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Attacchi d'ansia ogni volta che mangio fuori con il mio fidanzato

Inviata da Francesca il 15 feb 2014 Terapia di coppia

Ho 22 anni e sono fidanzata da circa 4; ogni volta che vado a cena fuori con il mio ragazzo vengo presa da un attacco d'ansia incontrollabile: fino a un attimo prima sono serena, a mio agio e ho appetito, ma appena mi si presenta il piatto davanti il cuore inizia a battermi fortissimo, sudo e mi si forma un nodo in gola; non riesco a calmarmi in nessun modo e spesso mi succede di agitarmi così tanto da vomitare. Non capisco: mi succede soltanto quando sono con lui e soltanto quando ceniamo fuori. Ormai sono due anni che ho questo problema: la prima volta mi era successo perché avevamo avuto una brutta litigata dopo cena, e io per l'agitazione avevo vomitato. Da quella volta mi prende sempre questo attacco in automatico, anche se tra noi non c'è la minima tensione. Non so proprio come fare a risolvere questo problema, che sta diventando sempre più preoccupante e imbarazzante; l'unica soluzione che sono riuscita a trovare è quella di evitare in ogni modo queste situazioni perché da sola non trovo proprio il modo di controllarmi e di evitare queste crisi. a chi dovrei rivolgermi? come potrei scegliere il giusto psicologo? Grazie anticipatamente.

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Cara Francesca, se c'è una cosa sbagliatissima è proprio quella di cominciare ad evitare le situazioni che le mettono ansia perché non è così che risolve il problema, anzi imparerà a scappare ogni volta che comincerà ad avvertirla. Attraverso un condizionamento dovuto all'evento in cui dopo una litigata a cena fuori ha vomitato, lei ha "imparato ad associare" il vomito alla cena. Ecco dunque che, tutte le volte che si ripresenta la stessa situazione, lei mette in atto lo stesso comportamento e come dice lei è diventato un automatismo, non è certo colpa sua! La terapia cognitivo-comportamentale, che spiega benissimo il meccanismo del condizionamento, utilizza la cosiddetta tecnica dell'esposizione che unita a tecniche di rilassamento muscolare, la sottopongono alla situazione che le crea ansia ovvero andare a cena fuori con il suo fidanzato. In questo modo lei si desensibilizza, l'ansia piano piano diminuisce, il vomito non si presenterà più e il problema potrà risolversi. Spero di esserle stata d'aiuto. Per ulteriori chiarimenti, non esiti a chiedere. Cordiali saluti

Dott.ssa Maria Di Siena Psicologo a Sommo

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Gentile Francesca,
L’attacco di panico si definisce “paura della paura” e più specificatamente, paura per la propria incolumità fisica.
Da quanto Lei riporta sembra chiaro che l’evento precipitante è stato il litigio con il Suo fidanzato, situazione in cui ha vomitato.
Mi permetto di farLe qualche domanda: in quella circostanza quale emozione ha provato? (esempio disgusto, rabbia, paura…).
Quando LLe capita di trovarsi a cena quali emozioni e ricordi la riportano a RIVIVERE la stessa esperienza stressante dell’evento traumatico?
Alcune esperienze stressanti si trasformano a posteriori in piccoli traumi che a causa di stimoli esterni (la cena) o interni (ricordi) vengono rivissuti psicologicamente come fatti reali in atto.
A mio parere potrebbe contattare un terapeuta EMDR della sua zona e risolvere definitivamente, in tempi piuttosto brevi, il Suo problema .
Saluti Silvana Zito ( Milano)

Dott.ssa Silvana Zito Psicologo a Milano

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Cara Francesca vedo ora la tua richiesta spero che tu sia andata da uno psicoterapeuta e che tu stia meglio, comunque il mio consiglio è di andare da uno psicoterapeuta sistemico relazionale e iniziare una terapia strategica, che è una terapia breve e che da buoni risultati in breve tempo. A disposizione per chiarimenti.Dott. Pulvirenti Carmela

Dott.ssa Carmela Pulvirenti Psicologo a Catania

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Ringrazio tutti per le vostre gentilissime risposte. Mi metterò presto in contatto con uno specialista della mia zona e spero di riuscire a risolvere questo problema.

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Gentile Francesca,
non è molto importante a che tipo di psicoterapeuta si rivolge, piuttosto lo faccia in fretta. questo problema perdura da due anni, è un tempo lungo per soffrire di una cosa del genere. E lei è molto giovane e può essere serena e godere delle belle cose della vita. Se c'è un problema è meglio che lo affronti. Si rivolga ad uno psicologo.
Dott.sa Federica Calandra

Dott.ssa Federica Calandra Psicologo a Verbania

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Buongiorno Francesca, trovo significativi due indizi nel suo racconto e da questi partirei per cercare di venire a capo del suo problema. Il primo è il fatto che lei riferisce di sentirsi serena prima di uscire: è una cosa piuttosto comune nei racconti di persone ansiose e/o con attacchi di panico, che spesso cela un tentativo di negare e contenere emozioni forti, alle quali andrebbe invece dato maggiore spazio (se non riesce da sola non esiti a farsi aiutare anche da uno specialista). Il secondo indizio è il fatto che in qualche modo la sua problematica è limitata ad alcune precise circostanze e qui il suo racconto andrebbe sviluppato: che significa per lei il rapporto con il suo compagno? Quale era il tema del vostro litigio?
Il punto fondamentale è questo: quando si ha a che fare con l'ansia meno si sa di sé e degli altri e più si è in balia delle correnti.
In bocca al lupo
dr Scialanca

Zen Garden-centro di psicologia, psicoterapia e formazione Psicologo a Diamante

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Cara Francesca,
gli attacchi d'ansia sono molto spesso correllati con gli attacchi di panico. Molto spesso capita di nascondersi dietro e poi la bataglia è persa se non si cerca aiuto.
Non aspettare contatti uno specialista /lavoriamo anche on-line/.
In bocca al luppo

Dott.ssa Stoyanka Georgieva Psicologo a Omegna

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Gentile Francesca,
ogni utile consiglio va messo in pratica e spesso il problema riguarda proprio come applicare specificatamente quanto ricevuto nella situazione vissuta. Pertanto conviene recarsi di persina presso uno psicoterapeuta che potrà senz'altro capire clinicamente la sua sofferenza e aiutarla a migliorare
paolo zucconi, sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale in friuli venezia giulia

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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Come già altre volte mi è capitato di ripetere la dimensione alimentare è sempre espressione della relazione con il mondo esterno e pertanto ha una intensa connotazione emotiva. Il vomito è il segnale di un rifiuto profondo, del rigetto di qualcosa che lei non riesce ad individuare ma che è connesso ai luoghi aperti (il ristorante nel suo caso) . Per comprenderne l'origine e il significato occorre che lei intraprenda un percorso con uno psicologo psicoterapeuta per affrontare l'ansia che vi sta alla base e superare il disagio che tutto ciò le provoca.
Saluti.

Dott.ssa Lilia Di Rosa Psicologo a Catania

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Gentile Francesca,
potrebbe essere utile consultare un Collega di persona, può farlo su internet o direttamente su questo portale (scegliendo quello più vicino alla sua zona di residenza). L'importante è che sia uno psicologo, meglio se specializzato in psicoterapia.

Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo, Psicoterapeuta Viterbo

Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo a Viterbo

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gentile Francesca,
questo tipo di fobia si affronta efficacemente con una psicoterapia cognitivo-comportamentale. Informati sui terapeuti della tua zona che utilizzano questa tecnica.
Cordiali saluti

Dott.ssa Gioia Negri Psicologo a Cologno Monzese

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Cara Francesca,
dalle tue parole sembra emerge un forte disagio per quest’ansia e la percezione di mancanza di risorse per fronteggiarla. Ricorda che l’ansia è un importante campanello di allarme, che serve a ricordarci che c’è qualcosa che non sta andando per il verso giusto o come vorremmo in un determinato periodo della nostra vita, e si rivela quindi un fondamentale spunto per riflettere su se stessi e su quello che si sta vivendo nel momento presente. L’ansia ha anche il potenziale di causare circoli viziosi di mantenimento, in quanto a seguito di una prima esperienza spiacevole, anche solo il pensiero di poterla riviverla scatena forti sensazioni negative che portano all’evitamento della situazione temuta, e al non confronto con essa, non consentendo di verificare se effettivamente si è in grado o no di reggerla.
Ti suggerirei di contattare uno psicoterapeuta della tua zona, tenendo presente che l’approccio cognitivo comportamentale dà spesso buoni risultati rispetto ai problemi di ansia, anche in tempi medio-brevi.
In ogni caso è importante che tu stabilisca una buona relazione con il/la professionista a cui eventualmente ti rivolgerai, indipendentemente dal suo orientamento, e che assieme decidiate il percorso più opportuno da intraprendere in base all’approfondimento della tua situazione, che avverrà nei primi colloqui.
un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Francesconi

Anonimo-127163 Psicologo a Fano

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Gentile Francesca
dalla sua descrizione del problema sembra che si tratti di vomito psicogeno: una sintomatologia di origine ansiosa. Tuttavia sarebbe opportuno procedere con una approfondita diagnosi psicologica, magari supportata da un test di personlità che possa darci una misura dell'ansia. Dopo ciò si hanno elementi sufficienti per decidere quale terapia sia più indicata: se il doppio binario (tecnica di rilassamento sul binario fisico e analisi sul piano psichico) oppure una terapia strategica breve o, ancora, una tecnica che utilizza le immagini mentali. In ogni caso si tratta di terapie psicologiche brevi (10-15 sedute) che possono essere svolte anche da casa in modalità on-line con il programma Skype scaricabile gratuitamente.
Un caro saluto

Dr.ssa Maria Giovanna Zocco Psicologo a Modica

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Buongiorno gentile Francesca,
è positivo che Lei si renda conto che ha bisogno di aiuto e questo significa che è in contatto con i suoi limiti; nello stesso tempo, richiedere aiuto diventa una risorsa e non una debolezza. I passi fa fare sono: chiedere una consulenza psicologica ad uno psicologo psicoterapeuta esperto in disturbi d'ansia e dopo attenta valutazione, iniziare una psicoterapia. Può cercare il professionista qui nel portale cliccando sul nome della sua città. Le faccio i miei migliori auguri!
Cordialmente

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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