Bambino 22 mesi rifiuta la mamma

Inviata da Mery · 4 mag 2026 Psicologia infantile

Buonasera di solito mio figlio è sempre stato attaccato a me, da quando sta andando al nido la mattina piange disperato che non vuole separarsi da me ma poi mi dicono le maestre che so calma, quando lo vado a riprendere vuole stare sempre in braccio e non vuole nessun altro al di fuori di me
Oggi invece è successo una cosa strana, siamo andati ad un matrimonio e non è voluto stare nemmeno un attimo con me, tutta la giornata con la nonna, se io lo prendevo in braccio urlava che voleva la nonna, mi sono sentita un po male cone mai si comporta cosi

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Miglior risposta 5 MAG 2026

Gent.ma,
Capisco quanto questo episodio possa averla sorpresa e anche un po’ ferita. Quando un bambino è molto legato a noi, un cambiamento improvviso nel suo comportamento può farci sentire messe da parte. E' una reazione del tutto umana.
Da ciò che descrive, però, siamo dentro dinamiche assolutamente comuni. L’ingresso al nido è un grande passaggio, un immenso cambiamento per tutta la famiglia. Al mattino suo figlio fatica a separarsi, mentre al ricongiungimento cerca il contatto stretto per ritrovare sicurezza. Questo indica quanto lei sia la sua base affettiva.
L’episodio del matrimonio non segnala un allontanamento. In contesti molto stimolanti, i bambini possono appoggiarsi temporaneamente a un’altra figura, come la nonna, per regolarsi. Non è un rifiuto, ma un adattamento al momento.
Il vostro legame resta solido. Questi piccoli “spostamenti” fanno parte della crescita e non lo mettono in discussione.

Un caro saluto
Dott.ssa Michela Campus

Michela Campus Psicologo a Quartu Sant'Elena

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7 MAG 2026

Buongiorno Mery,

quello che descrive, per quanto possa averla fatta soffrire o sentire “rifiutata”, non sembra necessariamente qualcosa di preoccupante. Nei bambini così piccoli possono esserci movimenti molto oscillanti nel rapporto con le figure di riferimento, soprattutto in momenti di cambiamento come l’inserimento al nido, che spesso comporta una grande fatica emotiva anche quando il bambino apparentemente “si calma” poco dopo il distacco.
È possibile che suo figlio, proprio perché molto legato a lei, stia vivendo una fase in cui ha bisogno anche di sperimentare altre figure affettive, come la nonna, quasi per alleggerire momentaneamente la tensione della separazione. A volte il bambino si allontana proprio dalla figura più importante, non perché l’ami meno, ma perché quella relazione è la più carica emotivamente.
Winnicott parlava della necessità, per il bambino, di poter usare gradualmente anche altre presenze sicure senza perdere il legame con la madre. Forse suo figlio sta attraversando proprio uno di questi piccoli movimenti di crescita.
Più che il singolo episodio, credo sia importante osservare il clima generale della relazione e non colpevolizzarsi per questa reazione che l’ha sorpresa.
Un percorso psicologico (a mio avviso meglio se di orientamento psicoanalitico), qualora queste dinamiche dovessero diventare fonte di forte sofferenza o confusione, potrebbe aiutarla a comprendere meglio anche il significato emotivo che questi comportamenti assumono per lei come madre.

Le mando un saluto,
Dott. Valentino Moretto

Dott. Valentino Moretto Psicologo a Salerno

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7 MAG 2026

Buonasera,
capisco perché ci sia rimasta male, quando si è abituate a un figlio molto attaccato a sé, un cambiamento così improvviso può farci sentire rifiutati.
In realtà quello che descrive non sembra qualcosa di strano o preoccupante, ma piuttosto il segno di un bambino che sta attraversando una fase di adattamento. Al nido sta imparando a separarsi da lei, e questo per lui è faticoso. Il pianto del mattino dice proprio quanto veda ancora in lei un porto sicuro, difficile da abbandonare. Il fatto che poi si tranquillizzi tuttavia è già un buon segnale. Il bambino sta imparando che lei non è l'unico riferimento possibile, sta costruendo nuove possibilità.
Quello che è successo al matrimonio può essere letto in modo opposto. In un contesto nuovo potrebbe aver ricercato una figura alternativa (in questo caso la nonna) per gestire la situazione. Non per forza va visto come un allontanamento da lei, ma una specie di piccolo esperimento condotto da un bambino che sta iniziando a capire che può appoggiarsi anche ad altri, pur mantenendo lei come base.
A questa età i bambini possono passare da un attaccamento molto forte a momenti in cui sembrano preferire qualcun altro, soprattutto quando sono stanchi, sovrastimolati o stanno vivendo cambiamenti..
Quello di oggi è stato solo un momento, non un cambiamento del vostro legame.
Resto a disposizione,
Dott. Marco Zuccon
Psicologo
Online - Firenze

Dott. Marco Zuccon Psicologo a Firenze

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7 MAG 2026

Buonasera,
quello che descrive può succedere più spesso di quanto si pensi, soprattutto nei periodi in cui un bambino sta affrontando cambiamenti importanti come l’ingresso al nido.

Dal suo messaggio si sente quanto sia abituata ad essere il suo principale punto di riferimento, quindi è comprensibile che questo comportamento l’abbia fatta stare male e le abbia dato la sensazione di essere “rifiutata”. In realtà, però, probabilmente non parla di un allontanamento affettivo da lei.

A volte i bambini, proprio con la figura a cui sono più legati, esprimono le tensioni della separazione in modi apparentemente contraddittori: cercano tantissimo la mamma in alcuni momenti e, in altri, si appoggiano temporaneamente ad una figura diversa per gestire emozioni nuove o un contesto molto stimolante, come può essere stato il matrimonio.

Il fatto che al nido pianga nel distacco ma poi riesca a calmarsi è già un segnale importante, ci dice che sta facendo fatica nella separazione, ma che pian piano riesce anche ad adattarsi, autoregolandosi.

Cercherei quindi di non leggere quello che è successo oggi come una perdita del legame o un “preferire la nonna”, ma più come un movimento emotivo momentaneo dentro una fase di crescita e di cambiamento.

Un caro saluto,
Dott.ssa Elisa Raso
Psicologa clinica
Specializzanda in psicoterapia
Ricevo anche online

Elisa Raso Psicologo a Aosta

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6 MAG 2026

Salve Mery,
quello che descrive è un comportamento molto comprensibile se lo osserviamo alla luce di come i bambini piccoli regolano le proprie emozioni e i propri legami di attaccamento nei momenti di cambiamento.
L’ingresso al nido rappresenta per suo figlio una novità importante: sta imparando, gradualmente, a tollerare la separazione da lei e a trovare modalità nuove per sentirsi al sicuro anche in sua assenza. Il pianto del mattino è una modalità tipica con cui i bambini esprimono la fatica della separazione dalla figura di riferimento principale. Il fatto che poi, come le riferiscono le educatrici, riesca a calmarsi e a stare sereno è un segnale molto positivo: significa che suo figlio sta sviluppando risorse di adattamento e che l’ambiente del nido viene progressivamente percepito come sufficientemente sicuro.
Quando lo va a riprendere e lui desidera stare solo in braccio a lei, sta in realtà “ricaricando” il legame: dopo lo sforzo di autonomia, ha bisogno di ritrovare intensamente la sua base sicura.
L’episodio del matrimonio può essere letto nella stessa direzione. Si trovava in un contesto molto stimolante, pieno di persone, rumori, novità. In queste situazioni i bambini cercano spontaneamente la figura che, in quel momento, consente loro di regolare meglio l’attivazione emotiva. Non sempre questa figura coincide con la mamma. A volte, proprio perché la mamma è la base sicura principale, il bambino può “permettersi” di affidarsi a un’altra figura familiare, come la nonna, per gestire l’eccesso di stimoli. Non si tratta di un rifiuto verso di lei, ma di una modalità momentanea di autoregolazione.
Dal punto di vista dell’attaccamento, questo comportamento non segnala un indebolimento del legame, ma anzi una sua solidità: suo figlio sa che lei è un punto fermo, stabile, e proprio per questo può, in alcune situazioni, spostarsi temporaneamente verso un’altra figura di riferimento senza temere di perderla.
È comprensibile che lei si sia sentita ferita o confusa: quando un bambino sembra “preferire” qualcun altro, può toccare corde emotive profonde. Tuttavia, il comportamento di suo figlio parla di un processo di crescita, non di allontanamento affettivo.
Continui a offrirgli la sua presenza rassicurante nei momenti di ricongiungimento, senza preoccuparsi troppo di queste oscillazioni: fanno parte del percorso con cui i bambini imparano, poco alla volta, a stare nel mondo sentendosi al sicuro.

Saluti.
Dott.ssa Giorgia Paolucci
Firenze e online

Giorgia Paolucci Psicologo a Firenze

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6 MAG 2026

Cara Mary, durante la gravidanza e i primi mesi di vita il bambino vive un rapporto assoluto con la mamma, per lui c'è solo lei, per lei c'è solo lui. L'ingresso all'asilo è il primo vero momento il cui viene vissuta la separazione, il bambino protesta mentre la mamma si allontana, gioca tranquillo, si attacca come una ventosa quando mamma riappare. E la routine viene consolidata e ripetuta per un po. Ma le cose pian piano cambiano, il bambino cresce e interiorizza pian piano l'idea che mamma tornerà da lui quindi impara gradualmente a gestire la separazione. Certamente, qualche volta può essere talmente arrabbiato con mamma da preferire qualcun altro ma nel suo caso mi sembra che il bambino si sia trovato in un contesto diverso dove non c'era uno schema consolidato di separazione da lei. Se il bambino ha cercato la nonna non è perché non vuole più lei ma perché ha capito che stare con gli altri non gli fa perdere mamma e se ha trovato piacevole la cosa è chiaro che ha protestato nel volerlo prendere in braccio distaccandolo dalla nonna. Non lo viva come un rifiuto, è e sarà sempre una brava mamma, il bambino cresce e ha bisogno anche di spazi suoi.
Se poi tale comportamento diventasse rigido e venisse mantenuto a lungo magari se ne riparla in un altro momento, per ora stia serena e si goda anche lei qualche spazio suo finché il bambino è con la nonna o con altri
I miei migliori auguri
dott.ssa Miculian

Dott.ssa Orianna Miculian Psicologo a Trieste

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5 MAG 2026

Gentilissima Mery, grazie per la condivisione innanzitutto. Comprendo la sua preoccupazione, nonchè il bisogno di comprendere quello che ha vissuto con il suo bambino. Essendo un episodio singolo, e non conoscendo la vostra storia, darle una risposta potrebbe essere rischioso; allo stesso tempo, a volte i bambini in contesti nuovi e non noti possono comportarsi in maniera differente, in base alle stimolazioni che vivono.
Saluti
AV

Dott.ssa Antea Viganò Psicologo a Pessano con Bornago

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5 MAG 2026

Gentile Mery,
quello che descrive è comprensibile e abbastanza normale. I bambini possono alternare momenti di forte attaccamento alla mamma ad altri in cui si “spostano” su altre figure, come la nonna.
Il pianto al distacco al nido e il bisogno di contatto al ritorno indicano che il legame con lei è presente e sicuro. L’episodio al matrimonio può essere stato solo una variazione legata al contesto.
Capisco che possa averla fatta stare male, ma non indica un cambiamento nel vostro rapporto.
Rimango disponibile,
dott.ssa Covini Sofia

Dott.ssa Sofia Covini Psicologo a Milano

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5 MAG 2026

Buongiorno Mery,
capisco bene che possa far paura vedere il proprio bambino allontanarsi da sé. Mi sento però di rassicurarla: ogni bambino ha un bisogno vitale di scoprire ed esplorare il mondo tutto nuovo intorno a sé, specialmente in contesti speciali e ricchi di stimoli come un matrimonio.

In alcuni momenti può essere facile vedere questi comportamenti come rifiuto, ma sono in realtà segno del contrario: i bambini si allontanano proprio perché sanno che mamma sarà lì ad aspettarli e a coccolarli quando torneranno, vanno ad esplorare proprio perché si fidano di avere una 'base sicura' a cui tornare!

Per il secondo momento, senza conoscere i dettagli possiamo solo fare delle ipotesi: forse il sovraccarico di stimoli lo ha reso più irritabile, o forse ha percepito la sua preoccupazione e si è spaventato a sua volta. In entrambi i casi, però, dobbiamo ricordarci che è assolutamente normale che i bimbi provino queste emozioni, non facciamoci spaventare!

Quello che però potrebbe essere interessante chiedersi è: cosa accade a lei quando suo figlio si allontana? Quali sono le sue paure? La sensazione di rifiuto è un tema che riconosce come familiare nella sua vita?

Provare a guardare i comportamenti di suo figlio attraverso questa lente potrebbe aiutarla a gestire questi episodi e a vivere con più serenità il naturale processo di crescita e autonomia del suo bambino.

Un caro saluto,
dott.ssa Silvia Viglianco

Dott.ssa Silvia Viglianco Psicologo a Torino

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5 MAG 2026

Ciao Mery,
sono Psicologa ma anche Mamma di due bambini piccoli, capisco molto bene quanto possa averti spiazzata e anche ferita vedere un cambiamento così improvviso nel comportamento di tuo figlio, soprattutto in un bambino che di solito è molto legato a te. È normale che, come mamma, tu ti sia sentita confusa e magari anche un po’ rifiutata in quel momento.
Quello che descrivi, però, rientra molto spesso nelle dinamiche di sviluppo emotivo dei bambini piccoli. A questa età il legame con le figure di riferimento è forte, ma anche molto “mobile” ovvero i bambini non esprimono l’attaccamento in modo lineare o costante, e possono alternare momenti di forte dipendenza da un genitore a fasi in cui si attaccano maggiormente ad altre figure (come la nonna), soprattutto in contesti nuovi o stimolanti come un matrimonio.
Il fatto che al nido pianga al distacco ma poi si calmi, e che al momento del ricongiungimento cerchi te, è coerente con un attaccamento sicuro: e significa che ti riconosce come base sicura, anche se la separazione è difficile. L’episodio di oggi non cancella questo legame, ma probabilmente riflette una risposta situazionale come ade esempio il contesto diverso, tante persone, emozioni intense, e la presenza rassicurante della nonna in quel momento.
È importante dirti che non è un rifiuto verso di te, ma un comportamento legato alla gestione delle emozioni e della novità.
Ti propongo tre indicazioni pratiche che possono aiutarti:
- Non interpretare l’episodio come un rifiuto personale
- I bambini piccoli non “scelgono” affettivamente in modo stabile come gli adulti. Le loro preferenze cambiano in base a chi in quel momento dà più senso di sicurezza o prevedibilità.
- Mantieni una presenza calma e disponibile senza forzare il contatto. Se in un momento lui preferisce la nonna, evitare lo scontro o la forzatura aiuta a non aumentare la tensione. Puoi restare vicina, disponibile, ma senza insistere. Spesso il riavvicinamento avviene spontaneamente.
- Dai continuità nelle routine di separazione e ricongiungimento come saluti brevi e prevedibili al nido, e momenti di attenzione tranquilli al rientro (senza troppe domande o stimoli) aiutano il bambino a sentirsi sicuro nella relazione con te nel tempo.

Sappi che quello che hai osservato è comprensibile e più comune di quanto sembri. Non indica un cambiamento del vostro legame, ma una variazione momentanea nella gestione emotiva del bambino in un contesto diverso. Il tuo ruolo rimane centrale come figura di riferimento stabile e sicura.
Se questi comportamenti dovessero diventare molto frequenti o più intensi nel tempo, può essere utile confrontarsi anche con le educatrici del nido o con un/una psicologo/a dell’età evolutiva, ma al momento ciò che descrivi rientra in una variabilità assolutamente normale.
Spero di esserti stata d'aiuto. Non temere che il fatto che il tuo bambino al nido dopo una prima fase di pianto riesca a gestire la sua giornata senza di te è segno di un sistema di attaccamento sicuro, non dubitare di te come Mamma e del suo legame con te.
Un carissimo saluto.
Dott.ssa Chiara Ilardi

Chiara Ilardi Psicologo a Roma

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5 MAG 2026

Gentile Mery,
quello che descrive è una situazione piuttosto comune nei bambini piccoli, soprattutto in una fase di cambiamento come l’inserimento al nido.
Il comportamento di suo figlio al mattino, con il pianto al momento della separazione, è coerente con una normale ansia da separazione: lei rappresenta la sua base sicura e il distacco può essere vissuto con fatica. Il fatto però che poco dopo si tranquillizzi è un segnale molto positivo, perché indica che sta gradualmente sviluppando fiducia nell’ambiente e nelle figure educative.
Per quanto riguarda l’episodio del matrimonio, capisco che possa averla fatta sentire disorientata o anche un po’ ferita. In realtà, questo tipo di comportamento non è un rifiuto nei suoi confronti. I bambini, soprattutto in contesti nuovi, affollati o molto stimolanti, possono “spostare” temporaneamente il bisogno di sicurezza su un’altra figura familiare disponibile, in questo caso la nonna. È un modo per gestire l’emozione del momento, non un cambiamento nel legame con lei.
Anzi, il fatto che suo figlio riesca ad affidarsi anche ad altre figure di riferimento è un segnale di crescita e di sicurezza affettiva. Il legame con lei resta il punto centrale, anche se a volte può esprimersi in modo diverso a seconda delle situazioni.
Se nota che questi comportamenti diventano molto frequenti o estremi, può essere utile osservare nel tempo e, se necessario, confrontarsi con un professionista. Ma da quanto descrive, puo’ trattarsi di una normale variabilità emotiva e relazionale.

Un caro saluto,
Dott.ssa Katia Romano

Dott.ssa Katia Romano Psicologo a Roma

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5 MAG 2026

Ciao Mery ,
in realtà è un comportamento abbastanza normale per l’età.

Tuo figlio sta vivendo una fase di cambiamento importante con l’ingresso al nido. Il pianto al distacco e il bisogno intenso di te quando vi ritrovate indicano che tu resti il suo punto di riferimento principale e sicuro.

Proprio per questo, in contesti diversi, può succedere l’opposto. In una situazione nuova come un matrimonio, piena di stimoli, persone e confusione, può aver cercato nella nonna una figura “di appoggio” più leggera, senza il carico emotivo che invece ha con te. Con la mamma spesso emergono emozioni più intense, mentre con altri adulti può regolarsi in modo diverso.

Non è un rifiuto verso di te, ma una modalità di adattamento.
I bambini non distribuiscono l’affetto in modo lineare: possono essere molto attaccati e, in altri momenti, spostarsi temporaneamente su un’altra figura senza che questo cambi il legame di base.

Il fatto che al nido pianga per separarsi e poi cerchi te appena ti vede è il segnale più importante:
la relazione con te è solida.

Puoi continuare a offrirgli presenza e sicurezza senza interpretare questo episodio come qualcosa di negativo. È più probabile che sia stato un momento legato al contesto, non un cambiamento nel vostro rapporto.

Un caro saluto,
Dott.ssa Valeria Di Stasi
Psicologa clinica
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Dott.ssa Valeria Di Stasi Psicologo a Bari

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5 MAG 2026

Buongiorno Mery, suo figlio ha iniziato ha frequentare il nido e sta facendo esperienza di separazione. E' assolutamente normale che pianga al momento del distacco e che quando la incontra di nuovo voglia stare sempre con lei accanto.
Piano piano il bambino capirà che il distacco è solo temporaneo e riuscirà a comprendere che non è un abbandono.
Il fatto che alla festa di matrimonio lui abbia voluto stare con la nonna quasi rifiutandola è come se avesse voluto farle sentire cosa prova lui quando lei lo affida alle educatrici.
Suo figlio ha bisogno di tempo per elaborare il distacco che probabilmente per lui non era necessario, non se ne faccia un cruccio, la mamma e il babbo sono le figure fondamentali per un bambino. E suo figlio non fa eccezione.
Un caro saluto.
Dott.ssa Noemi Sembranti

Noemi Sembranti Psicologo a Pescia

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5 MAG 2026

Quello che descrivi può sembrare spiazzante, ma in realtà è molto più normale di quanto sembri.
Tuo figlio sta vivendo una fase importante: l’ingresso al nido è una piccola “rivoluzione emotiva”. La mattina piange quando ti lasci perché tu sei la sua base sicura, il suo punto di riferimento principale. Il fatto che poi si calmi indica che pian piano sta imparando a gestire la separazione, ma questo richiede uno sforzo emotivo notevole per lui.
Proprio per questo, quando lo riprendi e vuole stare sempre in braccio, non è un capriccio: è come se avesse bisogno di “ricaricarsi” dopo aver fatto uno sforzo grande durante la giornata. Sta cercando contatto, sicurezza, conferma che tu ci sei sempre.
L’episodio del matrimonio, invece, non è un rifiuto nei tuoi confronti. È più facile leggerlo come una specie di “spostamento temporaneo” del bisogno di sicurezza. In un contesto nuovo, caotico, pieno di stimoli e persone, può aver trovato nella nonna una figura più “leggera” in quel momento, meno associata alla separazione e alle emozioni intense che sta vivendo con te in questo periodo. A volte i bambini fanno così: si attaccano a una figura diversa proprio perché con la mamma stanno elaborando emozioni più profonde.
Il fatto che con te esprima pianto, attaccamento e bisogno di contatto è, paradossalmente, un segno della relazione forte che avete. Con la nonna può permettersi una modalità diversa, più “libera” in quel contesto specifico.
Capisco però che ti sia sentita male. È una reazione molto umana, perché quando un figlio sembra “preferire” qualcun altro, tocca corde profonde. Ma non significa che ti stia sostituendo o che il vostro legame sia in crisi. I bambini non funzionano per sostituzione: ampliano le relazioni, non le scambiano.

Se osservi nel tempo, probabilmente vedrai che questi comportamenti vanno e vengono, soprattutto in questa fase di adattamento al nido. È un periodo di assestamento emotivo, non un cambiamento del vostro legame.

Dott. Mirko Manzella Psicologo a Noventa Padovana

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5 MAG 2026

Buongiorno Mery, è normale che un bambino attaccato alla mamma al nido (piange per separazione, ma si calma lì) mostri comportamenti diversi in contesti nuovi come un matrimonio, preferendo la nonna per la novità o comfort familiare. Non è un rifiuto personale: con te si sente così sicuro da "scaricare" emozioni, mentre con altri è più "bravo"; oggi potrebbe aver esplorato grazie all'ambiente festoso e alla nonna giocosa.
Ci sono i segnali per affermare che fra te e il tuo bambino ci sia un attaccamento sicuro e sano, infatti:
Al nido: Piange al distacco (protesta per base sicura solida con te), ma si adatta – segno di attaccamento sicuro, non morboso.

A casa/riprese: Sempre in braccio a te – cerchi prossimità, naturale per l'età (nido implica 2-3 anni).

Oggi: Preferenza improvvisa per nonna – possibile "fase" esplorativa, stanchezza post-nido o attrazione per stimoli nuovi (musica, gente); bambini alternano figure per bilanciare.

Come Gestire la situazione:
Non prenderla sul personale: Sorridi e incoraggia ("Vai con nonna, mamma è qui!"), poi ricongiungiti con coccole brevi.
È un bel segno di crescita: sta imparando a "scegliere" relazioni!

Natale Montalto Psicologo a Verona

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5 MAG 2026

Buongiorno,
l'inizio del nido è un momento molto particolare per il bambino in quanto deve fare i conti con l'ansia da separazione dalla mamma, la sua figura di riferimento. Quindi è del tutto normale che abbia reazioni di pianto disperato quando lo lascia alla mattina, in quanto si innesca nel bambino la paura che il distacco dal genitore sia permanente. Questa paura si affievolisce con il tempo e soprattutto con il ripetersi continuo del suo ritornare a prenderlo. In questo modo il bambino può interiorizzare il concetto di permanenza dell'oggetto, competenza che si sviluppa tra i 18 e i 24 mesi. In pratica ora il bambino è consapevole che la mamma (in gergo tecnico l'oggetto) esiste anche se non è presente in quel momento nel suo campo visivo. Questa consapevolezza potrebbe anche spiegare il comportamento al matrimonio: si trovava in un ambiente nuovo e probabilmente confusionario e ha trovato nella nonna il suo porto sicuro, sapendo che il suo riferimento principale (lei) sarebbe comunque stata disponibile in caso di bisogno. Il bambino stava sperimentando la sua competenza di permanenza dell'oggetto in un ambiente nuovo e diverso dal nido, dove ormai è a suo agio nel vivere il distacco.
Il suo sentirsi "un po' male" per questo comportamento è comprensibile, tenga però conto che fa parte dello sviluppo del bambino e il principale compito del genitore è di "insegnare a camminare da solo".

Con i migliori auguri
Dott.ssa Veronica Pietrantuoni
Ricevo in presenza e online

Veronica Pietrantuoni Psicologo a Uggiate-Trevano

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5 MAG 2026

Buongiorno,
quando un bambino cambia improvvisamente atteggiamento, soprattutto su qualcosa di così delicato come il legame con la mamma, è naturale sentirsi colpite e anche un po’ ferite.
Provo a offrirle una lettura possibile. Da quello che descrive, suo figlio sembra avere un attaccamento molto forte a lei: al nido fatica a separarsi, la cerca molto al rientro, vuole il contatto fisico. Questo è un segnale di legame, non di rifiuto.
Quello che è successo al matrimonio potrebbe non essere il contrario di questo, ma una sorta di oscillazione.
A questa età, i bambini a volte fanno movimenti che sembrano incoerenti: un giorno cercano la mamma in modo intenso, un altro si spostano su un’altra figura (come la nonna). Non è tanto una sostituzione, quanto una sperimentazione di distanza e vicinanza.
È possibile che in un contesto molto stimolante e diverso (rumori, persone, confusione), lui abbia trovato nella nonna una figura più gestibile in quel momento. Oppure che, proprio perché il legame con lei è forte e stabile, si sia sentito libero di allontanarsi temporaneamente. I bambini, in alcuni momenti, possono esprimere preferenze molto nette e improvvise, senza che questo cambi il legame di base. Quello che conta è il quadro generale, e nel suo caso il quadro parla di un bambino che la cerca molto.
Allo stesso tempo, se questi cambiamenti la preoccupano o la fanno stare in ansia, è importante un confronto con un professionista dell’età evolutiva che potrebbe aiutarla a leggere meglio questi comportamenti, a capire cosa è fisiologico e cosa eventualmente osservare nel tempo.
Rimango a disposizione.
Dott.ssa Aurora Bacchetta

Dott.ssa Aurora Bacchetta Psicologo a Roma

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5 MAG 2026

Cara,
 capisco che questa situazione possa averla fatta sentire alquanto disorientata: è molto comune che questi cambiamenti nel comportamento dei bambini tocchino emotivamente i genitori.
Da ciò che colgo, suo figlio sta attraversando una fase di adattamento importante legata all’inserimento al nido. Il fatto che lui pianga durante il momento della separazione e che senta il bisogno di stare molto vicino a lei al rientro sono reazioni molto frequenti: indicano che lei rappresenta per lui una base sicura. In aggiunta, il fatto che poi al nido si calmi rappresenta di per sè un segnale positivo, in quanto riesce gradualmente a regolarsi anche in sua assenza.
L’episodio del matrimonio, non è necessariamente interpretabile come segnale negativo. I bambini molto piccoli possono alternare momenti in cui cercano intensamente la figura di riferimento ad altri in cui si appoggiano ad altre persone familiari, come la nonna. In contesti nuovi o molto stimolanti (come appunto un matrimonio/festa), possono scegliere la figura che in quel momento percepiscono come più “tranquilla” o disponibile.
Queste oscillazioni sono abbastanza tipiche e non indicano un rifiuto nei suoi confronti né un cambiamento nel vostro legame affettivo. Fanno parte del modo in cui il bambino esplora e gestisce le relazioni e le emozioni.
Se dovesse notare che questi comportamenti diventano molto persistenti o accompagnati da altre difficoltà (sonno, alimentazione, forte irritabilità), potrebbe essere utile approfondire. Può, ad oggi, continuare a offrirgli presenza, rassicurazione e prevedibilità, soprattutto nei momenti di separazione e ricongiungimento.

Resto a disposizione se ha piacere di confrontarsi più approfonditamente.
Un caro saluto

Dott.ssa Stella Campoverde

Dott.ssa Stella Campoverde Psicologo a Roma

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5 MAG 2026

Buongiorno signora
E normale che a 22 mesi ad una bambina gli
Manchi la mamma .
Cerchi di giocarci molto con sua figlia
E non si preoccupi di quell episodio
Dottoressa Patrizia Carboni
Psicologa Psicoterapeuta
Roma

Dott.ssa Patrizia Carboni Psicologo a Roma

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5 MAG 2026

Buongiorno Mery,

Penso non ci sia nulla di cui preoccuparsi. I bambini hanno bisogno di esplorare e capire chi sono al di fuori della diade madre-bambino. Solo staccandosi gradualmente dai genitori, e compiendo le prime esplorazioni, riescono a costruirsi la loro identità.
Il fatto che al matrimonio abbia voluto stare con altri e non con te significa che si è sentito sufficientemente sicuro da compiere questa esplorazione.
È importante che il genitore sia un posto sicuro per il bambino, ovvero che lo lascia andare quando il bambino lo richiede e lo accoglie di nuovo quando torna. In questo modo svilupperà un adeguato senso di autoefficacia che gli servirà per tutta la vita.

Un caro saluto
Dott.ssa Mara Lever
Ricevo anche online

Mara Lever Psicologo a Trento

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5 MAG 2026

Cara Mery,

quello che racconti tocca una parte molto sensibile della maternità: quel momento in cui tuo figlio fa qualcosa che non ti aspetti e all’improvviso senti una fitta dentro, come se ti mancasse l’aria. È normale che tu ci sia rimasta male, perché quando un bambino così piccolo cambia improvvisamente comportamento, soprattutto verso la mamma, è facile leggerlo come un rifiuto. Ma non è questo che sta accadendo.

Tuo figlio sta attraversando una fase di grande adattamento. Il nido, per un bambino così piccolo, è un mondo nuovo: nuovi adulti, nuovi ritmi, nuove separazioni. La mattina piange perché il distacco da te è ancora difficile, ma poi si calma perché si sente al sicuro con le maestre. E quando lo riprendi, il bisogno di stare in braccio è il suo modo di “ricaricarsi” dopo aver fatto uno sforzo enorme per gestire la giornata senza di te. Non è dipendenza, è regolazione emotiva.

Quello che è successo al matrimonio non è il contrario di tutto questo: è la stessa cosa, solo che si è manifestata in un contesto diverso. I bambini, quando sono stanchi, sovrastimolati o in un ambiente pieno di persone, cercano la figura che in quel momento percepiscono come più “semplice”, più disponibile, più immediata. La nonna, in una giornata così piena, era probabilmente una presenza più leggera, meno coinvolta emotivamente, meno caricata di aspettative. Non è che non volesse te: è che in quel momento aveva bisogno di un appoggio diverso, più facile da gestire per lui.

I bambini non “tradiscono” e non “preferiscono”: oscillano. E questa oscillazione non parla del valore della mamma, ma del loro modo di regolare la fatica, la novità, la stanchezza. Il fatto che con te pianga al distacco e cerchi il contatto al ricongiungimento è la prova che tu sei la sua base sicura. E proprio perché sei la base sicura, a volte può permettersi di allontanarsi un po’ e di cercare qualcun altro, sapendo che tu sei lì.

Il dolore che hai sentito oggi non è un segnale che qualcosa non va tra voi: è la tua parte più sensibile che ha avuto paura di essere messa da parte. Ma tuo figlio non ti ha messa da parte. Ha solo fatto quello che fanno tutti i bambini quando crescono: si muove un po’ più lontano, poi torna, poi riparte, poi torna ancora. È così che costruisce la sicurezza, non così che la perde.

Un saluto

Dottoressa Arianna Bagnini
Psicologa Clinica, del Lavoro
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Arianna Bagnini Psicologo a Città di Castello

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5 MAG 2026

Buongiorno Mery,

ha fatto bene a scrivere su questo portale confidandosi con noi professionisti.
È normale se al nido suo figlio pianga e protesta quando lei se ne va e dopo un po', invece, inizia ad esplorare l'ambiente circostante, ciò significa che c'è un buon attaccamento.
Lei è la base sicura, suo figlio la cerca e poi esplora l'ambiente proprio perché lei le dà quella sicurezza che lui può farlo, ciò è positivo.
Per quanto riguarda il giorno del matrimonio, potrebbe essere che abbia cercato un'alternativa a lei, la nonna forse perché lei ci giocava, c'erano altri bambini, stimoli nuovi.
È stato un episodio.
Se dovesse ricapitare con frequenza ed intensità maggiore ciò che è successo al matrimonio allora bisognerà fare una valutazione.
Fino ad ora il suo comportamento rientra nella norma di ciò che è un buon attaccamento madre-bambino.
Resto disponibile.

Cordiali saluti.

Dottoressa Margherita Romeo

Dott.ssa Margherita Romeo Psicologo a Roma

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5 MAG 2026

Buongiorno, capisco perché questo episodio l’abbia fatta stare male: quando un bambino cambia improvvisamente atteggiamento verso di noi, può toccare corde profonde.
Da quello che descrive, però, il comportamento di suo figlio è molto comprensibile. In questa fase sta probabilmente vivendo il distacco del nido come qualcosa di faticoso, e lei rappresenta per lui il punto di riferimento principale. Per questo al mattino la separazione è così intensa e, quando si rivedono, cerca molto contatto e vicinanza.
La situazione del matrimonio è diversa: ambiente nuovo, tante persone, stimoli forti. In questi contesti i bambini a volte “spostano” momentaneamente il loro bisogno di sicurezza su un’altra figura familiare disponibile, come la nonna, soprattutto se percepiscono la mamma già molto coinvolta emotivamente o vogliono gestire diversamente tutta quella stimolazione.
Non è un rifiuto nei suoi confronti, né un segnale che il legame si sia indebolito. Al contrario, proprio perché il legame con lei è solido, può permettersi, in alcune situazioni, di appoggiarsi anche ad altri.
Se nei prossimi giorni torna a cercarla come sempre, questo conferma che si tratta di un episodio legato al contesto. Continui a offrirgli presenza e sicurezza senza preoccuparsi troppo di questo momento: il vostro legame non è in discussione.
Un caro saluto
Dott.ssa Fioldisa Signorino Gelo
Psicologa Clinica
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Fioldisa Signorino Gelo Psicologo a Torino

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5 MAG 2026

Gentile mamma, grazie per aver condiviso questo episodio: si sente quanto questo cambiamento improvviso l’abbia colpita e anche un po’ ferita, soprattutto perché è abituata a un legame molto stretto con il suo bambino. Quello che descrive, però, rientra spesso nelle dinamiche tipiche di questa età e non è indice di un rifiuto reale o duraturo nei suoi confronti. Intorno ai 18-24 mesi i bambini iniziano a sperimentare maggiormente l’autonomia e possono attraversare fasi in cui “spostano” temporaneamente la preferenza su altre figure di riferimento, come i nonni, soprattutto in contesti nuovi o stimolanti come un matrimonio. In questi momenti possono anche mostrarsi più flessibili con altre persone e, paradossalmente, “allontanarsi” proprio dalla figura con cui si sentono più sicuri, perché sanno che quella relazione è stabile e non rischia di perdersi. È possibile che la presenza della nonna, un ambiente diverso dal solito e forse anche l’eccitazione della giornata abbiano favorito questo comportamento, senza che ci sia un reale cambiamento nel legame con lei. Il fatto che normalmente cerchi il suo contatto, la voglia vicino e fatichi a separarsene al nido è un indicatore molto chiaro di un attaccamento solido. Episodi come questo, per quanto possano disorientare, sono spesso transitori e legati al momento. Può essere utile accoglierli senza viverli come un rifiuto personale, mantenendo il suo atteggiamento accogliente e disponibile, senza forzarlo a tornare da lei ma facendogli sentire che c’è. Con molta probabilità, tornerà spontaneamente a cercarla come ha sempre fatto. Se dovesse notare che questo comportamento si ripete nel tempo in modo costante e accompagnato da altri segnali di distacco, allora potrebbe essere utile approfondire, ma da ciò che racconta sembra più una fase passeggera.
Resto a disposizione, un caro saluto.
D.ssa Giulia Martinelli

Dottoressa Giulia Martinelli Psicologo a Mantova

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5 MAG 2026

Cara Mery, quello che descrivi può sembrare strano, ma in realtà è abbastanza normale nello sviluppo dei bambini piccoli.
Quando iniziano il nido, molti bambini vivono la cosiddetta ansia da separazione: al mattino piangono perché non vogliono staccarsi da te, che sei il loro punto di riferimento principale. Il fatto che poi si calmi poco dopo è un buon segno: significa che riesce ad adattarsi e a sentirsi al sicuro anche senza di te.
Il comportamento al matrimonio, invece, può avere diverse spiegazioni:
Era un ambiente nuovo, con tante persone e stimoli, potrebbe aver cercato sicurezza in una figura “alternativa” (la nonna)
Può essere anche stanchezza o sovraccarico emotivo: in questi casi reagiscono in modo diverso dal solito
È importante sottolineare una cosa: non significa che si stia “allontanando” da te o che tu abbia fatto qualcosa di sbagliato. Il legame con te è proprio quello più forte, e per questo può permettersi di “variare” senza perderlo.
Se questo comportamento restasse occasionale, non c’è nulla di cui preoccuparsi. Se invece diventasse costante (rifiuto prolungato solo verso di te), allora si potrebbe osservare meglio la situazione.
In sintesi: i bambini non sono lineari, soprattutto in fasi di cambiamento come l’inizio del nido. Un giorno cercano solo te, un altro sembrano preferire qualcun altro… ma il loro punto di riferimento resta sempre il genitore.

Dott.ssa Serena Ricci Psicologo a Massa

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