Bambino

Inviata da SIMONA LANARI · 28 ott 2018

Salve,
sono madre di un bambino di 10 anni che ha da poco iniziato il quinto anno di elementari.
Per i primi anni di scuola, la situazione è stata piuttosto complicata; mio figlio, pur essendo un bambino che riesce bene nei compiti e nelle verifiche in classe, tornava spesso a casa con una nota a causa della suo parlare sempre in classe, non stava “abbastanza tempo” fermo seduto al suo posto e la tendenza a disturbare gli altri compagni. Sembrava avere il fuoco sotto i piedi. Ma a livello didattico è da sempre uno dei migliori della classe.
Le insegnanti 3 anni fa ci hanno detto di farlo valutare da psicologi, in quanto poteva avere un disturbo dell’attenzione…ho parlato 2 volte con una psicologa esterna alla scuola e una volta con un’interna alla scuola e mi hanno detto che mio figlio non rivela nessun “sintomo” che può far pensare al disturbo dell’attenzione.
Quando si concentra lavora anche bene ma il comportamento ovviamente ha la priorità.
Quest’anno ha raggiunto il “massimo” iniziando a lamentarsi spesso in classe per i troppi compiti, per i lavori di gruppo, etc.…se dopo una verifica la maestra gli dice di controllare il suo compito lui risponde: no è giusto così com’è! È sempre in competizione con il mondo! Se perde va in collera! Se qualche compagno gli fa un dispetto reagisce ancora peggio diventando più rabbioso e lo so bene perché lo vedo anche a casa! Ha anche preso, insieme ad altri 4/5 compagni, una lettera di richiamo da parte della preside, in quanto dopo essere stato spinto e buttato a terra da un compagno anziché reagire a mani, come han fatto gli altri, “per scherzo” gli ha nascosto le scarpe che aveva nello spogliatoio (erano durante la lezione di motoria).
Le insegnanti dicono che è troppo selettivo se non gli sta simpatico qualcuno non ci vuole stare e non sa gestire la rabbia.
Io e mio marito abbiamo provato con le punizioni (non andare a delle feste, non guardare la tv, etv…), a sgridarlo, a ignorare la cosa, a parlargli normale ma ogni volta il risultato non cambia. Sembra quasi che la nota lui la viva con “serenità”, e anche le nostre reazioni hanno poco effetto su di lui. Certo, lui si arrabbia o diventa triste quando riceve la punizione, ma poi la volta successiva torna a casa comunque con una nota. L’unica cosa che non abbiamo mai fatto è alzare le mani.
La valutazione del comportamento dell’ultima pagella è: l’alunno si relaziona con difficoltà sia con i compagni sia con gli insegnanti richiedendo la costante guida dell’adulto per rispettare le regole della convivenza e ha ancora difficoltà ad assumere un comportamento adeguato.
In generale rispetta poco le regole e ascolta poco e niente.
Da questa valutazione deriva il 6 in condotta ma nelle materie ha tutti 9.
Insomma le maestre “non ne possono più” anche se mi hanno detto che non è maleducato.
Oltretutto nel secondo quadrimestre è calato il rendimento. Per questo, l’unica cosa che mi viene da pensare, è che possa essere dovuto al fatto che sta a scuola dalle 8.25 alle 18.00 dal lunedì al venerdì. 2 giorni a settimana ha calcio dopo la scuola e torna a casa verso le 20.45/21.00. Nel weekend oltre i compiti fa partite o tornei di calcio.
Ma aldilà di questo io mi chiedo come possiamo noi come genitori gestire questo problema delle note e quale strategia può essere più indicata?
Ho parlato più volte con le insegnanti dicendo loro, come suggerito dalla psicologa scolastica, che a furia di dare note per ogni cosa essa perda di efficacia e che dovrebbero loro andare a parlare con lei, ma non sono stata abbastanza efficace e ho ottenuto ben poco.
Secondo loro dovrei prendere provvedimenti (Di che tipo?).
Ho detto a mio marito che vorrei riprovare ad andare da una psicologa ma lui mi ha detto che è una cavolata perché secondo lui è solo questione di carattere e che cambierà con il tempo.
Lui ora si sente un bambino cattivo…la classica profezia che si avvera: è stato etichettato tale e tale si comporta! Vorrei aiutarlo ad uscire da questo circolo vizioso ma non so come fare perché lo vedo soffrire e io di conseguenza!
Nonostante lavoro sono una mamma abbastanza presente soprattutto perché mi occupo io di lui per la maggior parte di cose in quanto mio marito non arriva presto dal lavoro.
Mi scuso per essermi dilungata e la ringrazio per l’attenzione.
Cordiali saluti.

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Miglior risposta 28 OTT 2018

Gent. Le Simona, innanzitutto l'attenzione nella sua vera espressione va valuta con un test e no ad occhio nudo. Sebbene si possano fare stime o valutazioni ad occhio è sempre meglio una valutazione oggettiva che dica chiaramente qual è il grado dell'attenzione. Detto questo io vi consiglio di rivolgervi ad una psicologa esperta in psicologia dello sviluppo e soprattutto che sia esperta di valutazione neuropsicologiche (= attenzione, apprendimento, funzioni esecutive, comportamento, emotività et al. ). La valutazione vi darà un chiaro quadro del funzionamento neuropsicologico del bambino sebbene abbia un buon rendimento. Ad una prima lettura colgo che suo figlio inizia ad "agitarsi" quando va in stress. Stress nell'attesa o durata di un'attività didattica, stress se deve rivedere un compito e dietro a questo si può celare l'ansia. Nei bambini è molto forte l'ansia di prestazione e noi adulti non sempre lo sappiamo riconoscere. Ma per aver chiaro bene il quadro consiglio una valutazione funzionale e comportamentale di suo figlio per imparare tutti meglio a conoscerlo senza vivere lui e voi nello stress dell'incompressione.
Spero di essere stata chiara a sufficienza.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti. Mi scriva anche in privato.

Cordialmente, dott.ssa Arcangela AnnaRita Savino

Dott.ssa Arcangela AnnaRita Savino Psicologo a Sammichele di Bari

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