ansia sociale personalitá evitante

Inviata da Luca · 20 giu 2016

Sono un uomo di 37 anni sposato da circa un anno dopo una convivenza di circa 11 anni nei quali mi sono lasciato diverse volte con mia moglie.Sono insoddisfatto della mia vita la routine mi sta esaurendo rapidamente.Ho sempre avuto gravi difficoltá nei rapporti sociali.Avevo da ragazzo tra i 13 ed i 18 anni un gruppo stretto di amici.Le mie passioni a quell'etá erano il calcio giocato mentre quando si parlava in gruppo ero sempre in disparte non riuscivo ad esprimermi tant'é che i miei amici mi prendevano in giro dicendomi che parlavo troppo.Io ci rimanevo male e con il passare del tempo mi isolavo e non coltivavo rapporti sociali appaganti.Con le ragazze invece mi sono sempre fatto valere fin da adolescente ho sempre avuto la ragazza e con loro riuscivo ad essere piú eloquente.
Anche oggi la situazione é la stessa mi sento a mio agio solo quando vado ad allenarmi da solo ( corsa ed altri esercizi ) non riesco a socializzare vedo le persone come possibili minacce sono sempre teso in mezzo alla gente.Mi sono sentito abbandonato a me stesso dai miei genitori ed a 18 anni durante una vacanza con gli amici ho avuto il mio primo attacco di panico da li l'inferno passavo da un dottore all'altro per accertarmi che la mia saluta fosse a posto e cosi ho iniziato un percorso di psicoterapia che mi ha aiutato a superare la fobia degli attacchi di panico ma non la mia ansia sociale e la mia personalitá evitante.Ho riprovato un paio di volte durante gli anni a riprendere la psicoterapia ma con scarsi risultati.Sono andato anche da uno psichiatra per valutare un intervento farmacologico ma non ho mai voluto iniziare a prendere i farmaci.
Sono un uomo sposato,ho aperto due anni e mezzo fa una mia attivitá partendo da zero e con tanti sacrifici la porto avanti,mi sono sposato.Eppure questo vuoto questo non essere mai soddisfatto di me stesso questo sentirmi inadeguato e fuori luogo in ogni situazione non mi lascia in pace mai tranne quando mi alleno.Mi dispiace anche per mia moglie che mi vede sempre depresso non riesco a dargli serenitá.
La mia ansia sociale la mia ipersensibilitá verso il giudizio altrui mi paralizza non só veramente piú che fare

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Miglior risposta 22 GIU 2016

Gentile Signor Luca, il quadro delle sofferenze e dei disturbi che La affliggono non mi sembra possa essere affrontato con una psicoterapia. Tanto meno con i farmaci. Le occorrerebbe un percorso psicoanalitico, che Le suggerirei di intraprendere al più presto. Per specificare e comprendere meglio la differenza tra psicoterapia e psicoanalisi mi permetto di suggerirLe di visitare il mio sito il cui link trova indicato nella mia pagina di presentazione su questo sito.
Cordialmente. Dr. Marco Tartari, Asti

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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22 GIU 2016

Gentile Luca,
se lei, come dice, fin da quando era adolescente ha sempre avuto buone capacità relazionali e comunicative quanto meno con le ragazze, ciò vuol dire che la sua ansia sociale con annessa personalità evitante non è di grado elevato.
Ha già avuto benefìci dalla psicoterapia per tenere sotto controllo gli attacchi di panico ma poi, presumibilmente, si è fermato e non ha potuto correggere la residua ansia sociale.
E' da apprezzare anche il suo impegno nel lavoro per cui, senza troppo drammatizzare, direi che gli unici àmbiti in cui deve migliorare sono quello della relazione coniugale (sarebbe un peccato che si deteriorasse ora che si è sposato dopo una lunga convivenza con qualche problema) e quello delle relazioni sociali.
Pertanto, evitando sicuramente i farmaci che nel suo caso non sono utili, sarebbe opportuno che lei riprendesse la psicoterapia.
Una psicoterapia cognitivo-comportamentale con appositi training potrà aiutarla ad acquisire le necessarie competenze nelle aree indicate.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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21 GIU 2016

Gentile Luca, da ciò che racconta e da come lo racconta appare chiaro che lei sia molto consapevole rispetto al suo problema, e che la psicoterapia abbia fin' ora funzionato anche se non ha risolto del tutto il suo problema. La psicoterapia è un percorso di maturazione, crescita, accettazione di passi avanti e piccoli passi indietro. La cosa fondamentale è fidarsi e affidarsi, fare i compiti a casa e se il suo terapeuta dovesse decidere che un piccolo apporto farmacologico renderebbe più fluido il percorso, si valuta anche questa possibilità. Non ci sono bacchette magiche, come lei immagino sappia bene. Provi a continuare, provi un nuovo approccio. Ci sono fasi della vita in cui sappiamo di avere bisogno di qualcosa, ma ci sentiamo solo un pò disorientati. Le consiglio due approcci che ritengo entrambi molto validi per lei: Psicoterapia Breve Strategica oppure Bionergetica. Non si arrenda. Consideri di avere un mazzo di chiavi grandissimo e una porta che aspetta gli utimi passaggi per aprirsi....ha già tolto chiavistelli e ganci di sicurezza, le mancano solo poche mandate....provi finché non trova la chiave giusta e soprattutto prenda una decisione con sé stesso. Ha veramente voglia di perdere questo stato d' animo? Come si immagina senza? Cosa cambierebbe nella sua vita se lei cominciasse a diventare più socievole e sorridente? Quali vantaggi potrebbe perdere che invece riscontra in questa condizione?

Buona riflessione
Dr.ssa simona Coscarella
Psicologa Psicoterapeuta Cosenza

Dr.ssa Simona Coscarella - Studio di Psicoterapie Brevi Strategiche Psicologo a Cosenza

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21 GIU 2016

Buongiorno,
se le può fare piacere parlare con un esperto può contattare la Psicologa Psicoterapeuta di GenuStudio di San Giovanni in Persiceto (Bo), il primo incontro è gratuito. Ci contatti tramite portale

GenuStudio Centro Professionisti associati Psicologo a San Giovanni in Persiceto

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21 GIU 2016

Buon giorno Luca,
lei è capitato nel sito giusto, quello di psicologia! Non pensa che forse dovrebbe proprio affidarsi ad uno psicoterapeuta per essere aiutato ad affrontare le sue difficoltà sociali? Ha fatto dei primi passi giusti: medico e psichiatra, ma il primo non ha specialità in questo senso, il secondo offre supporto farmacologico, solo lo psicoterapeuta può occuparsi delle cause e aiutarla a rimuoverle.
Cari auguri
Dott.ssa Rosalba Anfosso Boscolo

Dr. Rosalba Boscolo Anfosso Psicologo a Torino

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