Ansia per la relazione

Inviata da Giuls il 16 lug 2018 1 Risposta  · Ansia

Buongiorno,
Vi scrivo in quanto ormai da diversi mesi ho un problema che mi tormenta.
Premetto che da quando ho 14 soffro di depressione, attacchi di panico ed emetofobia, tenuti sotto controllo nel tempo tramite terapia farmacologica e psicoterapia.
Circa 3 anni fa ho chiuso una relazione malsana che mi aveva portato a provare una forte dipendenza verso questa persona. Nel momento in cui ho troncato la relazione (basa sulla violenza fisica e psicologica, sul ricatto morale e sul fatto che il partner era un alcolista). Mi sono sentita improvvisamente bene, come non sono mai stata in vita mia. Gli attacchi di panico erano quasi del tutto spariti, ero piena di vita, ci voglia di fare, mi sono laureata, ho trovato un lavoro e dopo cinque mesi dalla chiusura della relazione ho incontrato un altro ragazzo di cui mi sono innamorata e con cui mi sono fidanzata. Per il primo anno é andato tutto abbastanza bene, nonostante un tarlo che mi divorava in continuazione:il mio ragazzo era rimasto '' traumatizzato '' da una relazione finita male e per questo non riusciva ad aprirsi con me, non era sicuro dei suoi sentimenti nei mei confronti e diceva di aver bisogno di tempo, cosa che io gli ho sempre concesso nonostante questa incertezza mi logorasse. Nel frattempo ho ricominciato l'università e trovato altri lavoretti da accompagnare al primo... E questo sovraccarico mi ha lentamente riportato alla situazione di partenza. Da settembre 2017 sono tornati gli attacchi di panico e l'emetofobia, ho perso tre chili perché non riuscivo a mangiare e lentamente mi sono sempre più allontanata da qualsiasi situazione sociale che mi inponesse il mangiare/dormire fuori casa per il terrore di stare male di fronte ad alte persone. In tutto questo il mio ragazzo mi é stato vicino, é sempre stato dolce e comprensivo e non mi ha mai forzato a fare nulla che non mi andasse di fare. Da parte mia, per non inficiare la relazione mi sono sempre sforzata di andare da lui. Ma ogni volta era un agonia. Avevo il terrore di vomitare dopo ogni pasto, al momento di dormire mi prendevano attacchi d'ansia, la mia vita sessuale, che prima era estremamente soddisfacente, é diventata sempre più brutta. Il neuro psichiatra mi ha reintrodotto alcuni medicinali che avevo interrotto di prendere, ma ciò mi ha procurato un apatia mentale e fisica ancora peggiore di quella provata fino in quel momento. Ho iniziato a voler solo dormire, sempre. Non volevo uscire con gli amici né vedere il mio ragazzo e quando mi sforzavo di farlo non vedevo l'ora di tornare a casa per andare a dormire. Pensavo che le cose non potessero andare peggio, ma da maggio invece ho avuto un crollo ancora peggiore. Un giorno, letteralmente all'improvviso, ho iniziato a domandarmi se davvero amassi il mio ragazzo. Se davvero volessi stare con lui. Gli attacchi d'ansia sono diventati insostenibili, ho passato giorni chiusi in camera a piangere disperatamente, a cercare ossessivamente sul web storie simili alla mia. È come se qualcosa si fosse rotto in me. Ci penso giorno e notte, sono sempre nervosa, sento un peso insopportabile sul petto che non mi lascia respirare. Almeno una volta al giorno faccio ricerche sul web nella speranza di trovare qualcosa che possa aiutarmi a salvare la mia relazione. Negli ultimi tempi, per di più, il mio ragazzo mi sembra uno sconosciuto, faccio fatica a riconoscerlo, mi sembra un estraneo di cui non so nulla. Ne ho parlato con la mia psicologa, ma a suo giudizio é tutto normale, sono io che mi concepisco malata e stiamo per chiudere il percorso di psicoterapia. Sono disperata perché sto male, mi sento sola e mi sembra che nessuno riesca a capirmi.
Vi ringrazio in anticipo per le riposte

amici

Miglior risposta

Buongiorno. Grazie di aver condiviso con noi la sua vita.
Da quello che descrive, lei sicuramente ha necessità di esser ancora supportata e deve continuare a fare un percorso PSICOTERAPICO e non solo un supporto psicologico da una psicologa. Le dico questo perché è importante che vada più nel suo profondo per svolgere un percorso personale importante. Quello che le sta accadendo non si può definire "normale" ma Sintomo di un suo malessere psicologico assolutamente da risolvere. Pretenda di risolvere tutto, di ritrovare il.suo benessere, di VIVERE al meglio.
Dott.ssa Enza Pecora
Psicologa e psicoterapeuta
Reggio Calabria

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