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Ascoltare la testa o il cuore... o nessuno dei due

Inviata da Laura il 26 gen 2015 Autostima

Salve!
Sono una ragazza di vent'anni e da qualche tempo vivo con un dissidio interiore (se così posso definirlo) che mi sta creando non pochi problemi ma andiamo per ordine.
Quando avevo circa 17/18 anni c'è stato un periodo in cui ho visto tutti i miei amici fidanzarsi, ma proprio tutti. Inutile dire che ci abbia sofferto, ci ho sofferto un sacco anche perché allora più che mai avrei avuto bisogno anche io di qualche "conferma" dall'esterno che però non è arrivata. Mi sono sentita brutta, grassa, goffa e sbagliata, il senso di inettitudine mi ha condizionato poi in quasi tutti gli altri ambiti della mia vita. A ciò si sono poi sommati i sensi di colpa per tutta l'invidia che provavo perché in fondo erano i miei amici e io davvero volevo essere felice per loro e ci ho provato, davvero. Avevo come l'impressione che gli altri custodissero un segreto che a me non era stato rivelato, come se io mi trovassi dietro ad un vetro e potessi osservarli senza poterli raggiungere. Ascoltavo i loro problemi e i racconti delle loro esperienze senza poter dire nulla ed ero in seria difficoltà quando mi chiedevano un consiglio su qualche questione legata alla loro vita amorosa. Cosa ne sapevo io? Da quale fonte potevo attingere una risposta? Una pena infinita insomma.
C'è da dire però che nonostante tutto ebbi qualche occasione anche io ma rifiutai tutti, perché semplicemente non ero innamorata. È vero che desideravo ardentemente essere come gli altri ma non sono mai scesa a compromessi, nel senso che non volevo perdere tempo e farne perdere a persone con cui sapevo benissimo che non avrebbe funzionato. Sarebbe stato altrettanto penoso, credo. Sono arrivata ad un punto in cui mi sono detta che non potevo passare la vita a piangermi addosso per qualcosa che non avevo. Magari sarebbe arrivato un giorno, magari no ma la vita era fatta di un sacco di altre cose quindi ho pensato bene di dedicarmi a queste. Se dovevo essere single, che lo facessi con stile almeno. Ho finito il liceo, mi sono iscritta all'università, ho iniziato a collaborare con una rivista, ad andare in palestra, ho creato un buon rapporto con il mio corpo -non eccezionale ma sicuramente migliore di quello che avevo in passato- ho conosciuto persone nuove e realtà diverse ma soprattutto ho imparato a bastare a me stessa, ho raggiunto un equilibrio. Se prima avevo bisogno di qualcuno per sentirmi apprezzata, ho imparato a farlo da sola. Gli amici fidanzati continuano ad esserlo e io continuo a frequentarli ma non li guardo più con quel misto di invidia e irraggiungibilità. Sono davvero felice per loro. I problemi nascono quando sono i ragazzi ad interessarsi a me ora. Al primo apprezzamento mi metto sulla difensiva senza pensarci troppo ma da qualche settimana c'è questo ragazzo che ha mostrato e mostra interesse nei miei confronti e a me sinceramente piace. Il punto è che dopo un primo momento di eccitazione dovuta al fatto di aver destato l'interesse di qualcuno che non mi sia indifferente, sono stata assalita da una paura folgorante, perché questo poverino con le sue attenzioni sta grattando le pareti della torre emotiva che ho tanto faticosamente costruito e io non riesco a permetterglielo. Più lui gratta da fuori, più io sono tentata di rinforzare con il cemento da dentro. Se lo lasciassi entrare finirebbe per distruggere questa torre in cui io ho imparato a vivere, rivoluzionerebbe una vita e io temo di essere trasportata via dalla marea. Allo stesso tempo però sento dentro di me qualcosa che mi spinge ad aprirgli una porticina, come una voce debolissima dal fondo del cuore. Ho paura che una relazione mi privi dell’indipendenza e della libertà che ho ottenuto dopo un sacco di lavoro. In tutto questo tempo ho modellato la mia vita esclusivamente su di me, sulle mie esigenze, sulle mie libertà, mi sono abituata a stare sola, senza lasciare uno spiraglio per nessun altro. Me ne sono accorta adesso, dopo essere scoppiata a piangere nel cuore della notte pensando al malcapitato. Ho capito che qualcosa non tornava. Avrei dovuto essere felice, o almeno lusingata, invece ero in crisi nera. So che devo risolvermela da sola, non posso certo svomitare tutto questo addosso a questo o a qualsiasi altro ragazzo. Non posso pretendere che risolva i miei blocchi, sarebbe una responsabilità troppo grande e non sarebbe giusto.
Cosa posso fare per risolvere questa situazione? Ho provato a guardarmi dentro e tutto quello che ho capito l'ho scritto qui ma non è abbastanza. Sono confusa, è vero ma dove devo cercare una risposta?
Grazie mille, anche solo per avermi dato la possibilità di sfogarmi.

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Cara Fede
credo proprio che tu dovresti provare ad ascoltare quella tenue "vocina" che ti parla da in fondo al cuore e che ti dice che ora tu devi aprire "qualche spiraglio".
Infatti tu hai 20 anni e se, fino ad ora, sei avanzata auto-costruendo forte autonomia e autostima correlata, fino a raggiungere un mondo interiore sicuro e ordinato, ora bisogna fare dell'altro e, il prossimo avanzamento consisterà proprio nel lasciare che qualcuno da fuori, "grattando" quel muro, possa aprire uno spiraglio.
E' bello perché così potrai sentire cosa l'esterno ha ora da dirti di nuovo e, soprattutto, cosa dirà al tuo cuore la persona che saprà raggiungerlo.
E' molto logico che ci sia in te questa paura che tutto venga di nuovo scompigliato e che tu possa tornare a soffrire; tuttavia soffriresti comunque tra un pò..se non apri, perché le cose acquisite non potranno bastarti per tutta la vita e ti sono necessari nuovi stimoli e nuove esperienze.
Esperienze che forse ti fanno paura, nuovo caos, ma ...e se dal "caos nascesse una nuova stella danzante"?
Forza, è il momento di proseguire nel tuo percorso e di affrontare nuove tappe di vita.
Fatti coraggio e avanza; l'amore ti chiama e nuove cose ti faranno progredire.
Tieni anche presente che il "lavoro" che hai fatto su te stessa fino ad ora non è certo superfluo e non andrà perso, anzi proprio la tua acquisita sicurezza (a cui non dovrai comunque rinunciare) potranno esserti di grande aiuto nel rendere bella una eventuale relazione.
Cari saluti
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Carissima Fede,
comprendo bene i tuoi dubbi e le tue paure ad affrontare un'esperienza che sconvolgerebbe la tua vita, rompendo i vecchi equilibri, così faticosamente raggiunti. Ogni cambiamento ci spaventa perché ci obbliga a ricercare nuovi equilibri, procedendo per vie sconosciute. Tuttavia, una parte importante di te stessa, quella relativa alle emozioni e ai sentimenti, ti esprime un bisogno: "aprire uno spiraglio" per permettere all'altro di entrare e colmare un vuoto, di cui probabilmente non sei consapevole, ma che ha bisogno di essere colmato. Negli anni ti sei creata una barriera protettiva, illudendoti di poter bastare a te stessa. Tuttavia, ciò si sta rilevando falso e la paura di cambiare ti fa dubitare se sia giusto o meno ascoltare la tua "vocina" interiore. Abbassa le tue difese e fidati di te stessa; non ignorare la tua parte emotiva, ma lasciati guidare da questa. Ogni tanto anche la "testa" può apprendere dalla "pancia". Il miglior equilibrio interiore si raggiunge quando si riesce a far andare d'accordo "testa" e "pancia".
Spero di esserti stata d'aiuto.Rimango a tua disposizione.
Dott.ssa Culcasi

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Gentile Fede!
Innanzitutto grazie per avermi contattato. Quando vuoi per un primo incontro di counseling psicologico ci sono! Questo primo incontro sarà anche l'occasione per conoscerci e per verificare le prime impressioni rispetto al mio agire professionale.
Cordialmente, Giovanni Beati , A presto!

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Gentile Federica, mi permetto di andare subito al punto. Quando dice che ha paura che una relazione la possa privare dell'indipendenza e della libertà costruita con tanta fatica, sta dicendo anche che forse non è così libera come pensa, ma forse, è prigioniera di se stessa e della sua paura, per l'appunto, che la porta a chiudersi alla vita e alla possibilità di sperimentarsi all'interno di una relazione affettiva. Vivendo ciò che il cuore le consiglia, infatti, non perderà alcuna sicurezza o indipendenza ma avrà la possibilità di fare esperienza di una parte ancora inesplorata di sé, cosa che, in ogni caso, non potrà che arricchirla. E' anche attraverso le relazioni con gli altri, infatti, che miglioriamo come persone e abbiamo la possibilità di completarci. Sembra proprio che la vita le offra ora un'opportunità per vivere una dimensione affettiva che le potrebbe insegnare tanto su se stessa (anche se ciò dovesse comportare della sofferenza), cosa che invece non potrebbe fare restando chiusa nella sua gabbia dorata. Augurandole il meglio, la saluto.
Stefano Falcini

Dr. Stefano Falcini Psicologo a Prato

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....e se ascoltassi te stessa?????? certo ti risponderebbero la paura, la preoccupazione, l'ansia, ....ma anche la noia per l'essere sempre da sola e l'eccitazione perchè finalmente hai aperto a te stessa una porticina. Il ragazzo è arrivato perchè una parte di te è pronta a lasciare quest tua torre forte e sicura...ma anche un pochino noiosa. Il tuo corpo ha bisogno di sentire...non solo attraverso i muscoli che attivi in palestra, ma attraverso una mano morbida che lo accarezza! Accogli piano piano il tuo cambiamento....ripeto lui è arrivato perchè la tua porta era un pochino aperta ! Hai paura? certo, hai ragione! non ce la fai a fare da sola? certo, è dura...hai investito tanti anni e tanta energia per crearti la tua torre...fatti aiutare da un bravo professionista che ti accompagnerà in questo percorso che si chiama...abbracciare la vita !

Dr.ssa Michela Romano Psicologo a Santorso

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Salve Fede, la confusione che stai vivendo l'hai davvero descritta nelle tue parole. E il fatto che tu ora abbia iniziato ad aprirti forse è il primo passo per uscire da quella torre su cui ti sei arroccata per difesa e come hai anche scritto tu al momento potrebbe essere una responsabilità molto forte da affrontare da sola.
Il consiglio che posso darti è di rivolgerti a qualche collega nella tua zona ed iniziare un percorso di accompagnamento per uscire da quella torre.
Un bocca al lupo e vedrai che potrai uscirne.
Dr.ssa Claudia Corti

Dr.ssa Claudia Corti Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Empoli

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Gentile Fede,
in realtà non vedo una grande confusione in lei! Mi sembra molto consapevole e ha anche notevoli risorse personali da mettere in gioco. Quindi presumo che abbia molto bisogno invece di misurarsi con la sua capacità di amarsi e di valutarsi. Credo che quello che le sta succedendo la possa aiutare proprio a fare questo passaggio indispensabile anche per sapere vivere davvero con soddisfazione anche senza un compagno. Ne approfitti e cerchi uno psicologo-coach che la aiuti a trovare la strada! Auguri
Dott.ssa Laura Izzi

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Probabilmente nella sua evoluzione psicologica è passata da un periodo in cui si poggiava sulla conferma altrui dal punto di vista relazionale a un periodo in cui ha rinunciato a ricercare gratifiche dal mondo esterno e puntare tutto sull'indipendenza e l'autonomia. Ritornare a ricevere attenzioni dal punto di vista relazionale quando si è rinchiusa in se stessa la mette in crisi. Bisognerebbe trovare un equilibrio fra il bisogno di relazioni e l'autonomia, senza contare che non deve necessariamente provare quell'amore travolgente che le garantirà la storia d'amore perfetta al primo colpo. Meglio mettersi con una persona e lasciarla se non è adatta piuttosto che legarcisi per tutta la vita anche se è inadatta. A lei non sembra, ma non è per niente detto che le famose amiche che sono tuttora fidanzate col fidanzatino di 10 anni fa siano tutte realmente felici.

Dr. Tancredi Pascucci

Dott.tancredi Pascucci Psicologo a Roma

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Carissima Fede, molto spesso ci raccontiamo delle storie in maniera così bella e armoniosa che finiamo per crederci realmente e costruiamo le nostre "torri" convinte di difenderci chissà da quale pericolo esterno,senza accorgerci che a volte il pericolo è più interno... mi ha colpito molto la metafora della torre, lì rinchiusa dentro te stessa, ti sei raccontata che "ti basti da sola, che non hai bisogno di nessuno, che stai bene con te stessa...", ma molti confondono la capacità di "stare soli" che è elemento essenziale per il benessere con la solitudine, quest'ultima impoverisce, sarà anche confortevole restare nella propria torre, tra quelle cose che più conosciamo, le nostre abitudini, e che ci fanno sentire al sicuro...ma la vita è fuori da quella torre, è fatta di rischio e di opportunità...ci richiede di metterci in gioco.... però è un percorso difficile da intraprendere da soli, perchè a volte si è nascosta la chiave di quella torre e non si ricorda neanche più dove... è proprio da lì che bisogna incominciare...
Dr.ssa Letizia Servillo

Dr.ssa Letizia Servillo Psicologo a Napoli

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Buongiorno Fede,

dal tuo racconto emerge la tua capacità di far fronte ai problemi e alle delusioni che hai incontrato, quindi immagino bene che tu ne sia fiera. Finora come hai scritto non hai avuto problemi a rifiutare ragazzi che non ti piacevano e credo che questa sia stata una scelta giusta, di rispetto verso te stessa e quello che desideri. Ora però il problema è che questo ragazzo ti piace e temi che mostrando interesse potresti esporti a delusioni o sofferenze come quelle che hai chiuso fuori dalla tua vita quando ti sei costruita la tua identità da single. Non c'è una risposta definita, iniziare una relazione o comunque decidere di investire emotivamente su qualcuno inevitabilmente porta con sé il rischio di esporsi a eventuali delusioni. Perché è un gioco a due, non è più solo in mano nostra il controllo della situazione. Però porta con sé anche una ricchezza di sfumature emotive, di gioia e di colore che sarebbe un peccato perdere senza nemmeno provarci. Senz'altro mettersi in gioco costa fatica e credo che dovresti provare a guardare dentro di te, cercare di distinguere la ragazza che eri a 18 anni quando eri "scottata" dalla delusione e la ragazza che sei diventata ora, ricca di interessi, sicura e decisa. Cercare di capire che il tuo nucleo, "chi sei" con i tuoi interessi, le tue passioni, i tuoi obiettivi, rimarrebbe intatto anche se per caso la storia andasse male. E' un percorso di esplorazione interiore e di "allenamento" della capacità di gestire le emozioni, piacevoli o spiacevoli che siano, il sostegno di uno psicologo potrebbe aiutarti a percorrerlo e a riaprirti la possibilità di metterti in gioco.

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Gentile Fede,
la problematica che lei porta è sicuramente difficile per lei e fonte di grande sofferenza.
Da come la racconta, si percepisce che lei è una persona fortemente elaborativa rispetto ai propri vissuti personali, questo è sicuramente un grande vantaggio ed una bellissima dote, il saper guardarsi dentro.
Sicuramente questo ragazzo di cui lei parla, come ben scrive, minaccia qualcosa che lei ha faticosamente costruito. Mi chiedo cosa implicherebbe per lei stare in relazione con lui; forse l'affidarsi completamente all'altro , mettere aspetti di sè nel rapporto che lei, a fatica, ha gelosamente custodito, cercando di badare a se stessa e di soddisfare da sola i suoi bisogni.
Uno psicologo potrebbe aiutarla a capire meglio quali possono essere gli spazi di sperimentazione che al momento ha a disposizione per le relazioni amorose, quali possono essere quelle aree in cui se la sente di "buttarsi un pò", muovendosi sempre con una sorta di cautela che rispetti i suoi tempi.

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