aprirmi agli altri senza provare disagio

Inviata da RP · 1 giu 2020 Autorealizzazione e orientamento personale

Ciao, allora...da dove inizio? Dire che sono incazzata con me stessa e con gli altri è poco. Potrei essere da un altra parte adesso, ma ho preso le decisioni sbagliate.

L'anno scorso ho deciso di lasciare l'università (ero al secondo anno di tre). Avevo scelto il percorso un po' a caso onestamente, trascinata dal pensiero dei miei che speravano profondamente io la frequentassi. Così mi sono iscritta, ma non mi entusiasmava nessuna materia in particolare. Studiavo, provavo a fare qualche esame senza passarlo e a casa dicevo che andava tutto benissimo.

Durante il periodo stavo dai miei nonni che si trovavano vicino all'università e quindi tornavo a casa (un paesino di provincia) una volta al mese, perciò potevo raccontare qualsiasi cosa ed erano tutti felici. Solo i miei nonni sapevano che le cose non andavano.

Arrivato il momento fatidico di dire che avevo intenzione di lasciare gli studi ero in lacrime e mia madre (forse è una mia impressione) non ha voluto minimamente capire il perchè. Insomma zero comprensione. Per lei dovevo finire gli studi, che mi piacessero o no. Insomma, un grande e grosso litigio che continuò si e no una settimana. Alla fine lei mi disse di fare come volevo e allora ho firmato le carte per abbandonare finalmente l'università. Per un po' io e mia madre non ci siam parlate.
Con le mie sorelle non ci siamo dette molto e qualche volta mi lanciavano qualche frecciatina in merito, ma sono una che ama prendersi in giro e sopportavo. Mio padre (che sarebbe il mio patrigno con il quale non parlo praticamente mai) mi riprese una volta a cena in cui disse con un milione di giri di parole che sono una fallita, ma non è una novità.
Comunque poi si è presentata la questione di dirlo al resto della famiglia e mi hanno detto che al posto di dire di averla abbandonata dovevo dire di averla sospesa per via del nuovo lavoro (che tra l'altro è nell'azienda di famiglia). All'inizio per evitare altre discussioni li ho assecondati, poi ho detto a tutti la verità per conto mio. Altri litigi.

Fatto sta che non riesco proprio più a vivere con la mia famiglia e muoio dalla voglia di trasferirmi in una città e scappare da sto paesino barotto. Solo che mi mancano ancora i soldi. Io non so più che fare. I miei lo sanno che voglio andarmene, ma loro che fanno? Mi fanno un contratto da 3 anni. All'inzio ho detto "va bene", ma ora la situazione sta diventando assurda. Non posso far critiche costruttive che vengo presa per quella che si lamenta sempre. Cerco solo di migliorare le cose e cercare di inventarmi un minimo di passione in un settore che non stimo minimamente. Ma niente, dovrei comportarmi come un burattino perfetto. Ho detto di volermi licenziare, ma mi han detto che visto il periodo corona virus non si può fare, che gli servirebbe un'altra persona che in questo momento non hanno. Fosse stato un qualsiasi altro posto avrei presentato la domanda, ma si tratta della mia famiglia. Quindi penso tra me e me che sono tre anni e che ce la posso fare.

Mi sento ogni giorno più soffocata, perchè non riesco ad esprimere quello che realmente sento. Non posso fermarmi un momento a pensare perchè mi verrebbe da piangere. Allora quando arrivo a casa cerco di cenare il più in fretta possibile per non bisticciare con nessuno, buttarmi nel letto e guardarmi serie tv spazzatura o sentire musica. Capita sempre più spesso di andare a dormire ad orari improponibili (le tre o quattro di notte) sapendo che il giorno dopo alle nove devo iniziare a lavorare. Ho provato a fare un po' di dieta ed esercizio fisico (i medi ci dicono che sono sovrappeso) in casa durante il periodo della quarantena, ma mi vengono fatte sempre critiche o mi vengono lanciate frecciatine di continuo e quindi anche questo ciaone. Non ce la faccio più.

Altra cosa, devo prendere la patente. Cioè devo dare l'esame di guida. Chissà quando. Comunque i miei han detto che vogliono prendermi loro la macchina e io non voglio. Non voglio che ci sia altro legato ancora a loro. Almeno la macchina la compro io con i miei soldi, non voglio altra beneficenza come per il lavoro.
Comunque non ho ancora la macchina, quindi ogni volta che voglio andare in città dai miei amici devo farmi o accompagnare o prendere i pullman, il che è un altro limite. E per me riuscire ad andare in città è essenziale, ma per via del covid in questo periodo non è semplice muoversi.

Anche telefonare agli amici o ai miei nonni è complicato perchè non c'è privacy, quindi non posso parlare di sentimenti o altro. Per esempio quando ho rotto con il mio ragazzo non ho potuto esprimere la mia tristezza e delusione a nessuno in casa.

Non sono una persona particolarmente aperta e tanto più non mi piace lamentarmi, quindi a tutti mi presento come quella sempre positiva e che aiuta tutti nei momenti di difficoltà.
Vorrei solo togliermi questa maschera e far vedere a tutti che anche io ho sentimenti.

Mi scuso per il luuunghissimo resoconto, ma c'è ancora una cosa di cui vorrei parlare, cioè il fatto che provo una certa ansia ogni volta che esco di casa. Mi sento come osservata da tutte le persone che passano vicino a me. So che non è così. Vorrei sapere se c'è una qualche soluzione veloce che posso usare.

Grazie!

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