Attaccamento patologico madre-figlia

Inviata da Siria94 · 30 gen 2020 Terapia familiare

Buonasera, vorrei avere dei consigli su come aiutare mia sorella vittima di attaccamento morboso da parte di mia madre. Io ho 35 anni, lei 23 e da quando è piccola ho sempre notato in mia madre un forte attaccamento al punto che soffocava la sua autonomia. Ho sempre cercato di aiutarla come ho potuto, ad oggi però ancora i problemi persistono. Principalmente il problema è nelle uscite, mia madre le permette di andare solo a lavoro, per il resto è come se le stesse addosso schiacciando ogni sua ormai residua personalità. Cosa posso fare per lei, a parte parlarle e offrirle sostegno? Entrambe di rifiutano di fare psicoterapia in maniera categorica. Mia madre crea il vuoto attorno a lei e non fa che terrorizzarla sul mondo esterno. Cosa posso fare per lei, a parte parlarle e offrirle sostegno? C'è qualche concetto in particolare che potrebbe scardinare questa violenza? Ultimamente le faccio vedere dei film per poter avere consapevolezza delle sue emozioni e del suo corpo, ma vedo che tutto procede a rilento, frenato dall'assillo di mia madre con la quale convive.

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Miglior risposta 31 GEN 2020

Buongiorno,

dal suo racconto sembra che sua madre abbia sviluppato, probabilmente inconsciamente, una dinamica relazionale intrusiva nel rapportarsi a sua sorella.
Mi rendo conto di quanto sia complessa la situazione di cui si sta prendendo carico. Mi domandavo se lei fosse in contatto con un’altra figura di riferimento, ad esempio una figura paterna, con cui possa confrontarsi e dividere la gestione di questa responsabilità.
D’altronde lei ha già provveduto a consigliare ad entrambi un percorso terapeutico (sicuramente la miglior soluzione per affrontare il problema), ma in mancanza di disponibilità da parte loro ritengo che un’ulteriore insistenza, al momento, possa provocare dell’ostilità a lei rivolta.
Quello che può fare è continuare ad offrire il supporto a sua sorella e provare a comprendere in un dialogo non giudicante il motivo della sua resistenza ad intraprendere un percorso terapeutico.
Rimango a disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti,
Dott. G. Gramaglia

Gramaglia Dr. Giancarlo Psicologo a Torino

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3 FEB 2020

Salve Siria, si comprende bene dalla sua lettera la sua preoccupazione nei riguardi di sua madre e di sua sorella. Lei probabilmente ha una sua vita lontano da loro e le viene più semplice osservare con distacco la situazione emotiva tra sua madre e sua sorella che a suo dire è morboso e impedisce un normale svolgimento della vita soprattutto di sua sorella che ha solo 23 anni. Lei dice anche che ha suggerito, credo più volte, di rivolgersi ad un/a psicoterapeuta ma loro si sono entrambe rifiutate quasi a non riconoscerne la necessità e lo stesso problema. Quello che mi viene da suggerirle in questa situazione è di uscire lei dal ruolo che si è costruita cioè quello di sorella e figlia preoccupata. Perché sono sue le parole del fatto che tutta questa sua preoccupazione non l'ha portata a niente. Viva la sua vita pienamente e non si preoccupi del loro rapporto "morboso". Credo sia questo un modo per dimostrare nei fatti a sua sorella che non ci sono quei minacciosi pericoli esterni paventati da sua madre.

Anonimo-177793 Psicologo a Ciampino

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31 GEN 2020

Buonasera,
Un consiglio che potrebbe essere utile per sua sorella è quello di cercare di spingere verso una autonomia per andarsene di casa il prima possibile, sicuramente un percorso terapeutico potrebbe esserle utile per prendere consapevolezza di ciò che sono le dinamiche che si sono innescate e come fare per non cadere poi nuovamente.
D'altro canto potrebbe provare a suggerire anche a sua madre un percorso che la possa aiutare a capire cosa ha innescato questo tipo di attaccamento e cercare di gestirlo e sanarlo spostando il focus dalla figlia minore.

Dott.ssa Nadia Pagliuca Psicologo a Torino

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