Arrivare a provare troppo dolore

Inviata da Alessia · 24 apr 2018 Terapia di coppia

Salve a tutti,

vi descrivo la mia situazione, sono una donna di 33 anni e da più o meno 3 anni e mezzo a questa parte sto vivendo un incubo di sofferenza. Tutto è iniziato quando si è chiusa la mia relazione di 6 anni, una relazione in cui avevo riposto tutti i miei sogni sul futuro, i miei progetti etc.
Da quel momento tutto è andato a rotoli dentro di me, ma non all'apparenza. Sono una donna di successo sul lavoro, con tantissimi amici, grande vita sociale, hobby, viaggi etc..eppure quello che vivo dentro è difficile da descrivere.
Da quel momento in poi è come se per me si fosse spenta la luce.
La cosa peggiore ora è la seguente: dopo molto tempo in cui ovviamente non ho più voluto intrecciare relazioni perchè sentivo di non aver guarito le mie ferite, e aver fatto anche un percorso di terapia psicologica a riguardo, ho iniziato a intrecciare una relazione con un altro uomo circa un annetto fa. Nonostante la mia ansia, la mia enorme paura, e gli sforzi fatti per aprirmi, sono stata lasciata di nuovo da lui di recente.
e' difficile descrivere per iscritto in poche righe l'enorme dolore che questo mi ha causato. Mi sento come stessi vivendo la vita di un'altra persona, come se tutto fosse "troppo brutto per essere vero", un film, un incubo a occhi aperti.
Per la prima volta in vita mia ho iniziato a pensare all'eventualità di potermi fare del male e sono molto spaventata, vivo come una vita sdoppiata, una parte di me scrive qua perchè vuole salvarsi, l'altra è talmente annientata dal dolore che non riesce più a reagire.
Ho anche una paura tremenda di rimanere sola, di non poter esaudire il mio sogno più grande: avere una famiglia. Penso che piuttosto che vivere così, preferirei morire.

Nessuno attorno a me può sospettare la situazione in cui mi trovo a parte mia madre, sono veramente disperata.
Sono anche in terapia da uno psicologo ma lo vedo solo una volta a settimana, e a volte ci sono momenti in cui il dolore è talmente forte e la disperazione così grande da essere fisica.
Cosa posso fare per uscire da questo incubo, sono senza speranza.

Grazie
A

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Miglior risposta 25 APR 2018

Gentile Alessia,
quando una relazione sentimentale si logora e finisce ci sono sempre delle ragioni che sarebbe bene indagare e che attengono ad entrambi i partners.
Così, sarebbe interessante sapere se questo lavoro di approfondimento e di analisi è stato fatto nella psicoterapia susseguente alla prima rottura e che durata tale psicoterapia ha avuto.
Se lei davvero desidera avere una famiglia deve avere ben chiaro che una parte del proprio comprensibile egocentrismo deve essere sacrificata pur all'interno di una buona struttura di personalità mentre l'eventualità di potersi fare del male che lei a volte sente depone piuttosto a favore di grande fragilità e rigidità caratteriale.
Anche il fatto che nessuno sospetta la sua situazione si spiega con l'esibizione da parte sua di una sorta di dissociazione con esternazione di un Sè superficiale molto distante dal Sè profondo.
E' auspicabile che questo secondo percorso di psicoterapia in atto possa giovarle più di quello precedente.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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26 APR 2018

Salve, dalla sua richiesta traspare una grande sofferenza, talmente grande che non basta il conforto di una madre e la terapia una volta alla settimana per contenere tutto il dolore. La fine di una relazione è sempre un lutto da affrontare, ma in questo caso mi sembra anche una sfida evolutiva che, non essendo stata sufficientemente elaborata tre anni fa, si ripropone con il suo carico emotivo, pieno di tante emozioni che vogliono essere raccontate. C'è un interessante libro di Robert Dilts che si chiama "Il risveglio dell'eroe" in cui l'autore spiega come in ognuno di noi ci sia un eroe che si prepara a compiere un viaggio, e per farlo deve affrontare il proprio "demone" e comprendere il senso del suo tentativo di bloccarci sulla soglia, invece di lasciarci liberi nel compiere la nostra missione nel mondo. A questo punto della sua vita, Alessia, è essenziale che, attraverso l'aiuto di una giusta "guida", lei guardi in faccia il suo personale demone e comprenda l'insegnamento che le vuole assolutamente trasmettere. Lo prenda come un'opportunità meravigliosa di crescita evolutiva, in un'età, 33 anni, che prospetta ancora le cose più belle! Coraggio, e buon "risveglio"!

Dott.ssa Alessia Vilei Psicologo a Merine

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