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Attacchi di panico...Cosa devo fare?

Inviata da francesca · 19 set 2014 Attacchi di panico

Buongiorno,  è da 1 anno purtroppo che soffro di attacchi di panico. Tutto è cominciato con uno svenimento in metropolitana e dall'ora non ho avuto più il coraggio di prendere autobus e metro. Qualche mese dopo questo attacco di panico ho deciso di rivolgermi ad una psicoterapeuta e dopo 6 mesi la mia situazione non appare migliorata, anzi. .. in realtà credo che questo sia dovuto al fatto che quando ho fatto psicoterapia mi trovavo ancora nella condizione in cui non riuscivo a fare molto per cambiare le cose. Mi spiego meglio..7 anni fa mi sono fidanzata con il mio attuale marito da soli 2 mesi e da li sono iniziati i problemi. Mio padre, che è sempre stata una persona nervosa e autoritaria, ha iniziato a dar sfogo a tutta la sua gelosia imponendosi regole, minacciandomi di fare come voleva lui e talvolta alzando le mani. Tutto questo mi ha portata in un situazione di grande stress che s è scatenata con gli attacchi di panico. Durante la psicoterapia, che comunque mi faceva
capire che min padre era il problema, mi sono sentita ancora più soffocare perché mi sentivo in trappola..da una parte il voler andare via di casa e dall altra la paura di poter peggiorare le cose avendo un padre così violento. Quindi pazientemente ho aspettato il giorno del mio matrimonio, circa 2 mesi fa, per poter chiudere ogni rapporto con lui. Speravo di sentirmi meglio..ma sento la sua influenza anche da lontano..dato che mia madre e le mie nonne continuano ad insistere di riallacciare i rapporti perché papà è cambiato..cosa che ormai si ripete da anni e sono sicura che non cambierà mai. Con mio marito sto benissimo, lo amo tanto e lui mi è molto vicino in questo periodo. Solo che io non vorrei stare così. .non so cosa posso fare x riprendermi e Dov è ancora il problema...

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Miglior risposta 22 SET 2014

Salve Francesca
nella sua richiesta non dice con che frequenza attualmente ha degli attacchi ma è chiaro che mette in atto degli evitamenti: non prende metro o autobus e il problema è forse diventato limitativo e invalidante. Forse nella sua terapia ha affrontato dei punti ma ancora deve affrontarne, non so che orientamento segua la sua terapeuta ma posso dirle che la la psicoterapia cognitivo-comportamentale affronta in in maniera soddisfacente i disturbi d'ansia quali glia attacchi di panico e il lavoro terapeutico comprende una parte prettamente pratica dove si affrontano direttamente le paure e si ci si mette alla prova, gradualmente e personalmente, con le situazioni temute.
Quella con suo padre è una questione ovviamente da gestire e sicuramente risolvibile, ci pensi e risegua un buon percorso.
saluti dott.ssa Maria Antonella Schiavone

Dott.ssa Maria Antonella Schiavone Psicologo a Jesi

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24 SET 2014

Da quando mi sono sposata ho cambiato città...date le mie condizioni sto tentennando prima di trovare lavoro perché non so come muovermi e in più ho paura che questa mia debolezza mi accompagni anche quando guido la macchina. Vi ringrazio per le risposte ma credo che agire solo sul sintomo con una terapia cognitivo - comportamentale non sia per niente utile, dato che per mesi ho adottato tante di quelle tecniche che duravano il tempo che trovavano..non appena capitava qualcos altro nella mia vita di difficile tutte queste tecniche non servivano più. Sicuramente, come ha detto qualcuno di voi, ho tanta energia accumulata che devo buttare fuori ma credo che ci siano ancora dei nodi da risolvere come il sentirsi in colpa o ancora in dovere nei confronti di mio padre..

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22 SET 2014

Cara Francesca,
il primo attacco di panico sempre aviene come se fosse da cel sereno e lascia la persona senza fiatto e sbalordita e sopratutto spaventata. Io non sapre che tipo di terapia aveva fatto, ma vorrei dirle che di solito non viene trattato il sintomo come unico problema.
Io le consiglio di rivolgersi di nuovo ad uno terapeuta e finire la cura una volta per sempre rispetando pienamente il percorso terapeutico.
Se è interessata il lavoro anche on-line trattando questi problemi con dilecatezza e successo.
in bocca al lupo

Dott.ssa Stoyanka Georgieva Psicologo a Omegna

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22 SET 2014

Salve Francesca,
nella tua richiesta ci sono degli elementi importanti che sono emersi ne corso della psicoterapia.A livello di consapevolezza, hai fatto un percorso positivo ,ma a questo punto resta da affrontare l'aspetto emotivo collegato all'introietto paterno.
Parlane con la tua psicoterapeuta, per fare il punto della situazione sull'andamento dell'esperienza terapeutica ed esprimendo chiaramente il tuo vissuto (il non realizzato miglioramento). E' molto probabile che il tuo bisogno di abreazione (scarica emotiva), non ancora esaudito, si faccia sentire mantenendo lo stato di angoscia come segnale. Io sono di estrazione psicodinamica e pertanto nella mia risposta potrei non essere immediatamente compresa. Se ritieni opportuno continuare il discorso con me, sai come trovarmi.
Dottssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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22 SET 2014

Cara Francesca, sovente la psicoterapia sortisce gli effetti di "peggiorare" la situazione. Questo accade quando iniziamo. Prendere consapevolezza delle nostre difficoltà. Le suggerisco di affrontare la questione con la sua terapeuta e se può di provare a gestire l'ansia e lo stress iniziando dei corsi di training autogeno o meditazione Mindfullness. Questi metodi se ben gestiti le possono servire a ridurre l 'intensità dei sintomi e ad avvicinarsi ai problemi con modalità differente che la classica psicoterapia.
Dott. Dario Grigoli
Pinerolo

Dario Dott. Grigoli Psicologo a Pinerolo

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19 SET 2014

Cara Francesca,
mi incuriosisce una cosa del suo breve racconto… è certamente vero che gli attacchi di panico hanno radici più profonde che vanno oltre il reale terrore di uno specifico evento (come nel suo caso la metropolitana o l’autobus), e che quindi appaiono legati ad altri eventi di vita stressanti o dolorosi che stiamo vivendo o che non abbiamo ancora rielaborato, ma questa solitamente è una fase successiva della psicoterapia, una fase in cui si lavora sul benessere globale della persona, sul liberarla dalle trappole in cui è invischiata… Invece, i primi mesi di trattamento (per quanto riguarda un disturbo di panico) sono spesso dedicati ad affrontare il timore dell’ansia e dei sintomi ansiosi di per sé. In questo modo si diventa maggiormente consapevoli e capaci di gestire le proprie emozioni, non si è più così spaventati dagli attacchi d’ansia, e questi finiscono per trasformarsi sempre meno in attacchi di panico; proprio perché il panico è strettamente legato al timore dei sintomi ansiosi e all’incertezza del loro esito.
Questo è il metodo con cui lavora la terapia cognitivo comportamentale, che risulta particolarmente efficace con i disturbi d’ansia.
Se il suo problema sono ancora questi attacchi di panico e i timori di prendere i mezzi pubblici, potrebbe riparlarne con la sua terapeuta (anche se di altro orientamento) e decidere di fare un passo alla volta.. da questioni più “pratiche” a quelle legate alla sfera familiare. Se invece si sta chiedendo come mai non si sente a posto, nonostante gli attacchi si siano ridotti e cosa c’è ancora che non va nella sua vita in fatto di relazioni e rapporti familiari allora le consiglio di proseguire la strada verso la scoperta di sé e di darsi il tempo che necessita..
Un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Francesconi

Anonimo-127163 Psicologo a Fano

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19 SET 2014

Gentile signora Francesca,
purtroppo se trattasi di una patologia difficilmente passa da sola con "remissione spontanea", particolarmente nel suo specifico caso. Gli psicoterapeuti (medici o psicologi con specializzazione quadriennale post lauream in psicoterapia) hanno proprio il compito di capire, interpretare, valutare, diagnosticare e curare problematiche come quelle da lei lamentate
dr paolo zucconi sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale in friuli venezia giulia

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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