Ansia sociale e pensieri intrusivi

Inviata da Anonimo · 13 mar 2019 Ansia

Sono un ragazzo di 24 anni, studente universitario.
Conduco una vita apparentemente normale: esco in compagnia, ho svariate amicizie, ho avuto esperienze con ragazze ed anche una fidanzata,
a scuola sono sempre andato bene, e sto concludendo gli studi universitari dopo aver preso la laurea triennale.
Tuttavia ho sempre lottato e convissuto con una forte ansia, legata in particolar modo alla paura del giudizio altrui.
Le condizioni che mi mettono più a disagio sono le relazioni con le ragazze/donne, in particolare se provo attrazione verso di loro.
In quest'ultimo caso mi è capitato, forzandomi a parlare con loro, di essere travolto da un'ansia paralizzante: faticavo a parlare, tremavo.
Un'altra situazione per me molto scomoda riguarda l'espormi in pubblico, come ad esempio il fare una domanda al professore durante una lezione con
l'aula affollata. Anche qui provo delle manifestazioni di ansia simili alle precedenti.
Secondo ma non meno importante problema è quello dei pensieri: tendo spesso a rimuginare sul passato, penso troppo, faccio una fatica terribile a
trovare la concentrazione per studiare, in particolar modo negli ultimi tempi. E tutto questo, probabilmente legato ai problemi di ansia sociale,
non fa che aggravare i sintomi.
Il perdurare di questa situazione mi ha portato ad episodi di depressione e completa apatia verso la vita, in particolare nei mesi invernali.

Ho contattato diversi psicologi, cercando quelli che proponevano un approccio cognitivo-comportamentale.
Purtroppo però i due percorsi affrontati non sono andati a buon fine.
In particolare, nell’ultimo percorso psicologico, il terapeuta mi assegnava dei compiti da fare per la volta successiva.
Una volta passati agli esercizi pratici ho riscontrato le difficoltà maggiori: mi ha chiesto di fermare per strada ragazze sconosciute,
e fare delle domande finalizzate a ricevere un rifiuto di qualunque tipo ( Ad. Es “sai per caso dov’è la fermata dell’autobus 29?”) .
Non son riuscito a fare con costanza questi esercizi, per me ancora troppo difficoltosi: secondo il terapeuta non ero abbastanza motivato al cambiamento.
Mi ha fatto poi notare come il mio vero problema siano i pensieri intrusivi, spesso dubitanti ed eversivi, che remano contro al tentativo di cambiare.
Sicuramente una parte di me ha molta paura del cambiamento, mentre l'altra spinge per accoglierlo ed affrontare le situazioni temute.

Chiedo gentilmente a voi un parere sulla mia situazione.

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Miglior risposta 13 MAR 2019

Gentile anonimo,
lei dice di aver affrontato due percorsi di psicoterapia e che entrambi non sono andati a buon fine.
E' molto probabile che queste due esperienze di psicoterapia non siano andate a buon fine perchè interrotte precocemente e ciò potrebbe effettivamente indicare una scarsa motivazione da parte sua.
D'altra parte lei non dice nulla sulla durata che questi percorsi hanno avuto e dovrebbe sapere che una psicoterapia non si può definire tale se non ha una durata continuativa di almeno un anno con regolari sedute settimanali.
L'approccio cognitivo-comportamentale è poi molto consigliato per problemi come i suoi di bassa autostima, ansia sociale, pensieri intrusivi e tendenza alla depressione ma gli "homework" (compiti a casa) previsti in questo approccio devono essere progressivi e ben calibrati sulla situazione in cui si trova il paziente in quel momento, altrimenti il rischio è che non vengano eseguiti ed anzi facilitino il drop-out (abbandono della terapia) per una forma di scoraggiamento che può aggiungersi alla eventuale motivazione insufficiente.
Concludendo, il mio parere è che lei debba portare avanti con continuità il percorso una volta intrapreso sapendo che per poter avere un miglioramento dell'autostima e superamento dei sintomi è necessario sempre scegliere di affrontare le difficoltà temute sopportando un certo disagio temporaneo anzichè scegliere l'evitamento per placare l'ansia nell'immediatezza.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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15 MAR 2019

Gentile Utente, penso anch'io come la Collega che ridurre l'ansia sia il nodo numero uno da risolvere. Gli esercizi proposti dal terapeuta sono certamente corretti, ed il fatto che per lei siano ansiogeni e gravosi è proprio il segnale che servono. Tuttavia, forse, non voglio opinare il lavoro svolto dal Collega, ma è solo una mia impressione, lavorerei prima in modo forte sulla riduzione dell'ansia con specifiche tecniche psicofisiologiche, come la midfulness, il training autogeno, la meditazione o lo yoga. In un secondo momento potrebbe allenarsi a raggiungere una discreta calma mentale anche appunto nelle situazioni critiche. Occorre insomma, nel suo caso, notevole gradualità, pena l'insuccesso. Cordialmente
dr. Leopoldo Tacchini

Dott. Leopoldo Tacchini Psicologo a Firenze

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13 MAR 2019

Buongiorno,
Convivere con manifestazioni di ansia, quali lei descrive, è davvero difficile. Lei racconta di avere pensieri 'dubitanti ed eversivi', che meritano di essere presi in considerazione: immagino che lei senta frequentemente una sorta di 'dialogo tra sé', nel quale da un lato esprime il suo desiderio di liberarsi dalle sue difficoltà, dall'altro sente una sorta di svalutazione, denigrazione dei suoi tentativi.
E' una situazione molto frequente quella che lei sta vivendo, che si può affrontare in terapia tramite un lavoro sui diversi aspetti della propria personalità.
Certamente dai percorsi già intrapresi ed interrotti avrà imparato molto di sé e sulle manifestazioni d'ansia; è importante considerare quanto abbiamo appreso nei percorsi che si interrompono, per qualsivoglia motivo.
Se Lei scrive chiedendo consiglio, probabilmente è pronto al cambiamento; Le propongo di considerare la possibilità che sia necessario, per lei, fare un lavoro approfondito su di sé, proprio al fine di debellare quel rimuginare, come lo ha descritto lei, che tanto è di ostacolo al suo cammino.
Carissimi auguri,
Dott.ssa Valentina Cozzutto

Dottoressa Valentina Cozzutto Psicologo a Monza

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