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Ansia per il futuro,non so chi sono

Inviata da Sarah il 26 lug 2019 Ansia

Ansia per il futuro
Salve a tutti. Scrivo qui perché vorrei avere un consiglio,onesto,sulla mia situazione. Sono una ragazza che tra poco compirà 20 anni, diolomata l'anno scorso al liceo classico, ora al primo anno di università,indirizzo Lettere Moderne. Vado al sodo:sento che sto sprecando la mia vita. Non sono soddisfatta né di quello che studio,né della prospettive che si dipanano al termine di questo corso. Sono sempre stata una bambina coraggiosa e molto ambiziosa, mi piaceva sentirmi responsabile,aiutare il prossimo, rappresentare gli altri, insomma,mettermi in gioco, ma da qualche anno,ossia negli anni del liceo questa mia caratterisitica é andata un po' sfumando,credo a causa del fatto che con il periodo della pubertà non mi sentivo a mio agio con il mio fisico e corpo, e mi sono chiusa molto in me stessa. Da amante della vita quale sono questa cosa mi ha fatto soffrire terribilmente e mi ha fatto sentire colpevole, come se stessi rifiutando la vita poiché incapace di reagire. Avendo quell'età,capirete anche voi, sembrava tutto amplificato,ogni problema diventava insormontabile e si fa presto a sentirsi sbagliati,sopratutto allo specchio. Nel quarto anno un professore mi disse che ero una ragazza intelligente e quasi arrabbiato continuò dicendo che non capiva perché io cercassi di stare nell'ombra, di non studiare al massimo,poiché le capacità le avevo. Quella domanda mi rimbomba ancora nella testa e me la pongo continuamente,soprattutto a lezione. Ora,io non sono una megalomane che crede di poter compiere gesta sovrumane ma sento ogni giorno di più la consapevolezza del fatto che ho scelto un corso di laurea "facile" (l'obbiettivo era quello di diventare giornalista) e che non mi sto valutando per quella che sono. In più ho anche delle amiche immature,che non mi stimolano, che non pensano minimamente a cose più importanti del fatto di uscire il sabato. Il lavoro che ho sempre voluto fare coincideva con qualcosa di dinamico,avventuroso e ambizioso, ma soprattutto utile agli altri,al prossimo, per questo ho spesso pensato a intraprendere giurisprudenza e poi fare avvocato o magistrato. Il problema é questi anni del liceo più "bui" mi hanno abbastanza demoralizzato e non sento più quella grinta e intraprendenza che mi caratterizzava, comincio a farmi problemi per nulla, e sento che sto diventando "buona" nel senso negativo del termine,ossia come una brava bambina che cerca di non fare rumore e obbedisce a un "ruolo" che le spetta. Da un anno ho anche problemi di ansia, che mi causano tremori nel corpo, tipo spasmi muscolari. Questa cosa del corpo la interpreto come "vita che vuole uscire" ma sento che mi manca ancora una direzione,uno scopo preciso e per questo,quest'anno ho "ripiegato" su lettere, come una scelta dettata dalla paura e non da un reale e vivo interesse per la materia. Sento di avere dentro di me una parte che mi spinge all'azione, a fare, ad avere coraggio e mettersi in gioco e un'altra che mi sussurra continuamente il fatto che non me lo merito,che non valgo nulla,che a me può andare bene tutto. Ma io non ho nemmeno 20 anni e non voglio sprecare la mia vita, pensare a occupare il tempo,sperando che passino le giornate, voglio essere la protagonista della mia esistenza. Scusate il papiro. Cosa dovrei fare? Come posso prendere di più in mani la mia vita?

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Gentile Sarah,
da ciò che ha scritto si coglie molto bene il conflitto tra la voglia di realizzare con coraggio i suoi desideri più profondi e la paura di affrontare le relative difficoltà lungo questo percorso, paura evidenziata anche da ansia e sintomi psicosomatici e probabilmente originata da quel periodo adolescenziale di insicurezza riguardante l'aspetto fisico.
Il dato di fatto è che per adesso lei ha preferito la strada più facile che però non le dà molta soddisfazione e, anche se è abbastanza giovane da permettersi di poter cambiare senza un rilevante danno i suoi progetti e l'indirizzo di studi, deve esserne convinta in modo da non diventare ulteriormente dispersiva.
A questo scopo è consigliabile intraprendere al più presto un percorso di psicoterapia per essere aiutata a rafforzare la sua struttura di personalità e a prendere la decisione definitiva con convinzione e senza altri ripensamenti.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Carissima Sarah,
non preoccuparti per il "papiro", è giusto poter cercare di esprimere il proprio stato d'animo e spiegare cos'è che ti fa stare male.
Hai una buona capacità riflessiva ed è evidente che tutto questo tormento interiore ti sta portando ad esprimere anche a livello somatico il tuo problema (l'ansia a cui ti riferisci).
Posso solo dirti che per il tuo problema molto è dovuto a cosa pensi di tutta questa situazione in cui ti trovi, la tua personale valutazione, il valore personale che ti dai e le emozioni che provi di conseguenza (tra cui il senso di colpa).
Ti consiglio di intraprendere un tuo personale percorso di psicoterapia per poter risalire all'origine di questi pensieri ed emozioni e, quindi, del tuo problema e per poter poi anche risolvere la problematica dell'ansia che ne sta scaturendo.
Sicuramente ne beneficerai tantissimo e potrai scoprire tante cose di te stessa, arrivando a star di nuovo bene e a trovare più serenamente la tua strada.
Per qualunque chiarimento, non esitare a contattarmi.

Dott.ssa Michela Garzia
Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale in formazione.

Dott.ssa Michela Garzia Psicologo a Alliste

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Gentile Sarah,
dal suo scritto colgo una capacità riflessiva e conoscenza di quello che desidera per se e un blocco nel suo passato che le impedisce di realizzare quel che vuole.
L’aver vissuto un periodo buio durante il liceo, con problemi di non accettazione del suo corpo mi sembra abbiano lasciato un segno, rifugiandosi in un limite che le è stato detto dal suo professore. La rabbia, le manifestazioni credo siano consequenziali a un blocco e si accompagnino al senso di inadeguatezza e di poco valore di se accontentandosi. Fare la brava può voler dire non creare problemi, non mettere fuori conflitti.
Proverei a riflettere su tutto ciò e se non riesce da sola a canalizzare la sua energia chieda un aiuto psicoterapeutico, credo le sarebbe utile per conoscere ed elaborare la sua ansia e le manifestazioni connesse, sono segnali a cui dare un significato e un origine.
Disponibile per approfondimenti
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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