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Attacchi di panico e psicoterapia? Ruolo psicologo-psicoterapeuta.

Inviata da Matteo il 14 apr 2014 Attacchi di panico

Vado da oltre due mesi dallo psicologo/psicoterapeuta per gli attacchi di panico, ma non noto alcun miglioramento. Oltre a farmi parlare non fa altro, non mi da consigli pratici sul come muovermi o su come sopportare questi problemi che mi bloccano. Cosa dovrei fare? Qual'è il ruolo di uno psicoterapeuta in questi casi?

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Egregio signor Luca,
nel sua particolare caso conviene parlare con il suo psicoterapeuta che probabilmente prima di un percorso di cura le avrà rilasciato la diagnosi su cui "lavorare" di cui gli attacchi di panico sono forse l'aspetto sintomatico a lei più evidente. Se quanto fa o fate assieme allo spicoterapeuta non la soddisfa, dopo aver parlato e chiarito, in caso di ulteriore insoddisfazione conviene cercare un altro specialista magari con diverso approccio (psicoanalitico o umanistico esistenziale, gestaltista o cognitivo comportamentale, sistemico, strategico,o altro ancora....) In caso di eventuale violazione deontologica nella procedura concordata sin dal primo incontro può sempre chiedere lumi all'ordine degli psicologici della sua regione di appartenenenza
dr paolo zucconi, sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale a udine

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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Gentile utente,
come altri colleghi la invito sia a manifestare le sue perplessità al collega che la segue sia a documentarsi su eventuali altri approcci. Ne esistono di particolarmente indicati, efficaci e veloci, per gli att acchi di panico, come la Terapia Strategica Breve

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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Salve Matteo
gli episodi di panico non si risolvono velocemente , forse con il suo terapeuta siete ancora in una prima fase della terapia, non so di che orientamento sia il tuo attuale psicoterapeuta ed è importante saperlo, comunque se non dovesse trovarsi bene è libero di cambiarlo, Personalmente le consiglio una psicoterapia cognitivo-comportamentale che è realmente utile per i disturbi d'ansia e dunque risolve bene gli attacchi di panico con tecniche specifiche.
la saluto
Dott.ssa Maria Antonella Schiavone

Dott.ssa Maria Antonella Schiavone Psicologo a Jesi

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Gentile Matteo il ruolo del terapeuta non è quello di dare consigli bensì di trovare con la persona il senso e l'origine del disturbo/disagio/problema. Il primo importantissimo passo è quello di costruire l'alleanza terapeutica ossia quella dimensione di fiducia che permette di dire quel che si pensa e si sente nella relazione stessa. Le consiglio quindi di esporre direttamente al collega le sue perplessità e le sue richieste. In seguito ci sono due possibilità: la terapia parte con una marcia che forse non avete ancora ingranato oppure la separazione e la ricerca da parte sua di un collega col quale ricominciare. Buon lavoro

Studio Di Psicologia In Corso Vittorio Psicologo a Torino

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Gentile Matteo,
Vedo che diversi colleghi le hanno parlato dei differenti approcci che possono avere le psicoterapie, quindi non le aggiungo altro a riguardo. Il consiglio che mi sento di darle allora va in un'altra direzione: vada a vedere la letteratura relativa gli attacchi di panico e guardi lei i differenti metodi, a seconda della sua persona, nonché l'efficacia di questi.
Cordiali saluti.
Dott. Petrozzi.

Petrozzi Roberto Alex Psicologo a Savona

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Caro Matteo,
a parte parlare con il suo psicoterapeuta e chiederli dei consigli per come deve fare, potrebbe anche cambiare la terapia rivolgendosi ad un altro collega che esegue altri aproci psicologici, visto che la psicoanalisi non è adatta per lei.
Io lavoro anche on-line, occupandomi esclusivamente con questi tipi di disaggi, basandomi alla terapia cognitivo comportamentale, dove il ruolo dello psicologo e di seguire partecipando insieme il paziente, dando consigli e varie altre motivazioni.In bocca al luppo

Dott.ssa Stoyanka Georgieva Psicologo a Omegna

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Ringrazio tutti voi per le risposte. Grazie di cuore. Più che altro da due mesi mi fa parlare e basta, spesso mi interpreta i sogni, molte volte sono io che li interpreto e lui mi da conferma. Le terapie sono molto costose e non so fino a quanto io possa permettermele.
Se la terapia è solo farmi parlare posso benissimo farlo con gli amici. Io mi aspetto qualcosa di più, qualche consiglio, qualche trucco per stare bene.
Solo il mio medico di base mi sta dando una mano. Spesso mi fa parlare e mi da consigli, mi ha detto che non potrò avere infarti(la mia paura sono proprio questi durante gli attacchi di panico) e questo mi tranquillizza.
Il lavoro del mio psicoterapeuta non mi sta particolarmente piacendo, anche perché non noto alcun cambiamento di modus operandi. Mi fa solo parlare e lui mi ascolta senza aggiungere nulla... delle volte seguono minuti di continuo silenzio, dove nessuno dei due dice nulla. E intanto i minuti passano e i soldi diminuiscono.
Comunque proverò a parlargli.

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Caro Luca, ti suggerisco di esporre subito al tuo psicoterapeuta esattamente quello che comunicato qui. Al di là del metodo teorico di riferimento, in ognuno di noi terapeuti ,conta l'aspetto relazionale, ma affinché ciò avvenga, la comunicazione del paziente deve essere più chiara possibile. Soltanto in questo modo il percorso diventa più facile, grazie all'elmento fondamentale che è la collaborazione. Poiché, nel tuo caso, il sintomo può essere un elemento molto disturbante, è il caso di ridurne la carica affinché esso non invada distruttivamente la relazione terapeutica. Ovviamente, a seconda dei casi,il ruolo del terapeuta è quello condurre il paziente verso la presa di coscienza della causa dell'insopportabile disagio che è l'attacco di panico e di impostare un adeguato lavoro su questa. Non indugiare e chiarisci con lui. Se seguissero delle difficoltà, contattaci subito per permetterci di indirizzarti su come procedere. Auguri.

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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Gentile Luca
dopo aver letto e riletto la sua comunicazione breve e significativa e dopo averci pensato su, mi sento di dirle che, in effetti, concordo con lei sul fatto che qualcosa in questa Psicoterapia ( a mio parere) non sta andando per il verso giusto.
Allora, se lei da "oltre due mesi" va agli incontri e , immagino che faccia un incontro a settimana, ciò significa che ha fatto a tutt'oggi circa una decina o più di incontri.
A mio parere, a questo punto, un qualche miglioramento dovrebbe certo esserci stato su diversi punti: primo una maggior consapevolezza del suo problema e delle possibili cause da cui è scaturito; quindi una comprensione maggiore del problema stesso collocato nel suo "contesto" di vita. Secondo una sua aumentata "gestione" del sintomo con soddisfazione da parte sua nel vedere che riesce comunque a far fronte meglio ai momenti di crisi; terzo una diminuzione del sintomo in intensità, durata e diminuzione dell'intervallo tra una crisi e l'altra.
Aggiungo anche che , di norma, in questo genere di problematica viene insegnata una tecnica di rilassamento, tipo Training Autogeno di Base (che è considerato tecnica di Elezione per l'ansia) in modo tale che lei possa avere uno strumento di autogestione pratica delle crisi e che, nel tempo, svolge anche una funzione importante come vera e propria cura con riequilibrio delle funzioni fisiche e della personalità.
Detto questo faccia lei le sue valutazioni e decida il da farsi.
Se lei trova il suo Psicoterapeuta uno strumento comunque valido per lei..vada avanti magari diventando lei stesso più propositivo e collaborante.
Se valuta che il suo percorso la sta deludendo (come traspare un poco dal tono della sua lettera) valuti la possibilità di un percorso diverso.
Lo Psicoterapeuta è una nostra scelta e un investimento di tempo e denaro per il nostro benessere e certo si possono fare scelte diverse.
Un cordiale saluto Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologa e Psicoterapeuta in Ravenna.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Gentile Luca,
gli psicologi non danno "consigli pratici" al limite fanno delle prescrizioni, ma questo dipende dalla formazione e dal tipo di orientamento (psicodinamico, strategico, cognitivo-comportamentale ecc.).
Che tipo di psicoterapia sta facendo?

Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo, Psicoterapeuta Viterbo

Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo a Viterbo

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Buongiorno Luca, concordo con il collega che il piano terapeutico dipende dal modello teorico del professionista. Il parlarne con lui/lei le permettera di capire meglio e inoltre farà rafforzare la relazione terapeutica. Magari potete condividere gli obiettivi, in questo modo anche lei potrà dare un significato cosciente sul perchè state parlando di determinati argomenti in seduta. Cordialmente.

Dott.ssa Erica Zanghellini Psicologo a Pergine Valsugana

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Buon giorno Luca,
per aiutarci ad aiutarla, saprebbe dirci che tipo di orientamento segue il suo psicoterapeuta?
Ne parli direttamente con lui e si senta libero di esprimere i suoi dubbi e le sue perplessità che sono assolutamente legittime.
Tenga conto che è funzionale alla terapia che ci sia chiarezza tra voi e che lei si senta libero di esprimere, se la prova, la propria insoddisfazione o disagio.
Dott.ssa Paola Maniga

Paola Maniga Psicologo a San Donato Milanese

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Salve,
Qualsiasi sia il problema per cui si affronta una psicoterapia, il primo passo da fare è quello di affidarsi, mettendosi nelle mani di qualcuno. Se lei ha dei dubbi circa l operato del collega è importante che glieli esponga e che provi a ridefinire il contratto terapeutico secondo quelle che sono le sue esigenze.
In questa sede non possiamo darle consigli diversi da questo, poiché è ovvio che ogni professionista ha il suo metodo.
Lei però si senta libero di chiedere, e se proprio non riesce ad ottenere ciò che le serve, a cambiare terapeuta.
Saluti

Dott.ssa Sabina Marianelli Psicologo a Roma

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Salve Luca, la modalità di lavorare degli psicoterapeuti cambia in base all'approccio che utilizzano, per darle un'idea possiamo immaginare un continuum con due estremi, da un lato c'è chi lavora subito sul sintomo per risolverlo e dall'altro c'è chi si concentra sugli aspetti più profondi connessi al sintomo. Al di la di questa generalizzazione un pò superficiale le consiglio di parlarne direttamente con il suo terapeuta, esprimere a lui i suoi dubbi e le sue aspettative. Cordialmente, dottor Ilario De Gaetanis

Dottor Ilario De Gaetanis Psicologo a Bologna

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