Bambina con mutazione genetica e marito depresso

Inviata da Manuela · 8 set 2017 Terapia di coppia

Buongiorno,
vorrei sottoporre alla Vostra attenzione la mia situazione, perchè non riesco a far uscire mio marito da un tunnel che sta distruggendo la nostra vita matrimoniale.
Sono sposata da quasi 7 anni e ho una bambina di 3 anni affetta da una malattia genetica rara; come tutte le malattie genetiche, il brutto è che non si sa bene come evolveranno nel tempo, potrebbero avere effetti trascurabili come pesanti; al momento, e come ci hanno assicurato i genetisti che la seguono, pare che la condizione della nostra piccola sia buona ed è molto poco probabile che possa avere effetti gravi in futuro, soprattutto ritardi mentali, che è la cosa che ci angoscia di più.
E' una normalissima bambina di 3 anni che, anzi, ha uno sviluppo linguistico superiore alla media.
Purtroppo mio marito ha reagito malissimo alla diagnosi: quasi sentendosi in colpa, ha smesso di essere felice; ha ridotto drasticamente lo sport, lui che correva 20km a settimana, ha smesso di vedere film e quanto può essere considerato attività piacevole, e ha abolito la nostra vita affettiva, giustificando il fatto con la sua aridità di sentimenti dovuta a questo suo essere deluso dalla vita.
Io finora ho cercato di non dare troppo peso alla cosa, di dargli forza, nonostante mi sentissi annullata come donna, ma ultimamente la situazione sta peggiorando, poichè oltre ad ignorarmi mi tratta spesso in modo aggressivo.. e sto seriamente pensando di lasciarlo.
Questo peggioramento è sorto in concomitanza al mio desiderio di avere un secondo bambino, su cui lui non è assolutamente d'accordo.
Nella nostra famiglia sono sempre io a portare ottimismo, a sostenere lui nei suoi momenti grigi, e non perchè io sia un'ingenua, ma per carattere forse, per voglia di salvare la famiglia..
Ho fatto di tutto per fargli capire che deve reagire proprio per lei, che il suo atteggiamento verrà percepito anche dalla bimba, e magari proprio a causa di questo lei si sentirà diversa, o, peggio, in colpa per essere la causa dell'infelicità di suo padre.. gli ho consigliato di farsi vedere da uno psicologo, o di consultarci con altri genitori nella nostra stessa situazione, ma niente, non vuole cambiare le cose, dice che è tutto inutile.
Sinceramente ora sono un po' stufa.
Prima pensavo che fosse mio dovere restare uniti per non danneggiare la bambina, ma ora inizio a convincermi che anche per lei sarebbe meglio respirare un'aria più sana, non continuare a vedere questa aridità di amore, mi piacerebbe anche rifarmi una vita se ci riuscissi, per me e anche per lei.
Forse il mio continuare a restare con lui dipende anche dal fatto che so che resterà solo, perchè non vuole rifarsi una vita, e vedo che la sua unica ragione di felicità è proprio la bambina, per cui stravede, e che vedrebbe inevitabilmente molto meno se io lo lasciassi.
Ora siamo nella fase che ci stiamo sforzando per far andare meglio le cose, ma lo sforzo lo sto come al solito facendo solo io e lui si è addirittura tolto la fede.
Avete qualche consiglio da darmi, anche in base alla vostra esperienza?
Devo rassegnarmi a questa vita piatta o farei bene ad abbandonarlo al suo destino e a rifarmi una vita?
Sottolineo che ho quasi 38 anni e il tempo stringe..
Grazie molte e buona giornata,
Manuela

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Miglior risposta 10 SET 2017

Cara Manuela,
Comprendo la difficile situazione in cui si trova. Consideri che dopo una diagnosi improvvisa e inaspettata su un figlio, c'è bisogno di tempo per elaborarla anche perché specie se è una diagnosi che ha a che fare con la genetica questo smobilita nei genitori molti vissuti emotivi tra cui colpa, rabbia, paura, ansia... Ci vuole ovviamente tempo per elaborare e soprattutto accettare la diagnosi e adattarsi, ovviamente sarebbe di grande aiuto un supporto psicologico per entrambi come coppia in questo momento, ma ovviamente non si può costringere nessuno ad affrontare un percorso che non sente, gli dia tempo. Rispetto a lei Manuela le chiedo, lei cosa prova per suo marito, quali emozioni le suscita ancora? Si prenda del tempo per se stessa, magari con l'aiuto di uno psicologo per capire bene lei come sta e soprattutto cosa desidera, senza prendere decisioni affrettate e soprattutto per farsi sostenere!

Rimango a disposizione per ogni chiarimento.

Un caro saluto

Dott.ssa Mara Di Paolo

Anonimo-161175 Psicologo a Trento

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12 SET 2017

Buongiorno Manuela,
certamente sta vivendo una fase esistenziale estremamente difficoltosa e comprendo la sensazione di stanchezza che ne deriva. Come genitori avete reagito in maniera diametralmente opposta alla nascita della vostra bambina. lei accettando e enfatizzando comunque gli aspetti positivi, mentre suo marito vivendo una ferita narcisistica.
La soluzione migliore sarebbe un percorso terapeutico per suo marito, affinché riesca ad elaborare i vissuti negativi ed in un secondo momento una terapia familiare per ristabilire la relazione di coppia.
Se suo marito non fosse disposto, valuti l'opportunità di uno spazio psicologico per se stessa che le permetta di considerare i suoi reali sentimenti e le effettive strategie che potrebbe utilizzare per ritrovare la serenità necessaria, sia per svolgere la funzione genitoriale, sia per migliorare la qualità della sua vita.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Vanda Braga

Dott.ssa Braga Vanda Psicologo a Rezzato

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