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Ansia, paura di affrontare le cose e solitudine

Inviata da AnonimaEmme il 5 set 2018 Ansia

Salve,
ho 25 anni e a breve inizierò il secondo anno di laurea magistrale. Il problema che mi trovo a fronteggiare in questi giorni è un'ansia eccessiva che non sto riuscendo a placare, oltre a un malessere legato a diversi aspetti della mia vita che mi rendono poco serena. Sono rientrata dalla pausa estiva da pochi giorni. Durante il mese di agosto mi ero preposta di preparare due esami per settembre, ma tra una cosa e l'altra non ci sono riuscita, quindi ne sosterrò solo uno. Il fatto però di aver studiato meno del dovuto ad agosto e di non aver tenuto fede all'impegno che avevo stabilito ha fatto sorgere in me un profondo senso di colpa ("Come ho potuto sprecare un mese?", "Avrei dovuto fare di più...", "Ora rimarrò indietro con gli esami", ...) e anche la fiducia in me stessa ne ha risentito, perché mi sono sentita incapace e inconcludente. La consapevolezza di avere ancora molte cose da studiare e poco tempo rimanente mi ha procurato talmente tanta ansia da psicosomatizzare (tachicardia, tremori alle mani, cefalea tensiva). Questo stato psicofisico mi ha completamente impedito di concentrarmi in questi giorni e, realizzando che non sarei riuscita a preparare l'esame per la data stabilita, ho deciso di sostenerlo all'appello successivo. Naturalmente questo non mi ha tranquillizzato, ma anzi, ha fatto sorgere in me ulteriori sensi di colpa. In generale, gli esami mi hanno sempre procurato molta ansia: le scadenze, la pressione, lo stress, le aspettative, la paura di fallire, di non farcela, di rimanere indietro, il sentirmi inferiore e meno capace dei miei colleghi, ... Il contorno a tutto ciò non mi aiuta: la mia famiglia abita molto lontano; ho da 4 anni una relazione a distanza; nella città in cui studio non sono riuscita a farmi delle amicizie e quindi non esco mai con nessuno; pur convivendo con altre studentesse, rimango spesso a casa sola per lunghi periodi e questo a volte mi rende profondamente triste.
Non riesco più ad accettare che le cose stiano così, perché vorrei fosse tutto diverso: vorrei tornare a sentirmi serena per riuscire a concentrarmi nello studio e ritrovare la motivazione che mi ha sempre animato e avere il mio ragazzo più vicino (cosa impraticabile ora) o quantomeno degli amici su cui contare.
Ho anche la sensazione che nell'ultimo anno sia cresciuta in me la paura di fare altre cose: vorrei tornare a cantare in un gruppo come facevo prima, ma temo che questo mi possa sottrarre tempo allo studio; vorrei intraprendere un corso di yoga, ma non mi decido a cercarlo; vorrei fare un'esperienza di tirocinio all'estero, ma ho l'ansia a pensare a tutta la burocrazia che sta dietro la domanda e temo che non riuscirei a cavarmela una volta lì, etc. Sono davvero stanca di questa ansia che mi fa vedere ogni cosa come una montagna insormontabile e delle paure che mi impediscono di raggiungere i miei obiettivi, realizzare i miei sogni e avere una vita appagante. Vorrei tanto liberarmene, ma non so bene come fare. Vorrei sentirmi serena e "normale".
Vorrei tornare a fare psicoterapia, in quanto l'ho già fatta una volta un po' per i disturbi d'ansia, un po' per altre cose, ma l'ho dovuta sospendere per la spesa eccessiva e tuttora non ho la possibilità economica purtroppo. Mi sono rivolta al servizio di counseling dell'università, ma purtroppo per queste problematiche non offrono molto supporto. So bene che, più che consigliarmi di rivolgermi ad uno specialista, potrete fare poco, ma se ho scritto qui è perché la comprensione, qualche parola di conforto e qualche suggerimento potrebbero comunque aiutarmi a farmi sentire un po' meglio in questo momento,dato che non so davvero a chi rivolgermi. Vi ringrazio per l'attenzione.

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Buongiorno Marica,
Il mio consiglio e di ripartire da se stessa. "Respirare.. con la pancia" e ripartire da se stessa. Ci sono diverse cose che sente non andare bene intorno a lei, investa su se stessa.
Certo il mio consiglio è quello di riprendere una psicoterapia per lavorare su alcuni suoi funzionamenti per riportarli in equilibrio e alleviare l' ansia. Un buon equilibrio c'è quando si può staccare come lei dice di aver fatto durante le vacanze, per caricarsi e riprendere poi le attività. Quindi è bene anche fermarsi. Ma fermarsi davvero per trovare benessere ed energia buona.
Importante per lei è anche entrare in contatto con le sue sensazioni, e non solo con i pensieri. Come sta iniziando a fare. Ed ascoltarsi. Avvicinarsi così a ciò che la fa stare bene ed allontanarsi da ciò che la fa stare bene.
Spero di esserle stata utile.

Cordiali saluti
Vania Camerin psicologa Psicoterapeuta Conegliano e Montebelluna EMDR

Dott.ssa Vania Camerin Psicologa Psicoterapeuta, EMDR Psicologo a Conegliano

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Buongiorno Marica,
sta sperimentando un forte senso di frustrazione e sofferenza.
Le sarebbe utile ricevere un supporto psicologico professionale che potrebbe richiedere nei servizi pubblici della sua zona. Può informarsi dal suo medico di base sulle procedure da attivare per una psicoterapia.
Cordialmente,

Dr. Gianmaria Lunetta,

Psicologo Clinico a Torino

Dr. Gianmaria Lunetta Psicologo a Torino

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