Avere 60 anni e un figlio adolescente

Inviata da Marica · 15 apr 2020 Terapia di coppia

Buongiorno,
sono una ragazza (forse è più appropriato dire donna) di 35 anni e ho un compagno stabile da 11 anni. Il mio lui ha 43 anni. Sin dall'inizio della nostra relazione mi sono fatta molti problemi sulla nostra differenza di età, temevo che il gap sarebbe stato insormontabile e che saremmo entrambi finiti con il cuore spezzato. Contrariamente alle mie aspettative iniziali il nostro rapporto è cresciuto ed io ad oggi posso solo dire che lo amo con tutta me stessa. E' il mio amore, il mio confidente e la mia roccia.
La cosa che, sin dall'inizio mi ha spaventata era il fattore figli. Pensavo che ad un certo punto lui mi avrebbe messo "spalle al muro" e "preteso" di aver figli. Non lo ha mai fatto. Quest'anno mi sono sentita pronta per avere dei figli. Ho molti dubbi e timori ma mi ripeto che ogni nuova esperienza ne porta e che essere persuasi di sapere tutto sia da illusi. Da febbraio abbiamo cominciato a provarci. Sino adesso nulla e, se non fosse per la situazione particolare che il mondo sta vivendo, sarei già andata a farmi una visita dalla ginecologa. Nel frattempo i tentativi continuano.
Il "fattore figli" mi ha sempre spaventato perché sapevo che io non sarei mai stata pronta in giovane età e sapevo che quando sarei stata pronta lui sarebbe stato grande.

Non mi spaventano i primi anni di vita del bambino ma l'adolescenza. Il bambino/a come reagirà quando avrà 15 anni e suo padre 60?

Inutile dire che non arriveremo mai a vedere i nostri nipoti.

Sono figlia di un padre "grande", aveva circa 44 anni quando mi ha avuta. Ho una sorella di 6 anni più grande di me e mia madre ha 12 anni meno di mio padre. Mio padre è sempre stato vecchio, non mi ha mai capito, non era capace di gestire le emozioni (né mie né del resto della famiglia), era solo capace di urlare e a volte ha alzato le mani sia verso noi figlie che verso mia madre (spintoni e strattoni sostanzialmente). Adesso ha quasi 80 anni e gode di buona salute. Ancora adesso non ci riesco a ragionare: mi sembra di parlare con un nonno, è testardo ed io non lo sopporto. So che in fondo al cuore mi ama e mi si scioglie il cuore quando lo vedo con i figli di mia sorella. E' un bravo nonno e l'unica cosa che mi dispiace è che non potrà veder crescere i nipotini.
Come probabilmente avrete intuito questo tipo di infanzia mi ha lasciato profonde ferite, sono una persona ansiosa, ho sofferto di attacchi di panico notturni e la mia autostima è quasi sotto terra.
Nonostante tutto sono riuscita a mettermi accanto una persona bellissima,che, anche se può sembrare "freddo" ad un primo impatto, in realtà è dolcissimo, si preoccupa sempre per me, si prende cura della sua mamma rimasta vedova di recente, si preoccupa per i miei nipotini (uno dei miei nipoti ha dovuto subire la rimozione di un lipoma che premeva sul midollo spinale e prima dell' operazione il mio compagno ha avuto episodi di insonnia perché era preoccupato per lui. Per fortuna ad oggi si è tutto risolto e il bambino sta bene ed è tornato vivace e curioso come prima) insomma è un essere umano stupendo.

E qual è il problema? Il problema è che appunto ho paura che un giorno il gap generazionale divida il mio compagno dai suoi figli, sopratutto in adolescenza, che i figli ci accusino di essere vecchi e di aver aspettato troppo per averli, che guardino gli altri genitori e siano tutti più giovani di noi...insomma ho paura di far vivere al mio compagno e ai nostri figli la brutta infanzia ed adolescenza che abbiamo vissuto mia sorella ed io. E questa paura si palesa con ansia sopratutto la sera prima di andare a dormire e con precoci risvegli al mattino.
Se si "avverassero" le mie previsioni saprei che è TUTTA colpa mia, della mi immaturità ed egoismo di non essermi mossa prima per avere figli. E cosa peggiore, il mio compagno avrebbe posticipato il suo desiderio di paternità PER CAUSA MIA.

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