Ansia riguardo a una relazione, come dovrei procedere?

Inviata da Zoe Dellarosa · 22 gen 2019 Ansia

Salve, ho già scritto qui negli ultimi due mesi dato la mia ansia, i miei dubbi e il mio disagio.
Due mesi fa ho incontrato questo ragazzo che mi ha compresa subito come nessun altro aveva mai fatto. Mi disse “so che c’e qualcosa dentro di te, ma hai un muro davanti, sembri superficiale e non sei quello che sto cercando”. Io mi sono alterata perché non ho mai pensato di avere un muro e oltretutto di essere superficiale, quando tutti mi dicono che sono profonda, e proprio la mia profondità alcune volte mi fa soffrire. Invece di andarmene sono rimasta lì, ad aprirmi, lui ha compreso anche quello che non comprendevo io di me stessa e vi dico la verità mi sembra una condanna. Il bagaglio emotivo che c’e tra di noi mi sembra una condanna. Già dalla prima sera si capiva che le sue intenzioni erano serie e ciò mi ha spaventato perché io preferivo vivere relazioni poco serie e ora a ripensarci non ho mai dato me stessa totalmente a nessuno e neanche la mia serietà totale a nessuno. Mi sono innamorata solo di una persona quando avevo 17 anni, gli ho dato tutta me stessa ma una me stessa finta (?) e all’inizio non la prendevo così seriamente e anche pesantemente, perché il mio ex non mi ha mai tramesso delle grandi sicurezze. E a rivedere il passato mi sono resa conto che mi piaceva l’ideale (tra l’altro distorto) di lui non lui. Con questo nuovo ragazzo mi sono venute tante ansie, molto simili a quelle che ho avuto nel momento di lasciare il mio ex.
Sono scaturite lo stesso giorno in cui un ragazzo che frequentavo che mi attraeva molto mi riscrive, io penso che non posso dare determinate cose al nuovo ragazzo (L) che volevo andare anche con l’altro ma non potevo farlo mi sentivo una merda, e non l’ho fatto.
Da lì sono scaturite tutte le mie ansie anche irrazionali, prima di poter essere bisex, poi l’affermazione “nessun uomo mi toccherà più”, poi gli dico di rallentare le cose dato che erano passate solo due settimane e lui mi è venuto incontro. Successivamente il “non mi piace abbastanza, ho paura di fargli male con i miei comportamenti” poi “è troppo buono” poi “non fa un lavoro che stimo” “è stempiato” “magari 1.77 è basso” “forse non mi piace avere rapporti con lui” etc.... il che fa “ridere”perché questa mia visione dipinge un uomo terribile, che non mi piace ma paradossalmente non è totalmente lui. Sono le mie ansie, i miei pensieri neri. Scaturiscono ogni lunedì mattina quando lui parte per andare a lavorare e finiscono ogni venerdì sera quando lo rivedo. Quando sono con lui alcune volte ho dei pensieri simili ma molto più tranquilli e poi penso “sono con lui, tranquilla, non devi prendere per forza una decisione”.
Per dei giorni ho avuto l’impulso di lasciarlo. Alcune volte è come se l’odiassi, vorrei solo che si allontanasse. La scorsa settimana l’ansia è stata molto contenuta e stavo meglio, questa settimana tra l’esame che ho avuto sta mattina e il fatto che sono al primo anno di università e nonostante l’impegno mi sento frustrata perché non sto passando questo esame e non ne ho ancora dati altri, è arrivata alle stelle. La sera stiamo al telefono due ore, ma ieri sera ho pensato che non mi piacesse la sua voce. Ho pensato che se non passavo questo esame veramente c’e qualcosa che non va in me in questo momento e non so perché ma di lasciarlo.
Mi sento infelice e insoddisfatta, ma non capisco perché il peso di questa relazione. Lui ha percepito che quando sono con lui dice che sono “vera” e probabilmente è così, quando sono senza di lui dico delle frasi che sottolineano la mia individualità che è l’altro lato di me, ha paura che possa prevalere quello e la stessa paura ce l’ho anch’io.
Per quanto riguarda il sentirsi “condannata” è che probabilmente io non riesco più a vivere senza questa persona che costituisce per me, nonostante i difetti, una persona speciale ma ho paura di perdere altro parallelamente, o che magari non sia abbastanza bello, di successo etc...
mi da fastidio anche quando mi incoraggia e mette un sacco di faccine quando in realtà per quanto riguarda gli esami non mi merito assolutamente niente.
Non so quello che provo per lui, ma qualsiasi cosa io provo per lui quando siamo insieme si trasforma in poca sopportazione, ansia, voglia di allontanarmi quando siamo distanti. Alcune volte mi sembra di volergli talmente bene al punto che mi viene da odiarlo.
So che è strano, ma in una situazione del genere come dovrei procedere?? Lo sto solo prendendo per in giro?

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Miglior risposta 23 GEN 2019

Carissima,
lei è una persona molto confusa. A dir poco.. Credo che abbia difficoltà nel vivere emotivamente l'incontro, la vicinanza con l'altro. Da una parte sente attrazione e col pensiero dice che lo ama, dall'altra, inconsciamente, ha paura di dipendere da lui o forse (altra ipotesi) di annullarsi in lui, e quindi pensa che lo odia. In mezzo a tutto questo c'è una enorme confusione che la destabilizza e, ovviamente, una grande ansia. Questi due nodi critici non le permettono di concentrarsi e di sostenere gli esami.
Per cui le consiglio vivamente una psicoanalisi al fine di fare chiarezza dentro di sé e di capire come mai ha difficoltà ad avvicinarsi agli altri. Può rivolgersi ad uno psicoanalista della sua zona o meglio ancora uno presente sul sito ma che usi Skype.
Mi faccia pure delle domande se ne ha bisogno!

Dott. Angelo Feggi - Psicoanalista Genova

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