attacchi di panico legati all'università

Inviata da gianni · 29 ott 2019 Attacchi di panico

Buongiorno,
sono un ragazzo di 23 anni che frequenta l'università. Finiti gli studi superiori ho scelto di intraprendere il percorso universitario con molta inconsapevolezza, per cui la scelta del corso di studi non è stata ponderata e decisa consciamente e seriamente, e questo mi ha portato a scegliere un corso di laurea un po' alla cieca; tuttavia l'interesse nel leggere, nel capire e nel conoscere cose nuove era presente ed è presente in me.
Questa decisione mi ha portato a trasferirmi molto lontano da casa. Ricordo che appena arrivato ebbi subito una certa ansia e tristezza, perché tutto era nuovo e diverso; pensai subito che non ce l'avrei mai fatta a restare in quella città che per me era troppo grande, che non ce l'avrei fatta ad affrontare le esigenze che richiede la vita da studente universitario che vive fuori dalla città di origine.
Durante il primo anno di università, non posso dire di aver superato brillantemente gli esami, accadeva che non riuscissi a superarli, ma nonostante questo riuscivo sempre a dire a me stesso di riprovare nuovamente ad affrontarli, approfondendo maggiormente lo studio.
Iniziato il secondo anno riuscivo ancora a mantenere questo stato d'animo e a dirmi di non scoraggiarmi se magari non riuscivo a superare gli esami oppure se non riuscivo a superarli con il voto che avrei voluto. Tuttavia fu proprio durante quest'anno, il secondo, e il terzo che ebbi i primi attacchi di panico; accadeva che magari non riuscissi a superare un esame e che vedessi quel fallimento come un qualcosa da cui non sarei mai riuscito a uscirne. Poteva accadere che riuscivo a superarlo, ma con un voto bassissimo mentre vedevo che le altre persone riuscivano a conseguire voti notevolmente più alti dei miei. Ogni volta che che accadevano questi episodi sperimentavo attacchi di panico che iniziavano con un leggero pianto di sfogo per poi peggiorare con un' iperventilazione, un forte intorpidimento alle braccia e alle mani e una paura di perdere il controllo. Ogni volta che succedeva chiamavo mia madre al telefono che la maggior parte delle volte riusciva a tranquillizzarmi per poi ritrovarmi completamente esausto quando tutto era finito e in imbarazzo per essermi mostrato in quello stato di fronte a lei, sebbene non mi vedesse ma sentisse solo la voce. Gli attacchi di panico sono diventati più frequenti sopratutto con gli esami in lingua straniera tanto che il solo prendere il libro in mano per studiare li provocava in quanto venivo sommerso da pensieri negativi in cui vedevo come totalmente insuperabile quella prova e me come totalmente incapace a imparare un libro in lingua straniera.
Superato quell'esame in lingua straniera ricordo di non essere uscito di casa per una settimana e di essere rimasto sempre a letto, perché ero totalmente cosciente che il professore mi aveva fatto superare l'esame per carità. Questo non ha fatto altro che alimentare in me quel pensiero sulla mia incapacità a imparare un intero testo in lingua straniera.
Devo ancora conseguire un esame in lingua straniera e questo per me è fonte di terrore, preoccupazione, ansia che tutto ciò che ho subito con il primo esame in lingua si possa ripetere. Cerco sempre di allontanare il pensiero che dovrò conseguire quell'esame, ma quando mi viene in mente ho sempre paura che quando mi troverò nella situazione di doverlo affrontare potrò nuovamente ricascare in quelle terribili esperienze. Non riesco a trovare le parole per esprimere quanto mi terrorizza l'idea di rivivere quegli episodi in cui non riesco più a distinguere la realtà: e cioè che non vale la pena di gettarsi nella disperazione per un esame. Purtroppo riesco ad accorgermene sempre dopo e questo rende gli attacchi di panico inevitabili. Vorrei specificare perché credo che sia importante che durante questi episodi iniziano con la paura dell'esame per poi peggiorare in una quantità di pensieri negativi che vanno al di là del semplice esame, che mi portano a vedere me come un fallimento, verso i miei genitori sopratutto che stanno totalmente finanziando questa mia esperienza universitaria, come totalmente incapace ad affrontare la vita e dunque di paura verso il futuro.
Spero di avervi trasferito in modo comprensibile il mio stato d'animo in questo scritto, chiedo scusa per eventuali errori di punteggiatura.

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