Attacchi di Panico- Si guarisce definitivamente? Miglior cura?

Inviata da BARBARA. 15 set 2014 13 Risposte  · Attacchi di panico

Buongiorno,

sono una ragazza di 24 anni e da qualche mese soffro di attacchi di panico.
Mi era già successo qualche anno fa a seguito della morte improvvisa di una mia amica giovane che è morta per un tumore. Ero andata a trovarla all'ospedale e mi sono sentita un peso nella pancia e sono svenuta. Mi ero immedesimata in lei. Allora mi sono rivolta ad una psicoterapeuta e sono riuscita a guarire. Mi ero fatta gli esami del sangue e avevo come capito di stare bene. Per circa 4 anni sono sempre stata bene a parte attacchi improvvisi mentre ero al volante che saranno successi circa 1 volta all'anno.
A luglio di quest anno è morto un signore che conoscevo...era in ospedale per la depressione e è mancato a causa di broncopolomonite dicono. Dopo qualche giorno ho iniziato a sentirmi male. Avevo paura di morire in un certo senso. Mi sentivo soffocare, tremavo, piangevo dalla paura, nausea, vertigini. Ho deciso di prendere sotto cura di uno psichiatra un ansiolitico che sto continuando a prendere.
Da allora sono stata meglio, vado a lavoro, non ho paura di farmi la doccia da sola e di stare da sola. Solo che ogni volta che devo uscire mi chiedo, e se dovessi stare male? chi mi aiuta? la macchina non la guido molto perchè ho paura di svenire. L'idea di svenire mi spaventa un sacco. Stanotte mi sono svegliata e tremavo dalla paura che mi venisse un attacco.
Posso ritornare alla mia vita di sempre? secondo voi in psicoterapia, qual è il metodo infallibile che permette di superare questi disturbi?

Vi ringrazio molto

paura , panico , lavoro , male

Miglior risposta

Gentile Barbara
Oggi, per il trattamento degli attacchi di panico, sono stati sviluppati protocolli di terapia strategica breve (non più di 20 sedute). Questo protocollo include: sia la diagnosi psicologica (necessaria per avere una misura dell'ansia e un profilo della personalità) sia le prescrizioni comportamentali vere e proprie e sia le 3 sedute di controllo dopo 3- 6-12 mesi. Le prescrizioni comportamentali previsti da questi protocolli standard (costruiti ad hoc per il tipo specifico di disturbo presentato) in alcuni casi possono anche apparire bizzarre e paradossali, ma è proprio tale aspetto a rendere questa tecnica efficace in tempi brevi. E' chiaro che tali prescrizioni debbano essere eseguite alla lettera. Inoltre, questo tipo di consulenza può svolgersi anche on line, quindi senza muoversi da casa, attraverso Skype: un programma che permette le video-chiamate gratuite e scaricabile gratuitamente anche dal mio sito professionale.
Spero di esserle stata utile
dott.ssa Maria Giovanna Zocco

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Buongiorno Barbara, come in altri post e nel suo, si parte da un dato praticamente acclarato: dal disturbo di attacco di panico si guarisce. Perché ho utilizzato il singolare invece del plurale? Perché, generalmente, il vero attacco di panico, quello con tutti i criteri sintomatologici, è il primo. I successivi sono "solo" attacchi di ansia forte, con il timore che possa ripetersi il primo attacco di panico. Nella sua esperienza ha avuto due momenti molto traumatici, ed è probabile che abbia sofferto di almeno due attacchi di panico "reali", mentre il non prendere la macchina o altro sono tutte strategie di evitamento, che il sistema crea, per fare in modo di non ritrovarsi nella situazione anticipata mentalmente ed emotivamente e temuta. Io sono un terapeuta cognitivo-comportamentale, ed ho visto che molti colleghi consigliano questa o la terapia strategica come ottime e tra le più citate negli studi, rispetto l'efficacia a medio-lungo termine. Ora, a parte che, secondo me, circa l'80-90 percento degli studi nella Scienza, in generale, sono poco seri (ma questo è un problema mio), da cognitivista (non standard, ma altro) le dico che la "mia" terapia, la strategica o altre, hanno, più o meno, lo stesso tipo di efficacia. E questo perché non dipende dalla tecnica o teoria (fattori specifici) ma dalla relazione (fattore aspecifico) con il terapeuta. Dunque, le consiglio, se può, di tornare dalla terapeuta con cui si era trovata bene e riprendere, anche solo per un po di tempo, per ritrovare il filo del discorso rispetto la sua coerenza emotiva (fattore principale) ed attribuzione di significati (fattore leggermente secondario rispetto al mondo emotivo). Infine, spero che la maggiorparte dei colleghi, sappia che esistono svariati tipi di terapia cognitivo comportamentale, perfino un tipo (quella che adotto io) che è quasi più vicina alla psicoanalisi relazionale che alla psicoterapia cognitivo comportamentale standard (quella cui accennavano, mi sembra i colleghi). Dunque oltre a Bartlett (insigne studioso) ed alla metafora uomo-computer, siamo andati avanti (cosa, da alcuni colleghi e socialmente, che mi sembra non sia ancora stata recepita) e come diceva una collega siamo alla terza, ma si sta affacciando anche una quarta generazione di terapia cognitivo comportamentale.
Buona fortuna,
dott. Massimo Bedetti,
Psicologo Psicoterapeuta Costruttivista Postrazionalista-Roma

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19 OTT 2015

Logo Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta

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Cara Barbara,
il disturbo di attacchi di panico non è per niente piacevole ma, come hai constatato precedentemente, è superabile. Le ricadute sono possibili, e questo capita specialmente se non viene trattata la cosidetta "anxiety sensitivity", ossia la nostra vulnerabilità all'ansia che, solitamente, trova radici profonde nelle nostre esperienze del passato. Come hai descritto l'attacco di panico è un grave e passeggero stato d'ansia la cui intensità crescente comporta dei vissuti catastrofici che fanno temere alla persona di poter perdere il controllo, impazzire o morire. Quando gli attacchi di panico si fanno frequenti e inaspettati la persona vive una perenne preoccupazione che questi possano ripresentarsi e, quindi, si trova a vivere in uno stato di continua sofferenza e preoccupazione, o anche di depressione, che peggiorano la personale qualità di vita. La letteratura concorda che spesso il primo attacco di panico è preceduto da eventi significativi come possono essere i lutti.
Nelle linee guida dell'American Psychiatric Association (APA) per il trattamento dei disturbi psichiatrici la terapia cognitivo comportamentale è considerato il trattamento di prima scelta per il Disturbo di Panico. Spero di esserti stata utile. Un grosso in bocca al lupo.

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30 SET 2014

Logo Anna Dessì Anna Dessì

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Cara Barbara,

leggendo quello che hai vissuto, noto come prima cosa che tu giustamente colleghi gli attacchi di panico a due occasioni ben precise, di impatto emotivo molto forte... come se quegli episodi fossero nati in reazione a due stress troppo grandi da sopportare e da gestire. Non è, quindi, un attacco subdolo e ingiustificato, ma una "semplice" (e spiacevole!) reazione fisiologica dell'organismo.
Sono d'accordo con i colleghi nel dire che non esiste IL metodo infallibile, perché è la persona, e non la terapia, che fa la differenza.
Il mio parere è che la Terapia Breve Strategica del dott. Nardone sia di grande efficacia in questo ambito e ti suggerisco di leggere "Non c'è notte che non veda il giorno" (Nardone) per farti un'idea più precisa del metodo.
Una volta compresi i "meccanismi" che regolano gli attacchi di panico, avrai la tranquillità necessaria per concentrarti sulle tue strategie per far fronte agli stress, in modo da "rinforzare" quegli aspetti di fragilità che in questo momento ti rendono più vulnerabile.
Difficile, infine, riuscire a tornare "alla vita di sempre" dopo un percorso di questo tipo... di solito, si "rischia" di stare molto meglio di prima!

Un caro saluto,
Sabrina Cassottana

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25 SET 2014

Logo Dott.ssa Sabrina Cassottana Dott.ssa Sabrina Cassottana

2 Risposte

Cara Barbara, nel tuo post racconti di un'esperienza positiva con una psicoterapeuta che ti ha portato a stare bene per circa quattro anni. Hai pensato di ricontattare la professionista che ti ha già seguito in passato? Forse essere stata di nuovo male ti ha fatto pensare di non essere realmente guarita come pensavi o che il tipo di psicoterapia fatto non fosse infallibile ma le ricadute possono capitare, soprattutto in occasione di eventi nuovi e significativi o in fasi particolari della propria vita.
Come ti è già stato detto non si può stabilire a priori quale sia la cura "infallibile" per gli attacchi di panico, soprattutto se per infallibile intendiamo una cura che ci metta al riparo, una volta e per sempre, dalle nostre ansie. Possiamo però imparare a conoscere meglio cosa le scatena e come affrontarle quando, e se, si ripresentano.
Un caro saluto

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24 SET 2014

Logo Anonimo-136199 Anonimo-136199

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Salve Barbara, tornare alla normalità è un obiettivo raggiungibile e auspicabile, soprattutto quando la vita diventa una fonte di stress. La tecnica giusta non esiste esiste quella giusta per lei. Quello che secondo la mia esperienza ha avuto successo è l'ipnosi ericksoniana. Per ulteriori approfondimenti sulla tecnica può contattare un collega che la utilizza e avere quindi una idea di cosa significa.
Doc Barbara Michienzi, Roma

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17 SET 2014

Logo Dott.ssa Barbara Michienzi Dott.ssa Barbara Michienzi

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Gentile Barbara,
il metodo infallibile non credo esista in nessun campo della medicina. Le posso dire però che, dal punto di vista degli studi scientifici che sono stati fatti, il tipo di psicoterapia più efficace per il disturbo di panico è la psicoterapia cognitivo-comportamentale. Cercando in rete troverà molto a riguardo, e potrà farsi un'idea del tipo di approccio.

È un tipo di psicoterapia generalmente orientata al sintomo, di durata relativamente breve, e aiuta a comprendere meglio come i nostri pensieri influenzano le nostre emozioni, in questo caso l'ansia e la paura. Inoltre si insegnano tecniche di fronteggiamento delle crisi e si aiuta il paziente a porsi in un'ottica diversa rispetto ai suoi sintomi.

Gli studi sino ad ora hanno dimostrato che la terapia cognitivo-comportamentale è superiore ai farmaci nel lungo termine, cioè ha un tasso più basso di ricadute.

Cerchi un terapeuta della sua zona che proponga questo tipo di psicoterapia, solo un colloquio di persona potrà chiarirle le idee.

Con i migliori auguri,

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16 SET 2014

Logo Dott. Andrea Epifani Dott. Andrea Epifani

17 Risposte

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Cara Barbara,
il metodo infallibile non esiste, ciò che può essere infallibile per uno non lo è per altri. Credo che la migliore cura sia la relazione non il metodo e l'approccio psicoterapeutico che abbraccia il professionista, quanto ti fidi e quanto la relazione con il tuo terapeuta sia per te di conforto e protettiva. Ti consiglio di trovare un professionista della tua zona e intraprendere un percorso senza interruzioni.
Una caldo saluto Dott.sa Paola Madesani

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16 SET 2014

Logo Dott.sa Paola Madesani Dott.sa Paola Madesani

82 Risposte

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Buongiorno Barbara, il nucleo centrale dell'attacco di panico è la paura di morire o di stare male, gli ansiolitici sono efficaci ma non lavorano su questo elemento. Le consiglio quindi di riprendere un percorso con uno psicoterapeuta ad indirizzo cognitivo comportamentale di terza generazione. Nessuno può garantire di guarire definitivamente dagli attacchi di panico ma sicuramente il percorso terapeutico può permetterle di non far sì che la paura condizioni la sua vita e limiti le sue esperienze Rimango a tua disposizione. Cordiali saluti
Dottssa Elisa Zocchi

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16 SET 2014

Logo Dott.ssa Elisa Zocchi Dott.ssa Elisa Zocchi

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96 voti positivi

Gentile Barbara,
quel che viene chiamato "attacco di panico", conferendo un'aura medicalista e patologica al fenomeno, è in realtà qualcosa che appartiene naturalmente all'esperienza umana. E' un segnale che proviene dalla profondità della psiche per avvertire la coscienza che qualcosa di molto significativo per la propria evoluzione sta avvenendo. Si tratta di qualcosa di importante della propria personalità che non si è ancora dispiegato e chiede di venire alla luce, ma trova ostacoli interiori. Questi ostacoli spesso sono derivati da vissuti relazionali precoci alquanto complicati che hanno scompensato uno sviluppo psichico spontaneo - magari in modo silente - e che nel passaggio alla vita adulta emergono in modo dirompente alla coscienza attraverrso fenomeni di panico o di altro grave disadattamento. Quel che le consiglio è di intraprendere un lavoro psicoterapeutico in profondità, considerando che il problema non attiene al comportamento, ma a qualcosa di molto più fondamentale, che proviene da profondità della sua storia personale e non solo. Le suggerisco una psicoanalisi, junghiana o freudiana, che alla sua età e con le sue risorse di intelligenza e sensibilità potrà essere per lei un'esperienza non necessariamente lunga e anche attraente. Quanto ai farmaci si limiti a un ansiolitico nel momento critico. Un caro augurio.

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16 SET 2014

Logo Dottor Rondanini Daniele Dottor Rondanini Daniele

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Buon giorno Barbara, esiste una cura per gli attacchi di panico e si possono guarire con il sostegno terapeutico.ci sono diverse vie per farlo, personalmente le suggerisco due modi: il primo e ' quello di imparare a gestire l'ansia ed il panico imparando alcune tecniche come il training autogeno o la meditazione Mindfullness, queste pratiche le permettono di migliorare il rapporto con i suo corpo e con in sintomi del panico.
La seconda via ma indispensabile e' quella del supporto terapeutico. I colloqui con un professionista sono per lei una ottima possibilità per risalire alle cause del suo disagio e progressivamente ritrovare stabilità interiore.
Spero di averle dato utili indicazioni,
Cordiali saluti
Dott. Dario Grigoli
Pinerolo

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16 SET 2014

Logo Dario Dott. Grigoli Dario Dott. Grigoli

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Cara Barbara, uno degli aspetti più problematici degli attacchi di panico è proprio la loro imprevedibilità e la conseguente paura che si possano ripetere, che crea un circolo ansiogeno da cui è difficile uscire. Credo che per affrontare il problema possa essere utile rivolgersi ad uno psicoterapeuta, magari ad orientamento cognitivo-comportamentale, che con un percorso relativamente breve possa aiutarla a gestire questi episodi.

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16 SET 2014

Logo Dott.ssa Alessia Picco Dott.ssa Alessia Picco

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Cara Barbara,
la terapia cognitivo comportamentale si è dimostrata ampiamente efficace nella risoluzione delle problematiche ansiose, in particolare il disturbo di panico.
Mi sorge però il dubbio che nel tuo percorso precedente, di qualsiasi orientamento si fosse trattato, non abbiate raggiunto il termine ultimo, ma forse c’è stata un’interruzione alla semplice scomparsa dei sintomi. Anche se i timori e l’insorgenza degli attacchi può sembrare legata soltanto all’evento stressante che hai vissuto da spettatrice, probabilmente si è sviluppato per motivi più profondi, che dovrebbero essere meglio indagati ed affrontati. Il tratto in cui riporti “ho fatto gli esami e ho capito di star bene”, mi fanno ipotizzare che forse non si era trovata una risoluzione totale all’ansia.
Quello che posso dirti di per certo, è che l’ansia è un emozione universale e che tutti nella vita proviamo di tanto in tanto, ed è normale che ci sia. Quindi il fine della terapia sarà sempre quello di comprendere le tue paure ed imparare a gestirle, ma non quello di non provare mai più nella vita una forte ansia, perché questo potrebbe continuare ad accadere (ripeto, come accade più o meno a tutti!).
Prova a ricontattare la tua terapeuta, oppure cercane una nuova… c'è sempre speranza di riprendere in mano la propria vita!
Un caro saluto,
dott.ssa Chiara Francesconi

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16 SET 2014

Logo Dott.ssa Chiara Francesconi Dott.ssa Chiara Francesconi

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