apatia e clinomania

Inviata da Euridice. 28 mag 2017 3 Risposte  · Depressione

Bungiorno, da due-tre anni ormai, in coincidenza con l'essermi trasferita nella mia nuova casa, ho cominciato a trascorrere tutto il mio tempo libero a letto e a non uscire praticamentem più, a meno che ci sia un invito a cui non possa sottrarmi. Tutto cominciò quando, nel corso di lavori nl mio nuovo appartamento, gli operai scoprirono un pannello di una sostanza molto tossica in uno dei miei ripostigli. Nono stante mi fu sia stao detto che se il pannello non veniva danneggiato non correvo alcun rischio, questa scopertami terrorizzò, non dormii per giorni, chiamai specialist i per fare test dell'aria ed ero spaventata ogni volta che rientravoin casa. Alla fine fisicamente esausta per quest'angoscia, cominciai a chiudermi nell amia stanza e rifugiarmi a letto a vedere film, ogni volt ache rientravo a casa, pe cercare di didstrarmi enon pensarea quella cosa. Ora a distanza di tempo la cosa non mi crea piùtanto disagio ma, anche in seguito ad alcune delusioni sul lavoro e frustrazioni varie(dovute al fatto che speravo in una pormozione che non è mai arrivata ed è stata invece data ad una persona raccomandata ecc), ho continuato a passare tutto il mio tempo libero a letto, la mi aapatia è continuata e non provo interesse a fare nulla, uscire ecc. Paso il tempo a letto a vedere film senza neppure mangiare, uscendo solo quando sono costretta perchè la fame è troppo grande esolo e soltanto nel supermercato dietro casa. Pensate che la cosa possa essere curata? Vado già da un psicanalista per problemi di ansia e lieve depressione ma non credo che serva a molto onestamente. Ho provato all'epoca anche cognitive behaviour therapy quando soffrvo di bulimia, e la terapia risolse il sintomo (non mi abbuffo piàù) ma le tendenze depressive sono rimaste. Negli ultimi anni ono riuscita ad arginare l'ansia cronica di cui soffrivo cominciando a utilizzare sertraline, che mi ha davvero cambiato la vita. Tuttavia la depressione permane. E' un problema lieve non gavissimo ma mi rendo conto che passare sempre il tempo a letto facendo nulla, la mancanza di stimoli e interessi il cui solo pensiero mi fa sentire stanca, non mi aiuta certo nella mia carriera (in un campo che amo molto international development) rende possibilità di promozioni ancora più remote perchè non riesco a concentrarmi, leggere, studiare applicarmi come vorrei nel tempo libero ecc. Grazie, Priscilla

Miglior risposta

Gentile Priscilla,
mettersi a letto per guardare continuamente film, come lei dice, è un po’ come rifugiarsi in uno stato della mente dentro il quale si può realizzare - in una forma un po’ magica - ogni fantasia ed ogni desiderio, lasciando al contempo fuori il mondo del reale, vissuto forse come pericoloso ( un po’ come quel pannello..) frustrante, difficile, complicato.
Evidentemente, per questi motivi, entrare e rimanere in questo mondo di fantasia, separato dalla realtà, sembra avere un potere di attrazione molto forte su di lei (forse un po’ come una droga?), proprio perché “cancella” magicamente tutte le difficoltà, le frustrazioni, le asperità della vita…
Guarire significherebbe allora cercare di mettere insieme questi due mondi in cui lei alternativamente vive, rinunciando da un lato ai poteri “magici della fantasia” e rendendo un po’ più fantasiosa la sua realtà.
Cordiali saluti
Claudio Dott. Donadoni
Bergamo

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Carissima,
mi sembra che la depressione, malgrado tanti specialisti, non vada via. Eppure è un disagio curabile. Se la psicoanalisi non funziona le consiglio di cambiare terapeuta, magari guardando qui sul sito.

Angelo Feggi

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21 DIC 2018

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Salve Euridice,

La situazione che descrive è trattabile con un percorso di psicoterapia combinato eventualmente a farmaci per alcuni mesi.
Se si è trovata bene con la terapia cognitivo comportamentale può riprendere il percorso e andare avanti o contattare un nuovo terapeuta cognitivista che si occupi di EMDR e/o di tecniche terapeutiche che aiutino a lavorare in modo mirato sul passato.

Il problema della terapia cognitivo-comportamentale, lo dico da cognitivista, è che spesso il percorso terapeutico si interrompe appena si riducono o spariscono i sintomi d'ansia, ma nella mia esperienza quello è il momento giusto per approfondire schemi emotivi più profondi e più legati alla propria storia personale per risolverli e superarli.

La prima fase della terapia aiuta molto a stare meglio nel quotidiano e spesso è sufficiente, ma se permangono aspetti depressivi questa seconda fase può aiutare a consolidare il miglioramento e lavorare sui pensieri più negativi e su questa pervasiva apatia che descrive.

Spero di averle almeno in parte risposto,
Resto disponibile per dubbi o curiosità.

Buona giornata,
Camilla Marzocchi
Bologna BO

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30 MAG 2017

Logo Dott.ssa Camilla Marzocchi Dott.ssa Camilla Marzocchi

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