde e si chiude in se stesso

Inviata da carmen · 1 mar 2016 Psicologia infantile

Mio nipote di 6 anni che a settembre è andato in prima elementare ha iniziato a mordere i compagni e a chiudersi in se stesso, si ribella con le maestre non volendo svolgere un compito assegnatogli. Cosa dobbiamo fare noi della famiglia? Per quanto riguarda la parte didattica non ha nessun problema.

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Miglior risposta 2 MAR 2016

Buongiorno Carmen,
ogni cambiamento è un momento delicato, soprattutto per i bambini i quali, con grandi stravolgimenti della loro quotidianità, possono avere la sensazione di non avere più punti di riferimento. L'ingresso alla scuola elementare è a tutti gli effetti un grande cambiamento per ogni bambino. Lei non riferisce comportamenti anomali prima di questo passaggio quindi possiamo ipotizzare che il bimbo sia stato disturbato dal'ingresso alle elementari. Se poi a tale novità si fosse aggiunto qualche altro accadimento saremmo di fronte ad un quadro più complesso.
Ma procediamo con ordine e per gradi.
Quando un bambino mostra segnali di sofferenza, la quale si può manifestare anche con aggressività, oppositività e ritiro sociale, è importante che prima di tutto si attivino i genitori in modo da fare sentire il bambino che esiste una "base sicura" in famiglia. Mamma e papà hanno chiesto al bambino come si sente? Se qualcosa lo fa star male? Gli hanno domandato se a scuola si sente bene e come gli sembrava i primi giorni? E' fondamentale che i genitori diventino parte attiva nel comprendere cosa sta accadendo ai figli come pure in eventuali interventi per migliorare la situazione ed i vissuti dei piccoli.
Contemporaneamente è opportuno parlare con le maestre e la coordinatrice scolastica in modo da confrontare i diversi punti di vista ed apportare modifiche ad un contesto che, evidentemente, disturba il bambino: magari in classe il bambino si sente poco valorizzato o troppo responsabilizzato, forse si sente messo da parte dagli altri compagni... ci possono essere molte situazioni di disturbo in una classe.
Allo stesso tempo ci deve essere grande accoglienza del bambino (non dei comportamenti: suo nipote è abbastanza grande da poter capire che certe cose non si devono fare e che è necessario trovare modi alternativi per lo sfogo): il dialogo, il contatto fisico, un abbraccio quando egli mostra aggressività (sì, anche da parte della maestra). Il bambino va compreso, rassicurato e contenuto perchè coi comportamenti aggressivi egli "butta fuori" emozioni che non riesce ad elaborare da solo.
Può essere utile riproporre momentaneamente alcune attivita che egli faceva quando andava alla materna: un gioco particolare, un cartone che preferiva, la compagnia di un amico speciale che poi è andato in un'altra scuola. Un piccolo momento regressivo può abbassare la tensione e la paura e permettere di andare poi avanti più serenamente.
Ricorrerei allo psicologo solo se, dopo diverse settimane, tutti gli interventi attuati a casa ed a scuola non avessero dato alcun effetto.
Non fatevi prendere dall'ansia ma mettetevi in ascolto del vostro bambino, fategli domande, cercate di capire, fategli fare dei disegni e fateveli spiegare, mostrate il vostro interesse, non la vostra preoccupazione: i genitori hanno molte risorse e devono saperle attivare per aiutare in autonomia i figli quando possibile.
Cordialmente, Griffini dott.a Barbara

Dott.ssa Barbara Griffini Psicologo a Parma

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4 MAR 2016

Cara Carmen,
l'ingresso del bambino alla scuola primaria rappresenta un cambiamento importante nella sua vita e, in quanto novità, capace di destabilizzarlo.
Oltre a ciò, possono esserci innumerevoli altri motivi potenzialmente traumatici sia nella scuola ( rimprovero, isolamento da giochi, etc.) che a casa ( nascita di un fratellino, conflitti tra i genitori etc.).
Poichè lei ha dimostrato di avere a cuore il benessere del bambino cerchi di saperne di più contattando sia le maestre che i genitori del bambino nella speranza che emerga qualche fattore disturbante che spieghi il suo comportamento di protesta per poter fare gli opportuni interventi correttivi.
Qualora non dovesse emergere nulla di rilevante è consigliabile chiedere la consulenza di uno psicoterapeuta dell'età evolutiva per interventi più mirati e professionali.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo,psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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2 MAR 2016

Salve Carmen,
capisco la sua preoccupazione per i comportamenti del bambino effettivamente i bambini non hanno la capacità di esprimere verbalmente il proprio disagio e quindi questi possono essere tutti segnali a cui prestare attenzione. Le consiglio di parlarne ai genitori e di motivarli a portare il bambino a fare dei colloqui psicodiagnostici. Non sempre ci sono problemi gravi dietro tali comportamenti ma è sensato chiedere la valutazione e l'aiuto di un professionista in questo caso.
Cari saluti.

Dott.ssa Elena Palatresi Psicologo a Empoli

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2 MAR 2016

Buongiorno Carmen,
Relativamente al problema che interessa sua nipote bisognerebbe approfondire diversi aspetti ed aree, ma sopratutto è importante comprendere che dietro l aggressività di un bambino si cela ansia e paura di qualcosa...
Sarebbe utile approfondire la questione e capire come avete agito finora (che comportamento avete adottato voi nei confronti del bambino).rimango a disposizione per qualunque chiarimento,
A presto
Laura Liotta

Dott.ssa Laura Liotta Psicologo a Siracusa

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2 MAR 2016

Gentile Sign.ra Carmen
le informazioni sono poche; sembrerebbe che il bambino non riesca ad adattarsi alla nuova situazione e manifesti il disagio, la rabbia e la frustrazione in comportamenti aggressivi e di chiusura. È stato un bambino socievole alla scuola dell'infanzia? Era integrato nel gruppo? Seguiva le regole?
Vi consiglio di contattare uno psicologo dello sviluppo della vostra zona che saprà aiutarvi ad indagare la situazione e vi darà gli strumenti per capire cosa stà succedendo e, con l'aiuto delle maestre, creare l'ambiente accogliente di cui il bambino ha bisogno a scuola.
Cordiali saluti
Dott.ssa Sabrina Fontolan

Dott.ssa Sabrina Fontolan Psicologo a Piove di Sacco

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2 MAR 2016

Gent.ma Carmen,
come le hanno spiegato le colleghe sarebbe bene avere qualche informazione in più in merito all'inserimento scolastico e alle routine quotidiane della vita familiare, poiché sembra probabile ci sia stato un evento scatenante per il comportamento del bambino. Per questo le consiglio di confrontarsi con gli insegnanti e con i genitori su tali aspetti, ed appoggiarsi ad uno psicologo (se ci fosse lo sportello scolastico sarebbe ottimo).
Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti.
Un caro saluto,

Dott.ssa Elisa Paterlini

Dott.ssa Elisa Paterlini Psicologo a Carpi

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2 MAR 2016

Cara Carmen
questo bambino, con le modalità da lei descritte, esprime una grande tensione interna che non riesce a gestire e controllare.
Non avendo altre modalità per "dire" il suo disagio interiore, veicola attraverso il corpo l'espressione di ansia, agitazione e desiderio di contatto che non riesce a mettere in atto con modalità più consone.
Penso che sia un bambino molto timido e che s'impaurisce delle cose... mi sbaglio?
A mio parere va aiutato con molta dolcezza a socializzare ed entrare in contatto positivo con gli atri.
Incoraggiato e accompagnato, non sgridato.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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2 MAR 2016

Buongiorno il comportamento che descrive è quello di un bambino che si difende da una situazione nuova , probabilmente tale atteggiamento si manifesta anche nei confronti dei genitori o di chi si prende cura di lui .
Occorrono maggiori informazioni per avere un quadro più preciso della situazione e soprattutto occorre avere una descrizione da parte dei genitori della situazione che stanno vivendo .
Un saluto
Dott. Giacomo Sella

Dott. Giacomo Sella Psicologo a Roma

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1 MAR 2016

Cara Carmen,
le spiegazioni dietro un comportamento di questo tipo possono essere diverse. Occorre capire quando questo problema è comparso, se nella vita del bambino è avvenuto qualcosa, come la nascita di un fratellino, la perdita di qualcuno o qualcosa di caro, come è avvenuto l'inserimento scolastico. Sarebbe utile contattare uno psicologo che proceda ad un'analisi dettagliata della situazione e circoscriva gli aspetti di interesse.
Cordiali saluti.

Dr.ssa Sonia Rossetti
Lizzano, Taranto.

Dr.ssa Sonia Rossetti Psicologo a Lizzano

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1 MAR 2016

Gentile Carmen,
gli elementi che riporta sono pochi.
Sarebbe importante sapere quando questo comportamento è comparso e come era il bambino prima dell'entrata a scuola.
Potrebbe essere accaduto qualcosa che lo abbia reso oppositivo, o una reazione ad un nuovo assetto di regole a cui non è abituato...le ipotesi potrebbero essere innumerevoli.
Potreste rivolgervi allo psicologo scolastico (se la scuola ne ha uno con cui collabora) o potreste rivolgervi ad un terapeuta dell'età evolutiva per spiegare nei dettagli la situazione e trovare una strategia comune tra scuola e famiglia.

A disposizione.
Cordialmente
Dott.ssa Fornari Daniela

Dott.ssa Daniela Fornari Psicologo a Iseo

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