Apatia e dissociazione dalla realtà

Inviata da Giorgia00 · 16 giu 2020 Autostima

Salve sono una ragazza di 19 anni. vi racconto la mia storia: sono sempre stata molto sensibile, timida e insicura, con una bassa autostima, ho avuto dei traumi infantili a causa dei miei genitori, nessuno mi capiva davvero nonostante avessi molti amici. Due anni fa conobbi il mio ex ragazzo, in lui vidi subito quella persona che poteva colmare il vuoto interiore che avevo, mi attaccai a lui in modo estremo, ebbi una vera e propria dipendenza affettiva nei suoi confronti, lo misi su un piedistallo, immaginavo tutto il futuro con lui, mi fidavo solo di lui, mi sentivo finalmente capita e accettata, ero viva e felice, tutto mi sembrava più bello, fino a quando mi lasciò dopo 5 mesi. Da quel giorno in poi vidi nero, mi sentii persa e morta dentro. è come se il tempo dentro di me fosse fermo a quel giorno. poco dopo ci siamo rimessi assieme ma avendolo idealizzato all'estremo lo guardavo come se fosse un estraneo e sentendomi molto apatica ci lasciammo nuovamente. ho provato a lavorare su me stessa, a stare con gli amici, a conoscere nuove persone, a interessarmi a nuove cose, a intraprendere un percorso di studi in un'altra città, a vivere da sola, a viaggiare e a darmi degli obiettivi ma non sento la gioia, l'interesse e le emozioni che avevo un tempo per determinate cose e persone. sento di avere un muro davanti che mi separa dalla realtà, sento di non star vivendo davvero perchè la mia mente è costantemente rivolta a quell'immagine idealizzata di cui ero innamorata. i momenti in cui mi sento veramente viva e felice sono rarissimi e casuali. questa situazione ultimamente sta degenerando perchè non riesco a concentrarmi, a interagire con le persone, non ricordo molte cose, ho continue emicranie; tutto ciò mi porta problemi nello studio, nelle amicizie e nelle relazioni. mi sento totalmente disconnessa con il mondo. inoltre ogni volta che ricevo offese o mi accadono fatti brutti il mio pensiero va automaticamente alla sua immagine idealizzata che mi "proteggeva" da tutti e da tutto. in alcune situazioni mi appoggio a questo pensiero. ho provato a fidarmi nuovamente di alcuni ragazzi ma non riesco a sciogliere il mio muro interiore. ogni giorno è una continua lotta fra mente e cuore. non so più cosa fare per uscire da tutta questa situazione.

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Miglior risposta 17 GIU 2020

Mi sembra di capire che nella sua infanzia, Giorgia, lei sia sentita emotivamente trascurata, non vista o non capita. Ha forse imparato ad aspettarsi questo dagli altri, magari aveva delle amicizie ma raramente o mai queste amicizie diventavano davvero profonde. Poi però incontra questo ragazzo che per la prima volta la fa sentire vista. Lo sguardo di lui è come se riempisse un vuoto. Finché purtroppo l’idea di lui si frantuma contro la realtà. Da quel momento lei si sente come distaccata dagli altri, incapace di sentire gioia ma forse anche le altre emozioni le giungono ovattate. Nulla può davvero toccarla. Quella fantasia di cui racconta la protegge e la culla, fa quello che gli altri non sono riusciti a fare. Ma se ripiega su quella fantasia diventa ancora più irraggiungibile. Rischia di crearsi un circolo vizioso in cui più l’impossibilità di sentire (di rischiare di essere di nuovo non accolta) la porta nel suo giardino segreto, più questo luogo (all’apparenza consolatorio e sicuro) l’allontana dall’esporsi agli altri e a se stessa con gli altri e ad essere quindi fondamentalmente sola che è ciò da cui la sua fantasia vorrebbe proteggerla. Uno dei rischi potrebbe essere lo strutturarsi di un disturbo di personalità cioè un modo stabile di essere nel mondo, di relazionarsi agli altri e a se stessa che però rischia di essere fonte di sofferenza più o meno consapevole. Io le consiglierei di rivolgersi ad un/a psicoterapeuta: la sicurezza di una relazione peculiare come quella terapeutica può essere (tra le altre cose) una zona intermedia in cui ri-sperimentarsi con un altro protettivo e con le emozioni che questi potrebbe suscitarle, per poi gradualmente riaffacciarsi al mondo.
La sua idealizzazione e la sua fantasia hanno avuto la funzione di confortarla e proteggerla Giorgia. Alla lunga però rischia di diventare una gabbia dorata in cui lei ha tutto ma sente di non avere nulla. Non dovrebbe permettere che ciò che accada: è giovane, non lasci passare altro tempo.
Se vuole mi faccia sapere.

Dott. Antonino Puglisi Psicologo a Torino

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