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Attacchi ansia, cosa mi consigliate?

Inviata da daniele il 25 giu 2014 Ansia

Salve mi chiamo Daniele e ho 34 anni e abito in un piccolo paese che ormai conosco a memoria e che offre poco o nulla.
Convivo con una ragazza in questo paese dove sono cresciuto e dove abitano i miei genitori.
Talvolta soffro di attacchi di ansia e di solitudine e depressione, non mi sento felice e fatico a trovare un pensiero felice per tranquillizzarmi.
Gli altri mi sembrano migliori e che non abbiano problemi come i miei. Infatti invidio chi riesce ad affrontare le cose con tranquillità e non di petto come me, senza ansie.
Ammiro gli estroversi e chi va d'accordo con tutti, i cosiddetti "piacioni", che i problemi non gli causano stress, insonnia o mal di pancia.
Sembra sempre che mi manchi qualcosa, che abbia bisogno di stimoli e di cose interessanti, ma se non sto a contatto con persone che reputo tali da solo non mi "accendo".
Soffro l'allontanamento dei miei amici per via dei progetti personali della vita, con i quali sono cresciuto fin dalle elementari e ho passato la maggior parte della mia esistenza condividendo vacanze, serate e tanto altro. Nuove conoscenze non li potranno mai sostituire allo stesso livello.
Mi piace ascoltare persone che hanno da consigliarmi, che mi sanno indirizzare. Mi sembra di abitare in un posto poco interessante e non riesco a focalizzare un futuro felice, non ho il desiderio dei figli.
Ho una morosa, non so se è quella della vita e non credo nemmeno giusto che sia lei a dovermi dare tutto ciò che sento mancarmi.
Mi immagino un giorno solo, senza la possibilità di fare due chiacchere finito di lavorare. D'altronde i miei non sono eterni, gli amici son sempre piu impengnati, la morosa non mi da quel senso di comprensione e serenità che mi darebbe un padre o un buon amico.
Fatico ad individuare cose che mi piacciono per togliermi questo senso di tristezza. Cerco il più possibile la socialità con i vecchi amici che sto perdendo e ceno volentieri con i miei genitori 3-4 volte a settimana. Mi preoccupa e mi sembra che non sto realizzando niente.
Tutto ciò mi genera ansie, depressione e attacchi di panico. A volte sapere che anche altri hanno paure e ansie mi calma.Il sapere di poter contare su una figura di riferimento che può essere un amico stimato, un padre o l'idea di poter andare se volessi da uno psicologo, cioè qualcuno di competente e rasserenante,un po' mi tranquillizza. Tutto poi però ciclicamente riaccade nella mia mente.

Cosa mi consigliate?

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Egregio signor Daniele,
dopo aver letto tutti i consigli competenti da parte dei colleghi rispondenti conviene per risolvere nel breve e definitivamente quanto lamenta recarsi presso un capace psicoterapeuta, dopo opportuna valutazione per capire le cause del suo disagio saprà impostare una terapia mirata e personalizzata allo scopo di risolvere per sempre i suoi attacchi d'ansia
dr paolo zucconi sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale a udine

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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lei vede gli altri andare e venire, vivere le loro vite e non sa cosa fare della sua. ha una fidanzata, ma non sa se è quella giusta, si accende solo se riceve stimoli dall'esterno. è consapevole di avere una sola vita e che molto più rapidamente di quanto lei possa credere, lei non ci sarà più? al bando il suo mondo infantile fatto di amici che conosce da sempre, di rapporti sempre con le stesse persone. inizi a vivere la sua vita, già ha sprecato nel nulla 34 anni, altri 20 anni e la sua vita sarà più che compiuta. quanti altri anni vuole vivere dai suoi genitori nella cameretta dell'infanzia in mezzo ai poster dei cartoni animati?

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per ansia e depressione ci vuole una terapia.

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Si la situazione è paradossale...sento di dover cambiare alcune cose, ma un po per via di dove abitiamo e un po per via delle possibilità economiche...ho qualche dubbio che io riesca a farlo qua in zona o addirittura in Italia.
Ma d altro canto ho qualche freno...caratteriale e affettivo..che mi costringe apparentemente a star qua a fare le solite cose, dentro la ruota del criceto, senza sogni con un futuro già piu o meno scritto. Chi è rimasto qua ora si trova al bar a 50-60 anni a raccontare sempre le stesse cose senza aver fatto chissà che cosa.
Non vedo veramente una via di fuga e questo mi da il panico che citavo precedentemente.

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Caro Daniele,
il senso di peso e di oppressione (oltre alla solitudine e alla tristezza) che probabilmente provi arriva in modo molto immediato dalla tua lettera.
La situazione che descrivi (non tanto quella oggettiva, reale che ti circonda, quanto quella soggettiva, come tu la vivi) non è serena e protesa verso il futuro, verso il raggiungimento di obiettivi e di mete da raggiungere (di cui non parli). C'è una cosa molto giusta che dici, secondo me, cioè che non credi che sia la tua ragazza a doverti dare tutto quello che ti manca: esatto! ma questo vale anche per i tuoi genitori ed i tuoi amici: gli altri sono una componente importantissima della nostra vita ma la voglia di pensare al futuro, di andare avanti, deve partire per prima cosa da noi stessi! Nella tua mail però io sento anche quella parte di te che non è contenta di come sta andando la sua vita e che vuole cambiarla, quella parte che ha bisogno di stimoli, che forse ha bisogno di cambiamenti.. è a quella parte di te che io mi rivolgo dicendoti che ti consiglierei di andare da uno specialista: puoi cambiare la tua vita e renderla come la immagini, come la meriti! Ma oltre ai consigli e agli indirizzamenti degli altri, sei tu il primo che deve decidere di farlo, e tu puoi.

Resto a disposizione in caso tu lo volessi.

Un caro saluto

Dott.ssa Capuano Maria Concetta Psicologo a Padova

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Salve Daniele..
il consiglio che mi sento di darle è quello di porsi qualche domanda circa quella che può essere la funzione svolta dal suo sintomo (ciò che lei definisce attacchi di ansia). Mi spiego..partendo dal presupposto che, secondo il mio modello, qualunque sintomo che compare sia in qualche modo utile a mantenere in equilibrio la persona (ad un costo molto elevato), la invito a considerare tali "attacchi" non come un qualcosa da eliminare di netto, ma come qualcosa che può darle delle informazioni preziose circa il suo modo di funzionare. Generalmente, gli attacchi di panico costringono la persona a stare chiusa in casa o comunque a limitare la sua libertà, spingendo pure gli altri significativi a stare con maggiore frequenza al fianco di chi li ha..potrebbero dunque esserle utili per mantenere vicino gli altri che lei ha così tanto timore di perdere? O potrebbero invece "costringerla" a restare nel suo piccolo paese quando invece sente dentro di lei una spinta al cambiamento (che però la spaventa)? Sono ovviamente solo due ipotesi, tra le molte, utili solo per darle la direzione nella quale sviluppare un'eventuale riflessione.

Un abbraccio.
Marco.

Dott. Marco Ceccarini Psicologo a Firenze

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