Ansia, sbalzi d'umore ed effetti collaterali dell'ansiolitico

Inviata da Biagio · 13 apr 2015 Ansia

Salve. Sono B. 31 anni e sono fidanzato con F. 27 anni, da due anni e mezzo.
F. Soffre d'ansia in maniera quasi costante e sente forte e opprimente la presenza della madre cui sopperisce l'affetto incondizionato del padre. I problemi sono cominciati quando qualche mese fa F. ha dovuto mettere da parte il suo sogno professionale per fare un lavoro duro e poco appagante. da allora pare essersi man mano sempre più affidata alla compagnia di un ragazzo conosciuto in chat fino a raggiungere le estreme conseguenze. Cioè la volontà di vederlo. All'inizio per aiutarla ho anche accettato la cosa, sperando fosse solo una parentesi, che tutto sarebbe potuto rientrare. Purtroppo la cosa invece è sfuggita di mano fino ad arrivare a una rottura con me. Rottura altalenante in realtà visto che per sua stessa ammissione si sente sdoppiata e non sono mancati attimi di riavvicinamento poi sfociati in nuove rotture. A fasi alterne la crisi la fa sentire male, si sente sporca per questo sdoppiamento e a volte parla anche di annullare completamente la propria esistenza...
Questa persona prende ansiolitici benzodiazepamine per la precisione... ecco... leggendo gli effetti collaterali sono descritti alcuni di questi sintomi. Disconoscimento emozionale che immagino o spero possa riguardarmi e anche tendenze all'autolesionismo. tenendo conto che non ne vuole sapere di andare da un professionista, quale la soluzione a questo intricato problema?
possibile che l'assunzione degli ansiolitici possa aver stravolto momentaneamente il giudizio della mia ragazza affidandosi, ingenuamente, alle cure di una persona idealizzata in chat?

Grazie

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Miglior risposta 13 APR 2015

Gentile Biagio,
lei ha già individuato una causa del malessere e cioè l'aver rinunciato ad un sogno professionale per un lavoro non appagante e altri fattori preesistenti quali il rapporto con la madre. Sono ambedue fattori psicologici che, in quanto tali, necessitano di omologa terapia psicologica e molto difficilmente modificabili attraverso unicamente dei farmaci.
Perciò non vedo altre possibilità di soluzione che non siano collegate all'affidarsi ad uno psicologo psicoterapeuta. Se la ragazza è contraria, ci vada lei in quanto il professionista potrà darle degli strumenti per migliorare la comunicazione e auspicabilmente indurre la ragazza a curarsi con una psicoterapia. Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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