Ansia sociale, università, solitudine

Inviata da wennie · 13 feb 2020 Ansia

Buongiorno, sono una ragazza di 20 anni.
Scrivo qui perché non ho modo di sfogarmi con nessuna persona che mi ascolterebbe con attenzione.
Ho sempre avuto problemi a relazionarmi con le persone, sopratutto nell'ambito scolastico, dove mi sentivo oppressa e costretta a stare in un luogo ed interagire con persone con cui non avevo nulla da spartire. All'inizio, quando ero alle elementari ad esempio, piangevo e pensavo di avere qualcosa di sbagliato. Alle scuole secondarie di primo grado manifestavo questo disagio con atteggiamenti di chiusura (stavo in silenzio giornate intere), forse, allontanavo io stessa le persone per paura di rimanere delusa. Quando iniziai le scuole superiori la situazione andò decisamente meglio, mi ero fatta subito molti amici e stavo anche piuttosto bene. Tuttavia dopo qualche mese cambiai scuola, avendo capito che l'indirizzo non faceva per me. Purtroppo a livello di relazioni la situazione mutò completamente. Nessuno mi rivolgeva la parola, era un luogo molto chiuso, una scuola privata cattolica dove una persona come me (non ero particolarmente ricca né bella) veniva considerata una nullità. E, sinceramente, anche se fossi stata partecipe del resto della classe, non avrei avuto argomenti di conversazione. Non andavo alle Hawaii in vacanza, non andavo a sciare, non andavo alle feste private in discoteca eccetera. Per fortuna fuori dall'ambiente scolastico feci delle amicizie, che tuttavia per la distanza o per mille altri motivi finirono, a parte per quanto riguarda due miei cari amici.

Questo supplizio durato 5 anni sembrava finalmente finito. Potevo lasciare le superiori, iniziare qualcosa di nuovo, liberarmi dal peso delle costrizioni che i miei avevano su di me (non mi è/era concesso di andare a dormire da un'amica né di uscire di sera se non in rare occasioni).
Tutto questo non è avvenuto.
Non potei andare via di casa, dovevo fare una facoltà vicina. Però questo non mi sembrava un problema, a Milano c'era moltissima scelta. Così, dopo molta fatica per entrare (test d'ingresso) andai al Politecnico, che mi era stata descritta come la migliore università italiana nel mio campo.
Da quando sono all'università la situazione non è che peggiorata.
Le lezioni non mi appassionano, studio cose che mi sembrano inutili e fini a sé stesse. Il metodo che usa il Politecnico: massacrare gli studenti e fare lavori di gruppo con compagni di corso arrivisti o tossici, non è dei migliori a mio avviso.
Posso dire di aver conosciuto delle persone, ma non di avere amici. Quelli invece che mi rimanevano dagli anni delle superiori, ovviamente hanno iniziato a lavorare, hanno trovato delle fidanzate, ad avere una vita completamente diversa dalla mia ed io sono diventata obsoleta e priva di interesse per loro.
Non ho stimoli, né interessi, mi sento sola e priva di speranza verso il futuro. È brutto dirlo ma non ho niente per cui valga la pena restare qui ad aspettare cosa? Una laurea presa con fatica in qualcosa che nemmeno mi interessa più di tanto? (o meglio mi interesserebbe se venisse spiegata e venissero fatte cose attinenti al design e non esami buttati a caso per riempire il corso).
A volte penso che dovrei lasciare tutto ed andarmene con il mio ragazzo via, iniziare qualcosa di nuovo assieme ma non trovo il coraggio per farlo, e lui che ormai si sa per laureare non può e non deve assecondarmi.

Vorrei essermi goduta gli anni della mia adolescenza, ma così non è stato, e pensare di ritrovarmi tra cinque anni a ripetere la stessa frase non mi permette di vivere.
Non riesco ad addormentarmi la notte, ho l'ansia continua e divento insopportabile senza motivo. Spesso rispondo male o mi agito per cose minime. Sopratutto di sera quando mi addormento inizio a piangere ed avere (quelli che mi sembrano) attacchi d'ansia.

La mia famiglia cerca di aiutarmi come può ma è stanca, non vuole farmi aiutare da nessuno pensando che "massì sarà un periodo" e l'unico consiglio che mi dà (essendo cattolica quasi alla nausea) è di cercare altre persone cattoliche ed invasate che mi possano dire: massì è un periodo, prega.

Vi ringrazio moltissimo, non ho molta fiducia nel fatto che riceverò una risposta ma almeno ho scritto quello che provo.
A.

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Miglior risposta 14 FEB 2020

Gentile Wennie ha fatto molto bene a scrivere su questo portale e mettere nero su bianco cosa prova da così tanto tempo.
Probabilmente le sue modalità relazioni l'hanno messa in una posizione svantaggiata rispetto ad altri dal punto di vista sociale; più passavano gli anni e più l'impoverimento delle relazioni ha avuto effetti anche sul suo umore generale.
Ritengo che un percorso psicoterapeutico possa essere per lei un'importante risorsa per capire meglio il suo funzionamento e provare ad apportare a poco a poco qualche cambiamento. Capire qual è il suo stile di attaccamento potrebbe, come primo passo, spiegare perché si sente così all'interno delle relazioni. Dall'altra parte però ha un fidanzato, evidentemente delle buone risorse relazioni le ha, non si abbatta troppo.
Dato che è una studentessa universitaria potrebbero esserci anche dei servizi a costo agevolato nel suo ateneo, si informi.
Lieto di averle risposto.
Dott. Riccardo Votadoro - psicologo clinico (Padova)

Dott. Riccardo Votadoro Psicologo a Padova

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