Bambino 4 anni rifiuta il padre.

Inviata da Mammachioccia · 20 apr 2020 Psicologia infantile

Buonasera chiedo aiuto perché sono stanca e rassegnata ma allo stesso tempo molto arrabbiata. Ho avuto il mio bambino 4 anni fa a 38 anni. Era il sogno della mia vita e da quando è nato è sempre stato accudito in tutto da me. Con mio marito da subito le divergenze sul metodo educativo. Io più soft, niente sculacciate, anzi, molte e molte parole e discorsi. Mentre da parte di mio marito la necessità di educare con la linea dura per lui più efficace. Quindi capite che siamo due opposti e per lo più non riesco a fargli capire che i suoi metodi con mio figlio non funzionano. Infatti ora il bambino che per molto tempo ha ricevuto dei no alle sue richieste di gioco è diventato ostile nei confronti del papà, non volendo più nemmeno un bacio e manifestando situazioni di rabbia nei suoi confronti. Secondo me giustificati ma secondo il padre frutto di una mia cattiva educazione. E queste situazioni scatenano altre discussioni per l'incapacità di capire da parte del padre che questo comportamento del bambino è conseguenza del suo. Cosa mi consigliate? Non ce la faccio più. Grazie Chiara

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Miglior risposta 20 APR 2020

Cara “Mammachioccia”,
(non credo sia un caso il suo nomignolo) le sue parole sono ricche di spunti per riflessioni che non possono esaurirsi in poche righe e meriterebbero molti approfondimenti. Le dò solo qualche suggestione per come mi sono arrivate le sue parole. Il bambino era il sogno solo suo o della coppia? Perché sembra quasi che ne parli con una certa esclusività di desiderio che porterebbe, se così fosse, a mettere in secondo piano il padre. Lo chiedo anche perché dice che il bambino è sempre stato accudito “solo” da lei (si riferisce a lui come “mio figlio” e non come “nostro figlio”): perché il papà non è stato coinvolto da subito (anzi, da prima, dalla gravidanza), per volontà sua o del marito? Questo è molto importante perché l’educazione, la crescita e lo sviluppo di un bambino riguardano entrambi i genitori, sono conseguenza di un concerto di stimoli familiari (ed extrafamiliari) da subito. Fare il genitore è molto faticoso (soprattutto se si è o ci si sente soli), non lo si impara sui libri o su consiglio di altri, ma vivendo giorno per giorno, e sbagliando anche. Certamente ci sono “ruoli” in cui ci si sente meglio e altri in cui ci si sente più “impacciati”, ma è proprio sperimentandosi di continuo che si possono acquisire abilità nuove. Bisogna anche imparare a lasciare spazio agli altri per potersi sperimentare, dare fiducia e guardare non solo ai limiti altrui, ma anche ai propri e, collaborando, superarli. Sono sicura che lei stia costruendo un bellissimo rapporto con suo figlio, ma, e scusi se mi sbaglio, ho avuto l’impressione che questo papà sia rimasto o sia stato messo un po’ in disparte.
Non posso dirle come debba essere educato vostro figlio, di sicuro, quello su cui tutta la letteratura e le evidenze concordano, è di essere il più autorevoli possibile (non troppo autoritari, né troppo permissivi). Non è sempre facile, perché nel nostro personale stile educativo entrano in gioco molte parti di noi, a volte dimenticate, che riguardano l’educazione che noi stessi abbiamo ricevuto da piccoli e lo stile educativo dei nostri genitori che abbiamo elaborato come modello interiore di riferimento.
Quello che i bambini sentono come positiva è la concordanza di intenti dei genitori: il bambino che percepisce e/o vive stimoli troppo diversi, magari contraddittori, non potrà che essere a disagio e confuso.
Io credo che dobbiate ripartire da voi due, dalla coppia, che è una coppia coniugale e una coppia genitoriale. Capire quali siano i contrasti e la genesi della difficoltà comunicativa rispetto a questi due diversi aspetti della coppia e lavorare per trovare delle soluzioni propositive, efficaci, consapevoli e condivise. Potreste beneficiare di una consulenza psicologica per questo e valutare con un professionista i vari aspetti critici.
Cordiali saluti
Dott. ssa Claudia Praderio
Psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Claudia Praderio Psicologo a Torino

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