Atteggiamento dello psicologo

Inviata da maria · 11 feb 2015 Depressione

Buongiorno, ho iniziato un percorso presso il CSM, inviata dal medico di base. Mi è stata diagnosticata una depressione maggiore e mi reco mensilmente dalla psichiatra e ogni 15 giorni dallo psicologo. Proprio lui ha un atteggiamento che non capisco se sia strategico, se faccia parte della terapia, ma mi umilia, mi scredita, mi invita ad andare a pagamento, dice che non ho intenzione di guarire e che è inutile che io inizi un vero lavoro presso il CSM perchè tanto sono destinata a non continuare. Lo fa perchè vuole una mia reazione, è una modalità normale o mi reputa non abbastanza grave e devo lasciare il posto a chi ne ha più bisogno? Oppure sono io che non capisco? Oppure non è la persona giusta per me?
Grazie

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Miglior risposta 12 FEB 2015

Salve Maria!
Ogni professionista ha un suo metodo, una sua strategia che può essere più o meno condivisibile...
Mi domando se l'invio fatto al CSM sia stata una scelta del tutto personale del medico di base o su sua richiesta a fronte della sofferenza, della problematica che sta attraversando.
Le scrivo questo proprio per farle meglio comprendere se si tratta di una modalità da parte del collega a spronarla verso un cambiamento, verso un miglioramento della qualità di vita , e ripeto, al di là di una metodologia più o meno condivisibile (riporto le sue parole: "mi umilia, mi scredita").
Inoltre, in risposta ad un altro suo interrogativo, sorto sempre a seguito del comportamento tenuto dallo psicologo, ossia se lasciare il posto a chi ne ha più bisogno di lei reputando il suo problema come non abbastanza grave... stia tranquilla!
Chiunque lamenta un problema, una sofferenza, un disagio che interferisce con il normale funzionamento della vita e richiede un intervento deve ricevere aiuto indipendentemente dal livello di gravità.
Come suggerito dal collega nella prima risposta, perché non prova a parlarne con il suo psicologo che sicuramente saprà rispondere ai suoi dubbi e insieme a fare chiarezza in questo percorso?
Nella speranza di esserle stata d'aiuto, la ringrazio per aver scritto e la saluto.
Dott.ssa Antonia Titta

Dott.ssa Antonia Titta Psicologo a San Benedetto

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13 FEB 2015

Cara Maria, all'interno di una relazione terapeutica tutto ha un significato e può essere oggetto di confronto e approfondimento. Quindi ciò che lei sente e si chiede è talmente importante da meritare un chiarimento. Resta poi, alla base di ogni rapporto professionale, la necessità del rispetto e dell'accoglienza dell'altro, e l'unicità di ognuno, che lo deve far sentire libero di scegliere da chi farsi aiutare. Non esiti a confrontarsi con il collega, sarà importante per tutti e due. Un caro saluto, dott.ssa Roberta Monda

Dott.ssa Roberta Monda Psicologo a San Severo

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13 FEB 2015

Cara Maria
questo atteggiamento che lei descrive è inappropriato qualunque sia l'approccio terapeutico del professionista che la sta seguendo.
Tuttavia, proprio perché come lei dice si sente "umiliata e screditata", penso sia molto importante per lei cogliere questo momento di difficoltà psicologica (nel rapporto terapeutico) volgendola a suo favore cioè utilizzandola per fare un passo avanti.
Un passo che può essere importante e cioè "farsi valere"; quindi non solo parlare col suo terapeuta chiedendo spiegazioni in merito, ma pure ponendo le basi per un rapporto diverso dove lei chiede rispetto.
Se il suo terapeuta, coglierà la lezione insita in questo, e cambierà atteggiamento, allora la terapia potrà continuare e con profitto; altrimenti, se cioè nulla cambierà, lei potrà comunque cambiare terapeuta o altro.
Il punto è che dimostrerà ( a se stessa) molto coraggio nel saper volgere a suo favore una situazione assai spiacevole che, ripeto, non c'entra con tecniche terapeutiche...a meno che non ci siano novità a cui io sia del tutto estranea e che comunque non approverei.
Cordiali saluti
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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13 FEB 2015

Buongiorno Maria,
sembra che siamo tutti concordi sul primo passo da fare: parlarne con lo psicologo.
Aggiungerei, inoltre, che se non trova sintonia, forse perché sente di avere più bisogno di un contenitore di accoglienza in questo suo momento, è suo diritto guardarsi attorno.
Cordialmente,
Dott. Piacentini

Dott. Hermes Piacentini Psicologo a Seveso

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12 FEB 2015

Buongiorno, credo anche io come i miei colleghi che l'unico modo per avere risposte certe alle sue domande sia rivolgerle direttamente al professionista che la segue, anche se comprendo che probabilmente, dato l'atteggiamento da lei percepito dallo psicologo, sia difficile porre chiaramente alcune domande e questo le possa scatenare alcuni timori.
Però questa è la giusta strada da intraprendere, oltre magari ad accennare qualcosa anche allo psichiatra che la ha in carica, in modo da avere chiara la situazione e fare le sue scelte personali volte a capire se la relazione con lo psicologo non è tale da proseguire gli incontri e quindi rivolgersi ad altri professionisti.

Dott.ssa Rebora Simona Psicologo a Genova

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12 FEB 2015

Gentile Maria,
Queste domande che , giustamente, si fa, le rivolga allo psicologo che la segue. Se poi lei ritiene di non trovarsi bene e vuole cambiare, si rivolga a qualche professionista della sua città. Però penso sia utile chiarire con il suo psicologo, altrimenti e' difficile seguire una terapia se non ci si trova bene e non si ha fiducia nell'altro.
Cordiali saluti.
Dr.ssa Verena Elisa Gomiero

Dott.ssa Gomiero Verena Elisa Psicologo a Padova

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12 FEB 2015

Cara Maria, in effetti se fosse una strategia terapeutica mi sembrerebbe comunque un po'eccessiva e non molto condivisibile, pertanto io glielo chiederei apertamente e poi valuterei comunque anche l'idea di farsi seguire da un altro specialista un po'più gentile nei modi e forse anche più professionale.

Dott.ssa Cinzia Marzero

Dott.ssa Cinzia Marzero Psicologa-Psicoterapeuta Psicologo a Moncalieri

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12 FEB 2015

Salve Maria,
può essere tutto quello che pensi od altro ancora.
Quindi rimane in sospeso la curiosità che è una componente dell'Eros (energia vitale).Può essere stimolante ma se tu vuoi una risposta, lo devi chiedere a lui. Provaci, tentare non nuoce....mai.
Dott.ssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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12 FEB 2015

Buonasera, io credo che la relazione terapeutica non possa prescindere del rispetto dell' altro è della sua storia. E neppure dal credere nella capacita' del paziente di superare il momento di difficoltà. Ne parli con franchezza con lo psicologo. Cordialmente dott.ssa Torti

Dott.ssa Torti Elisabetta Katia Psicologo a Sampierdarena

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12 FEB 2015

Buongiorno, mi spiace si trovi in questa situazione, in ogni caso le suggerisco di esternare tranquillamente le sue sensazioni e riflessioni in merito alla situazione creatasi con lo psicologo che la sta seguendo.
Gli ponga le domande direttamente, le motivazioni del comportamento di questo professionista possono essere le più svariate, in ogni caso non c'è nulla di male nel chiedere spiegazioni.
Ritengo che questo suo impulso a cercare di capire meglio come vanno le cose sia in ogni caso uno sprone positivo.
Le auguro il meglio.
Dott.ssa Diana Margherita Prada

Dott.ssa Diana Margherita Prada Psicologo a Milano

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12 FEB 2015

buongiorno Maria, credo sia il caso di porre queste domande direttamente allo psicologo con cui sta lavorando; va detto poi che il lavoro psicologico si fonda innanzitutto sulla relazione tra specialista e paziente, che lavorano insieme per raggiungere obiettivi concordati..dunque nel caso senta che l'atteggiamento dello psicologo sia incompatibile con il suo modo di essere può provare a rivolgersi ad un altro specialista, con cui si senta più a suo agio. Un caro saluto. Dott.ssa Alessia Picco

Dott.ssa Alessia Picco Psicologo a Giaveno

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12 FEB 2015

Buongiorno Maria, il fatto di porsi tutte queste domande evidenzia un interesse ed un movimento che sicuramente la interrogano e producono qualcosa che prima non si era messo in movimento. Come mai si sente umiliata e screditata? Questo vissuto è per lei nuovo? Sembra che stia avendo delle reazioni forti che può certamente condividere ed analizzare con i professionisti di cui si fida. In ogni terapia il transfert , rilevato inizialmente da Freud, che consiste nella gamma dei sentimenti ed emozioni che il paziente proietta sull'analista, ha una forte valenza ed è fondamentale per la direzione della cura.

dr.ssa Luisa Bonomi Centro Clinico di Psicoterapia Psicologo a Roma

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11 FEB 2015

Perché non le fa a lui queste domande che mi sembrano di buon senso?

Studio Medico Psicoterapeutico e Psicoanalitico Psicologo a Milano

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