Attacchi di panico, non vivo più

Inviata da Giulia. 7 nov 2015 6 Risposte  · Attacchi di panico

Ho 19 anni e soffro di attacchi d'ansia da un paio d'anni. All'inizio non sembravano nulla di che ma con gli anni stanno diventando un problema. Sono sempre stata una ragazza ansiosa e più di una volta i miei malesseri fisici sono stati ritenuti psicosomatici dal momento in cui dai controlli non risultava mai nulla. Da più di un anno ormai ho veri e propri attacchi di panico, che faccio fatica a controllare. Non esco quasi più, perche il solo pensiero mi mette in agitazione. Mi vergogno a parlarne con qualcuno, ho provato con mia madre ma non sembra capire il grande disagio che mi provoca tutto ciò, e questo non mi permette di poter consultare un esperto non potendomi arrangiare economicamente.
Grazie in anticipo

madre , panico , ragazza , disagio , capire

Miglior risposta

Buongiorno gentile Giulia,
il disagio che pervade la sua vita vuole un momento di ascolto sensibile e unico sulla sua vita, sui suoi sogni, aspirazioni, aspettative, in quanto c'è un messaggio da decodificare. Lei è maggiorenne e può rivolgeri presso la sua ASL di appartenenza e richiedere un ciclo di psicoterapia.
Cordialmente
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

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Buongiorno Giulia,
effettivamente soffrire di Attacchi di Panico è alquanto invalidante e un percorso con l'aiuto di uno specialista sarebbe opportuno. Però, per chi come Lei non può attualmente rivolgersi ad uno specialista, c'è la possibilità di utilizzare una particolare ed efficace tecnica di PNL (Programmazione Neuro Linguistica) appositamente sulle Fobie e sugli Attacchi di Panico.
Donato Molteni

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11 NOV 2015

Donato Molteni

Buongiorno Giulia, purtroppo, gli attacchi di panico o ansia forte che siano, non passano da soli. Soprattutto se la loro causa persiste ed è nata nel contesto (ci ha detto che ansiosa lo è sempre stata, mi sembra di aver capito) dal quale, paradossalmente, non vuole uscire. Lei pensa che la causa sia lì fuori, tuttavia, le indicazioni psicoterapiche ci sono tutte in quanto non riesce ad "internalizzare il sintomo". Ovvero, la causa che la fa soffrire così tanto non è un qualcosa di esterno, ma di interno che determinati contesti fanno uscir fuori come campanello d'allarme: come per dirle "ehi, guarda che in questo posto (situazione, relazione, etc. etc.) non mi trovo bene, quindi faccio in modo di anticipare quando lo stesso contesto si può ricreare, per poterlo evitare (ad es, scappare o svenire) o "aggredire" (con rabbia o aggressività verbale o fisica), oppure rimanere lì immobile aspettando che passi il più presto possibile". Dunque, l'idea dei Consultori o Asl, in linea di principio può andare bene se non fossimo in Italia e le cose funzionassero. Non so di dove sia lei, comunque, per esperienza di alcuni miei pazienti, nelle Asl ed anche Consultori, pagando solamente il ticket, è normale che ci sia una lista di attesa enorme (ma questo dipende molto da regione a regione, dunque si informi certamente nel suo territorio di riferimento), che causa colloqui da 20-30 min ogni 15-20 gg se va bene, altrimenti ogni mese, mese e mezzo (a Roma, più o meno, funziona così, purtroppo, ma siamo milioni...). Una volta accertatasi come funziona da lei, se anche lì la burocrazia imperversa, dovrebbe cercare di parlare nuovamente con i suoi e far capire loro il suo disagio. Di più, forse le sembrerà esagerato, ma io, più che una psicoterapia singola, dovesse essere che per miracolo ci riuscisse, vi consiglio una psicoterapia sistemico-familiare (ma forse questo, per come ha descritto la situazione familiare, sarebbe un chiedere troppo). Ma almeno una psicoterapia singola la dovrebbe assolutamente cominciare.
Buona fortuna,
dott. Massimo Bedetti,
Psicologo/Psicoterapeuta,
Costruttivista Postrazionalista-Roma

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11 NOV 2015

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Cara Giulia,
non hai nulla di cui vergognarti e ne devi invece parlare, specie a tua madre, e proprio perchè sottovaluta o non capisce il problema.
Pertanto, ti suggerisco di tornare a parlare della cosa con tua madre dicendole che il team di professionisti di questo portale ti ha indirizzato ad un percorso di psicoterapia sia essa privata o pubblica tramite la ASL. che richiederebbe il solo pagamento del ticket.
Procurati anche del materiale da Internet sugli attacchi di panico da farle leggere,così saprà almeno di che cosa si tratta.
Nel frattempo ricorda che l'unico modo per superare questo problema è quello di non evitare le difficoltà ma di affrontarle (nonostante la paura!).
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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10 NOV 2015

Logo Dott. Gennaro Fiore Dott. Gennaro Fiore

5951 Risposte

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Cara Giulia,
per risolvere il tuo problema devi necessariamente rivolgerti ad uno specialista psicoterapeuta. Non c'è nulla di cui vergognarti; il disturbo da attacco di panico è molto diffuso tra la popolazione ed è assolutamente curabile e guaribile. Pertanto, è opportuno che ti confidi con i tuoi genitori e con il loro aiuto ti rivolga ad una struttura pubblica a te più vicina, quale ad esempio un consultorio o un servizio di psicologia, in cui potrai trovare il supporto a te necessario pagando solo il ticket.
Rimango a tua disposizione.
Dott.ssa Maria Concetta Culcasi

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10 NOV 2015

Logo Dott.ssa Maria Concetta Culcasi Dott.ssa Maria Concetta Culcasi

69 Risposte

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Buongiorno Giulia,
il disagio che stai vivendo è importante e, mi sembra, stia condizionando le tue routine di vita.
La possibilità di non poter seguire un percorso di psicoterapia privato, non deve necessariamente tradursi nell'impossibilità di intraprendere un percorso analogo presso un servizio pubblico, ad esempio con uno/a psicologo/a psicoterapeuta che presti servizio nel Centro di salute mentale della tua ASL.
Prova ad informarti sul l'iter da seguire, presso il tuo medico di fiducia o contattando il centralino della ASL.
Un caro saluto,
Dott.ssa Alessandra Palmieri Psicologa Clinica, Psicoterapeuta in specializzazione Bitonto (BA)

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10 NOV 2015

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