Attacchi di panico un chiarimento

Inviata da Sirc · 6 mag 2020 Attacchi di panico

Salve! Vi spiego brevemente: soffro di ansia e attacchi di panico da diversi anni, ma li riesco a controllare da quando ho scoperto (documentandomi per bene) che per un attacco di panico non si può svenire (era la mia paura principale). Ho capito che è come se il mio corpo si preparasse a fronteggiare un pericolo e che quindi mette in atto un meccanismo attacco-fuga che fa aumentare i miei battiti cardiaci e dunque la pressione arteriosa. Ultimamente, però, forse a causa di questa situazione incerta nel mondo e dello stress causato dalla quarantena, è come se fosse tornata questa paura di svenire. Dentro di me so di non dovermi preoccupare, però è come se avessi bisogno di un’ulteriore rassicurazione inoppugnabile che mi tranquillizzi nuovamente circa questa mia paura. È una richiesta un po’ bizzarra? :-) Vi ringrazio in anticipo!

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Miglior risposta 7 MAG 2020

Gentile utente, una delle modalità con le quali si controllano i sintomi del panico è l'informazione sui segnali corporei e sulle loro conseguenze, quindi non stupisce che Lei abbia trovato modi che coinvolgono una maggiore consapevolezza di quanto accade per tenere a bada questi attacchi. Allo stesso modo non stupisce la Sua richiesta - e Le confermo, che la paura e la sensazione di svenire non sono seguite da un reale svenimento successivo. Tuttavia, ciò che colpisce è il fatto che Lei non sembra porsi il problema del perché il Suo corpo reagisce come fosse di fronte a un pericolo! Come Lei dice bene, controllare la sintomatologia è possibile con piccoli accorgimenti comportamentali; non sarebbe meglio, però, andarne alla fonte e rimuovere il problema alla radice? Questa stessa paura di svenire, se da un lato fa parte del circolo vizioso della paura della paura, dall'altro è una riconfigurazione parziale di quanto avviene; in altre parole, Lei si agita, non ne coglie i motivi, si sente svenire, e associa questa agitazione alla paura di svenire. In realtà il motivo è un altro, e non viene colto, alimentando e mantenendo il problema. Ribadisco la risposta alla Sua domanda, ma temo che non Le sarà utile a risolvere del tutto il problema. Le consiglierei un percorso individuale. In bocca al lupo, a disposizione. DP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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11 MAG 2020

Buongiorno a lei, è un di grande importanza ciò che ha scritto, il fatto che lei sappia cosa avviene è una parte utile. Essendosi però creato un condizionamento, da soli è difficile gestire ciò che lei ha descritto perfettamente, per questo è utile avere un aiuto professionale che la segue dal principio e la aiuti a fare chiarezza e a gestire ciò che si verifica dal punto di vista cognitivo, emotivo e comportamentale
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti

Dott.ssa Nadia Pagliuca Psicologo a Torino

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7 MAG 2020

Buongiorno Sirc. Lei, in questi anni, é riuscita a controllare l’ansia e gli attacchi di panico documentandosi e vedendo che per un attacco di panico non si sviene. Mi sentirei di consigliarle un percorso psicoterapeutico per cercare di vedere che cosa c’é dietro agli attacchi di panico. Il nostro benessere non dipende solo da noi ma anche dalle relazioni che riusciamo a tessere con chi ci sta attorno. Questo periodo di quarantena, che ci ha costretti a mantenere i contatti a distanza attraverso la tecnologia, potrebbe aver contribuito a farle ritornare la paura di svenire. Con un terapeuta potrebbe focalizzarsi sul suo funzionamento interno, su quali sono le sue modalità relazionali, su che tipologie di bisogni la sua identità si fonda. Gli attacchi di panico ci vogliono trasmettere un messaggio e la terapia la potrebbe aiutare ad andar a ricercarlo. A sua disposizione.
Dott. Erik Mancin

Dott. Erik Mancin Psicologo a Parma

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7 MAG 2020

L a rassicurazione è il corrispettivo psicologico dell'ansiolitico. Dura il tempo che dura, poi tutto è come prima. Un percorso terapeutico potrebbe eliminare il meccanismo appreso per cui determinate situazioni scatenano una eccessiva risposta di difesa. La Sua condizione non è destinata ad essere cronica, può essere superata e Lei potrà parlare al passato di quando soffriva di attacchi di panico. Cordialmente.

Dott. Ivano Ancora Psicologo a Torino

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7 MAG 2020

Buongiorno Sirc, probabilmente ti deluderò sulla questione "rassicurazione inoppugnabile". I tentativi di essere/sentirsi invulnerabili generano loro stessi ansia perchè, di fatto, nli siamo vulnerabili. Piuttosto bisogna imparare a accettare la nostra vulnerabilità e attivare le nostre risorse. È certamente faticoso, ma anche risolutivo. In questo periodo c'è stato un aumento notevole di disagi legati a ansia e stress, questa situazione mette a dura prova, però possiamo anche focalizzarci su qual è il nostro potere reale (diverso da quello assoluto: posso controllare tutto) e cambiare nella realtà io rapporto con le nostre emozioni relative a questa situazione che stiamo vivendo.

Rimango a disposizione se vorrai approfondire.
Un saluto.
Dr.ssa Francesca Brabanti
Dr.ssa Francesca Brabanti

Dott.ssa Francesca Brabanti Psicologo a Prato

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7 MAG 2020

Buongiorno Sirc,
mi sembra usi la razionalità per gestire un disagio che vive da diversi anni, e il ritrovarsi a vivere questo tempo proponga la sua parte emotiva con la paura di svenire, e che sfuggono all’uso del pensiero e delle informazioni, ma tutto ciò è prevedibile. L’ansia è un segnale di un disagio interiore che appartiene alla parte emotiva, le emozioni sono un materiale spontaneo svincolato dalla ragione.
Proverei a pensare a un aiuto psicoterapeutico per conoscere l’origine di un ansia che si sta strutturando da tempo e che è un segnale che spegne, accantona con la ragione.
È come una carie che va avanti e prende antidolorifici per spegnere il dolore, ma la carie va avanti, credo la sua documentazione la porterebbe a pensare di andare dal dentista.
Disponibile per approfondimenti
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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