attacchi di rabbia

Inviata da mariangela · 8 mag 2012 Aggressività

Una persona che mi è molto vicina soffre di attacchi di rabbia e reazioni violente. So che ha avuto dei trascorsi familiari tumultuosi, ma questi tipi di reazioni si sono incancrenite nel corso degli anni. La persona in oggetto ha solo 20 anni. C'è la possibilità di un percorso terapeutico che possa migliorare la situazione? Qual è il modo migliore di rapportarsi durante questi attacchi? E soprattutto, qual è il modo migliore per convincere questa persona a sottoporsi eventualmente a un percorso terapeutico? Grazie mille.

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Miglior risposta 9 MAG 2012

Cara Mariangela, non e' facile convincere una persona ad intraprendere un percorso di terapia. La motivazione e la spinta al cambiamento sono i fattori che permettono poi il determinarsi della guarigione. Prendere atto del fatto di avere un problema e'il primo passo per guarire. Quello che lei puo' fare e' cercare di rendere questo possibile, fare cioe' in modo che questo giovane uomo prenda coscienza di quello che gli succede, di come i suoi atteggiamenti e comportamenti rischiano di ferire e preoccupare le persone che ha intorno. Stara' poi a lui manifestare il desiderio di essere aiutato e allora lei potra' proporre qualche nome di terapeuta cui rivolgersi senza tuttavia fare per lui la scelta. I miei migliori auguri.

Dott.ssa Cecilia Cimetti Psicologo a Verona

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16 MAG 2012

Cara Mariangela,
sicuramente un percorso psicologico sarebbe di grande aiuto ma solo e soltanto se la persona è consapevole del problema e accetta la necessità di un cambiamento; è di fondamentale importanza che il diretto interessato scelga volontariamente di iniziare una consultazione psicologica. Un consiglio da parte tua sarebbe, di certo, un valido aiuto ma accoglierlo starà solo al suo amico. La giovane età è sicuramente un punto a favore del cambiamento ma bisogna anche tenere in considerazione le difficoltà tipiche di questa età in cui si è in piena formazione. Sono tutti temi molto importanti che sarebbe il caso di affrontare all’interno di un consulto psicologico. Nel frattempo, nel tentativo di aiutare questo conoscente, il consiglio che mi sento di darti è di non forzarlo e di non rispondere alle provocazioni, attendere che si calmi e poi cercare di ragionare insieme a lui sull’accaduto, magari puntando sul fatto che senz'altro per lui questa situazione comporta un elevato spreco di energie che potrebbero essere investite in altro modo se solo si avessero gli strumenti giusti.
I miei più sinceri auguri,
dott.ssa Ornella Convertino

Studio Convertino Psicologo a Monza

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15 MAG 2012

Buongiorno Mariangela,
un percorso psicoterapeutico può senz'altro rivelarsi un'opportunità per comprendere meglio se stessi, le proprie emozioni e il proprio comportamento. Iniziare una psicoterapia richiede però una certa dose di motivazione e consapevolezza del proprio problema che magari non è sempre presente all'inizio. Può mostrare la sua vicinanza alla persona a lei cara sensibilizzandola a prendere un primo appuntamento con un professionista così da fare un primo passo per fare chiarezza su cosa sta succedendo e informarsi sulle possibilità terapeutiche percorribili.
Cordiali saluti
Dott.ssa Marcella Caria

Dott.ssa Marcella Caria Psicologo a Carpi

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14 MAG 2012

Gentile signora, se la persona le è molto vicina può proporle di accompagnarla da un esperto che la possa aiutare; nell'accordare la sua disponibilità forse riuscirà ad aprire una breccia nella vita di questa persona per darle la possibilità di un cambiamento. Mettersi in gioco assieme, non giudicare, non sentirsi superiori a chi attorno a noi sta soffrendo impedisce a chi sta male di sentirsi diverso e quello che non va. Se avesse bisogno di ulteriori indicazioni non esiti a riscrivere.
Un caro saluto!
dott. Giovanna Ferro - psicologa psicoterapeuta - Savona

Dott.ssa Giovanna Ferro Psicologo a Savona

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11 MAG 2012

Salve Mariangela,
le chiedo innanzitutto come, la persona di cui parla, vive i suoi attacchi di rabbia, se li sente come un problema, una difficoltà o no; se dopo un attacco del genere si sente stanco o teme di rovinare le relazioni con gli altri...
Credo che la cosa migliore da fare quando ha questi attacchi è non interagire con lui, lasciarlo sfogare e solo quando la rabbia è passata poter parlare e chiarire cosa è successo, cosa l'ha fatto arrabbiare e che alternativa aveva all'attacco.
Sicuramente un percorso terapeutico potrebbe aiutarlo a capire e trovare alternative valide all'esplosione della rabbia.
Buona fortuna
Dr.ssa Alfonsina Pica, psicologa e psicoterapeuta

Dott.ssa Alfonsina Pica Psicologo a San Miniato

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10 MAG 2012

Buongiorno Mariangela. A 20 anni, l'insoddisfazione personale ed il senso di impotenza di fronte a certe difficoltà possono portare facilmente ad esplosioni d'ira. Si è chiesta innanzitutto lei quando è che il ragazzo-a scatta? Forse quando non si sente compreso o ascoltato nel profondo? Oppure non trova ragioni apparenti? E' chiaro che non è facile rapportarsi a persone che non riusciamo a capire, dunque che ci spaventano perchè imprevedibili o perchè non governabili. Cerchi di ascoltarlo e basta. Magari lo solleciti ad un consulto in ASL o da un privato (se ha urgenza) motivandogli l'incontro con la fatto di volergli dare la possibilitàdi essere più felice e soddisfatto. Dott.ssa Sabina Orlandini

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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9 MAG 2012

Cara Mariangela,
non è certo una situazione semplice.
Da quanto racconta, non si capisce quali possano essere le cause profonde di una modalità così rabbiosa, in ogni caso, sicuramente si può fare qualcosa.
L'entità di questo qualcosa dipende da cosa significa "attacchi di rabbia", dalle motivazioni sottostanti, dalla struttura di personalità, dalle risorse della persona in questione e dalla collaborazione delle persone circostanti.
L'aspetto positivio risiede nell'età, questo fa sì che la condotta non sia così tanto cronicizzata, almeno nell'età adulta.
Cosa può fare lei? Bhe intanto, lei non è tenuta a tollerare e sopportare gli attacchi di rabbia, voglio dire che se anche questa persona è pienamente legittimita nell'essere arrabbiata per motivi che appartengono alla sua storia, non è assolutamente legittimata nell'esprimere la rabbia, riversandola sugli altri e lei non è appunto tenuta a fare da cestino o cuscinetto.
Anzi, impersonare questo ruolo peggiora solo la situazione, per lei e per lui. Lo autorizza a rifarlo e lo rinforza in questo. Lei dal canto suo, subisce deprivandosi della propria forza, dignità, rispetto, posizione.
Può parlargli onestamente nei momenti di calma, dicendogli che lei vede questa condotta, che non va per niente bene, che lui sicuramente soffre ma fa soffrire anche chi gli sta accanto, allontanandolo da lui, che è preoccupata e secondo lei ha bisogno di aiuto.
Poi sta a lui, elaborare la consapevolezza del bisogno e chiedere aiuto, senza di questa non ci sarà reale cambiamento!

Sabrina Costantini Psicologo a Pisa

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9 MAG 2012

Cara Mariangela,

sicuramente esistono percorsi psicuterapeutici adatti a questo tipo di situazioni, ad esempio la terapia cognitivo-comportamentale potrebbe essere una buona risposta all'esigenza particolare. Ovviamente è sempre difficile convincere un terzo ad intraprendere un percorso psicoterapeutico, dal momento che spesso queste situazioni vengono negate dal protagonista, tuttavia si può provare a ragionare insieme a lui facendogli capire che questi comportamenti possono nuocere a chi gli sta vicino e, cosa da non sottovalutare, compromettere le sue relazioni personali, sia lavorative che sociali-affettive. Non esiste una vera e propria reazione adeguata e universale da mettere in atto durante questi attacchi, tuttavia è sicuramente consigliabile evitare di gettare ulteriore benzina sul fuoco rispondendo in modo troppo concitato, magari aspettando che il ragazzo si calmi e ragionando con lui nel momento immediatamente successivo.

Le auguriamo il meglio per il suo futuro,

Cordialmente

Studio Associato Chrysalis

Studio Associato Chrysalis Psicologo a Arese

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9 MAG 2012

Buongiorno gentile Mariangela,
le porgo alcuni spunti di riflessione che eventualmente può condividere con la persona di cui parla: se la persona sente che il suo sottostare alla rabbia è più forte di lui e che questo condiziona il rapporto con gli altri aumentando l'isolamento e il senso di colpa, se riconosce la sua profonda frustrazione relazionale, può esserci un minimo di consapevolezza della disfunzionalità del suo comportamento e per cui un barlume di motivazione a voler cambiare intraprendendo un lavoro di terapia. Può essere importante comunicare tra voi e rintracciare i punti base della motivazione attraverso cui lavorare sulla rabbia agìta, affinché l'interesse alla guarigione risulti superiore ai vantaggi che può dare lo sfogare sugli altri l'intensità delle proprie emozioni.
Pano piano, se ci sono alcuni di questi presupposti, potrà proporre alla persona di farsi aiutare da uno specialista Psicologo Psicoterapeuta.
Cordialmente
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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9 MAG 2012

Gentile Mariangela, come i colleghi, prima di me, hanno già sottolineato, è importante comprendere cosa spinge questa giovane persona ad assumere comportamenti aggressivi e violenti, e cosa li scatena. E' importante però che il desiderio di andare a fondo a questa situazione e a questo stato d'animo sia della persona stessa, perchè difficilmente possiamo "convincere" una persona ad intraprendere un percorso di questo tipo, se la scelta non parte da lui o lei. In alternativa potrebbe esserci anche la possibilità per lei, Mariangela, di un percorso per capire meglio come gestire questi momenti di grande aggressività, per sè stessa, e comprendere meglio quale potrebbe essere per lei l'alternativa migliore.
Le porgo il mio più cordiale saluto,
per Strategie Creative
dr.ssa Cecilia Mariotto

Strategie Creative Psicologo a Bagnolo San Vito

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9 MAG 2012

Buon giorno Mariangela,
certo, un percorso terapeutico aiuterebbe indubbiamente la persona di cui ha descritto il problema ma è quest'ultimo che deve trovare in se stesso la motivazione per iniziare un cambiamento, altrimenti sarebbe tutto inutile. E' importante, da parte di chi gli sta vicino, farlo riflettere su come i comportamenti esplosivi di rabbia possano, nel tempo, compromettere e condizionare i rapporti sociali, le relazioni con gli altri significativi, la sfera lavorativa, insomma in una parola la qualità della vita. Probabilmente qualche ripercussione è già avvenuta, provate a riflettere su questo. Non sarà facile poichè solitamente queste persone negano la situazione problematica e anzi, si arrabbiano anche quando solo si tenta ad affrontare l'argomento. Ma provateci, è importante, sottolineando la vostra proccupazione. Cordiali saluti. Dott.ssa Francesca Zoppi

Dott.ssa Francesca Zoppi Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Verona

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9 MAG 2012

Cara Mariangela, le reazioni di rabbia e violenza possono avere molteplici cause e manifestarsi in momenti specifici del ciclo vitale e/o in momenti di maggiore stanchezza, stress e difficoltà.
La persona interessata ha 20 anni, età senza dubbio molto giovane, ma ho ho troppe poche informazioni per poterle dare suggerimenti specifici: non so cosa fa, se è soddisfatto di ciò che fa, se frequenta l'Università o lavora, non so come sono questi attacchi e verso chi si manifestano.. Certamente le difficoltà familiari e sociali incidono molto sulla modalità di affrontare gli eventi e gli avvenimenti giornalieri.
Se la persona interessata si rende conto di questa rabbia, può essere semplice per lei consigliargli un incontro con uno psicologo, motivato dalla necessità di un maggiore benessere personale; in caso in cui invece la persona non si renda conto da solo di questa maggiore aggressività, potrebbe essere utile parlare con lui del problema e poi consigliargli un incontro con lo psicologo. In entrambi i casi, comunque, potrebbe suggerire al suo amico di recarsi dal professionista facendosi accompagnare da una persona a lui cara, in modo da essere più tranquillo poichè non è solo ad affrontare questo momento.
Sono a disposizione per chiarimenti e/o informazioni.
Dott.ssa Marianna Vallone

Marianna Vallone Psicologo a Modena

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8 MAG 2012

Cara Mariangela, certo che ci sono percorsi per chi manifesta reazioni di rabbia e varie sono le soluzioni, tra cui training di assertività, che migliora la comunicazione e il modo di rapportarsi con gli altri, training di rilassamento muscolare attraverso il quale si imparano a gestire i momenti di rabbia e impulsività, raggiungendo un miglior equilibrio psicofisico e terapia cognitiva centrata sui suoi pensieri, che guidano emozioni e comportamento. La parte più difficile è motivare al cambiamento...potreste fargli notare come vi sentite quando lui diventa irascibile, gli svantaggi di questi suoi comportamenti che riguardano in primis lui e poi gli altri e che quindi rischia di restare solo e certamente fargli notare che ora come ora non vive certo bene; puoi porgliela un po' come esperimento. Tantissimi auguri

dr.ssa Lorena Lopomo Psicologo a Palazzo San Gervasio

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8 MAG 2012

Salve Mariangela, vedo che è molto sensibile alla storia ed alla rabbia di questo ragazzo. Certamente lui può iniziare un percorso terapeutico per capire qual è il nodo che lo ancora a tanta sofferenza, ma deve esserne il protagonista. Non si può convincere un'altra persona ad andare in terapia, la motivazione deve partire da dentro, altrimenti è tutto inutile. Certamente chi lo circonda può andare in terapia, visto che comunque c'è una bella dose di sofferenza in comune. Non ci sono ricette universali su cosa fare durante gli attacchi di collera, ma si può seguire il buon senso per evitare che questa aumenti: non mettersi in competizione su chi ha più ragione o più potere. In quella fase c'è una gran mole di emotività che metterebbe solo benzina sul fuoco della rabbia. Certamente si può tornare su ciò che scatena la rabbia, ma dopo, come si sul dire 'a mente serena' per capire cosa l'ha innescata e perchè è esploso l'attacco di rabbia. buon pomeriggio

Simona Rosati Psicologo a Roma

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8 MAG 2012

Gentile utente, ovviamente esiste il modo per aiutare questa persona, infatti una buona terapia psicologica può fare uscire fuori le cause che hanno portato un individuo a reagire in determinati modi, ciò che comunque è fondamentale per potere iniziare un'adeguato percorso terapeutico è che il soggetto in questione voglia veramente cambiare e ciò avviene quando l'individuo non sta più bene nel modo in cui si comporta, per cui ciò che le consiglio è di parlare con questa persona e farla riflettere sui miglioramenti che un aiuto psicologico potrebbe determinare!
Un grande in bocca al lupo!

Dott.ssa Angela Virone Psicologo a Agrigento

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